Elezioni FIR – Amore getta il sasso: “Se vinco basta Pro12”

Umberto Nalio per Il Resto del carlino – Rovigo

HA LASCIATO il segno il passaggio in Polesine di Gianni Amore. Il candidato alla presidenza Fir continua a far parlare di sé il giorno dopo, tanto da rendere incerti pure coloro che sembravano aver già preso una decisione in merito al voto del 15 settembre.
Mercoledì sera nella sala consigliare del Battaglini, alla presenza anche di Francesco
Zambelli, primo dirigente rossoblu, Amore ha messo dei paletti ben precisi. Ha parlato di obbligatorietà Under 20 solo per le società che partecipano al campionato di Eccellenza, mantenendo l’attuale status a 12 squadre per il torneo principe
del nostro rugby.
In merito poi alla Celtic League è stato molto chiaro: in caso di sua elezione, questo esperimento finirà. Quindi nessun rinnovo per le due franchigie dopo la naturale scadenza del biennio. Per quanto concerne la partecipazione alle coppe, Amore ha previsto la costituzione di quattro franchigie che avranno il compito di tenere
alto il nome dell’Italia nella Challenge, aspettando poi la fine dell’esperienza celtica per
aumentare il numero a sei, due delle quali andranno a disputare la Heineken Cup. (..)

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103 risposte a Elezioni FIR – Amore getta il sasso: “Se vinco basta Pro12”

  1. wf2 ha detto:

    Se questo partecipa al campionato mondiale di scemi del villaggio, arriva secondo.

    E’ troppo stupido per vincere.

  2. Stefano (Monza) ha detto:

    Lasciare il Pro12 ha senso solo se si decide di investire per innalzare in maniera significativa il livello dell’Eccellenza…il che vuol dire trovare prima di tutto sponsor e soldi e ovviamente rinnovare il sistema di formazione dei giocatori italiani

  3. AC ha detto:

    Amore ha lanciato il sasso… speriamo ci sia una corda al collo che lo faccia affondare… la Pro12 serve ad aumentare il livello della nazionale, grave errore non parteciparci in futuro: gli stessi giocatori dicono che da questa esperienza ne han tratto giovamento loro e la nazionale…

  4. Ale ha detto:

    E i giocatori della nazionale dove andrebbero a giocare, secondo il sig Amore, ad un ritmo simile a quello dei test match internazionali?
    A casa sua?
    L’incompetenza, mascherata da falsa competenza, è il peggior male del nostro movimento!!!

  5. MarkElla ha detto:

    ecco fatto…
    ha detto la cazzata che spalanca le porte all’elezione di Gavazzi

    bel colpo Gianni!!

  6. Luc@ ha detto:

    E si, mi sa che si è tirato la zappa sui piedi. Avesse almeno detto che c’è l’intento di innalzare il livello del nostro campionato per i prossimi 4 anni per poi lasciare il Pro12.
    Invece lui dice di toglierlo finito il prossimo biennio.

    aiaiaiaiaiai

  7. manuel ha detto:

    Concordo con tutti questi commenti. Non e’ ammissibile uscire dalla CL dopo lo sforzo che e’ stato fatto. Non concordo nemmeno con chi vuole la terza franchigia (Gavazzi)..due sono giuste non abbiamo giocatori in Italia che possono giocare a un certo livello. Per certi passi ci vuole tempo. Speriamo che questa sparata, non spiani la strada a Gavazzi visto che c’era la possibilità di unire le forze tra zatta e amore.

  8. fracassosandonà ha detto:

    clamoroso autogol…
    già limitando a due i club professionistici non riusciamo a farci rispettare in Europa, suddividendo i giocatori in ben sei “franchige” sai che squadroni che possiamo tirare su?
    l’Italia deve “accontentarsi” e restare in CL almeno altri dieci anni se vuole pensare di poter tirar su un parco giocatori che le permetta di competere con gli altri…
    e poi ormai ci abbiamo già fatto la bocca buona a vedere con certa regolarità certi avversari…
    mi mancherebbero i kilt ed i forti bevitori celtici…

  9. Stefo ha detto:

    Immagino che Amore abbia fatto un discorso piu’ completo che semplicemente fuori dalla Celtic, sarebbe interessante e corretto conoscere tutto il discorso prima di bllarla come una cazzata.
    Ricordo poi che Zatta stesso ha messo in discussione la partecipazione alla Celtic:

    https://ilgrillotalpa.com/2012/07/13/in-giro-con-zatta-a-360-sul-movimento-ovale-italiano/

    “La Celtic non è la soluzione di tutti i problemi. Ad esempio se ci fosse un campionato Italiano ben fatto con una buona qualità potrebbe essere preferibile alla Celtic”

    Il discoso e’ il costo (non economico ma in termini di movimento) che partecipare alla Celtic comporta e cioe’ svuotamento tecnico e di interesse (quindi economico) del campionato nazionale e capire se il sisema italiano rugby sia cosi’ maturo e ben strutturato per supportare questo costo.

    • Rabbidaniel ha detto:

      Certo Stefo, tutto è discutibile a questo mondo ed è chiaro che l’entrata in Celtic è stata gestita male e in fretta, senza pensare ai rapporti tra celtiche e squadre d’Eccellenza. Ritengo che le parole di Zatta, di cui non voglio farmi esegueta, puntino sulla necezzità di un meccanismo osmotico tra campionato italiano e Celtic. Cosa che è più che necessaria. Uscire tout court dal Pro12 comporterebbe un arretramento tecnico del rugby di vertice italiano, almeno a mio modo di vedere.

      • Stefo ha detto:

        Rabbi sappiamo che se Zatta vince la Benetton rimette la sua licenza e nessuno sa cosa voglia dire, potrebbe essere atto dovuto per poi ripresentasi, potrebbe essere franchigia veneta o potrebbe essere ritrno della Benetton in Eccellenza nessuno ha mai chiarito questo per il momento.
        Zatta nell’intervista dice chiaramente portiamo a termine gli impegni presi e poi vediamo cosa si fara’…in quell’intervista zatta e’ stato molto chiaro, la Celtic e’ in discussione finito il primo quadriennio.

  10. Lo scalmanato (ero Maurizio) ha detto:

    Dalle mie parti questo si chiama uno sfondone…

  11. Rabbidaniel ha detto:

    Mi pare che tutti concordino sul fatto che questa sia una proposta irricevibile. La differenza tra le nazioni di Tier1 e di Tier2 risiede in due punti: la partecipazione della squadra nazionale a tornei di vertice (6N, 4N) e la partecipazione di squadre e/o franchige a tornei di vertice (Super15, Premiership, Top14, Pro12). Il progresso dei giocatori italiani dall’entrata in Pro12 è innegabile, l’abitudine all’alto livello settimanale, alla competizione con squadre di valore assoluto è un principio fondamentale per portare il rugby italiano ad alto livello e a competere alla pari con le nazioni più forti.
    La partecipazione alle coppe da parte di franchigie formate ad hoc non può sopperire a un’eventuale uscita dal Pro12.
    Bisogna aggiustare qualcosa nella partecipazione al Pro12? Sì, cero. Ma uscirne rappresenterebbe solo una sconfitta, un’ammissione di inadeguatezza.

    • Stefo ha detto:

      Rabbi scusa ma l’Argentina ha fatto grandissime cose senza artecipare ad un torneo per Nazionali di vertice o di clubs di vertice ma puntando sull’esportare i suoi giocatori in quei campionati (26 giocatori dell’attuale rosa per il 4N giocano in Europa)…tutti i vari ragazzi che finiti gli Aironi sono emigrati crescerann giocando nei campionati inglesi e francesi come Parisse, Castro ed altri giocatri italiani in passato prima della CL sono cresciuti andando all’estero.
      Calcolando che gli argentini potrebbero diventare meno attraenti per le europee a causa della partecipazione al 4N l’interesse verso i giocatori Italiani da parte dei grandi clubs europei potrebbe aumentare.

