Francia: lo Stade Français riprende la corsa

Da Rugby 1823

Una vittoria che cancella una prima parte di stagione spesso deludente e un successo che rilancia prepotentemente il XV di Sergio Parisse nella corsa ai playoff del massimo campionato francese. Il sedicesimo turno di Top 14 vede infatti lo Stade Français abbattere senza perdono un Tolosa che non prova neanche a giocarsela. Tolosa che resta, comunque, in vetta.

I parigini si impongono con un larghissimo 31-3 che dipinge perfettamente la superiorità dei padroni di casa contro un Tolosa irriconoscibile e bruttissimo. Tre mete a zero, che valgono il bonus, nonostante dieci minuti in inferiorità numerica con Arias al 18′, Bastareaud al 51′ e Haskell al 71′ a scavare il solco profondo. Per lo Stade Français 80′ da capitano per Sergio Parisse, autore di un’ottima prova.
Se Tolosa piange non ridono le dirette concorrenti. Il Montpellier si fa fermare in casa dal Perpignan di Jacques Brunel sul 12 pari, mentre cade a Brive il Clermont, nonostante i campioni in carica marchino tre mete contro le due dei padroni di casa. Nei piani alti perdono anche Castres, sconfitto a casa del Bayonne che avvicina così la zona playoff, e il Tolone, sconfitto di misura dal Racing Metrò, che così scavalca il Montpellier e sale in seconda posizione. Il XV di Pierre Berbizier si impone 15-12 in una guerra al piede dove Wisniewski e Frans Steyn hanno la meglio di Jonny Wilkinson, con ben sei drop andati a segno da una parte e dall’altra. Per gli azzurri parigini, 80′ per Andrea Lo Cicero e Mirco Bergamasco, mentre Carlo Festuccia entra dalla panchina e gioca 16′.
Sale in quarta posizione il Biarritz, che demolisce l’Agen umiliandolo sotto il peso di dieci mete. Dieci mete che sanciscono il crollo degli ospiti in zona retrocessione, viste le concomitanti vittorie di La Rochelle e del Brive che escono così dalla zona calda della classifica.

Top 14 – Sedicesimo turno
Brive – Clermont 29-22
Montpellier – Perpignan 12-12
Biarritz – Agen 65-22
Bayonne – Castres 25-22
Bourgoin – La Rochelle 14-44
Stade Français – Tolosa 31-3
Racing Métro – Tolone 15-12

Top 14 – Classifica
Tolosa 51; Racing Metrò 49; Montpellier 47; Clermont, Biarritz 44; Castres, Tolone 41; Bayonne, Stade Français 40; Perpignan 35; Brive, La Rochelle 26; Agen 24; Bourgoin 5

Treviso guarda avanti: in Heneken dobbiamo ripartire dal secondo tempo con l’Ulster

