Benetton Treviso e Zebre, una questione di testa così uguale e così diversa

Due sconfitte per le squadre italiane nella prima giornata del Pro14, ma due ko che hanno tra loro molto poco in comune. Vediamo perché.

Con la parola resilienza si indica la capacità di un materiale di assorbire un urto senza rompersi. Questo nella tecnologia dei materiali, mentre in psicologia si usa quel termine per sottolineare la “capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà”. Resilienza è una parola divenuta molto di moda negli ultimi anni e che ben si adatta alle Zebre. O meglio, a quanto le Zebre hanno fatto vedere in questo primissimo (e va detto: brevissimo, per il momento) scorcio di stagione.
Reduci da una primavera-estate complicata e travagliata come poche altre, con una rosa ancora incompleta e con contratti ai giocatori firmati solo la scorsa settimana, i bianconeri hanno battuto il Benetton Treviso nel loro unico test pre-season a fine agosto e hanno poi messo in grandissima difficoltà gli Ospreys a Swansea nella prima giornata del Pro14.
Sono soltanto due partite e non si possono certo già sparare sentenze, ma quello che si può dire con una certa sicurezza è che forse proprio quelle difficoltà hanno aiutato non poco giocatori e staff tecnico a fare gruppo, a cercare di dimostrare che sono una squadra da (ri)costruire ma non un’armata Brancaleone. Oltretutto non avere nulla da perdere, e alla fine anche poco da dimostrare, aiuta non poco nell’approccio mentale alle partite. Si è più “leggeri”.

Sul piatto possiamo anche metterci anche una probabile/possibile supponenza da parte delle due squadre finora affrontate dalle Zebre. Una cosa né sicura né misurabile, ma più che possibile proprio per via delle traversie passate dai bianconeri, magari anche solo a livello inconscio. E va detto che il capitano biancoverde Dean Budd lo ha praticamente ammesso dopo lo 0-7 del Monigo di un paio di settimane fa.
Ad ogni modo quello che conta è l’approccio positivo delle Zebre, non quello eventualmente negativo delle avversarie. Una squadra che ha fatto quello che meglio poteva e che se ne va dal Galles con l’amaro in bocca perché almeno il punto di bonus difensivo se lo era meritato tutto. La strada intrapresa sembra essere quella giusta anche se ora bisognerà saggiare anche la capacità reazione a fronte di un risultato negativo, magari particolarmente pesante: l’entusiasmo è un carburante come pochi altri ma anche estremamente volatile, arriva e sparisce a grande velocità.

Una questione di testa per le Zebre, ma anche per il Benetton Treviso. Anzi, a maggior ragione per i biancoverdi, anche se in chiave opposta rispetto al discorso fatto per le Zebre: troppo sicuri di affrontare una squadra allo sbando nel caso della sfida ai bianconeri e troppo molli a Cork, al cospetto di una squadra sicuramente più forte ma con altrettanta certezza affrontata non con la giusta concentrazione, forse proprio perché considerata di un altro livello. Però così non va bene, tanto più in uno sport dove il contatto fisico è preponderante: entrare in campo con la testa “sbagliata” equivale a consegnare la gara all’avversario.
Dice che è facile parlare da dietro una tastiera e non prendendo botte sul campo. Inattaccabile, però ognuno fa il suo mestiere e se sono critico con il Benetton Treviso è perché reputo quella squadra capace di giocare prestazioni di un certo tipo e mi aspetto un certo tipo di atteggiamento. Magari mi sbaglio, ma Treviso ha nelle corde la possibilità di ottenere risultati e di mettere in difficoltà anche squadre ben più attrezzate e pronte, però deve scendere in campo con la mentalità giusta, altrimenti può perdere male con chiunque.
Sono sicuro che tra una settimana, al Monigo contro l’Ulster, i biancoverdi metteranno in campo una prova orgogliosa per dimostrare davanti al proprio pubblico alla prima uscita ufficiale stagionale casalinga che quello con il Munster è stato un passo falso. La prova del nove però l’avremo la settimana dopo, e poi quella successiva e quindi quella dopo ancora. La continuità nell’offrire prestazioni di livello è il vero obiettivo dei veneti di quest’anno. Alle Zebre possiamo concedere alibi, al Benetton non più. Si può vincere, si può perdere ma l’atteggiamento non può cambiare a seconda della voglia o dei chiari di luna.