      • Rabbidaniel ha detto:

        Capisco il tuo ragionamento, ma noi non siamo l’Argentina, ossia, non formiamo giovani con la stessa competenza. Hai fatto l’esempio di Parisse e di Castrogiovanni che sono, guarda caso, di scuola argentina. Probabilmente si può fare a meno del Pro12, ma non ora. Bisogna iniziare un programma di miglioramento della selezione e di innalzamento del livello dell’Eccellenza. A quel punto si potrà valutare l’esigenza o meno di partecipare alla lega celtica.

      • gsp ha detto:

        @stefo, nonostante la grande produzione di giocatori e talenti in continuazione ed in tutti ruoli, loro cmq stanno ancora lavorando alla franchigia di superXv ed hanno fatto la Vodacom Cup. quindi il valore strageico dell’internazionalizzazione lo sentono anche loro.

        Potremmo anche spender 10mln sulla base invece che sulla celtic per i prossimi 4 anni, ma significa uscire dal giro internazionale per altri 10 anni, e la nazionale in competitivita’ ne perderebbe quasi immediatamente (ad esempio tenuta fisica).

        Sono pero’ daccordo che noi dobbiamo valutare come ristrutturare la piramide.

        Tra l’altro i tanti soldi internazionali arrivano anche perche’ facciamo la celtic. bisognerebbe pensarci bene se vale la pena sacrificarli.

      • Stefo ha detto:

        Rabbi finche’ porti via i migliori 70 giocatori nel Pro12 ‘Eccelenza non la innalzi, ripeto l costo della partecipazione in CL e’ il mollare lo sviluppo di un campionato nazionale di livello qualitativo accettabile e che rieca a creare interesse e portar soldi. Non e’ teoria Rabbi questa basta guardare a Scozia, Galles ed Irlanda ed ai loro campionati Nazionali di domestic rugby. La IRFU e’ 12 anni che ci prova a rimettere in piedi il campionato nazionale, prova regole diverse, format diversi ma la situazione e’ sempre la stessa dovendo accettare un campionato non professionistico (per regolamento non potesti pagare i giocatori), di qualita’ medio-bassa che non atrae TV e sponsors (fa piu’ spettatori la finale della Leinster Schuool Cup che la finale dell’a ireland, la Leinster School Cup e’ trasmessada un tv privata a pagamento per tutta la sua fase finale, l’all ireland ha solo semi e finali nella tv di stato).

      • Stefo ha detto:

        @ gsp

        ripeto piaccia o meno se fai la CL affossi il campionato Nazionale, son due modelli in concorrenza tra loro se punto all’elite in CL svuoto il campionato Nazionale…ripeto non e’ teoria basta guardare ale altre unions impegnate nella CL che partono da basi e sviluppo talenti anni luce davanti a quello italiano ma convivono con questo problema da anni senza una soluazione ma accettando quasta situazione perche’ comunque non sarebbero in grado per dimensioni di sviluppare un campionato interno di livello.

        L’Argentina: la partecipazione alla vodacom con una selezione e’ completamente la stessa cosa che mandare delle franchigie nelle coppe europee , per quel che riguarda il superrugby e’ in fase di discussione la franchigia argentina e lo e’ anche perche’potrebbe diventare una necessita’ visto che l’appeal di giocatri argentini che perdono bene che vada un terzo della stagione e fanno una preparazione volta alla partecipazione de 4N pobabilmente calera’ per le europee.

        GSP quando si analizza la questione CL bisogna prendere tutto in considerazione e cioe’ la ricaduta sull’intero movimento non slo la Nazionale.

      • Stefo ha detto:

        Preciso una cosa: io non so se sia meglio restare in CL o uscirne, ma negli ultimi mesi i so ponendo la questione pensando alla ricaduta nel lungo termine su tutto il movimento…e mi domando se l’Italia ha un movimento nel lungo termine in grado di supportare l’enrata in CL senza sancire la morte di motli clubs o se forse si potrebbe cercare di stimolare un campionato Nazionale di livello destinando i fndi che la Fir oggi destina al CL nell’Eccellenza per permettere che i clubs possano programare a livelo pluriennale e magari investire su stranieri di livello qualitativo buono che innalzino ulteriormente il livello.

      • gsp ha detto:

        @stefo, il problema che poni tu e’ validissimo e centrale. ed e’ una discussione che e’ necessario avere.

        quello che preoccupa me, e’ che nel frattempo che si sviluppa un modello tipo, per dire, argentina (che sarebbe ideale per quanto all’opposto di cio’ che siamo noi oggi), dobbiamo cmq secondo me rimanere nel rugby che conta e nel modo piu’ competitivo possibile. soprattutto perche’, per come stanno le cose oggi, e’ l’attivita’ internazionale che porta soldi e risorse per lo sviluppo del movimento. che poi si spendano male, e’ oggettivo ma un problema diverso.

      • Stefo ha detto:

        Gsp non deve essere er forza modello argentina, come dice Zatta (ed e’ quello che secondo me Amore intende) se si riesce a mettere su “un campionato Italiano ben fatto con una buona qualità” c’e’ anche questa via…servono pero’ investimenti che inizialmente potrebbero essere girare quanto destinato alla CL all’Eccelenza.

        Io noto che i due candidati nuovi mettono in discussione la cosa e sicuramente perche’ fanno un’analisi che va dal basso all’alto visti loro programmi e non dall’alto al basso come l’attuale dirigenza federale, noto che quando Zata disse queste cose ben pochi usarono gli epiteti usati oggi per Amore, noo che chi critica l’attuale federazione per essere trppo votata all’lie fregandosene dela base su questo punto che e’ cruciale pensa solo alla Nazionale. Amore e Zatta il costo in termini di movimento nel suo insieme dela CL lo stanno prendendo in considerazione e mettono in discussione il modello erche’ non sono sicuri nel lungo termine sia funzionale.

        Agiungo un altro punto all’analisi: l’attuale situazione della CL: gli scozzesi non sono mai stati in grado di tratenere i migliori ancora meno oggi, i gallesi si son dati un salary ca bassissimo ed i migliori non riescono piu’ a trateneli, le irlandesi trattengno i migliori perche’ li paga la IRFU…il sistema anche a causa della situazione economica sta scricchioando…non e’ che fose zata ed Amore pensano anche a questo?!

  12. MarkElla ha detto:

    @ stefo
    se Amore avesse fatto un discorso di questo tenore;
    “bisogna iniziare ad investire seriamente nel rugby di base, far crescere il movimento, aiutare le piuccole società, trovare una rete di imprenditori che investano in maniera tale da garantire un’adeguato livello tecnico per l’Eccellenza (semplifico) nel volgere di qualche anno potremmo pensare di uscire dalla celtic per avere un campionato di eccellenza competitivo in grado di formare giocatori validi e squadre attrezzate per disputare Heineken e Challange”
    così avrebbe avuto senso
    ma uscire dalla celtic senza il piano B è foliia totale
    lui vuole uscire una volta scaduto questo biennio… non si fa in tempo ad organizzare nulla in sostituzione…
    è un suicidio, è l’uscita di un kamikaze

    • Stefo ha detto:

      MarkElla scusa eri alla riunione?Sei sicuro che Amore non abbia fatto un discorso piu’ completo di quanto viene riportato?Poi molte delle cose che dici che avrebbe dovuto dire sono nel suo programa, lo sviluppo del rugby di base, crescita del movimento nel suo insieme eccetera…problema queste cose rimanendo in CL non le fai, non ci riescono Galles, Scozia ed Irlanda a farlo con un movimento anni luce avanti a quello italiano, la CL come costo ha lo svuotamento del domestic rugby a livello senior, un campionato nazional senior di qualita’ e che attiri pubblico non lo fai se porti via i migliori 60/80/100 giocatori e li porti via da giovani.
      Modello Celtic e modello campionato nazionale di alto livello non possono venir portati avanti contemporaneamente, puo’ non piacere ma alla prova dei fatti (e Galles, Scozia ed Irlanda ci convivono con questo problema da 12 anni senza aver trovato la soluzione perche’ non c’e’) e’ cosi’.