Un articolo di Silvano Focarelli su La Tribuna di Treviso

Si sapeva che l’Ulster non era il Viadana. Che giocare come contro gli Aironi, pur battuti due volte, non sarebbe stato sufficiente per vincere a Belfast, forse nemmeno a far bella figura. E così è stato. Il Benetton venerdì a Ravenhill ha giocato due partite: una, pessima nel primo tempo, persa 32-6, incassando 4 mete (e sono 31 in 12 match, 2 e mezza a partita: un po’ troppe). L’altra, migliore, vinta 7-0 nella ripresa: ma a babbo abbondantemente
morto. «Abbiamo sbagliato l’approccio — sentenzia Fabio «Mozzarella» Semenzato,
mediano di mischia — poi ci siamo svegliati troppo tardi, mostrando comunque una
reazione d’orgoglio che ci ha permesso nel secondo tempo di giocare alla pari, se non
anche meglio di loro. Logico che a questi livelli sprecare un tempo significa compromettere
la partita».
Un Ulster costretto a zero punti in 40 minuti è un piccolo record al vostro attivo, per quanto avessero già centrato il bonus.
«Può essere che loro si fossero un po’ appagati, ma aggiungerei che la nostra voglia di reagire li ha pressati parecchio: abbiamo attaccato molto, magari concretizzando
poco rispetto a ciò che abbiamo prodotto, anche fisicamente, però abbiamo mantenuto
a lungo il pallone. Ci abbiamo veramente provato a segnare mete, fino allo scadere».
Il Tmo ha sentenziato che non eri riuscito a mettere giù quel pallone: com’è andata esattamente?
«Oddio, dovrei rivedere l’azione: io ero sicuro di averla schiacciata, anche i ragazzi
dicono che probabilmente ero riuscito a toccare, ma se non l’hanno data significa
evidentemente che non ci ero riuscito, come invece c’erano riusciti loro nel primo
tempo…»
A parte il vostro approccio, l’Ulster aveva addosso una gran voglia di farsi perdonare sconfitte in serie.
«Sì, anche noi dopo le 4 di fila avevamo tirato fuori tutto il nostro carattere contro
gli Aironi. Per l’Ulster era l’occasione giusta per rifarsi, il guaio è che nel primo tempo
abbiamo lasciato fare esattamente quel che volevano».
Dove dovete migliorare di più, Fabio?
«Dobbiamo capire che ogni minuto regalato non si recupera più. Se poi se ne regalano
40 arrivano 32 punti sul groppone. E recuperare diventa impossibile».
Sabato torna la Heineken, sarete a Monigo con Perpignan, poi il Leicester fuori: due test match.
«L’obiettivo della stagione era maturare come squadra: affrontiamo i campioni di
Francia ed Inghilterra. Ben figurare sarebbe gran cosa».

Un rumors clamoroso: Quade Cooper va a Tolosa?

Lo sostiene l’informatissimo sito francese Rugbynistere.fr. Il trasferimento dopo i Mondiali neozelandesi…

Le Stade Toulousain pourrait frapper un énorme coup sur le marché des transferts après la Coupe du Monde 2011. Il se murmure dans les bureaux du Midol que le club Rouge et Noir s’intéresserait au cas de Quade Cooper. Le demi d’ouverture australien qui avait failli accepter une grosse somme d’argent de la part d’une équipe de Rugby à XIII avait préféré rester à XV dans l’optique de la Coupe du Monde. Mais nul doute que le n°10 des Wallabies compte bien rémunérer son talent très rapidement.

Le Stade Toulousain est certainement un des seuls clubs capables de s’offrir un tel joueur. Véritable créateur, Quade Cooper se fondrait sans problème au collectif d’un Stade Toulousain en quête d’un 10 de renommée internationale…

Petit aperçu des capacités de Quade Cooper avec son Stop and Go et un résumé de match avec les Reds.

