Treviso tra campi celtici e contese elettorali non così scontate

Elvis Lucchese per Il Corriere del Veneto

Dopo due anni di rodaggio nel Pro 12 «celtico», quella che comincia il 31
agosto sarà per il Benetton una stagione con rinnovate ambizioni. L’obiettivo non può essere vincere il torneo ma certo recitare un ruolo più attivo di protagonista, collocandosi magari nella metà superiore della classifica. Speranze legittimate da diversi fattori: la maturità del gruppo già intravista nello scorso campionato, la campagna-acquisti con tredici rinforzi di qualità (fra stranieri e italiani, atleti già affermati e giovani di talento), i positivi risultati del precampionato in cui i biancoverdi hanno battuto avversari prestigiosi come Wasps e Saracens. In più Franco Smith ritrova Ghiraldini e Botes di cui nell’ultima stagione aveva potuto disporre poco per infortuni e squalifiche, mentre ragazzi come Gori, Derbyshire e Minto scalpitano per la definitiva consacrazione, anche a livello di Nazionale.
Nel Rabodirect Pro12, presentato ieri a Glasgow, il Benetton si è ormai guadagnato
unanime rispetto. Tutta da scoprire invece l’altra franchigia italiana, le neonate
Zebre a gestione federale, capitanate dal padovano Marco Bortolami ma ancora inspiegabilmente senza un organigramma dirigenziale. (…)
I molti nuovi arrivi aumentano la competizione interna, che non era mai stata così agguerrita: in uno dei reparti già più attrezzati come la terza linea, ad esempio, si inseriscono nella lotta per il posto Favaro e Budd. (…)
Una buona partenza del Benetton avrebbe un pesante significato anche per i giochi
elettorali, poiché il 15 settembre a Roma il numero uno trevigiano Amerino Zatta sfiderà per la presidenza della Federugby il patron del Calvisano, Alfredo Gavazzi.
La cordata veneta ha anche individuato il candidato per le successive votazioni del Comitato regionale (Civ). Si tratta di Fabio Beraldin, ex capitano del Petrarca e presidente del Valsugana, che correrebbe contro l’uscente Roberto Bortolato, in lizza per il quarto mandato. Il fronte nato sull’asse Treviso-Petrarca ha ormai
conquistato il sostegno della grande maggioranza delle società del Veneto, ma ha
anche aperto una breccia sia in Lombardia (soprattutto tra gli oppositori di Gavazzi e
Dondi, come Viadana, i club milanesi, i tecnici Maffi e Carnovali) sia in Emilia (fra gli
storici sostenitori di Dondi, poco propensi però a convertire il voto verso Gavazzi). Insomma, la volata verso la poltrona più ambita della Fir è entrata sul rettilineo finale e l’impressione è che si risolverà tutto al fotofinish.

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61 thoughts on “Treviso tra campi celtici e contese elettorali non così scontate

  1. MarkElla

    io credo con rammarico che si risolverà tutto in un mantenimento dello status quo. Dovrebbe spuntarla Gavazzi con un discreto margine. Alcuni amici mi dicono che abbia già in tasca metà dei voti della lombardia, quasi tutta la toscana e l’area romana che a livello di voti pesa molto. Il mio Abruzzo dopo varie oscillazioni Amore-Gavazzi sembrerebb propenso per l’ultimo, più a sud non so come sia la situazione, ma non credo ci sarà una levata di scudi per Amore.

    Però queste sono voci di corridoio, chicchiere fatte davanti a una birra

    spero di sbagliarmi

    1. teorub

      Speriamo che ti sbagli.
      Comunque è pure vero che almeno benetton facesse un po di campagna mediatica. Un esempio ieri hanno presentato i capitani della CL, ecco su una buona parte dei media che ho sentito vedi Virgin Radio e Italia 1 hanno detto che il capitano delle Zebre e Bortolami (a proposito complimenti ).
      Nessuno si è posto il problema che c’è anche il benetton e il capitano è Pavanello e che è la squadra italiana che fino ad ora ha dato migliori risultati. Su Sky addirittura hanno fatto 3 o 4 servizi sul ritiro delle Zebre nel mese scorso. Bho ma evidentemente il metodo di vendere il Rugby stile Dondi nelle Zebre lo conoscono a Treviso un pò meno. Cavolo altrimenti si che ha ragione Dondi che sono solo capaci di vendere canottiere.
      Scherzo sono i migliori a tenere vivo l’interesse sul rugby anche a luci spente e facendo parlare i fatti.