      • MarkElla ha detto:

        no no non ero alla riunione, mi limito a citare quello che è scritto qui nell’articolo
        “In merito poi alla Celtic League è stato molto chiaro: in caso di sua elezione, questo esperimento finirà. Quindi nessun rinnovo per le due franchigie dopo la naturale scadenza del biennio.” dando per certa l’assoluta buona fede di chi ha redatto l’articolo, tutto qui.
        Faccio un ragionamento consequenziale: se (e ripeto se) questa è la stratgia di Amore uscire allo scadere del biennio ritengo non ci siano
        1 i mezzi
        2 i soldi
        3 gli uomini (tecnici, dirigenti, giocatori)
        4 i tempi
        per imbastire una soluzione alternativa all’uscita dalla Celtic che in termini immediati si tradurrebbe in una involuzione tecnica e qualitativa dei nostri ragazzi, sul lungo periodo non saprei
        poi posso sempre sbagliare!!

      • Stefo ha detto:

        MarkElla apputno quello c Amore ha detto non lo sappiamo, che discorso abbia fatto non lo sappiamo abbiamo solo un riassunto, pima di bollarlo come un pirla sarebbe opportun magari vedere se ha fatto un discorso piu’ completo e compless. Ripeto poi MarkElla Zatta per primo e due mesi fa ha bene o male fortement messo in discussione la parecipazione ala CL…forse bisognerebbe domandarsi se due candidati su 3 la mettono in discussione se c’e’ un discrso ed un’analisi ale spale un po’ piu’ complessa su tutto il movimento e non slo sulla Nazionale!
        Si critica Dondi e l’attuale dirigenza dicendo che pensa solo alla NAizonale ed all’Elite ma quando un dsicorso come questo sulla CL che e’ un discorso su tuto il movimento viene fatto si pensa e si guarda solo alla Nazionale

    • Bruno ha detto:

      Volevo ricordarti che la campagna elettorale è cominciata a Giugno ed è da allora che parla di rafforzamento della base. In merito all’articolo leggere solo il titolo vuol dire non aver letto che da 2 celtiche + 4 amlin si passerebbe a 6 amlin, cioè competizione europea ad alto livello, che ci vede come sempre collezionare molte sconfitte. Diventare più bravi in campionato e in Europa è difficile, ma non è andando in vacanza a porto cervo che posso dire di essere ricco. Prima devo avere i soldi e poi vado a Porto Cervo a fare una vacanza e non una visita di un giorno.

  13. Andrea da Treviso ha detto:

    Secondo me se usciamo dalla celtic poi ci buttano fuori anche dal 6 nazioni oppure ci fanno fare gli spareggi con Russia,Romania,Georgia e portogallo per parteciparvi!

    • gino(monza) ha detto:

      noi siamo entrati in 6N non essendo in celtic. E questo perchè abbiamo fatto risultati negli anni precedenti quando c’era diciamo così il 5+1 e ciò avveniva quando avevamo un campionato comparativamente migliore di questa eccellenza(????. )

  14. Corrado ha detto:

    secondo me il ragionamento è stato questo ! ho 40 milioncini di euro che si dividono in quattro, lascio la celtic e divido i 40 milioncini (fino a che ci saranno !) per tutti quanti, senza guardare a meriti o demeriti ! mi ricorda qualcuno che in sicilia assicurava un posto fisso, o un’entrata fissa per tutti quanti ! se poi guardiamo come è andata a finire con una regione sul l’orlo del fallimento si capisce il modo di ragionamento!

  15. albe ha detto:

    bella cazzata!

  16. gian ha detto:

    ecco, questa, se non era contestualizzata in un discorso più ampio ma se parla di due anni dubito, insieme all’haka sono delle enormi sciocchezze che abbassano la credibilità di amore

    • Bruno ha detto:

      È per tirare via un po’ di ragnatele dal rugby italiano e anche dalla mente di coloro ai quali ogni novità è una cosa indigeribile. Ma sei maiuscoto dallo spogliatoio dopo aver fatto un coro di training autogeno collettivo? Ma sai cosa significa entrare in campo con la voglia di sbranare qualcuno o come una mozzarella? Se non hai provato queste cose diventa difficile capire cos’è un haka e capire quali sono gli effetti mentali che produce. No per te è solo una cazzata.

      • Basito ha detto:

        @ Bruno: ci sono degli psicofarmaci che fanno uguale….. 🙂 Scherzi a parte ci sono mille modi per creare motivazioni di gruppo senza scomodare la cultura Maori poi dopo questa sparata (politicamente assurda) della Celtic da parete del buon Amore, con tutta la simpatia che provo per Lui, sarebbe meglio facesse la “Danza di Tafazzi”…. 😉

      • Bruno ha detto:

        Ah ah bella, ma si dai non facciamola diventare una tragedia. Però con sta haka da spogliatoio ci stai massacrando da mesi. Se vinciamo, preparati perchè mi vendico. Ciao

      • gian ha detto:

        vedi bruno, sì l’ho fatto e per tanto tempo, e a me non serviva l’haka perchè è bella o è fatta dai “forti” quindi se la faccio anch’io sono figo come loro, quella danza fa parte di una cultura, che non è la nostra, e scimmiottarla non ci servirebbe a niente e ci renderebbe ridicoli, se vuoi per caricarsi ti racconto 30 modi diversi che ho visto ed anche fatto, per pressare l’avversario psicologicamente prima della partita ce ne sono altrettanti, ma non vengo a spiegartele visto che in campo ci sei stato anche tu. diciamoci le cose come stanno, dire facciamo l’haka è una sparata elettorale per attirarsi simpatie tra un certo pubblico, poi sei libero di pensarla come vuoi, ma vai su youtube a vederti un po’ di haka e quando sono fatte, non sono esattamente considerate come la tarantella da noi, non è colore, come ti dicevo all’inizio è cultura, la loro e da qui la mia critica su quest’aspetto del programma di amore

      • Bruno ha detto:

        @gian, allora abbiamo trovato il punto della questione. Quando parliamo di haka o di haka da spogliatoio parliamo di un coro, di un urlo, di un metodo di automotivazione di gruppo per uscire uniti e motivati al massimo. Io ero il trascinatore della mia squadra, portavo la grappa negli spogliatoi e poi mi veniva dato un momento nel quale urlavo alla mia maniera negli orecchi dei miei compagni quello che mi veniva in mente per accendere i cuori e non ero il capitano perchè lui non era capace di urlare come me. Noi con l’haka originale non abbiamo niente a che fare e non c’è nessuna intenzione di imitarla, non è possibile, abbiamo usato questo termine perchè sembrava un po’ complicato dire il coro di automotivazione collettiva e allora abbiamo detto haka italiana. Lo spogliatoio serve perchè non mi risulta che in campo si possano fare manifestazioni simili. In generale dobbiamo individuare tutto ciò che è possibile per abituare i giocatori a dare tutto quello che hanno ancora prima del fischio d’inizio. Ti ringrazio della tua disponibilità alla spiegazione reciproca. Ciao

      • Stefo ha detto:

        @ Bruno

        scusa ma allora avete spiegato male voi la cosa non potete prendervela con chi legge haka italiana senza che sia specificato che si tratti di una cosa interna allo spogliatoio pre-partita…e la cosa fu criticata fin dall’inizio ma nessuno nello staff di amore o amore stesso che di solito e’ molto puntuale nello spiegare o rispondere a quesiti nei blog ha mai specificato la cosa…per come e’ messa ne programma sembra proprio che si voglia introdurre una haka italiana.
        Bruno penso di aver mostrato coi miei posts di apprezzare Amore ma io per primo quano avevo letto della haka italiana avevo pensato a qualcosa di diverso da quello che tu spieghi e la trvav un’idea alquanto assurda (comunque credo che si potrebbe nel caso, la IRB ha regole precise per la haka e tutte le altre danze simili sul campo, ora non ricordo a memoria il regolamento ma l’utlimo paragrafo lascia liberta’ alle squadre di introdurre se vogliono un loo rituale prepartita sul campo).
        Vorrei poi aggiungere Bruno che pur capendo quello che dici avendo giocato a rugby con allenatori diversi e capitani diversi certe cose dello spogliaoio dovrebbero essere decise da queste persone, ogni allenatore staff tecnico ha un suo modo di lavorare e di volr preparare la partita e piu’ in alto vai piu’ sono attenti ad ogni piccola cosa, una haka imposta dal consiglio federale non e’ detto che trovi ‘accordo il tecnico ed e’ al tecnico ed alla squadra che spetterebbero queste decisioni.