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34 thoughts on “Benetton Treviso e Zebre, una questione di testa così uguale e così diversa

  1. superignazzio

    Desta molta più preoccupazione a mio modo di veder la sconfitta di Treviso, perchè Munster poteva dilagare anche di 80 punti…
    Zebre che secondo me si sono messe in testa l’atteggiamento giusto per quest’anno

    Il campo parlerà per tutti

  2. gian

    come già dicevo, la mia paura più grossa è che questa mollezza mentale sia inconscia, quindi tutti convinti di dare il massimo, quando, in realtà, si stà volando in strumentale.
    rimango convinto che lo shock dovrebbe essere dato dalla società, in primis.
    brave, invece, le zebre, ma anche un po’ sfigate, il calcio che ha propiziato l’ultima meta è rimbalzato proprio male per i zebrotti, e la meta ducale è stata proprio ben costruita (però mi sfugge come mai ci fossero delle ottime riprese per gli hightlight e non per il tmo, bah?)

  3. a.d.g.

    Le Zebre sono più modeste nell’organico. Banks, Douglas, Manu e Riccioni hanno portato del talento in più rispetto all’anno scorso, mentre le Zebre, dal punto di vista del talento schierabile sono rimaste sostanzialmente inalterate, tra partenze e arrivi. Da vedere i 2/3 nuovi arrivi chi saranno.
    Di sicuro i ragazzi della rosa delle Zebre hanno più necessità di farsi “notare” rispetto a quelli di Treviso e certo è che Licata, Minozzi e Gianmarioli che fanno ’80 minuti contro gli Ospreys e Sarto che entra per Minnie, dovrebbero far riflettere un po’ tutti, soprattutto , qualcuno, dovrebbe ricredersi sullo snobismo con cui viene trattata l’Eccellenza.
    Il rugby è sport di contatto e di combattimento e a tal proposito Brunello in un intervista pubblicata il mese scorso ( xnebiax Stivale ovale, https://stivaleovale.wordpress.com/) a domanda precisa sulle doti, secondo lui necessarie per la scelta di un giocatore da mettere o meno in una rosa, indicava nell’ordine “……. avere doti di combattività, essere efficace nell’intervento difensivo e competenza del ruolo che occupa”.
    Il problema Benetton, non è di poco conto, perchè se è vero ciò che è scritto in questa presentazione, risolvere i problemi di “testa” e di “approccio”, non sempre è possibile e spesso i tempi non sono brevi. Speriamo sia invece un problema di trovare i giusti incastri tra vecchi e nuovi.

    CVD. Non sono certo contento di avere ragione , ma nessun accenno alla gravissima mancanza gallese sul TMO non messo nelle condizioni di lavorare. Solo due pesi e due misure tra critica all’ennesima potenza di ciò che è italiano e acquiescenza verso gli anglosassoni? Avrei voluto vedere, a parti invertite, cosa sarebbe successo sia sui media anglosassoni che sui blog italiani.

    1. Gsp

      Mi associo alla richiesta di chiarimento su TMO.

      Non sono daccordo che il tasso tecnico sia lo stesso. Ceccarelli, VS e Padovani erano giocatori dinqualità e peso. Il fine stagione di Padovani è stato davvero molto molto positivo ed ha coperto quello invece negativo di Canna.

      Ovviamente , adesso c’è spazio per altri e vedo con piacere che hanno molta voglia. Sarei felicissimo di non dover rimpiangere i 3 partenti nazionali.

      Ridicolo il post su un altro blog per cui Licata e Giammarioli giocavano per necessità, quando invece si trattava di scelta tecnica, magari anche per valutare quanto valgano i nuovi e capire chi portare in SAF.

  4. Gsp

    Vediamo, vediamo, è solo una partita. E gli Ospreys hanno fatto un pre campionato molto negativo. Vediamo piú avanti.

    Ma non c’è dubbio che negli ultimi anni il gruppo zebre abbia dimostrato piú resilienza. Perchè molti degli sfotto su società, pubblico ed attaccamento alla fine mettevano in evidenza la differenza tra le due squadre. Che I giocatori colmavano con resilienza, una Volta arrivando prima di Treviso, le altre arrivando lí lí.

    1. Mr Ian

      meno male lo hai detto tu del precampionato Ospreys…cmq non si sottovaluta la prestazione delle Zebre, anche se ancora è troppo presto per fare proclami e non può considerarsi un obiettivo quello di perdere le partite senza subire troppi punti.
      La cosa che più mi ha stupito invece della Benetton è stato sia l atteggiamento mentale, che la formazione ultra sperimentale quando nel precampionato questi esperimenti non si sono visti…io rimango dell idea che questa è la parte di stagione dove le italiane devono puntare alle vittorie, soprattutto ora quando in molte celtiche ancora non sono rientrati i vari nazionali

      1. Lo avevo scritto anche io a caldo.

        “Meglio le Zebre dei Leoni, anche al netto della differenza dell’avversario.”

