Fiamme Oro e Fiorentina calcio, galeotte furono le Dolomiti

dall’ufficio stampa Fiamme Oro

Si sono scrutati con curiosità per giorni, gli sguardi si sono incrociati spesso tra le vie di Moena: tute cremisi e tute viola a passeggio nella cittadina trentina, dove le squadre delle Fiamme Oro Rugby e dell’ACF Fiorentina stanno ultimando la preparazione alla nuova stagione, non passano inosservate. Nasce così l’idea di ritrovarsi un giorno insieme per scambiarsi opinioni, idee, esperienze e, perché no, anche le maglie. E’ Sara Picone, marketing ed event manager della società toscana, a creare l’occasione il 26 luglio scorso, durante l’amichevole precampionato che vede la Fiorentina affrontare l’Hellas Verona. Prima del calcio d’inizio, sul campo di allenamento, il Direttore sportivo delle Fiamme Oro Rugby, Claudio Gaudiello, e il capitano della Fiorentina, Mattia Cassani, si scambiano le maglie dei due team, prima di assistere al match dei viola. Due discipline diverse, ma con un unico comun denominatore: lo sport, quello con la “S” maiuscola, che unisce sempre e non divide mai!

Miscellanea pop al ritmo di haka: così si preparano alla Serie A gli arbitri di calcio

da la Gazzetta dello Sport

Dopo Al Pacino e la musica adrenalinica degli AC/DC, ecco la danza Maori degli All
Blacks. Le pensa tutte quel diavolo di Stefano Braschi per caricare la squadra che allena.
Così il terzo ritiro sotto la sua gestione è stato segnato da questa nuova trovata. (…)
Il designatore con l’aiuto dell’ufficio stampa aveva preparato un filmato particolare. Si sono
spente le luci e… Con lo schermo ancora nero, la grande stanza è stata invasa dal rumore assordante degli elicotteri. La musica in sottofondo era la mitica Another brick in the wall (part II) dei Pink Floyd, poi sono arrivate le immagini. Anche qui gli «ohhh» di stupore non sono mancati. In primo piano sono apparsi i mastodontici All Blacks, la squadra di rugby neozelandese, mentre urlavano in faccia ai malcapitati avversari le parole della Haka. Ovviamente la danza tipica dei Maori eseguita alla perfezione dai giocatori ha bucato il video di solito utilizzato per dirimere questioni tecniche legate al regolamento. Gli arbitri e gli assistenti si sono «accucciati» sulle poltroncine, gustandosi lo spettacolo. Braschi ha poi inserito delle immagini di gioco, con azioni alla mano degli All Blacks. Una serie di passaggi infiniti e ubriacanti per arrivare alla meta, l’obiettivo finale di tutte le squadre di rugby. Ovviamente una metafora che il designatore ha poi spiegato al gruppo. «Noi dobbiamo prendere questo spirito — le parole di Braschi—e portarlo sui campi da gioco. Siamo una squadra formata da quattro elementi fino alla scorsa stagione, adesso probabilmente con i giudici di porta saremo in sei. Ma dobbiamo ragionare come gli All Blacks, aiutarci nelle difficoltà. (…)

Castro alle Olimpiadi sbaraglia tutti, anche per spot

Ricevo e pubblico

Non solo Edison Sport Azzurro è l’unica campagna italiana a soggetto olimpico premiata lo scorso 12 luglio da Social Games (il programma specializzato in onda il giovedì su Sky Sport 2 curato da Luca Corsolini, con la collaborazione di Chiara Maucci e la conduzione di Claudia
Angiolini), è anche la più ricordata e apprezzata dal pubblico italiano. È questo l’esito della ricerca svolta la scorsa settimana dall’Istituto per gli Studi sulla Pubblica Opinione presieduto da Renato Mannheimer.