      • Bruno ha detto:

        @gian, abbiamo dato per scontato che si capisse e invece tu mi dimostri che non è stato così…..abbiamo sbagliato, ma riteniamo al tempo stesso che meglio essere criticati per avviare un confronto, piuttosto che essere piatti e senza idee: l’haka italiana è frutto di un braistorming che insieme a questa idea ne ha partorite altre come per esempio trasformare il movimento in un gruppo d’acquisto e tutte le volte che ci è stato chiesto chiarimento lo abbiamo fornito, perchè non ci piace sparare sciocchezze. Poi non è un’imposizione, ma dovrebbe far parte solo di un bando con premio, per quelle società che con un video la presenterebbero agli Stati Generali: la migliore vince un premio in denaro assegnato da una commissione giudicante. È un primo passo per affrontare il problema della motivazione psichica che nel rugby italiano è quasi completamente non preso in considerazione, al contrario di molti sport individuali che ormai non ne possono più fare a meno. Abituare un giocatore a gestirsi psicologicamente sarà fondamentale nella sua cariera per gestire al meglio vittorie, sconfitte, infortuni ecc. Anche gli allenatori verranno istruiti per gestire sè stessi nei rapporti interpersonali e nell’imparare a motivare e non ad umiliare come spesso accade i giocatori, per non perdere nessuno, soprattutto i talenti, che solo perchè lo sono non è detto che non cambino sport proprio perchè hanno trovato un coach, magari tecnicamente fortissimo, ma che non è riuscito a gestirli. Il club che vorrà migliorare su questo aspetto diventerà certamente più forte di quanto era prima. Capisci perchè Gianni vorrebbe usare i soldi in un altro modo? Perchè le cose da fare sono tante e con quei soldi si possono fare tante cose di più che una Celtic. Se stai guardando la Premiership, quello è un esempio che se si fa diventare forte un campionato le celtic in teoria non servirebbero: noi dobbiamo arrivare ad avere un campionato forte, bello e che chiama spettatori.

      • Stefo ha detto:

        Ciao Bruno immagino l’ultimo commento fosse per e non Gian.

        Per me tuto chiao ora sulla haka volevo solo far notare che non era stata comunicata bee la cosa e mai precisata nonostante le critiche. Ora ce l’hai spiegata e’ piu’ chiara come idea.

        Sulla CL Bruno ho cmbattut tutto ieri come puoi vedere dagli interventi nel dire che invece che bollarla come cazzata pensando solo alla NAzionae io sono contento che l’argomento venga messo in discussione per le ricadute su tutto il movimento…come ho gia’ scritto non sono sicuro se sia meglio restarci o meno a sono conento che la cosa venga afrontata da tutte le parti in causa.

      • Bruno ha detto:

        Stefo, scusa ho impiegato un minuto ad arrivare in fondo ai 97 commenti e mi sono perso! Sono contento che tu ci abbia dato la opportunità di chiarirla, ma è cominciata a Maggio questa impresa ardua e quindi imbroccarle tutte è stato impossibile. Ho notato come una luce nel buio i tuoi interventi di ieri e ti ringrazio, soprattutto di aver ricordato a chi è intervenuto, che non siamo i soli a sostenere questa linea. Poi se uno non vuole convincersi non c’è niente da fare. Grazie ancora.

      • gian ha detto:

        @bruno grazie, allora così è un’altra cosa e se ne può discutere, come vedi dal mio post specifico che se non fosse stata contestualizzata in un discorso più ampio sarebbe stata una sciocchezza uscire dalla CL non un errore in assoluto, per quanto riguarda altri punti del programma li trovo interessantissimi e migliorativi soprattutto per le piccole, personalmente ritengo che in due anni non si riesca a creare una situazione tale da poter rinunciare alla CL per una serie di fattori anche non strettamente legati al movimento, dopodichè ben venga se mi sbaglio, sarà solo un bene per il rugby italiano. avete tutta la mia stima ed il mio sostegno, per quanto non valga una cippa, e vi auguro di ottenere i risultati che perseguite, anche perchè avete il coraggio di metterci la faccia sempre.

        tra l’altro a me la grappa non l’hanno mai data, protesto!!!!! 🙂

  17. GIANANGELO GREGORIO ha detto:

    La celtic ha riportato a casa Perugini, Aguero, Bortolami, Orquera, Bergamauro, Ongaro e Masi, Tutti a finecariera, (Masi a parte) tutti agli Aironi. La fine degli Aironi ha portato in Francia ed Inghilterra: Furno, Biagi, D’Apice, Staibano…. in più lo sà Munari cosa è costato trattenere i 5-6 giocatori appetibili per quei campionati. E’ un dato di fatto che la Celtic ha già portato benefici alla crescita del rugby nostrano, altro che balle. AMORE E’ L’UNICO A NON ESSERSENE ACCORTO.
    p.s.70 giocatori Italiani giocano già in un campionato professionistico non c’è BISOGNO di farli emigrare E non c’è alcun paragone con gli Argentini che sono dilettanti e DEVONO emigrare per fare i professionisti.

    • Stefo ha detto:

      Infatti anche Zatta ha messo in discussione la partecipazione alla CL…

    • Stefo ha detto:

      Sul professionismo italiano parli di quello dell’eccellenza dove si scopre che Prato non pagava i giocatori?C’e’ talmente tanto professionsimo che il nuovo sindacato giocatori ha chiesto delucidazioni al riguardo ai 3 candidati…

  18. MarkElla ha detto:

    bah io la vedo un pò diversamente…
    sono il primo a dire che l’idea della terza franchigia è delirante, delirante allo stato attuale delle cose. Tuttavia se il nostro movimento dovesse continuare a crescere, tra un 6/7 annu si potrebbe tranquillamente iniziare a parlare di una terza franchigia, fermo restando che:
    1 le zebre ormai ci sono e ce le teniamo basta col balletto di fare e disfare franchige si perdono anni importantissimi di lavoro
    2 si lavori responsabilmente per trovare imprenditori seri disposti a investire progetti con una scadenza adeguata
    3 la si smetta di valutare i nostri giovani come lo si fa con le vacche al mercato agricolo

    se sul tavolo vengono gettate queste come linee guida del movimento tra pochi anni la terza franchigia non sarebbe più un miraggio, ma una possibilità da valutare
    Ripeto la mia è la posizione di chi ritiene la Celtic imprescindibile per l’avanzamento del movimento rugbystico

    • Stefo ha detto:

      Ok MarkElla quindi tu sei in linea con Gavazzi al riguardo…io invece apprezzo che Zata voglai aprire una discussione al riguardo facendo un’analisi che va oltre la Nazionale e pensa a tutto il movimento e penso che Amore al di la’ dello slogan intenda fare lo stesso, reputo che la CL ha un impatto su tutto il movimento non solo la Nazionale, gli imprenditori seri in Eccellenza non li porti se il campionato e’ un campionato di livello infimo, senza seguito (squadre con 200 spettatori di media)….perche’ questa e’ la realta’ e non vedo come qualcuno possa pensare che l’Italia possa riuscire a risolvere il problema che Scozia, Galles ed Irlanda hanno da 12 anni e non son riusciti a risolvere e cioe’ lo svilimento del domestic rugby come prezzo da pagare alla CL.

