Gli Aironi mettono il Connacht nel mirino

I Montepaschi Aironi sono tornati quest’oggi al lavoro dopo la pausa concessa dallo staff tecnico al ritorno dalla lunga trasferta irlandese.

Dieci giorni da cui gli Aironi sono ritornati con due buone prestazioni che rappresentano sicuramente il viatico migliore per gettarsi nell’ultima parte di stagione che vedrà i nero argento giocare allo Zaffanella quattro delle ultime cinque gare di Magners League. A cominciare dalla gara di ritorno con il Connacht di sabato 26.

Quattro partite in cui compiere l’ultimo passo, quello decisivo per trasformare buone prestazioni nei primi successi della storia della franchigia in Celtic.

“Abbiamo giocato un’ottima partita a Belfast, in cui abbiamo costruito un sacco di possibilità per andare in meta, passare in vantaggio e anche vincere su un campo duro come Ravenhill – commenta il centro degli Aironi Matteo Pratichetti -. La seconda partita contro il Connacht era più alla portata ma forse non siamo abbastanza concreti. Abbiamo avuto un paio di azioni chiare da meta e in una il Tmo non ci ha concesso la meta nonostante già dal campo io che ero vicino all’azione abbia visto Toniolatti schiacciare il pallone. Ora abbiamo comunque un’altra chance in casa, davanti al nostro pubblico, e dobbiamo riuscire a coglierla”.

Pratichetti chiama dunque a raccolta anche i tifosi degli Aironi per aiutare la squadra a raggiungere la vittoria già dalla rivincita con il Connacht di sabato 26 alle 17,30 allo Zaffanella: “Adesso conosciamo ancora meglio il nostro prossimo avversario, sappiamo come attaccarlo e in casa avremo una marcia in più”.

Importante sarà evitare una pecca mostrata nelle ultime uscite, in cui il Montepaschi si è trovato spesso costretto a rincorrere nel punteggio l’avversario (0-12 con l’Ulster, 0-8 a fine primo tempo con il Connacht) senza poi riuscire a completare appieno la rimonta: “Quest’anno nei primi 10 minuti entriamo forse con un pizzico di paura. Quando poi siamo in campo poi ci rendiamo conto di essere all’altezza della situazione e iniziamo a giocare. E’ successo con Ulster e Conancht, ma anche contro il Munster. Dovremo avere un po’ più di coraggio, entrare in campo e partire subito a mille”.

Celtic League: il XV di Treviso per i Warriors

Dall’ufficio stampa Benetton Rugby

Partirà oggi pomeriggio alla volta di Glasgow, con piccolo scalo aereo a Londra, la formazione del Benetton Treviso, impegnata domani nel recupero contro la formazione locale dei Warriors.
Il match sarà disputato al Firhill Stadium alle 19:30 locali, con direzione di gara affidata all’internazionale irlandese Clancy.
Franco Smith ha anche annunciato la formazione che scenderà in campo, con diversi cambi rispetto al XV visto il 4 marzo scorso a Galway ed uscito sconfitto di misura per 31-25 dallo Sportsground.
I Leoni, pur privi dei tanti Azzurri impegnati nel Sei Nazioni, affronteranno i Warriors con il duplice obiettivo di raggiungere il primo successo lontano dall’Italia e di risultare così matematicamente la miglior formazione nazionale in classifica, con cinque turni d’anticipo sulla conclusione del torneo.
Lo staff tecnico biancoverde ha confermato nel triangolo allargato Brendan Williams e Michele Sepe, con Ben De Jager che prende il posto di Joe Maddock.
La novità più importante riguarda, tuttavia, i centri. Ezio Galon parte dalla panchina, lasciando a Ludovico Nitoglia il compito di far coppia con Andrea Pratichetti.
Dopo i trascorsi come estremo, l’inizio di Celtic League all’ala e l’ultimo periodo da mediano di mischia in sostituzione, arriva dunque l’ennesimo nuovo ruolo per il trequarti romano.
In mediana, accanto a Willem De Waal, si rivede Tobie Botes, mentre in terza linea l’unico cambiamento riguarda l’avvicendamento tra Gonzalo Padrò e Manoa Vosawai.
Davanti, spazio dal primo minuto a Michele Rizzo al posto di Ignacio Fernandez Rouyet e con Matteo Muccignat in panchina, e a Pedro Di Santo, che subenta a Lorenzo Cittadini, colpito duro contro il Connacht, ma comunque a disposizione per l’incontro di Glasgow.
In panchina, assieme ai giocatori già citati, spazio anche ad Enrico Ceccato, Enrico Pavanello, Simon Picone ed Andrea Marcato.