L’urlo di Rovigo: siamo i più forti

Da Il Gazzettino di Treviso, la firma è quella di Ivan Malfatto

FemiCz Rovigo ufficialmente campione d’inverno. Non c’è stato bisogno di risolvere il giallo sull’arrivo a pari punti con il Prato per decretarlo. Ieri nel posticipo della nona giornata
i Cavalieri hanno battuto “solo” 32-17 L’Aquila. Conquistando sì i 5 punti necessari a raggiungere i Bersaglieri in vetta al campionato d’Eccellenza con 32 punti. Ma restando
molto lontano dal +45 di scarto necessario per superarli nella classifica avulsa. Che sia come dicono i comunicati della Fir (differenza punti), che sia come dice l’articolo 30 del
regolamento sportivo sempre della Fir (scontri diretti), Rovigo è davanti a Prato e può festeggiare. Più del platonico titolo, però, importa il modo in cui i rossoblu l’hanno conquistato. Lo rivendica legittimante il tecnico Polla Roux: «Nei tre scontri diretti con Prato, Petrarca e Crociati, attuali rivali per la corsa ai play-off, oltre ad aver vinto siamo sempre riusciti a tener fuori dal campo, dal gioco, dalla partita i rivali. Quindi forse non è
vero che sono stati il Prato, il Petrarca e i Crociati a giocare male contro di noi, ma il Rovigo a giocare bene contro di loro. A trovare il modo di neutralizzarli tatticamente alzando il ritmo di gioco e la pressione, tenendoli lontano dal pallone, rubando una fetta di conquista in touche. In particolare sul ritmo avevamo studiato le contromisure con il preparatore atletico Giorgio Da Lozzo e hanno funzionato».
Roux dunque oltre al primo posto in classifica ha trovato la chiave per mettere in difficoltà le probabili rivali per il titolo. Una bella arma in vista dei play-off. Bisogna vedere se
rimarrà tale nel girone di ritorno. Quando le tre big saranno affrontate in trasferta e contro di loro non ci sarà più l’effetto “Battaglini” (in tutto il 2010 solo una gara persa, con
Venezia lo scorso campionato). Nessun guaio serio intanto per Lubian, Boccalon, Persico e soprattutto Van Niekerk, infortunatisi contro i Crociati. Oggi si alleneranno regolarmente con gli altri.

Una Celtic rosso scarlatta

Da Right Rugby, una bella analisi sul torneo celtico

Le vittorie che arrivano da partite complicate valgono il doppio, perché se da una parte sarebbe potuto andare peggio, dall’altra ribadiscono il concetto per cui per battere la vincente di turno, bisogna mettercela proprio tutta. E magari non basta. Il Munster è una di quelle formazioni che ha imparato l’arte e l’ha messa da parte. Ieri in quel di Cork ha superato per 22-20 i Warriors di Glasgow, aggiungendo altri quattro punti alla sua prima posizione, dove ormai da tempo guardano il resto del gruppo, prestando un occhio di riguardo agli Scarlets che tengono il passo, vincendo contro l’altra scozzese del gruppo, Edimburgo, per 21-16. La lettura della tredicesima giornata della Magners League passa inevitabilmente per di qui.
Gli irlandesi affidano i punti preziosi per il sorpasso finale sui Warriors al solito piede di Ronan O’Gara, che si presenta alla piazzola al 76′ con il risultato sul 20-19 per gli ospiti. L’indisciplina è una brutta gatta da pelare: un minuto prima l’estremo argentino degli scozzesi, Bernardo Stortoni, si fa ammonire per un deliberato in avanti nel tentativo di impedire alle furie rosse di andare a marcare una meta. Sono bastati i tre punti finali di O’Gara. Il primo tempo si chiude sul 10-3 dei Warriors, grazie alla meta firmata al 37′ dal mediano di mischia Colin Gregor, frutto della supremazia guerresca in mischia e nell’area del breakdown, che consente al Glasgow di gestire situazioni e possesso palla. Nell’occasione, Max Evans resiste all’urto dei placcaggi sui 22 irlandesi, riesce ad evitare anche l’intervento di Paul Warwick e serve il compagno di squadra che a quel punto ha la strada sgombra. Tre penalty ad inizio ripresa consento a O’Gara si portare avanti i suoi per il +2 e Munster ritrova energie nel confronto tra gli avanti. La meta dell’allungo arriva solo al 62′ con il flanker David Wallace, anche perché nei primi dieci minuti del secondo tempo Munster deve fare a meno di Keith Earls, ammonito pure lui. Ma che sia un match difficile da portare a casa lo fa presente al 65′ l’ala DTH van der Merwe, uno degli uomini sui quali possono fare affidamento gli scozzesi nei momenti difficili. Glasgow vende cara la pelle, sente l’odore della prima vittoria in trasferta della stagione, l’apertura Ruaridh Jackson va di drop e segna per il 20-19 a dieci dalla fine. Poi, come detto, ci pensa ancora O’Gara con la complicità di Stortoni.