        Ingnorarlo sarebbe partigianeria pura.

  5. Il Camerlengo

    Su youtube ci sono gli highlights della partita Ospreys/Zebre.
    Quindi c’erano le telecamere,perchè allora non c’era il t.m.o.?

    1. fabiogenova

      Non lo so. Però un paio di schiaffi al giovanotto che nell’ultima meta Ospreys esulta facendo stretching io li avrei dati. Bisogna avere più rispetto dell’avversario, soprattutto se a due minuti dalla fine la distanza è di due soli punti.

  6. Giovanni

    Anche la scorsa stagione per le Zebre era cominciata a Swansea: l’incontro era terminato 59-5 per gli Ospreys. Difficile dai soli highlights poter commentare, ma la sensazione è che i parmensi abbiano giocato con determinazione ed amor proprio, una bella risposta ai travagli degli ultimi mesi. Il punto di domanda è legato al roster corto: col passare delle settimane aumenterà l’esigenza di un adeguato turnover…speriamo vi siano presto novità sul fronte degli arrivi, anche se a stagione iniziata non è semplice. Su Treviso avevo scritto che non c’erano più giustificazioni, questa stagione devono fare meglio, sia come gioco che come risultati. Ebbene, l’esordio è stato negativo a dir poco: sconcerta aver rivisto da subito il solito refrain di avversari già in bonus al 31′ ed, ancor più, aver raccolto la miseria di soli 3 punti in attacco. Mi auguro ci sia un pronto riscatto già dal prossimo turno, altrimenti scatterebbe un grosso campanello d’allarme.

  7. Hrothepert

    Avendo visto solo gli highlights delle Zebre e niente di Treviso è, per quanto mi riguarda, assolutamente impossibile dare alcun tipo di giudizio, concordo pienamente con chi sostiene che, essendo alla prima partita, è un po’ troppo presto per trarre concluisioni. per quanto riguarda entrambe, e anche con chi teme che il roster delle Zebre sia troppo corto e che nel proseguio ciò possa essere un grosso problema.
    Detto ciò quello, che colpisce me, sono tutte queste aspettative su Treviso, stiamo parlando di una squadra che due anni fa è arrivata ultima e lo scorso anno penultima, all’ ultima giornata e approfittando del “bollimento” post 6Ns dei tanti nazionali delle Zebre; ora, Treviso, dispone, sulla carta, di un buono staff e ha fatto alcuni buoni innesti in rosa, ma non è che,di colpo, questo possa bastare per andare a giocarsela a centro classifica; spesso, leggendo alcuni commenti e anche alcune parti di articoli, riguardo questo tema, mi viene in mente il mio collega/capo, tifoso della Fiorentina, che, tutti gli anni, si imbufalisce per la campagna acquisti della società, salvo poi farsi comunque delle illusioni e imbufalirsi ancora di più per i risultati, quando sarebbe sufficiente che si discostasse un minimo dal punto di vista del tifoso, per collocare le capacità del un club e della sua rosa al giusto posto del contesto generale.

    1. Giovanni

      Non si tratta di “farsi illusioni”, nè porre condizioni tipo “centro classifica”, “quarto posto nel girone” o cose del genere. Si tratta di guardare ai fatti: lo staff è al secondo anno, quindi dovrebbero conoscersi, essersi amalgamati, aver capito come desidera giocare l’head coach e così via. In più c’è anche il preparatore atletico professionale specifico (Atkinson), in più son stati fatti alcuni inserimenti significativi (Douglas, Banks, Ruzza), in più alcuni giovani hanno già accumulato una stagione d’esperienza. Insomma, le condizioni sulla carta per far meglio rispetto allo scorso anno ci sono. Se a ciò aggiungiamo che Treviso viene da quattro(!) stagioni consecutive di delusioni (per non dir disastri), beh, pensare che possa/debba far meglio del penultimo posto su 14, prendere qualche imbarcata in meno e mostrare qualcosa in più nel gioco d’attacco, non mi sembra sia chiedere la luna.