      1. Rabbidaniel

        Ovviamente l’ufficio stampa della federazione si farà sentire con alcune testate sportive televisive e non. È un metodo per diminuire la visibilità di Treviso. Aspetto ancora su Sky un servizio sulla squadra di quest’anno di Treviso.

      2. gsp

        @rabbi, non esagerare con i complotti. l’ufficio stampa delle Zebre fa il proprio dovere e bene. se non sbaglio sul tinello tu stesso (ma posso sbagliarmi) hai chiesto a Munari dell’impegno di treviso sui social media. e dalla risposta s’e’ capito che treviso preferisce concentrarsi sul campo. io personalmente non capisco troppo questa decisione, da momento che l’area stampa e media non penso che sottragga spazio all’area tecnica.

        Ti diro’ di piu’, ogni partita pre-season o HC che Treviso non gioca nelle citta’ vicine e’ una occasione persa per allargare la squadra, che cmq rappresenta il rugby italiano e veneto. se il lenister ha sentito il bisogno di fare operazione simpatia ed allargarsi ai club storici vicini, e’ paradossale che Treviso pensi che non ha bisogno di operazione simili.

        e queste cose si pagano, ad esempio in campagna elettorale.

        tutte scelte legittime, ma non c’e’ da meravigliarsi se poi Treviso scompare dai media nazionali. e se poi fa bene in campo a lor andra’ bene cosi’.

      3. gsp

        @rabbi e chiudo, Munari a Sky ci lavora ed e’ telecronista di punta del rugby di sky, che altrimenti potrebbe anche traslocare altrove (visto che sky Italia non produce nesuna delle partite che trasmette). Conoscendo Munari se avesse annusato aria di complotto l’avrebbe detto.

      4. Stefo

        @ gsp

        ilfatto che certi media stiano supportando dndi ed il suo delfino e’ innegabile, suvvia il messaggio quasi a reti radio unificate che non si sarebbe presentato con l’investitura di Gavazzi, certe interviste comarse su giornali dello stesso Dondi senza una domanda scomoda che fosse una…certi editoriali della stampa specializzata…tutte cose riportate sia su questo blog che altri. Non e’ questione di comploti e’ che loro sono al potere ed usano i mezzi a cui hanno accesso egregiamente e queso e’ nnegabile.

        S Treviso, anche io trovo mlto limitata la loro presenza sui social media (e ra le altre cose io sul loro sito non vedo neanche un negozio virtuale per comprarsi la maglietta…qualcuno sa indicarmi nel caso?) e come dici tu sono risorse diverse da quelle tecniche. Sull’allargarsi…credo non sia cosi’ facile, c’e’ una storia di rivalita’ lunga con tuto il reso del Veneto, io lo ammetto da veneziano ho grandissima stima per Treviso, sono il primo a dire senza problemi che il rugby di un certo ivello in Italia lo fanno solo ora, che hanno fatto da rain al mvimento per decenni ormai ma per quanto possa non tifargli contro non tifero’ neanche mai per loro…lo stesso trattamento che riservo al Munster insomma: stima ma finisce li’.
        Sull’esempio Leinster…e’ una situazione diversa, il Leinster ha sofferto in passato di essere percepia come la squadra della Dublino ricca (sai benissimo che nel mondo anglosassone il rugby union storicamente e’ visto come lo sport delle classi ricche), dei fihetti figli di papa’ ed al contrario dlla Benetton (che si chiama Benetton Treviso non Benetton Veneto) il Leinster e’ l’emanazione della IRFU sulla Provincia quindi doveva proprio come sruttura coprire la Provincia intera. Di partite di cartello comunque fuori la RDS o Lansdowne on se ne giocano, vengon fatte patite della “A” in giro e qualche spezzone della preparazione in giro ma in realta’ ad avere attirat tifsi dalla Provincia sono stati i risultati (classico saltare sul caro de vincitore, qualche mese fa c’era un pezzo su un giornale irlandese sulla fine del fenomeno “Lunster” cioe’ abitanti del Leinster che tifavano Munster quando questo vinceva) ed un aumento della presenza di giocatori non di Dublino nella squadra (O’Brien il primo che mi viene in ente).