In occasione di Euro 2012, la nuova campagna istituzionale Edison, nata sul web, è andata “on air” prima su Raiuno e poi anche sulle altre reti televisive nazionali. Protagonista è il rugbista Martìn Castrogiovanni. Il pilone azzurro ha interpretato per Edison tre video virali di 60” che in modo ironico e divertente lo mostrano alle prese con discipline sportive decisamente diverse dalla sua. Ogni episodio della sua saga olimpica lo vede mettersi in gioco insieme a, rispettivamente, Simona Gioli, centrale della Nazionale di volley; le Farfalle tre volte campionesse del mondo di ginnastica ritmica; e Maurizio Felugo, regista del Settebello campione del mondo a Shangai nel 2011.

La campagna Edison Sport Azzurro è stata accolta con favore tanto dal pubblico – nei molteplici commenti postati da blogger e utenti sui principali social network – quanto dal mondo dell’informazione (periodici, grandi quotidiani nazionali, sportivi e non, con relativi siti, e anche i notiziari delle televisioni private e pubbliche). La ricerca Ispo aveva come oggetto il ricordo e apprezzamento della campagna che Edison ha lanciato nel maggio scorso, quando – in concomitanza con l’annuncio ufficiale della partnership con il CONI in vista di Londra 2012 – ha inaugurato l’omonimo canale YouTube Edison Sport Azzurro
(www.youtube.com/edisonchannel). Le interviste sono state condotte su un campione rappresentativo della popolazione italiana internauta in età adulta (800 casi, di cui il 60% maschi). Non manca il confronto fra la campagna di Edison e quelle a soggetto olimpico di altre aziende di primissimo piano, nessuna delle quali italiana. Eccone un sunto in sette punti.
1. Il ricordo della campagna è diffuso nell’83% del campione
2. La campagna Edison è la più ricordata tra quelle oggi “on air” a tema olimpico
3. Oltre a essere la più ricordata, risulta essere la più simpatica, originale e chiara
4. L’82% del campione dà un giudizio positivo alla campagna: poco meno di uno su due esprime un giudizio “molto” positivo
5. Lo spot più apprezzato è “Nastro rosa per Castrogiovanni” (quello girato con le
Farfalle, n.d.r.)
6. La maggioranza relativa del campione (24%) associa spontaneamente i concetti di simpatia e di divertimento alla campagna, il 5% cita il sostegno alla maglia azzurra
7. La campagna sembra essere inoltre efficace nella comunicazione dei due messaggi chiave “il forte legame di Edison con il Paese” (75%) “il sostegno di
Edison allo sport” (82%).

Storie ovali: il Veneto non ha mai espresso un presidente FIR. Vero, più o meno

Ivan Malfatto, Il Gazzettino

(…) però bisogna fare chiarezza su un falso storico. Un veneto presidente della Fir c’è stato. Per poco, ma c’è stato. È avvenuto nel corso del 1977, a causa della malattia di Mario Martone, numero uno della Fir in carica. Si tratta di Vittorio Cogo, allora vicepresidente vicario. «Presi il suo posto da inizio fino a quasi fine dell’anno – racconta Cogo, avvocato rodigino per tanti anni in Fir e dirigente rossoblu – Fra le vicende di quell’anno, ho fatto
in tempo a vivere una delle esperienze più importati di quei tempi. La prima storica
apparizione degli All Blacks in Italia. Il 22 ottobre 1977 all’Appiani di Padova, vittoria 17-9
sul XV del Presidente. Quel presidente ero io. Scelsi Roy Bish come allenatore, che fece
giocare il rodigino Dirk Naudè e il petrarchino Andrea Rinaldo (attuale consigliere federale, ndr) insieme in seconda linea».
Quel match è stato uno dei primi importante passi di apertura dell’Italia verso il rugby
internazionale. Apertura che 21 anni dopo ha portato all’ammissione al Sei Nazioni. A
pilotare quel passo c’era un presidente della Fir veneto.

Video: il Super Rugby? Una pista da ballo…

Israel “Izzy” Dagg, Julian Savea, Juan De Jong, Bryan Habana, Andre Taylor, Cory Jane, Lelia Masaga, Danny Cipriani, Zac Guildford si danno al ballo. Particolarmente portato sembra essere Savea, che si esibisce in un pezzo di break dance.