Dahlia, la reazione (interessata) di Mediaset

Sky sul satellite e Mediaset sul digitale. E che gli altri si arrangino.
Che il nostro sia un Paese in cui la parola “concorrenza” è spesso considerata solo un lemma nel vocabolario lo si sapeva. Il più delle volte a considerarla tale sono poi gli stessi personaggi che sembrano bearsi ogni volta che dalla loro bocca esce l’espressione “libero mercato”. Che Mediaset fosse interessata da tempo alla fetta di mercato coperta da Dahlia sul digitale terrestre è un segreto di Pulcinella. Che abbia “tramato nell’ombra” negli ultimi mesi per arrivare a questo punto forse no, ma non lo sapremo mai: ma se fosse davvero successo qualcuno ne sarebbe sorpreso?
Ora questo lancio della Reuters non fa che confermare le “dietrologie” che si sono diffuse nelle ultime ore: le parole di Confalonieri sono infatti tutto tranne che una smentita.
Il gruppo Mediaset valuterà la questione dei diritti tv sul calcio di Dahlia nel caso in cui, a causa del suo scioglimento, questi dovessero tornare alla Lega Calcio. Lo ha detto il presidente del gruppo televisivo Fedele Confalonieri. “Non lo so, ci penseremo”, ha detto Confalonieri entrando al congresso nazionale della stampa e risponendo ad una domanda su un eventuale interesse del gruppo sui diritti sul calcio di Dahlia. Ieri è stato nominato un liquidatore per la pay-tv sul digitale terrestre controllata al 78,2% dal gruppo svedese Airplus Television e di cui Telecom Italia Media possiede il 10% circa.

Catherine Spencer, ancora in campo ma non più capitano

Da Rugby 1823

Quella che si è chiusa ieri è più di un’era, è una pagina bellissima e di successo del rugby femminile mondiale. Catherine Spencer ha deciso di togliersi la fascia di capitano della nazionale inglese di rugby, dopo aver conquistato da leader tre Sei Nazioni di categoria e una finale di Coppa del Mondo.

31 anni, giocatrice del Bristol, terza linea centro, Catherine Spencer è un emblema dell’ovale al femminile in Inghilterra, ma non solo. 58 caps con la Nazionale, tre titoli del Six Nations e una finale di Coppa del Mondo conquistata proprio nel 2010.
“Mi piacerebbe continuare a ricoprire il ruolo di capitano di questa fantastica squadra, ma credo sia arrivato il momento di lasciare ad altre questo onore” le parole della Spencer che, comunque, ha sottolineato il fatto di non aver alcuna intenzione di rinunciare alla palla ovale o alla nazionale. Catherine, nei tre anni da capitano, ha guidato l’Inghilterra alla conquista di tre titoli consecutivi del Sei Nazioni femminile e, ciliegina sulla torta, nel 2010 ha raggiunto la finalissima della Coppa del Mondo. Sconfitta per 13-10 solo dalle fenomenali neozelandesi, in un match comunque combattuto e uno degli incontri più belli della scorsa stagione di tutto il rugby mondiale.

 

Sei Nazioni: lunedì gli azzurri per Irlanda e Inghilterra

La FIR informa che Nick Mallett, Commissario Tecnico della Squadra Nazionale, ufficializzerà nella giornata di lunedì 17 gennaio la lista dei ventiquattro atleti convocati per le prime due giornate dell’RBS 6 Nazioni 2011, che opporranno gli Azzurri all’Irlanda (Roma, Stadio Flaminio – sabato 5 febbraio) e all’Inghilterra (Twickenham – sabato 12 febbraio).

 

“Andare avanti guardando indietro”: i Bergamasco tornano in libreria

Un mio articolo per le paigine rugby del sito di Radio R101

Qualche anno fa Alessandro Troncon, parlando di quando iniziò a giocare a rugby disse che “per un bambino capire che la palla la puoi passare solo indietro non è la cosa più naturale del mondo. Ma quando lo capisci…”
Quella regola così “innaturale” è il fondamento del gioco del rugby. Una regola che è quasi un trattato di filosofia. Una cosa così profonda che differenzia il rugby da praticamente tutti gli altri sport.

Andare avanti guardando indietro” è il titolo del libro che i fratelli Bergamasco hanno dato alle stampe (e che troverete in libreria entro fine gennaio: edizioni Ponte alle Grazie) e a cui collaborato anche Matteo Rampin, consulente personale di atleti, allenatori, manager e artisti di livello internazionale nonché medico, psichiatra e psicoterapeuta.
Un volume che vuole spiegare la differenza di cui dicevamo prima: menarsi come fabbri (ma nel rispetto delle regole. Quasi sempre nel rispetto delle regole) sul campo e poi trovarsi davanti a un boccale di birra con gli avversari subito dopo la doccia. Il cosiddetto terzo tempo è infati un qualcosa di assolutamente naturale per chi gioca a rugby, a qualsiasi livello: dalle giovanili nei campetti di provincia alle grandi sfide internazionali.

Il crac di Dahlia: la rabbia e l’amarezza

Christian Marchetti per Solorugby

Avete mai provato ad acquistare un decoder per il digitale terrestre? In realtà non comprate semplicemente un decoder per il digitale terrestre, bensì l’ennesimo mattoncino di Mediaset sulla strada dell’onnipotenza mediatica. Ed essendo questo il Paese meno consono ad una concorrenza commerciale sana, dove non è possibile opporsi ai voleri dell’imperatore trombaiolo, dove in tutti i campi prima o poi si finisce schiacciati da un’entità egemone, eccoci a parlare di tanti nostri colleghi e amici che da oggi, 11 gennaio 2011, si ritrovano a spasso. Sono i 150 dipendenti di Dahlia Tv, emittente messa ieri in liquidazione dopo essersi trovata letteralmente nella tempesta per aver perso, guarda caso a favore proprio di Mediaset, i diritti tv delle squadre di calcio Palermo, Bologna e Fiorentina. Da lì in poi l’inizio della fine a cui assistiamo oggi.
Dahlia Tv è la rete che sul digitale terrestre propone ogni settimana lo spettacolo della Celtic League. Spettacolo che, assicurano dai piani alti, continuerà ad essere garantito così come il resto della programmazione. Già, ma per quanto ancora?
E’ vero, in queste righe avremmo dovuto parlare esclusivamente dei destini della Celtic sulla tv italiana ma non possiamo non essere vicini a chi è stato vittima dell’ennesimo sopruso. Del resto ce la insegna il rugby l’importanza del sostegno: una lezione di vita che qualcuno, in questo Paese, non potrà mai capire.