Mondiale finito per Gonzalo Tiesi, centro argentino infortunatosi ieri a Dunedin durante la sfida con l’Inghilterra. Il ginocchio destro non gli consente di andare avanti.
I guai per i Pumas non sono finiti: Felipe Contepomi è in forte dubbio per la seconda partita con la Romania, in programma a Invercargill il prossimo 17 di settembre.
Categoria: Argentina
Fotogallery: la battaglia tra Argentina e Inghilterra
Nudo fino alla meta, o quasi
Video: le sintesi di Francia-Giappone e Inghilterra-Argentina (più statistica)
Francia-Giappone 47-21
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Inghilterra-Argentina 13-9
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Le statistiche di Argentina e Inghilterra
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Key Match Stats | ![]() |
|---|---|---|
| 0 | TRIES | 1 |
| 0 (0) | CONVERSIONS (MISSED) | 1 (0) |
| 3 (6) | PENALTY GOALS (MISSED) | 2 (5) |
| 0 (1) | DROP GOALS (MISSED) | 0 (0) |
| 0 | YELLOW CARDS | 1 |
| 0 | RED CARDS | 0 |
| 51% | POSSESSION | 49% |
| 48% | TERRITORY | 52% |
| 7’12” | ACTUAL TIME IN OPPONENTS 22 | 4’24” |
Pool B: l’Inghilterra batte i Pumas 13-9 e vince una battaglia che aveva quasi perso
Argentina-Inghilterra era una delle due partite più attese dell’intera fase iniziale (l’altra è Francia-Nuova Zelanda) e non ha deluso le attese. Una battaglia vera quella vista nel nuovissimo stadio di Dunedin, con un primo tempo giocato con una intensità pazzesca. Magari non uno spettacolo sopraffino, ma una gara vissuta e giocata all’ultimo respiro.
Pumas tignosi come loro solito, grintosissimi e con una difesa pressoché insuperabile. Bravi a bagnare le polveri del gioco inglese e ad annullare frecce come Tuilagi e Ashton, quasi mai in partita. E una delle vittorie tattiche dei biancocelesti è stata proprio quella di impedire ai giocatori inglesi più imprevedibili di scompaginare il banco.
Un primo tempo più bello e più coinvolgente del secondo, ma una partita che l’Argentina ha subito portato sui suoi binari senza che l’Inghilterra ci capisse un granché. Wilkinson – tanti, troppi oggi gli errori nei piazzati – e soci sono stati “incartati”, come l’Italia lo scorso novembre a Verona.
A scompaginare le carte argentine è l’improvvisa meta di Ben Youngs che approfitta del primo sbandamento della difesa avversaria, che riapre e ribalta il match quando il punteggio vedeva soccombere gli inglesi 9-3.
Gli ultimi 10 minuti vedono una Argentina che paga la stanchezza, che non molla e cerca di riportarsi avanti, ma sono gli inglesi a mettere altro fieno in cascina con un calcio di Wilko finalmente tra i pali per il definitivo 13-9 e con una quasi meta di Armitage.
Argentina tignosa ma che sembra avere poche alternative a un gioco principalmente distruttivo. Inglesi vittoriosi e che hanno dimostrato di avere una grande solidità mentale ma da rivedere, di certo non hanno entusiasmato. Anzi.
Un’annotazione sulla divisa inglese, la contestatissima versione “all black”. Qualcuno dovrebbe dire alla Nike di fare maglie dove i numeri non si staccano dopo un quarto d’ora…
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