      Io ripeto non ho una posizione certa ma mi pongo la questione come Zata ed Amore secondo me giustamente fanno.

      • Davide ha detto:

        Scusa Stefo, ma prima dell’ingresso in Celtic dove erano tutti questi imprenditori che investono nel rugby?
        Non mi sembra che l’Eccellenza di due anni fa fosse un gran campionato pieno di fenomeni, certo c’era qualche giocatore di livello internazionale in più, ma non era ugualmente sufficiente ad attirare investimenti significativi e la media degli spettatori (chi conosce i dati mi smentirà) non credo sia crollata dopo l’ingresso in Celtic di Treviso e Viadana.
        Anche io non ho certezze assolute, ma se c’è una speranza di attirare investimenti sul rugby in Italia è creando l’alto livello. Se togli la Celtic fra due anni e dividi la torta anche solo fra le 12 di Eccellenza, non ci saranno comunque i fondi per trattenere gli internazionali che avranno sicuramente offerte dall’estero a cui non rinunceranno, se non ormai a fine carriera. D’altronde anche ammettendo una parità di trattamento economico, fra Calvisano e Gloucester, ad esempio, tu cosa sceglieresti?
        La crescita e il finanziamento della base è cosa sacrosanta, ma la Federazione non può sopperire ai privati. Nessuno di noi ha la verità in tasca, ma a mio modestissimo avviso, la Celtic ha contribuito ad avvicinare al rugby nuove realtà economiche e a ritagliare al nostro sport nuovi spazi mediatici, convincere queste realtà della bontà dell’investimento anche sul mercato domestico è uno dei temi fondamentali da sviluppare da parte della Fir.
        My two cents.

      • Stefo ha detto:

        Davide come detto io non ho una posizione certa al riguardo ma sono conento che prima Zatta ed oggi anche Amore si pongano la questione.
        Che piaccia o meno di sicuro con la CL sacrifichi il campionato nazionale questa e’ l’esperienza di 12 anni di 3 unions che in termini di base, movimento, organizzazzione sono anni luce davanti all’Italia…oppure ci vogliamo dire che l’Italia riuscira’ laddove Irlanda, Galles e Scozia non sono riusciti?!
        Io sono contento che Zatta ed Amore pongano la questione ed avvenga un’analisi dell’impatto su tutto il movimento…ripeto da un lato si critica la Fir attuale per pensare solo all’elite ed alla NAzionale dall’altro ero’ su questa questione si pensa solo alla Nazionale e nessuno si rende conto che la CL di fatto (perche’ basta guardare a Scoiza, Galles ed Irlanda) presuppone come sacrificio la rinunica ad un campionato Nazionale di livello professionsitico (il Galles e’ l’unico che si spinge al semi-professionismo nel domestic). Di sicuro con la CL nell’Eccellenza soldi non ne porti comunque quindi reputo opportuno che Zatta ed amore propongano una discussione ed un’analisi piu’ approfondita.

  19. Boborug ha detto:

    Ok ammettiamo che il ragionamento possa stare in piedi, anche se concordo con chi dice che ci vuole tempo.
    Fra 2 anni niente più celtic.
    1) Siete proprio convinti che dalle parti di albionia non vogliano comunque tenere con se treviso
    2) Dove pensate andrebbero a finire i giocatori delle due franchige? In un campionato mediocre come l’eccellenza?
    Ovviamente chi ne avrà le possibilità se ne andrebbe all’estero a giocare rendendo il campionato ancora più mediocre.
    La soluzione è sotto gli occhi di tutti ma nessuno sembra vederla: restano le due franchige in celtic, ma si da la possibilità ai giocatori non impiegati nelle varie partite di partecipare al campionato di appartenenza, in questo modo si creerebbe un circolo virtuoso che porterebbe in breve tempo ad un miglioramento del campionato e fornirebbe alle franchige giocatori quantomeno allenati ed abituati al clima delle partite.

  20. GIANANGELO GREGORIO ha detto:

    Aggiungo che secondo mè quella di “TESORO” non è una battuta infelice ma una vera e propria PROMESSA ELETTORALE in sintonia con la politica del voto di scambio “SE TU DAI UN VOTO A ME’ IO POI DO’ DUE SOLDI A TE’ “(BELLO SLOGAN, SI POTREBBE METTERLO IN MUSICA).

  21. GIANANGELO GREGORIO ha detto:

    @ Boborug: se Treviso torna in eccellenza se ne vanno SUBITO: Zanni, Citta, De Marchi, Ghira, Derby, Favaro, Gori, Benvenuti… DEVO ANDARE AVANTI?
    VOGLIO VEDERE COME TI CONSIDERANO POI DALLE PARTI DI ALBIONA.

  22. David ha detto:

    ma basta slogan senza senso … oramai siamo alle “comiche finali” … per fortuna il 15 sera è vicino !

  23. Mah ha detto:

    Ragazzi, non facciamo tanti voli pindarici per giustificare questa uscita. In perfetto stile italiota, in polesine, per attirare l’attenzione ha pensato bene di agganciarsi a slogan del basso popolino. E cosa sostengono i rovigoti? “a noi rossoblu la celtic non va giù” E Amore dall’alto del suo immenso acume politico pensa bene di risolverci i problemi con sparate che non hanno ne capo ne coda. Ma dove è andato a fare la riunione in casa delle posse rossoblu? Amooo avrai raccolto consensi, ma tanto quelli non votano.
    Rispondo a parte a coloro che sostengono che l’Argentina non ha avuto il professionismo, ma è arrivata comunque in alto. Eccerto, ma la scelta della ARU è stata quella di distribuire nei migliori club europei i suoi migliori giocatori che in questi 15 anni hanno acquisito competenze sia come giocatori che come futuri tecnici e dirigenti (vedere l’attuale struttura argentina). Han fatto praticamente come il cuculo, han fatto allevare i pulcini agli altri.

    • Stefo ha detto:

      Mah esatto l’Argentina ha scelto una struttura diversa dimostrando che non c’e’ solo una via per arrivare ai migliori risultati come invece qualcuno ensa e ce ne sono altre di vie…”La Celtic non è la soluzione di tutti i problemi.”

  24. Perdonate se non ho letto tutti i commenti… Da quel che ho letto, l’unico ad averci azzeccato è Stefo. In realtà, la proposta di Amore è molto più complessa di quanto scritto qui. Innanzitutto, c’è il discorso soldi, che, al momento, prevede un esborso per la CL di 10-12 mln. (8-10 per le Zebre e 2 per Treviso). Tutti soldi che andrebbero a favore di altri interventi, parteno dalla base. Inoltre, c’è la contemporanea creazione delle 4 franchigie dai migliori dell’Eccellenza che dovrebbero andare a giocare le coppe europee e un torneo. Lo so per certo perché ha detto le stesse cose martedì a Bergamo: non c’era nessun giornalista, ma io sì 😉

    • Stefo ha detto:

      Ciao Luca visto che c’eri puoi spiegare che tipo di discors ha fatto Amore?Lo chiedo io per primo per capire come pone la questione e dove vuole andare rinunciando alla CL.

    • Elio Zanone ha detto:

      Finalmente una risposta sensata! Imparate ad informarvi bene prima di sputare veleno ed essere offensivi! Mi riferisco al primo commento : tra essere scemo del villaggio o codardo da non avere la faccia di firmarsi e nascondersi dietro uno pseudonimo , cosa scegli?

    • gsp ha detto:

      @luca, grazie per la precisazione.

      6 partite di challenge non sono una stagione d’alto livello purtroppo. il torneo lo fanno tra di loro, quindi il livello rimane lo stesso. questo non mi convince.