      5. gsp

        @stefo, ma io mi riferivo alle Zebre, piu’ che alla presenza di Gavazzi. perche’ li e’ chiaro che la federazione ha usato la il suo peso, ma se non sbaglio su Sky c’e’ andato anche Amore.

        pero’ dire che c’e’ una manovra per oscurare treviso, mi sembra eccessivo. io la maglia benetton l’ho comprata so lovell due anni fa a fine stagione a £25, ma e’ forse l’unica che non si trova quasi mai.

        Su leinster, i motivi potrebbero essere diversi, ma niente vieta a treviso per esempio di giocare le partite di pre-season a padova o rovigo. o magari una di HC. e di allargare il bacino dei supporter. siamo onesti, i risultati di pubblico non sono niente di che per il livello di rugby che arriva a treviso.

        poi e’ vero che si chiama benetton treviso, pero’ la celtic non e’ il top14.

      6. gsp

        @stefo, il problema di treviso, come nel caso delle alleanze elettorali e’, paradossalmente per treviso, di poca programazione. i ponti devi construirli prima, e non aspettare le elezioni/candidatura, oppure il bando celtic tra tre mesi. il lead by example va anche bene, ma il ‘chi mi ama mi segua’ non costruisce squadre e relazioni solide e vincenti.

      7. Stefo

        @ gsp

        Zatta un programma con alcuni punti chiari (condivisibili o meno) lo ha dato su certe cose vuole gli stati generali per capire dove il movimento nel suo insieme vuole andare. Vuole capire che aria tira e vedere indee alternative su cosa farsi invece che imporre un progetto che magari aliena il movimento…per me fa benissimo a fare cosi’, e’ inutile raccontarsi storie senza un progetto vero con la maggior parte del movimento che remi nella stessa direzione non si va da nessuna parte e perche’ questo avvenga bisogna passare per una fase di confronto e discussione che non puo’ avvenire finche’ non si e’ eletti.

        La CL non e’ il T14?Dipende da come e’ impostata la tua squadra, Treviso ha fatto una sua scelta e che una franchigia veneta avrebbe aftto bene ugualmente non si puo’ dire perche’ non si puo’ escludere che sarebbero nate liti all’inerno e che magari come successo altrove un club prima socio si sarebbe otuto tirare indietro neanche puo’ venir escluso. La media di pubblico e’ in linea con le squadre minori, in Italia oggi come oggi il pubblico di Munster, Leinster e poche altre squadre in CL non lo fai.

        Inoltre potrei poi anche ribatterti che in Galles (non un paese con poco interesse verso il rugby) l’aver creato delle rappresentative regionali che non avevano nessun collegamento precedente con il territrio, non avevano una storia ed una tradizione radicata non ha e non sta funzionando benissimo in termini di pubblico proprio perche’ e’ difficile riunire sotto un’unica rappresentativa di club/franchigia le diverse anime delle regioni con le loro specificita’ e rivalita’ che hanno tradizione lunhissima.

        Sula visibilita’ dele due squadre…di uovo in quanto federali le Zebra hanno delle connections che probabilmente la Benetton non ha e le sanno usare bene…nessun complotto ma abbastanza innegabile.