Questa la formazione dei Leoni:

15 Brendan Williams
14 Michele Sepe
13 Ludovico Nitoglia
12 Andrea Pratichetti
11 Benjamin De Jager
10 Willem De Waal
9 Tobias Botes
8 Marco Filippucci
7 Gonzalo Padrò
6 Benjamin Vermaak
5 Corniel Van Zyl
4 Antonio Pavanello (capitano)
3 Pedro Di Santo
2 Franco Sbaraglini
1 Michele Rizzo

A disposizione:

16 Enrico Ceccato
17 Matteo Muccignat
18 Lorenzo Cittadini
19 Enrico Pavanello
20 Manoa Vosawai
21 Simon Picone
22 Ezio Galon
23 Andrea Marcato

Storie da un “vecchio” Sei Nazioni

Carlo Monteverde per Il Corriere dello Sport – Roma

Lo sapevate che c’è un mini “Sei Nazioni” anche per le formazioni Old? A rappresentare l’Italia sono i Triari, formazione romana di Porta Portese, formata da rugbisti rigorosamente over 40. Dopo l’ottimo pari strappato l’anno scorso a Dublino contro gli irlandesi del Monkstown (2 mete pari) quest’anno i Triari giocheranno oltre Manica
contro il Northern Edimburgh proprio a ridosso del match che vedrà Parisse e soci affrontare al Murrayfield i padroni di casa della Scozia. Una bella soddisfazione per un club nato pochi anni fa e nelle cui file milita come pilone il vice parroco della chiesa del Torrino
don Alessandro.
L’allenatore è Bruno Balestra, ex collaboratore della nazionali giovanili e Alessandro Bollati arrivato dalla Capitolina. La formazione romana che si allena all’EUR annovera tra i suoi ranghi anche giocatori stranieri: un inglese, un francese, uno scozzese ed un corso che
lavorano nella capitale.

Una nuova fusione alla parmigiana?

Da La Gazzetta di Parma

Torna l’ipotesi di fusione. Il sasso nello stagno lo getta Luigi Villani, presidente della Banca
Monte Crociati. La sua, però, non è una provocazione: «E’ una proposta per avere finalmente nel massimo campionato di rugby una sola squadra parmigiana». In pratica è un invito alle società del territorio a formare «una sorta di franchigia per disputare il campionato di Eccellenza e quello nazionale Under 20. Per il resto ognuno sarebbe
autonomo come accade oggi. E poi in questa stagione abbiamo fatto già due fusioni: i Crociati, formati da Rugby Parma e Noceto, e il GranDucato, nato da Gran, Colorno e Viadana, dimostrano che, quando si vuole, si può andare d’accordo». Villani sa quante volte la parola fusione abbia fatto capolino nella storia del rugby parmigiano per poi ritirarsi
sconfitta. «Ma stavolta potrebbe essere diverso – riprende -. Anzitutto si sono stemperate le antiche rivalità. Poi, sia Crociati che GranDucato stanno dimostrando che puntare sui giovani e gli italiani è stata un’idea vincente. Unendo le forze, un’unica realtà potrebbe
ambire a grandi traguardi e essere il trampolino di lancio per tanti atleti magari verso gli Aironi e la nazionale. Noi e il GranDucato occupiamo le zone alte della classifica. Uniti potremmo essere in testa».
Villani non dimentica di citare, tra i motivi che hanno generato la proposta, anche «il
momento di crisi economica (allestire una squadra per l’Eccellenza costa circa un milione e
mezzo di euro e trovare gli sponsor è sempre più difficile, ndr) che ha pesantemente ridimensionato il rugby. Insomma, sarebbe anche giusto mettere insieme le risorse per costruire qualcosa di più grande». Ora aspetta una risposta.
«Credo che i tempi siano maturi – conclude -. Mettiamoci tutti attorno a un tavolo e discutiamone» . La fusione ricomincia a correre. Riuscirà ad arrivare in meta?

