Fotogallery: Elisa Mastroianni e quegli scatti da derby di Roma

Qui tutte le immagini di Elisa…

Rassegna stampa: uno sguardo equilibrato su Italia e Sei Nazioni

Guido Alessandrini, per Tuttosport

Finito il Sei Nazioni, si può dire che qualcosa sia successo. Anzi è successo molto. Ma molto “deve” ancora succedere. Riepiloghiamo: c’è  una nazionale italiana di rugby che sta lentamente ma percettibilmente cambiando volto e che è nel bel mezzo di un’operazione che,   ra tentativi, errori, difetti, buoni propositi qualche soddisfazione si è avvicinata alle migliori d’Europa. Non s’era mai visto un gruppo che in un unico torneo arrivasse a un passo dalla vittoria sull’Irlanda, a due passi da quella sul Galles, che battesse nientemeno che la Francia e che sprecasse un successo a Edinburgo che pareva già nel sacco. Nemmeno era mai successo che le novità fossero  tutte di matrice italiana.
COPPIA Nick Mallett  ha trovato, in  parte costretto dagli eventi e in parte perchè sa valutare i giocatori, due pedine chiave per il suo team. La grande novità è Fabio Semenzato, chiamato quasi all’improvviso dopo che Edoardo “Ugo” Gori, toscano di Prato, vent’anni appena, lui sì vera rivelazione di questi ultimi mesi, si è lussato  una spalla dopo pochi minuti del match d’apertura contro l’Irlanda. Sembrava che si riaprisse l’interminabile incubo legato alla mancanza di mediani di mischia rapidi e incisivi e invece è appunto  spuntato Semenzato. Il trevigiano  ha dato  una svolta al gioco dei trequarti,  ha dimostrato di avere mani veloci e visione di gioco ma anche di essere un ottimo placcatore. L’altra bella notizia  arriva da Andrea Masi, che con la Francia e poi nella mezz’ora di sabato con gli scozzesi è stato un estremo di alta qualità, comprese due mete preziose. Ora su due ruoli-chiave nell’economia di una  squadra di rugby si può procedere con maggiore serenità.
SETTORI Qualcosa, in queste cinque partite, non  ha funzionato. Il riferimento non è soltanto all’orribile pomeriggio di Twickenham. Tra le defaillance, grida vendetta quella in touche, prima con gli inglesi e poi in Scozia. Non è  un problema nuovo (si pensi a Dublino 2010) ed è opportuno lavorare e provvedere in  una fase di gioco fondamentale, che molto si presta allo studio e all’evoluzione e che molti palloni fornisce (o fa perdere) all’attacco.
RAPPORTI C’è qualcosa che si sta muovendo ancora un po’ a scossoni e senza troppa logica, ed è il rapporto fra la nazionale e le due franchigie della Celtic, ovvero Aironi e Benetton Treviso. Premesso che non  ha senso pretendere che in pochi mesi questa novità stravolga il rugby azzurro, trasformandolo d’improvviso in  una miniera di nuovi talenti, va detto che la comunicazione, gli scambi, la collaborazione pare ancora -diciamo così – assai perfezionabile. E’ opportuno che i responsabili si parlino e si chiariscano e magari che le regole siano più chiare o almeno siano  rispettate di comune accordo.
IL FUTURO DEL CT Mallett l’ha detto: vorrebbe proseguire anche dopo il Mondiale d’autunno in Nuova Zelanda. Se gli azzurri avessero vinto a Edinburgo, probabilmente il problema non si porrebbe neppure, ora invece è tutto in sospeso. Mallett  sta cercando di percorrere una  strada e gli effetti positivi si vedono, ma forse potrebbe lavorare in maniera diversa e più strutturata. Al di là di tutto, continua a lasciare perplessi l’ipotesi di interrompere il rapporto con uno dei migliori tecnici al mondo, con il quale il rugby azzurro – quello italiano ancora parzialmente – sta diventando finalmente adulto.
SQUADRA IDEALE Sorpresa nei giudizi internazionali:  tre azzurri sono stati inseriti da scrum.com, uno dei siti più autorevoli del rugby internazionale, nel XV ideale del Sei Nazioni appena terminato. Si  tratta di Sergio Parisse al numero otto, di Martin Castrogiovanni come pilone destro e di Mirco Bergamasco come ala sinistra. Nella valutazione di Mirco pesa il ruolo decisivo giocato contro  la Francia.  Interessante il commento: «Gli serve un po’ di rifinitura, e l’Italia batterà più spesso i migliori». Sorpresa per un altro dettaglio: l’Inghilterra  vanta il maggior numero di selezionati, ma l’Italia è al secondo posto con  tre segnalazioni, più di Irlanda, Galles e Scozia. Qualcosa, effettivamente, è successo. Ecco la squadra ideale: 15 Paterson (Sco); 14 Ashton (Ing), 13 O’Driscoll (Irl), 12 J. Davies (Gal), 11 Mi Bergamasco (Ita); 10 Flood (Ing), 9  Parra (Fra); 8 Parisse (Ita), 7 Warburton (Gal), 6  O’Brien (Irl); 5 Palmer (Ing), 4 Gray (Sco); 3 Castrogiovanni (Ita), 2 Hartley (Ing), 1 Domingo (Fra)