      Invece con l’ingresso in celtic l’impatto sulla nazionale, ad esempio sulla tenuta fisica, s’e’ visto quasi alla prima partita. l’abitudine a giocare a certi livelli arriva solo giocando a certi livelli (scusate la tautologia). poi qualcuno tirera’ in ballo l’argentina, ma il 90% dei nazionali gioca in campionati competitivi. per la nazionale italiana non penso si possa andare oltre 1/3, se non ci fosse la celtic.

      10mln salvano l’eccellenza? non penso. se dai un mln a squadra a malapena coprono i debiti dell’anno scorso. e se passi da 2 a 3mln personamlente non penso che il livello migliorera sensibilimente.

      certo poter passarli alla base (inciso, trovo assurdo considerare l’eccellenza come parte della base). ma con una nazionale competitiva e limitata attivita’ internazionale, fino a quando potrai giustifcare tutte le entrate internazionali?

  25. Matteo Miserocchi ha detto:

    il problema è sempre quello: la differenza fra semidilettantismo, dilettantismo, semiprofessionismo e professionismo non legata alla categoria. Qua è tutta una confusione in cui non si capisce nulla. Le “celtiche” non aiutano la crescita del rugby nazionale, fanno gara a sè. Si prendono i soldi del movimento e poi fanno i grandi professionisti. In Eccellenza gli stipendi non arrivano, mentre quasi conviene giocare in A o in B per arrivare a fine mese. I selezionatori sono bravissimi, ma allevano non giocatori, ma “soldatini”, che arrivano ad alto livello credendo che la partita sia una serie di schemi ben fatti. In questo cerchiamo di capire se il poblema è la Celtic league o meno. il problema è il metodo e la troppa confusione..spesso il semidilettantismo non è in C regionale,….e spesso il professionismo non è in Eccellenza o in Celtic…il dilettante non è un paria ma una risorsa e tutto il lavoro svolto da Dondi e compagnia (con tanti errori certo ma indubbi risultati) per portare la testa del movimento ad altissimi livelli ha lasciato pezzi del corpo sparsi in giro per il campo…senza ordine e senza prospettive…ma un corpo solo di testa non vive….

  26. Matteo ha detto:

    Bene ora se dice questo così come c’é scritto bisogna dire che é una cosa che per il bene della nazionale sarebbe una tragedia e comunque i giocatori che non trovano spazio nella CL rientreranno nel campionato quindi la macchina celtic ha bisogno di 4-5 anni per vedere i risultati
    Poi se dise che le franchige devono essere gestite da privati mi trova daccordo
    Per quanto riguarda le franchige in coppa mi chiedo con che soldi farlo e dove giocano chi le allena e i soldi dove vanno , troppi interessi in ballo e pochezza tecnica del campionato non aiutano il progetto vorrei ricordare che fine ha fatto l’unica franchigia vera che aveva l’italia
    Per finire la cigliegina con che soldi gli imprenditori metterebbero nel fantastico campionato italiano? I soldi non ci stanno e quindi tutti i campioni se ne andranno a giocare in serie b francese o in un altro campionato europeo
    Dire per concludere che ha fatto un autogol o autometa per rimanere in tema 🙂 é il minimo …. Per non dire che ha detto una c****a pazzesca

    • Matteo ha detto:

      Ps per quanto riguarda la quwstione soldi in eccellenza ma se anche una socetà definità solida e seria come prato che punta su un progetto( e lo dico io che non mi piace prato ne tantomeno faccio il tifo a favore) non ha i soldi per pagare gli stipendi mi dite come fa in campionato italiano ad assorbire circa 60/70 professionisti della celtic se non hanno i soldi? E poi in challenge mandiamo una selezione mista zonale? Quindi mettiamo assieme calvisano con viadana? Mi vien da ridere solo a pensare a una castronata del genere con in tribuna i due presidenti a braccetto….. Seeeeeee

      • Stefo ha detto:

        Quindi anche Zatta che ha messo in discussione 2 mesi fa la CL e’ un pirla che dice cazzate?

      • Matteo ha detto:

        Beh sinceramente non capisco a livello di nazionale cosa ci si può guadagnare dall’uscita dalla CL che le franchige dovrebbero essere private é pacifico ma nemmeno il discorso di zatta mi sembra apposto e credo che anche zatta e munari ne sono convinti la celtic é un modo per trattenere i migliori in italia se poi una volta che e se vince le elezioni vuole disimpegnarsi credo che almeno dietro ( o forse spero) ci sia dietro qualcuno che metta i soldi e con un progetto definito e comunque in italia non sappiamo fare le franchige stile irlanda per cui ij challenge faremo le solite figure da “ciodi” e sono convinto che se si smembra la lega celtica a oggi irlanda galles e scozia perderebbero molto a livello di nazionale e le stesse province non sarebbero così competitive in hc

      • Stefo ha detto:

        Matteo ma la CL non impatta solo sulla Nazionale impata su tutto il movimento e’ questo il fulcro del discorso di Zatta ed Amore…bisogna guardare oltre alla Nazionale e tutto il movimento e capire cosa sia meglio per l’Italia come inero movimento rugbystico.
        I moivi li ho gia’ spiegati e non mi dilungo per me che ci sia una discussione approfondita ce vada oltre la Nazionale e’ un bene se poi si arrivera’ alla conclusione che la CL e’ il miglior modello possibile benissimo nessun problema ma cavolo affrontiamo l’argomento in maniera complea e non solo di Nazionale come invece fa questa dirigenza federale.

  27. Matteo Miserocchi ha detto:

    insomma se negli anni ’80 e ’90 la Nazionale era espressione del mivimento tricolore di vertice e questo del movimento di base. Il rapporto fra le tre anime era armonico. Gli indubbi progressi fatti hanno portato questi collegamenti a saltare. La Nazionale è cresciuta (o meglio il peso internazionale della Fir targata Dondi perchè gli azzurri guidati da Giovannelli forse erano meglio di questi in rapporto agli avversari, ed anche l’organizzazione dei vivai azzurri è elevatissima). Il movimento di vertice è diventato professionista, con grandi fatiche e differenze. Il campionato tricolore di vertice è morto e nella base si sono create profonde fratture causate da voli pindarici nel professionismo, saccheggi e sgambetti fra società vicine, fallimenti e nuove nascite. ABBIAMO FATTO IL PASSO PIU’ LUNGO DELLA GAMBA? O SIAMO SOLO IN UNA FASE DI CRESCITA? COME RICREARE ARMONIA FRA LE VARIE ANIME DEL RUGBY TRICOLORE? in quest’ottica bisognerà che il nuovo presidente ripensi tutto (se la celtic deve essere solo 1 gestita dalla federazione ad esempio o come rendere più corretto il rapporto con i club oltre a diminuire le spese, visto che 10 mln sono troppi), come rilanciare l’Eccellenza (cambiamo anche il nome mettendoci la A che così è compresa da tutti) come aiutare il movimento di base a convivere con dinamiche invadenti del professionismo.

  28. jean ha detto:

    Questo è fuori di testa. Adesso che si inizia a vedere qualche partita interessante sulla tv in chiaro vuole tornare a quell’obrobrio impronibile di eccellenza, così si che si crea interesse attorno al rugby! E poi se non se lo fanno i celtici o gli australiani un campionato nazionale come primo livello per i loro giocatori perchè dovremmo tornare indietro noi che siamo un sacco indietro rispetto a loro? A me pare follia! Che poi come sottolineava qualcuno se si torna all’eccellenza quelli bravi se vanno in francia inghilterra e il campionato recupera una cinquantina di individui mediocri, cosa che non credo lo renderà molto migliore di com’è ora. Non ho mai creduto che Amore sarebe riuscito a superare Zatta e Gavazzi anche se da quello che ho letto mi sembrava potesse far meglio di come siamo messi adesso, ma dopo questa uscita veramente mi auguro che non diventi mai presidente.