        Maglie Treviso, non che la voglia comprare ma notavo solo l’assenza di un negozio virtuale sul sito della squadra cosa abbastanza “fuoi dal tempo”…soprattutto calcolando che la Beneton (intesa cme azienda d’abbigliamento) il suo online shop ce l’ha 😉

      8. gsp

        @stefo, sul galles. il modello provinciale irlandese sembra vincente, pero’ se l’identita’ provinciale (che da noi sarebbe regionale) non ce l’hai non puoi inventarla di sana pianta.

        poi sul galles, molti dubbi su sostenibilita’ economica e sulla salute delle regione, pero’ gli ospreys sono di nuovo campioni, squadra con piu’ vittorie nel Pro12, due titoli in tre anni (anche perche’ le irlandesi pensavano ad altro). e cmq sono il risultato della fusione di due club diversi. invece llanelli e blues, sono piu’ vicini a singoli club e se la passano cosi’ cosi’. ma e’ una semplificazione eccessiva forse dire che le squadre vanno bene o male a seconda che siano club/provincie/franchigie.

        poi la rivalita’ treviso/padova ad esempio e’ peggiore e piu’ radicata di quella Neath/Swansea. io penso di no.

        la differenza nel pro12 e’ che non vai a rappresentare te stesso, ma la federazione.

        Aggiungo, l’idea della federazione orginale di prediligere franchigie era basata sulla visione, forse troppo semplicistica, che due squadre d’eccellenza mettono insieme i propi budget ed arrivano facilmente a 3 o 4 mln. Aggiungi contributo FIR e non sei troppo lontano dalle risorse necessarie. Pero’ ad oggi rimane la piu’ sostenibile. perche’ treviso e la benetton sono un’eccezione.

      9. Stefo

        @ gsp

        sul Gales io parlavo di pubblico non risultati, i risultati dipendono dalla qualita’ delle squadra, dei giocatori ed il Galles e’ una fucina di talenti ma pur vincendo sul piano del pubblico non funziona perche’ nessuna delle franchigie-regioni ha una storia, una tradizione, un’identita’…sono state calate dall’alto creandole dal nulla e non hanno attechito. Occhio che quando parli di loro non e’ solo la fusione di questo o quello ma l’aver preso il posto di quelo che era il rugby prima decassando il domestic ed il risultato degli spettatori non e’ al livello atteso.
        Il paragone con l’Irlanda senza offese non ha senso e per un semplice motivo: le Provincie come selezione erano concetti e squadre che gia’ esistevano da un bel po’ non creati ad arte per la CL, le prime partite interprovinciali irlandesi risalgono al 1875 (il Connacht si aggiunse una decina d’anni dopo)….quindi per tutte e 4 le Provincie irlandesi parliamo di piu’ di un secolo di storia, tradizione, identita’ prima dell’avvento della CL.
        Salute delle regioni allesi: erdita dei giocaori migliori ed autimposizione di un salary cap bassissimo a confronto di altri mostrano che il sistema e’ in enorme sofferenza, ma hann la fortuna di avere il rugby nel dna e saper sviluppare giocatori di livello con continuita’.

        Che rappresenti la federazione e’ una tua idea in base al fatto che la CL e’ un accordo tra federazioni ma alla fin fine ogni squadra gioca per se stessa e per i suoi risultati, che alla IRFU sia indifferente che vinca Munster o Leinster tanto vince i rugby irlandese senza dubbio e’ vero, ma al board ed all’esecutivo di Munster e Leinster che sia una o l’altra a vincere fa differenza eccome…questa -di nuovo senza offese- secondo me e’ un’erme confusione che fai, le squadre che siano Provincie, Regioni o altro giocano per se stesse e rapresentano se stesse.

        La visone emplicistica della Fir che iporti la condivido, l’idea probabilmente era quella ed e’ ver che al momento l’unico privato che puo’ sostenere l’impegno e’ Benetn a che un sistema diverso avrebbe funzionato manca la controprova, anzi guardando al caso Aironi che si applaudiva per aver incanalato diverse realta’ sotto un’unica bandiera non ha retto, anzi alla base della crisi sta proprio il fatto che la magio parte di quelle realta’ che si erano unite hanno poi tutte mollato -senza voler far discorsi sui perche’ e percome ma attenendosi ai fatti e basa- lasciando a Melegari il conto da pagare.