  8. mmh, visto troppo poco, ma nella meta gallese mi pareva un pò fuori posizione… o in ritardo… bisognerebbe aver visto il nascere dell’azione…

  9. Rabbidaniel

    “Magari mi sbaglio, ma Treviso ha nelle corde la possibilità di ottenere risultati e di mettere in difficoltà anche squadre ben più attrezzate e pronte”. Non so Paolo, venerdì ho visto bene la mediana, per il resto, contro un Munster senza i Lions e senza una sfilza di giocatori, si è penato davvero tanto e la reazione, di cui parlano i tecnici, è avvenuta a babbo morto, con la Red Army già col bonus in tasca.
    Vedremo, è solo la prima, ma bisognerebbe essere cauti almeno nei proclami di inizio stagione.
    Sulle Zebre invece concordo, partire da underdog assoluti ti dà meno pressione.

  10. Gysie

    Vedo con piacere che in parecchi sottolineano l’aspetto della combattività. Era ora! La cosa che più è saltata agli occhi negli ultimi anni è proprio l’inferiore combattività mostrata, di norma, dalle squadre italiane (compresa la nazionale). Basta fare un confronto (almeno fino agli anni passati) con i Dragons, squadra modesta ma che in casa ha sempre venduta cara la pelle.
    Vado subito in OT con Padovani. Se Galthiè l’ha messo titolare per la sfida a Clermont (che per il Tolone non è una partita come un’altra) vuol dire che l’aspettativa è altissima. Purtroppo, dopo un primo tempo più che accettabile, l’inizio di ripresa è stato negativo (a quei livelli ed in quei Paesi, il rimbalzo del pallone non è una variabile impazzita); così è arrivata la sostituzione al 55′ – con Ashton estremo, che ha continuato a fare pena. Il tempo per rimediare c’è.

  11. Certo, aspettiamo sabato per vedere come giocano con Ulster ( che non sono Dragons, Blues o Connacht) ma da alcune indiscrezioni lo staff di Treviso sembra in preda ad una crisi di nervi se è vero che la “svolta tecnica” nel pack sarà Zanni in seconda linea… boh, che dire???

      1. Sergio Martin

        Non c’entra niente (OT, quindi…), ma mi sono riletto i commenti e…ho nostalgia di quei tempi in cui su OR si bisticciava un po’, ma il livello del contrasto era piuttosto contenuto; si scherzava e c’era complicità: mi ricordo di una domenica pomeriggio del 2013 in cui con le cacchiate lette su OR ho riso da solo in un teatro; le elezioni e i pipponi di San Isidro; la FRASE e i tormentoni (“palesemente!”); le interviste e le foto di @Gianni Berton a Griffen e Casellato…E poi aridateme @Francesco Strano! 😀

  12. Mez10

    io piuttosto che del tmo mi preoccuperei del fallo subito da Minozzi, identico a quello della finale del super rugby su Havili, punito con un rosso sacrosanto a joburg, mentre sabato solo giallo..

  13. a.d.g.

    Se si commenta dopo ogni partita è evidente che si commenta quello che è accaduto, non quello che accadrà. Sabato è accaduto che le Zebre hanno tenuto botta agli Ospreys fino alla fine. Con una squadra imbottita di debuttanti : 6 giocatori a zero cap e uno con meno di 10.
    Cattiva preseason degli Ospreys, bene, peggio per loro.
    Il roster delle Zebre è troppo corto, e allora? quelli che vanno in campo devono piangere e lamentarsi di questo?
    Non mi sembra nessuno abbia fatto proclami, men che meno la società, anche perchè di una sconfitta senza bonus pur sempre si tratta.
    Ma dire che si sono comportati bene , meglio delle aspettative andrebbe detto.

  14. Queo Magro

    Da tifoso di Treviso non posso che sperare che venerdì ci sia stata solo tensione mal gestita…anche perché non so cosa sperare altrimenti. Anche secondo me la squadra ha molte frecce nella propria faretra tale da poter puntare più in alto possibile, quindi oltre il terzultimo posto. Secondo me manca un capitano che sappia essere carismatico e che faccia da collante nella squadra nei momenti meno piacevoli…un Parisse per la benetton diciamo.

  15. grenz

    intervista a rodwell su rugbymeet:
    cit:
    —-“dicevi che sei entrato in Accademia solo pochissimo tempo dopo aver iniziato a giocare.

