Francia e All Blacks, piccole schermaglie in tinta. Questioni di maglie

Con grande anticipo sul resto della stampa italiana la scorsa settimana – era il 12 ottobre – le nostra Stefania Mattana e la sua rubrica “Uenuku” avevano dato la notizia che la Francia – in caso di raggiungimento della finalissima di Auckland – avrebbe lasciato agli All Blacks l’onore di indossare la loro prima maglia. Francia e Nuova Zelanda hanno conquistato la possibilità di giocarsi il titolo mondiale, e con ogni probabilità vedremo i neozelandesi in nero e i galletti in bianco.
Dico con ogni probabilità perché con l’avvicinarsi del fischio d’inizio dallo staff francese qualche mugugno inizia a sentirsi.
A prendere la decisione di lasciare la prima maglia ai padroni di casa era stato Jo Maso, al seguito della nazionale transalpina: la scelta per prassi spetta alla squadra ospite. La Nuova Zelanda aveva fatto lo stesso nel 2007 proprio con i francesi, quando ai quarti aveva lasciato il “bleu” ai padroni di casa indossando invece un – orribile – grigio.  Maso ha restituito la cortesia, ma alcuni giocatori hanno espresso qualche critica. A parlare sono stati Lionel Nallet e Aurélien Rougerie che sostanzialmente hanno detto “i tifosi ci incitano dicendo Allez les bleus, non Allez les blancs. Ma non importa, conta solo uscire dal campo con la maglia sporca”. Sulla stessa linea d’onda, per una volta, anche il ct Lievremont: “Avremmo preferito giocare con la nostra maglia tradizionale, certo, ma è un dettaglio. Avremmo potuto giocare in rosa o in viola”.

 

Video: e Kleeberger si tagliò la barba. Per beneficenza

La lunga barba del giocatore canadese è diventata uno dei simboli mediatici del Mondiale in Nuova Zelanda. Lui però l’aveva promesso. E il taglio è stato publico, per raccogliere fondi a favore di Movember.com e per il Christchurch Earthquake Relief

Al circo del Grande Fratello anche un rugbista?

La donna barbuta, l’uomo-cannone e il ragazzo con la palla ovale! Un rugbista sarebbe in procinto di entrare nella casa del Grande Fratello, almeno a quanto racconta la conduttrice, Alessia Marcuzzi, in una intervista al portale Virgilio:

“Il 24 ottobre entreranno 16 concorrenti, ma nessuno di loro fino all’ultimo ne avrà la certezza, vogliamo evitare che i concorrenti, una volta entrati nella Casa, si ‘siedano’, sia dal punto di vista psicologico sia da quello fisico”.
Poi prosegue: “Tra i candidati più probabili mi ha colpita una ragazza che dice di stare dieci gradini sopra le altre. ‘Me le magno tutte’, dice testualmente. ‘Divoro uomini e libri’ è il suo motto. E così cita Flaubert e Woody Allen. C’è poi un ragazzo molto bello, direi sconvolgente. Se fosse nato a Hollywood avrebbe fatto faville. È molto tenero. Lo definirei un ‘bello accessibile’. Ci sarà anche un rugbista dal fisico mozzafiato, sexy e autoironico”.

Per qualcuno il bicchiere sarà anche mezzo pieno – “pensate alla visibilità!” – ma i rischi di diventare una delle tante macchiette italiote è fortissima. Incrociamo le dita…

Video: e l’Haka diventa un mix tamarrissimo

Però qualcosa di divertente e ben riuscito c’è…

 

L’ultima degli inglesi: documenti segreti di allenamento abbandonati. E finiti in mano irlandese…

Controllare sempre di aver preso tutto. Quando si lascia una stanza d’albergo uno generalmente fa passare cassetti e cassettini, vedi mai che lasci qualcosa di importante. Tipo documenti con appunti sulle tecniche d’allenamento – se fai parte di una squadra di rugby – ad esempio. Fogli che mai vorresti veder finire nelle mani dello staff tecnico di una squadra avversaria.
E invece è proprio quello che è successo: membri della comitiva irlandese hanno trovato una serie di fogli in formato A3 della nazionale inglese in un albergo di Wellington (l’InterContinental Hotel), dove entrambe le squadre sono state ospitate a distanza di qualche giorno. Secondo alcune fonti erano proprio in una stanza, secondo altre sarebbero invece state lasciate in una sala riunioni. Poco importa, comunque.
Nove in tutto i documenti, almeno a quello che dice il quotidiano Telegraph. Contengono codici di comunicazione in campo, tattiche, focus sulla disciplina e molto altro. Insomma, così com’è l’ennesima colossale figura della spedizione inglese, ma pensate un attimo se le due squadre fossero approdate in semi-finale: un vero disastro per gli uomini in maglia bianca.