Fotogallery: il trionfo dell’Italdonne in Scozia

Ringraziando Antonio Cinotti per le immagine, che trovate tutte qui

Video: perché Bakkies Botha rischia una lunga squalifica

Bakkies Botha è stato citato in giudizio dal collegio giudicante del Super Rugby per questo pericolosissimo intervento durante Bulls-Stormers

Il volo degli Aironi non si ferma più: fermata anche in Sardegna

Dall’ufficio stampa Aironi

Anche la Sardegna entra nel progetto degli Aironi. L’Union Rugby Cagliari è infatti ufficialmente un nuovo socio fiancheggiatore della franchigia italiana che partecipa alla Magners League, il campionato con le più importanti formazioni di Irlanda, Scozia e Galles. La firma dell’accordo avverrà mercoledì nella sede del club sardo alla presenza del direttivo dell’Union Rugby e di Maurizio Re, consigliere degli Aironi delegato ai rapporti con le società fiancheggiatrici.

Gli Aironi Rugby sono nati dall’unione d’intenti di Rugby Viadana (socio di maggioranza), Gran Parma, Rugby Colorno, Rugby Parma, Noceto e Rugby Mantova, proprio con lo scopo di creare un’entità che raccogliesse le forze di un ampio territorio per partecipare alla Magners League e all’Heineken Cup.

A questi club, si sono aggiunti in questi mesi alcuni club fiancheggiatori, che non partecipano cioè al capitale sociale della franchigia ma che fanno comunque parte della stessa e possono contare sull’appoggio degli Aironi per crescere sia dal punto di vista tecnico che commerciale.

L’Union Rugby Cagliari si va ad aggiungere proprio alla lista dei soci fiancheggiatori. Un elenco che comprende già Rugby Monza, Caimani del Secchia, Salento 12 Rugby Trepuzzi, Rugby Alessandria, Rugby Fiorenzuola e anche il club brasiliano del Cascavel.

Come si vede, il progetto degli Aironi è dunque aperto ai club di tutta Italia che hanno la volontà di far crescere l’intero movimento del rugby italiano guardando al futuro e alla maturazione tecnica dei tanti ragazzi che sempre di più ogni anno decidono di iniziare a praticare questo sport. L’intento è quindi quello di allargare la base legando club di tutta Italia al nome degli Aironi.

UNION RUGBY CAGLIARI

La Union Rugby Cagliari viene fondata nel 1980 da un gruppo di amici appassionati di questo sport. Dopo due anni, nel 1982, la neonata società si affilia alla FIR e partecipa al campionato Regionale di serie C. L’impegno non è limitato solo alla prima squadra ma è rivolto, così come pretende la tradizione ed il carattere della Union, alla cura ed al miglioramento dell’attività giovanile, dai bambini di 7 fino ai ragazzi di 17 anni, all’introduzione del rugby nelle scuole ed alla cura dei rapporti con Francia, Inghilterra e Spagna. Accanto all’attività della prima squadra e alle giovanili, della Union fa parte anche l’unica squadra sarda di rugby femminile militante nel campionato nazionale di serie A. L’attività sportiva continua anche durante i mesi estivi con i tornei di Beach Rugby che la Union organizza in spiaggia a Cagliari.

La Union Rugby Cagliari fa giocare circa 150 ragazzi dalla Under 8 in avanti.