      10. gsp

        @stefo, io dicevo esattamente quello. il modello irlandese e’ quello che sembra funzionare meglio, pero’ se l’identita’ e la storia della provincia non c’e’, non puoi crearla. quindi e’ un modello che si puo’ ammirare ma non si puo’ replicare purtroppo. forse il modello ospreys, in termini di sostenibilita’ e’ piu fattibile. a meno che non vedi le squadre piu’ gestite dalle federazioni e li la federazione conta molto di piu’, con tutto quello che ne consegue.

        sono daccordissimo che tutte le squadri giochino per se ed una volta in campo non conti granche’, pero’ le squadre di CL oggettivamente devono fare i conti con requisiti e condizioni diverse, vantaggi e svantaggi, rispetto a Top14 e premiership. aggiungo che la celtiche avrebbero rappresentato il movimento ed una specie di nazionale, si trova in tutti nei documenti e bandi pubblici dalla FIR dall’inizio. possiamo essere daccordo se sia giusto o meno, ma il bando era quello ed era scritto a chiare lettere.

        Il problema degli aironi e di quel modello secondo me e’ che quando alcuni soci non hanno ritirato le squadre di eccellenza e serie a (quindi obbligo della FIR a ritirare le squadre dall’eccellenza), il problema si poneva e dove gli altri soci avrebbero trovato i soldi, per fare eccellenza e CL.

      11. Stefo

        @ gsp

        Il roblema degli Aironi e’ che se metti insieme gente -mi riferisco alla prorpriea’ ed al managemnt non ai giocatori- che fino al giorno prima era in competizione ed abituata a gestire le cose ognuno a “modo suo” diventa difficile che si trovino accordi…poi ovvio che se io sono partner nella franchigia ma ho anche una squadra in Eccellenza ho interessi in ques’ultima da proteggere ed alla lunga il tutto scoppia.

        Il modello Ospreys non so quanto sia sotenibile, vincono -ma solo in CL perche’ in HC non avanzano- ma in termini di pubblico, perdita giocatori piu’ importanti e doversi imporre un salary cap molto limitante dimostrano che e’ un modello non efficiente.

        Qui si ritorna al solito discoso one size doesn’t fit all, non esiste il modello perfetto per tutti ognuno deve trvare quello che meglio si adice alla sua realta’.

        Accordi Fir…sono apputno accordi teorici basati su ipotesi che non corispondono alla realta’.

  2. Marco Anesi

    Divertente come l’autore dell’articolo (storicamente vicino a Treviso) cerchi di dare una speranza di vittoria a Zatta.

      1. hull

        Premesso che non mi piacciono molti aspetti della gestione Dondi, trovo che la contrapposizione frontale che nasce (in Italia e probabilmente anche nel resto del mondo) quando c’e’ una contesa eettorale mi fa piangere.
        Dondi ha fatto benissimo alcune cose, bene altre cose, male altre ancora. Si puo’ scegliere per la continuita’ o per la continuita’ in base ad esse. Dire pero’ che Dondi ha ridotto in brandelli il nostro sport (forse riferendosi solo all’Italia, visto che non credo abbia fatto gran danni nel resto del mondo) vuol dire che prima di Dondi il rugby Italiano andava benissimo (ma dove?!?!?) e Dondi l’ha “rovinato” , “dimenticandosi” che il rugby Italiano non e’ MAI stato un grande movimento.
        Personalmente, credo che Dondi (con la sua abilita’ politico-economica-maneggiona) abbia dato delle grandi opportunita’ al rugby italiano (o meglio, alla nazionale italiana) e allo stesso tempo credo che non abbia saputo sfruttare al meglio quelle opportunita’.
        Grazie per quello che ha fatto e vediamo adesso di provare un’altra alternativa.

