La notizia non è ancora ufficiale, ma Tobie Botes oggi raggiungerà il ritiro azzurro in vista del debutto di sabato al Sei Nazioni. La decisione del ct Jacques Brunel dopo il ko di Orquera. Tobie Botes, eleggibile da settembre scorso, gioca nel Benetton Treviso da mediano di mischia. In nazionale è chiamato come apertura o – se vogliamo prenderla da più lontano – da utility-back: ma non è questo uno dei punti del problema/stranieri tra Treviso e FIR?
Categoria: Benetton Treviso
Permit players, le richieste di Aironi e Benetton
Parte il Sei Nazioni, ma il Pro12 non si ferma. Le franchigie italiane – saccheggiate dei loro uomini migliori dalla nazionale – devono quindi far ricorso ai permit players per affrontare gli impegni celtici.
Da Viadana alla federazione è giunta la richiesta per Filippo Cazzola (seconda linea dei Cavalieri Prato), Denis Majstrovic (centro, anche lui di Prato), Riccardo Pavan (ala di Rovigo) e Carlo Festuccia (prima linea dei Crociati parma), ma solo se venisse convocato Fabio ongaro, al momento fuori dal gruppo azzurro di Brunel.
Il Benetton Treviso ha chiesto gli stessi giocatori su cui ha potuto contare a settembre durante il Mondiale neozelandese: Alberto Chillon (mediano di mischia del Petrarca), Marco Barbini (padovano anche lui, terza linea), Marco Fuser (seconda linea del Mogliano) e Alberto Chiesa (centro dei Cavalieri). C’è poi il “caso” Luca Morisi: la giovane apertura è stata richiesta pur essendo tra i convocati di Brunel (ma potrebbe non finire nei 23 delle partite) e i Crociati, squadra in cui milita, non vorrebbero comunque privarsene. A dire sì o no alle richieste sarà la FIR.
Benetton Treviso in volo sulla Manica: l’Inghilterra la chiama
Andrea Passerini, La Tribuna di Treviso
Il Regno Unito chiama Benetton e il Benetton. Almeno due club inglesi, uno di Premiership, il massimo campionato inglese, hanno sondato nelle scorse settimane i vertici del club biancoverde per capire quali margini ci fossero per investimenti trevigiani in un club
d’Oltremanica. Sia in termini di sponsor che di know how tecnico.
Cose mai viste, alle latitudini del rugby italiano. Effetto Celtic? Va detto che Treviso è stata
pioniera del rugby italiano in Europa, disputando la prima edizione sperimentale della Heineken Cup, nel lontanissimo 1997/98. Il presidente Zatta conferma le indiscrezioni: «E’ vero che ci sono stati dei contatti, per quanto informali. Penso sia un riconoscimento a quanto hanno fatto questa società e questo sponsor per il rubgy italiano – dice – evidentemente la Celtic è una vetrina che ci ha consentito di essere ancor di più in mostra».
Cosa si cerca, dall’Inghilterra, fra Ponzano, sede di Benetton group e la Ghirada? Sicuramente risorse finanziarie per sostenere un rugby sempre più oneroso per sostenere i costi di gestione, di contratti, di rose.
Ma da quanto è trapelato c’è stato interesse anche per il modello Treviso, e dunque per il
management societario e tecnico. Alla Ghirada assicurano che il segnale abbia regalato estrema soddisfazione. E in tempi di contenzioso ancora aperto con la Federazione, diventava uno scenario non improbabile anche quello di un’emigrazione di Treviso Oltremanica, al di là delle due stagioni di Celtic, magari lasciando a Treviso il settore giovanile e un’accademia.
Fanta-rugby? Mica tanto. Poi, giovedì, il faccia a faccia con Dondi che ora potrebbe dare la novità nei rapporti fin qui tesissimi fra il Palazzo e la Ghirada. L’intesa su alcuni punti chiave, finanziari in primis. Sarà la Fir d’ora in poi, come fatto quest’anno, ad accollarsi la «tassa» chiesta dal board della Celtic a mo’ di garanzia.
E sulla spartizione degli oneri fra Treviso e Fir (8,5 milioni annui di budget, dei quali 5,8
coperti da Treviso, il 60% dei contratti di staff e giocatori a carico di Roma) rientra dalla porta principale il primissimo protocollo finanziario a suo tempo certificato dalla Deloitte, che era quello sempre invocato da Treviso nel successivo contenzioso con la Fir.
Sul fronte stranieri, le nuvole ancora presenti – vedi il ricorso che dovrebbe essere esaminato il 7 febbraio – potrebbero sciogliersi con la chiamata in azzurro di Tobias Botes. Anche se Treviso ricorda come la legislazione europea sia in linea con i criteri adottati sin qui, e non con il tetto imposto dalla Federazione.
Tornando a Botes, dicono che Brunel sia interessato, il giocatore è eleggibile da settembre, sembra non ci siano davvero più ostacoli per lo sbarco in nazionale del mediano di mischia. E a quel punto Treviso avrebbe un altro italiano in rosa… Infine, si sarebbe parlato anch di maggiore voce in capitolo sui contratti dei giocatori e un’accademia per i giovani. Se son rose, fioriranno a breve
Il riavvicinamento tra FIR e Benetton: i dettagli
di Elvis Lucchese per il Corriere del Veneto
(…)Al di là delle dichiarazioni ufficiali, i due dirigenti sono giunti ad una «pace
armata» secondo un patto che potrebbe riavvicinare le parti: se entro una settimana Dondi accetterà le richieste del Benetton, il club trevigiano ritirerà il ricorso sugli stranieri che rischerebbe di mettere in difficoltà la Fir di fronte agli organi di giustizia sportiva.
Il presidente federale si è dichiarato disponibile ad un’apertura nei confronti di Treviso. «Ora c’è una settimana per passare dalle parole ai fatti», sottolinea Amerino Zatta, «quindi ci aspettiamo di giungere presto alla firma di un documento che faccia chiarezza sulle condizioni della nostra partecipazione alla Pro12. Era impossibile continuare a gestire la
partecipazione ad un torneo internazionale vivendo alla giornata, con regole ambigue e
continuamente modificate».
Cosa chiede Treviso? Di allargare la rosa da 40 a 44 giocatori, di utilizzare stranieri semplicemente secondo le regole internazionali, di gestire le trattative contrattuali con i giocatori, di varare un’accademia giovanile che abbia uno sbocco nella partecipazione al
campionato nazionale. Scongiurata l’ipotesi clamorosa della fine dell’esperienza trevigiana in Pro12, il club può ora dedicarsi con più serenità ai rinnovi di contratto per la prossima stagione. Primo passo la conferma di Smith sulla panchina, ormai definita. «L’accordo con
l’allenatore c’è, manca solo la firma», assicura Zatta. (…)
Pavanello fermato fino al 6 febbraio: salta la Francia
L’ERC ha sospenso fino al 6 febbraio il seconda linea e capitano del Benetton Treviso Antonio Pavanello per stamping nel match di Heineken Cup controi Saracens. L’azzurro salterà il turno inaugurale dell’RBS 6 Nazioni del 4 febbraio a Parigi contro la Francia.
Pavanello aveva calpestato in mischia il terza linea dei Saracens Jackson Wray la scorsa domenica. Rischiava – secondo regolamento – da un minimo di 2 settimane a un massimo di 52. E’ andata bene.