    “Ho avuto la fortuna di entrare subito nel giro delle selezioni nazionali non tanto per la conoscenza del gioco, ma per il fisico. Il “Progetto statura” ai tempi coinvolgeva tutti i ragazzi che fisicamente apparivano adatti al gioco del rugby e mi ha portato non solo in Nazionale, ma anche all’Accademia di Tirrenia.”—-
    non abbiamo speranze

  16. grenz

    di certo non sono anti federale per partito preso però davvero certi personaggi…

    negli anni avrebbero scartato ,cito a caso:
    ferro ghizzoni,tutti i francrscato,troncon,bettarello e molti altri.
    in inghilterra devono capirne poco se hanno permesso a neil back di arrivare a vincersi un mondiale.
    per tacere di george smith,gregan,fouroux,berbizier.
    immagino che a ciro sgorlon avrebbero per lo meno impedito di giocare 7 se non di giocare tout court.
    li vogliamo tutti cammelloni e con 7 ore al giorno di palestra.
    fa niente se poi si strappano alla prima ripetuta.
    e poi giocare con le strisce blu sul polpaccio fa figo…

    non dev’essere facile gestire una federazione e,di certo,non si può azzeccarle tutte(è complicato gestire un club di Honor B qui in Spagna figuriamoci gestire la fir)però davvero pare che certi personaggi lavorino giorno e notte alla rovina del nostro rugby

    1. a.d.g.

      Minozzi ci è entrato in Accademia, Pettinelli ci è entrato in Accademia, Gianmarioli ci è entrato in Accademia, D’Onofrio ci è entrato in Accademia per parlare solo dei normodotati che quest’anno esordiranno in Pro14, senza contare i MM che sarebbe troppo facile citare. Io credo che che coloro che si riempiono la bocca del cosiddetto “progetto statura” non si sono mai disturbati di andare nè un centro/accademia U18, né hanno mai visto una partita della Francescato. Talenti veri non ne sono mai stati scartati, indipendentemente dall’altezza o dal peso.
      I problemi di reclutamento sono altri e esistono prima delle selezioni per l’accesso alle accademie. Il ritenere che le società siano in grado di pescare nella loro rete i fuoriclasse e gli “stolti” tecnici federali li scartano perchè non hanno le misure Lascia il tempo che trova

      1. rugbydinasty

        https://www.rugbymeet.com/it/news/eccellenza/le-occasioni-perse-dellitalia-del-rugby-intervista-a-sebastian-rodwell
        Tanto per portare contributi non allineati.
        a.d.g., quando fai questi tuoi interventi alla “tutto va bene madama la marchesa”, non pensi, magari che non ti stai rivolgendo a degli appassionati qualsiasi, digiuni di esperienze di club, ma a persone, che nel loro percorso dopo il campo da gioco, si sono impegnati come dirigenti svolgendo negli anni ruoli di sviluppo del settore giovanile, marketing e recupero risorse finanziarie, realizzazione e gestione della club house, gestione amministrativa (rapporti con la Fir). Ma soprattutto in tutto questo tempo, ha avuto occasione di frequentare e confrontarsi con realtà che ci stanno sopra e che ci bastonano sia sul campo, sia a livello organizzativo. E che
        No è qualche dubbio prima di scrivere non ti viene.

    2. “Se noi non siamo cresciuti come speravamo succedesse in questi ultimi 7 anni non è certo perchè un “grande fratello” ce lo ha impedito.”

      Piu’ che altro lavorano alacremente per il loro piccolo orticello privato, il che sicuramente non giova alla collettività.

  17. Sergio Martin

    Paolo, mi trovo d’accordo su tutto ciò che hai scritto sopra. In particolare, sarà molto importante che si cerchi di dare finalmente continuità al rendimento e si evitino i punteggi da sbraco della scorsa stagione, per poter avere le energie psicologiche che consentano di portare a casa quanto meno le partite più “abbordabili”….

    1. grenz

      adg
      sono del garda bresciano.
      a parte una parentesi svizzera dovuta al lavoro,
      ho sempre giocato in lombardia (cus e asr)
      ho fatto il corso di 1 livello e
      c’erano gli ottimi pacini,guidi e diego scaglia (un enciclopedia del gioco degli avanti)
      e,apriti cielo,durante un periodo,prima che il mio lavoro mi portasse in spagna,ho allenato i ragazzini del calvisano con il maestro (di rugby e di vita)vir…io (credo tu sappia a chi mi riferisco).
      Questo per dire che non sono esattamente il campione paradigmatico dei non allineati.
      però ho studiato a fondo il progetto statura dell’università dell’aquila e quella postilla “a tutti i ragazzi con i parametri di base (età e altezza) summenzionati individuati nei comitati ,sappiano giocare o meno” secondo me resta aberrante.
      e,limitatamente a solo quanto a me noto,fra sondrio,milano e reggio emilia più di un talento è andato sprecato.
      opinione personale eh,e mi farebbe piacere
      parlare di questo ed altro amabilmente davanti ad una birra da davo’s (c’è ancora?) quella volta al mese che torno a vedere la famiglia.
      un saluto

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