Franchigie-Fir, nuove scintille

Elvis Lucchese su Il Corriere del Veneto

E’ la settimana del grande rilancio della Nazionale di rugby, capace finalmente di trovare contro la Francia un risultato di prestigio dopo una lunga serie di sconfitte più o meno onorevoli (5 vittorie su 29 gare il bilancio dell’era Mallett). Per la squadra azzurra il
22-21 ai cugini d’oltralpe è una rondine che fa già primavera, ma il successo non basta a cancellare tutti i problemi del movimento né le tensioni fra i poteri forti del nostro rugby, cioè la Federazione italiana rugby (Fir) e i due club italiani di Magners League (l’ex Celtic), Benetton e Aironi.
Lo scontro cova come la cenere sotto la brace da un pezzo. La franchigia con sede a Viadana
ha cacciato senza troppe cortesie il tecnico imposto dalla Fir, Gianluca Guidi e per contro
il presidente della Federazione Giancarlo Dondi starebbe vagliando lo spostamento di una
realtà di Celtic a Roma (che tra l’altro è un importante bacino di voti per le imminenti elezioni interne).
Il Benetton, che sta disputando una brillante stagione in Magners League, fornisce un robusto contingente di giocatori alla causa dell’Italia ed è costretto a impiegare atleti fuori ruolo nelle gare in coincidenza del Sei Nazioni, ricavandone però solo critiche e bacchettate da parte della Federazione.
«Benetton e Aironi devono ragionare meno da club e più da franchigie, dobbiamo trovare
una comunione tecnica – ha dichiarato Dondi proprio alla vigilia del successo sulla Francia
– è impensabile che Treviso, Viadana e la Nazionale facciano tre tipi di gioco di diverso: se la
Nazionale perde, perdiamo tutti». Sullo sfondo c’è una battaglia di potere che riguarda soprattutto, ma non solo, la gestione dei migliori giocatori italiani. I termini del capitolato firmato dalle franchigie per la partecipazione alla Magners League sono rigorosamente top secret per volontà della Fir, la quale partecipa economicamente alle spese dei club per contratti di atleti e staff. Da parte loro Treviso e Aironi, poco inclini alle ingerenze della Federazione, chiedono da tempo un articolato progetto tecnico per il futuro e cercano per ora di evitare ogni polemica. «Siamo soddisfatti e sereni, crediamo di avere fatto il massimo
in questa stagione non solo per i risultati del Benetton in Magners League, ma anche per
offrire alla Nazionale atleti preparati nel modo migliore sia dal punto di vista fisico che tecnico – sottolinea il presidente biancoverde Amerino Zatta – in questo senso riteniamo di avere rispettato gli impegni presi con la Federazione. Quanto alla “collaborazione” richiesta, attendiamo di conoscere le richieste della Fir in dettaglio. Sulla disponibilità e sulle prestazioni dei giocatori di Treviso in maglia azzurra ognuno è libero di giudicare».
Il riferimento è al telaio della Nazionale marcato Benetton: otto i biancoverdi sul prato del
Flaminio sabato nel trionfo sulla Francia. E biancoverde l’uomo del momento nel Sei Nazioni
azzurro, Fabio Semenzato, il mediano di mischia che lo staff tecnico dell’Italia ha colpevolmente ignorato nelle ultime stagioni. Non depone a favore della lungimiranza della Fir il fatto che «Mozzarella» (il soprannome di Semenzato) non sia stato inserito nelle liste della cinquantina di giocatori di interesse per la Nazionale compilate a maggio, come capitato anche per Barbieri, Burton e Rouyet, tutti fedeli servitori della maglia azzurra in questa stagione. Ora potrebbe vincere il titolo di «Giocatore del Sei Nazioni».