Sanno gestire le complicazione anche gli Scarlets. Al Murrayfield chiudono la porta al ritorno di Edimburgo che accende gli ultimi cinque minuti di gara: è la prima volta che si impongono nella città che si affaccia sul Firth of Forth. Llanelli parte bene, andando vicina alla marcatura pesante, ma di fatto i primi 40 minuti si chiudono sul 6-6 con il confronto al piede tra Chris Paterson (23′ e 40′) e Rhys Priestland (12′, 20′). Poi l’estremo che ormai ben conosciamo, Morgan Stoddart, al 42′ va in meta, dopo essersene mangiata una nel finale della prima frazione. Al 62′ è il centro Jonathan Davies ad allungare sul 21-9 (ci sono anche i due punti di Priestland). Llanelli si affida ai cambi per far respirare alcune delle sue pedine importanti, Edimburgo preme sull’acceleratore e arriva la firma di Paterson che riapre le danze. Ma a quel punto, gli Scarlatti chiudono tutte le porte e non passa una mosca.

Detto delle prime due della classe, venerdì al Royal Dublin Society si è consumata la vendetta del Leinster sugli Ospreys che lo scorso maggio, in questo stadio, si aggiudicarono la Celtic. Stavolta finisce 15-10 per i padroni di casa. Teniamo a mente che i gallesi lasciano sul campo almeno quindici punti per gli errori al calcio dell’apertura Dan Biggar: quattro di questi arrivano nella ripresa, quando il momento si fa decisivo. Biggar converte l’unica meta di una partita magari non memorabile, ma che comunque lascia il segno – su quelli di Swansea che si vedono superati in classifica anche dai Cardiff Blues al quarto posto. La marcatura in questione giunge dopo il primo quarto d’ora, con un calcio di liberazione sotto pressione del mediano di mischia casalingo Eoin Reddan che viene intercettato dalla seconda linea avversaria Ian Evans e raccolto e depositato in area di meta dalla terza linea Justin Tipuric: si va negli spogliatoi sul 10-9 per i gallesi. Ma nella ripresa, Biggar fa cilecca, Jonathan Sexton invece no e dopo i tre calci della prima parte, ne mette altri due al 49′ e al 58′, rendendo omaggio ai suoi avanti che vanno “avanti” a cercarsi i falli per ribaltare la situazione.

Nel giorno della Befana si è giocato lo scontro della seconda parte della classifica tra  Dragons e Connacht. Vince Newport sul filo di lana per 17-16, grazie al calcio di Jason Tovey arrivato al 62′. La maggior parte delle emozioni si concentra nel primo tempo, con tre mete. Dopo soli 3 minuti è l’ala di casa Aled Brew a smuovere il tabellino, chiudendo un’azione cominciata proprio dall’iniziativa di Tovey (il giovane cresce). Troy Nathan firma la rimonta e il sorpasso (7-10) alla mezz’ora, lanciato in meta dal passaggio del centro Eoin Griffin. Ma al 35′ il centro gallese Tom Riley riapre nuovamente i giochi, dopo una combinazione tra l’estremo Will Harries e Brew. Primo tempo che si chiude sul 14-13 per i dragoni, poi non bastano i tre punti dell’estremo Ian Keatley al Connacht, che all’andata a settembre si era imposto per 40-17. I tempi cambiano per tutti.

In classifica, Munster guida con 49 punti, seguono gli Scarlets con 40, terzo posto al Leinster con 39 e quarto ai Cardiff Blues con 37. Gli Ospreys sono quinti con 35 punti, mentre l’Ulster vincendo sul Treviso conserva il sesto posto e si fa sotto, a quota 33. Edimburgo è settima con 28 punti, quattro in più di Treviso che con i suoi 24 si mantiene all’ottavo. I Dragons ora sono noni, con 22, mentre i Warriors scendono al decimo con 21 punti. Chiudono Connacht con 17 punti e gli Aironi con 4.