    • jean ha detto:

      Che poi mi chiedo io, in un’ipotetica elezione di Amore, è solo il presidente federale a decidere ad un’eventuale rinuncia o continuazione del pro12 o è un pochettino più complesso e si deve passare ad una sorta di elezione col consiglio federale, i club e le franchige hanno qualche voce in capitolo ecc? Chiedo perchè non sono informato su come vengano prese decisioni di questo tipo all’interno della federazione, ma una cosa di questa grandezza mi sembra abbastanza importante perchè dipenda dalla decisione di un’unica persona.

      • Bruno ha detto:

        E infatti, vedi che a non essere informato si rischia di fare commenti superficiali. Purtroppo su questo argomento il problema della FIR non è quello di garantire ad appassionati televisivi, uno spettacolo di rugby adeguato. Qui si parla di sopravvivenza di tutto il movimento che ha bisogno di una purgata e di una profonda ristrutturazione che parta da zero.

      • jean ha detto:

        Non è un commento superficiale, l’avere delle partite di qualità con squadre di qualità nei campi italiani e nella tv italiana secondo è importante. I migliori giocatori devono giocare ad alto livello, cosa improponibile in un campionato con solo società italiane, e quei pochi veramente di qualità andrebbero a giocare all’estero se si tornasse al campionato italiano come massimo livello del rugby in italia. Io penso che la federazione dovrebbe lavorare facendo in modo che il campionato italiano diventi un campionato formativo per i giovani che in questo modo possano puntare al pro12 e alla nazionale come accade per la itm cup o per il campionato gallese (per fare 2 esempi).

        Se poi le franchige dovessero diventare franchige in tutti i sensi, ovvero rappresentare un territorio, una regione o più regioni e disputare alcuni incontri in città diverse (es il benetton che fa partite a padova o venezia, le zebre a milano o bologna ecc) creerebbe più visibilità e più seguito per il movimento. Ma col mediocre (basso) livello del rugby dilettantistico del campionato nazionale come punta di diamante non si va da nessuna parte

  29. loris sartor ha detto:

    Mah…io non capsico questa ipervisibilita e accanimento mediatico, sia pro che contro, il Pro12, secondo me le cose stanno in questi termini: il rugby italiano dall’avvento del professionismo , cioe da metà degli anni 90, si è trovato in una situazione singolare, vale a dire la possibilità di accedere all’alto livello internazionale con il 6N e contemporaneamente a gestire una situazione interna che di professionistico ha ben poco. Io penso che il Pro12 sia un ottimo campionato per chi se lo può permettere e a tutt’oggi solo la Benetton ha dimostrarto di poterlo fare, dunque, forse sarebbe il caso che la FIR incentivasse questo fatto e nel contempo eserciti le proprie comptenze nell’ allargare la base, in altre parole mi preoccuperei di cosa non funziona più di quello che funziona e se l’Eccellenza non funziona è perchè dalla base non sale abbastanza qualità non perchè dal vertice non scende abbastanza mediocrità…o come al solito giochiamo a livellare verso il basso ?

  30. Matteo Miserocchi ha detto:

    Insomma quella di Amore può essere una delle soluzioni per rendere armonico il sistema. lassù non riusciamo a starci ed è inutile “pompare” una realtà che non esiste..meglio spendere quei soldi per sostenere il nuovo campionato di eccellenza, i vivai tricolori e le società che fanno giovanili di alto livello. I “campioni” azzurri andranno a giocare in Francia o Inghilterra..ma in un paio di anni ne produrremmo altri…HO DETTO UNA DELLE SOLUZIONI POSSIBILI: Magari gli altri due candidati ne hanno di differenti e validissime, ancora più di queste. Ma è impossibile continuare a pensare che il rugby italiano possa crescere senza riportare la base collegata al campionato di vertice ed il campionato di vertice ad un buon livello. Dobbiamo dare armonia al corpo Rugby italiano ricollegandone fra loro le parti…questo sarà il compito del successore di Dondi.

  31. -BRCK- ha detto:

    Il campionato italiano delle franchigie era già stato proposto ai tempi dell’ingresso in Celtic.
    6 squadre: tra campionato e HC/CC disputano 16 partite. Poco più della metà (28) che giocano ora le franchigie celtiche. Sarebbe follia pura, tornare indietro…

  32. Stefo ha detto:

    Comuqnue ala fine si nota una cosa che su una cosa come questa le posizioni di Zatta ed Amore sono simili e di voler ristudiare la faccenda e voler capire cosa sia meglio per il movimento mentre Gavazzi prosegue anzi rilancia senza voler affrontare la discussione.
    Ora il 90% delle persone giornalmente atacca Gavazzi ma alla fine su un punto come questo tutti si schierano con Gavazzi reputando la CL una certezza irrinunciabile su cui non vale la pena neanche aprire una discussione!

    • jean ha detto:

      Comunque non credo che di fronte ad una elezione di Zatta il pro12 verrà abbandonato. Sicuramente verra fatta un’alisi di cos’è meglio per il rugby italiano, ma a me sembra improbaile che vi rinuncino. E poi è stato molto diverso da amore che ha detto chiaramente “con me basta pro12 e punto”

      • Stefo ha detto:

        Jean eri alla riunione?Sai cosa Amore ha detto esattamente ?L’inervento di una persona che era alla riunione gia’ spiega che non e’ cosi’ terra terra come il epzzo dice.
        Su Zata ripeto quello che sappiamo: se vince vuole discutere il Pro12 e la Benetton rimetera la sua licenza senza che sia mai stato specificato se sia semplicemente un mossa in tipo atto dovuto per ricandidarsi o meno ma ricordo che all’epoca Paolo al riguard ha risposto diverse volte ad utenti dicendo che non era un puro atto formale anche se non presupponeva un’uscita dal rugby…cosa resta se esci dal Pro12 ma non lasci il rugby?

      • jean ha detto:

        Alla riunione non ero presente, mi sono basato puramente sull’articolo qui sopra e la sua affermazione pare categorica. Di zatta hai ragione tu, si può solo supporre. Ma leggendo tra le righe alcuni suoi interventi potrebbe sembrare che la sua intenzione sia di far rimettere la licenza alla benetton che creare delle vere franchige e far tornare i club ad essere club, anche perchè mi pare ai biancoverdi non sia piaciuto molto com’è stata gestita l’entrata in celtic. Queste sono solo mie personali supposizioni tengo a precisare. Anche se ancora non mi è chiaro come i benetton andrebbero ad inserirsi in questo quadro

      • Stefo ha detto:

        Jean diciamoci la verita se un articolo cosi’ fosse uscito su Zata si sarebbe subito scritto chissa’ cos’ha detto, il giornalista del Resto del Carlino non riporta tutto ecc ecc e non si sarebbe partiti con offese come scemo del villaggio e cose del genere…vado anche oltre quando Zatta ha messo in dubbio la CL solo 1-2 utenti hann attaccato il concetto espresso come invece e’ stato fatto oggi.

        Comunque ripeto io penso che la cosa meriti una discussione e che bisogna affrontare l’argomento sugli effetti su tutto il movimento e non solo la Nazionale perche’ se no poi criticare l’attuale federazione e gavazzi dicendo che se ne fottono del movimento e pensano solo alla Nazionale ed all’Elite diventa poco coerente.

  33. Alberto ha detto:

    Non limitatevi come sempre a puntare il dito.
    Zatta si sa mette a disposizione la licenza della benetton in caso d elezione, gli aironi erano in rosso di 1 o 2 milioni, hanno chiesto un aiuto economico alla F.I.R che piuttosto che aiutare ha deciso d affondare gli Aironi e tutti i suoi giocatori ( figura d me… A livello internazionale). Come se nn bastasse ha creato le Zebre costo presunto dell’operazione 8 milioni di euro!!!! Soldi tolti al minirugby, under, serie c-b-a- eccellenza! Squadre come prato sono rimaste indietro con gli stupendi, per non parlare di tutte le altre che nn hanno soldi per pagare tecnici, pulman, materiale, campi!
    Dai continuamo cosi vero!!!! spendiamo i soldi per la zebre…
    No ragazzi preferisco che i soldi vengano dati alle società x formare under credibili a livello internazionale, alle scuole per far crescere i progetti scolastici o alle societa’ in difficoltà! Non preoccupatevi Il grande livello arriverà + la base e’ grossa e forte + l apice puo’ portare successi internazionali a casa e non le solite batoste della nazionale e nella CL o coppe varie.
    Poi pensatela come volete!

  34. pea agostino ha detto:

    ma stiamo parlando del sesso degli angeli? abbiamo sperato per anni di far parte del 6N..poi speranza di essere presi nella CL secondo il mio modesto parere se dovessere succedere al posto nostro entrrìerebbero altre nazionali pronte a fare carte false per prendere il nostro posto

  35. Stefano Diani ha detto:

    Ognuno è libero di esprimere le proprie idee Amore verrà votato, o non votato,in base al suo programma io non lo voterei personalmente perche’ le sue sono solo idee alquanto aleatorie e fumose nel contesto.Quasi quasi mi vien da pensare che sia stato candidato apposta per disperdere voti.
    Mentre Zatta (con il supporto di Munari) porta i concetti e le idee che hanno fatto la Benetton quella che è un club di alto livello non vedo perchè questo modello non possa essere applicato a tutto il movimento inoltre il suo programma mi sembra molto più lineare e cristallino ed innovativo.

    • Stefo ha detto:

      Beh Zata per primo due mesi fa ha messso in discussione la Cetic League ma siccome l’ha detto lui e’ piu’ “lineare, cristallino ed innovativo”?

      • Francesca Amore ha detto:

        Tanti professionisti in questo blog e conoscitori del Rugby, ognuno ha la propria opinione , contestabile o no, ognuno ha il diritto di esprimersi! Condivido il programma di Amore, si perche’ di programma si tratta, per chi l’ha letto ovviamente…per chi ha ascoltato l’estensione dei suoi discorsi, delle sue riunioni e del suo giro in Italia! Un programma che vuole sviluppare la base! E’ scritto chiaramente non ha bisogno di interpretazioni….Trovo opinabile giudicare solo uno stralcio di dichiarazione…! Rispondo a chi lo insulta o insulta gli altri candidati: e’ vergognoso e di basso livello, rispondo a chi pensa che Amore e’ stato candidato per disperdere voti: Amore e’ stato il primo a candidarsi, successivamente l’attuale presidente si e’ dimesso e tutto ha avuto seguito! FRANCESCA AMORE

      • Stefano Diani ha detto:

        @Stefo Zatta ha detto che la CL per il momento rimane, se l’ eccellenza in tempi futuri apre nuove prospettiva in qualita’,appeal x sponsor probabilmente si rivedono le posizioni, inoltre lineare,cristallino ed innovativo rimane il programma incentrato sulla base,sulla programmazione,la revisione delle accademie e sulla nuova figura DAT (Dirigente,Arbitro,Tecnico) e scusa se è poco.

      • Stefano Diani ha detto:

        @ Francesca Amore
        Non vuol dire niente presentarsi per primo…..inoltre gli stati generali non sono certo farina del suo sacco bensì Munari in tempi non sospetti(4 anni fa’ circa) li aveva gia’ invocati .
        Se veramente si vuole cambiare rotta cioe’ non eleggere Gavazzi,che continuerebbe l’attuale sciagurata politica della Fir,Amore dovrebbe trovare un accordo con Zatta visto che molti punti dei rispettivi programmi coincidono ma la mia è solo accademia i fatti un’altra cosa, il mio timore è che Gavazzi tragga profitto dalla frammentazione dei voti divide et impera….

    • Stefo ha detto:

      @ Stefano Diani

      ho postato il link della sua intervista sopra, copio ed incollo per intero da suddetto link la risposta di Zatta alla domanda sul Pro12:

      “Abbiamo degli impegni che vanno onorati ma sui quali se venissi eletto non potrei incidere. Ho sempre lavorato sui programmi pluriennali quindi casomai porremmo la
      nostra attenzione sul prossimo quadriennio non su cose già programmate. Il futuro lo deciderà il nuovo Presidente. A mio dire tutto è possibile. La Celtic non è la soluzione di tutti i problemi. Ad esempio se ci fosse un campionato Italiano ben fatto con una buona
      qualità potrebbe essere preferibile alla Celtic”

      Dal programma di Zatta (di nuovo copio e incollo senza cambaire una virgola):

      “Stati Generali
      “Che rugby vogliamo? Decidere una suddivisione sostenibile tra il rugby di Promozione, dilettantistico e professionistico”
      “Questo tema verrà discusso in un incontro tra le componenti del movimento, per permettere la circolazione delle opinioni, la comprensione delle altrui problematiche e l’individuazione di una strada condivisa.”
      Consulta delle Società di Vertice
      Analisi dello stato dell’arte ed individuazione di competizioni e di traguardi sostenibili dall’effettivo livello agonistico. Questo tema verrà discusso in un incontro tra i Presidenti delle Società di Eccellenza e di PRO12, per individuare un percorso sostenibile e condiviso.

      Quindi resta fino alla fine dell’attuale accordo perche’ comunque anche volendo non si potrebbe fare diversamente (salvo pagare una penale) ma per il quadriennio successivvo discutiamone tutti insieme e vediamo che idee ci sono.

      • Francesca Amore ha detto:

        Stefano, non appartengo alla categoria delle persone che fanno polemica sterile che puntano il dito o ancor peggio che pensano di sapere tutto solo perche’ sono nel campo! Detto questo ho risposto ad una tua affermazione, non ho dato un significato al fatto che si sia candidato prima, ti ho messo a conoscenza dei fatti che palesemente dimostri di non conoscere. Saluti

      • Stefo ha detto:

        @ Stefano Diani comunque era sarcastico il discorso sul programma perche’ mi pare che ormai se una cosa la dice Amore e’ fumosa se la dice Zatta e’ geniale.
        Il programma incentrato sulla base, sulla programmazione ecc ce l’ha anche Amore…se vogliamo dircela tutta i due programmi partono dagli stessi presupposti, concetti o “macro-idee” e differenziano (e non sempre) per i metodi per mettere in atto le cose.
        La vera innovazione poi di entrambi i programmi e’ il voler discutere con tutte le parti coinvolte che modello di rugby mettere in piedi (espresso da zatta con la frase “Decidere una suddivisione sostenibile tra il rugby di Promozione, dilettantistico e professionistico” che vuol dire ridiscutere tutto compresa la CL) cercando un modello italiano in base a quelle che sono le caratteristiche italiane che sono diverse da quelle gallesi, scozzesi, irlandesi, francesi, inglesi, argentine ecc…e smettendo di importare modelli che altrove funzionano ma che per il fatto che ogni movimento ha le sue peculiarita’ non e’ detto che funzioni in Italia.

        Preciso poi:
        a- come gia’ scritto non sono a favore dell’uscita dalla CL ma neanche a sfavore a priori, sono convinto pero’ che sia giusta analizzare la questione non solo in termini di Nazionale ma di impatto su tutto il sistema.
        b- ad oggi se potessi votare non saprei ancora se appoggiare Zatta o Amore, probabilemnte andrei con Zatta per la possibilita’ di avere un Munari coinvolto in una posizione pero’ non politica che lo limiterebbe ma esecutiva.

  36. AleBull ha detto:

    Che tristezza vedere che anche la FiR rappresenta a pieno la situazione di questa nazione: sempre le stesse persone, gli stessi nomi, che continuano a gestire le cose celando l’incompetenza con finta competenza (citazione di qualche post sopra) per i loro interessi “politici” e non nelo bene del movimento. Basta gente vecchia e ottusa, più spazio a giovani e idee nuove.

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