      2. hull

        ehm… volevo scrivere: si puo’ scegliere per la continuita’ o per la DIScontinuita’…

  3. biagio

    La Benetton, anche se rumors locali annuncino l’abbandono anche del rugby da parte della famiglia entro 2 anni, di sicuro è organizzata e potenzialmente potrebbe scalare la classifica collocandosi nella metà alta.
    Il suo presidente invece non credo possa avere possibilità di sedersi sullo scranno più alto della FIR, Marco ha centrato il punto … il tentativo di un giornalista amico d’alimentare speranze vane … l’asse Treviso-Padova scricchiola ed anche molto.
    Staremo a vedere, oramai siamo in dirittura d’arrivo.

    1. Bogi

      Beh, meno male che scricchiola, vuol dire che c’è.
      Non credo poi che Zatta abbia bisogno di un articoletto per alimentare speranze vane.
      Pare che i sordi continuino a non sentire; se va in porto l’operazione Beraldin è una bella svolta.
      Comunque nessun problema, continuate così, vuol dire che il botto sarà ancora più grosso.
      Ah dimenticavo, stanno cominciando a diventare veramente spassosi i tentativi di insinuare il tarlo che i Benetton vogliano lasciare il Rugby.
      Chissà cosa uscirà da qui a metà settembre, non so, magari una foto di Luciano che si scaccola in tribuna oppure Zatta che si sporca la cravatta di crema mangiando un krapfen, o una foto sgranata in bianco e nero di Munari che compera un paio di scarpe col tacco in un negozietto di periferia…. Mah aspettiamo…..

      1. mezeena10

        quoto bogi..buona quella di munari 🙂 spero anch’io nel botto..sai che risate..e francamente sta storia dei benetton che mollano è stantia..poca fantasia gli avversari di zatta!

  4. MarkElla

    forse sono stato frainteso, è un’idea che mi sono fatto io
    parlando con persone che voteranno e che hanno avuto incontri con altre persone che si stanno già schierando o si sono schierate. Non so quanti voti abbia in mano la zona di Roma, ma mi è stato dato per quasi certo che sia per Gavazzi, così come la Toscana, da L’Aquila da dove scrivo Gavazzi dovrebbe spuntarla su Amore

    però se il Veneto appoggia compatto Zatta e metà lombardia gli va dietro… chi lo sà….

    io non voti, riferisco quello che mi è stato detto da persone che voteranno

  5. Francesco

    Fantaelezioni ci dice che Veneto potrebbe essere al 90% con Zatta Lombardia al 40% con Zatta, Abruzzo fra Zatta e Amore,Toscana al 50% fra Zatta e Amore, Liguria idem, Emilia grande sorpresa perché data al 100% a Gavazzi,oggi registra una voltata di gabbana mancando Dondi,non sotto valutabile,Lazio tutta da verificare, Sicila certamente con superiorità di Zatta e Amore,Piemonte,Marche,Campania, Sardegna,Gavazzi non spopola.Sara’ che sono solo voci ma la sicurezza del 51% al primo turno per Gavazzi non sara’ così certa,e se si arriva al ballottaggio se ne vedranno delle belle.

    1. teorub

      Certo che se tutti quelli che postano su questo o altro blog voterebbero le elezioni andrebbero così: 90% Zatta e un 10% Gavazzi.
      Dopo però non lamentiamoci se il 15 verrà eletto Gavazzi e iniziano a saltare fuori i soliti discorsi io non ho votato Gavazzi perchè mi sembra la solita manfrina all’italiana….Io non ho votato Silvio io non ho votato Prodi…..eppure sono stati rieletti parecchie volte chissà da chi e come…..

      1. gsp

        @teorub, il problema e’ proprio quello. queste sono le prime elezioni dove i blog hanno avuto un peso rilevante, pero’ non sappiamo ancora che peso effettivo hanno sui voti. e come dici tu, il pubblico dei blog non e’ necessariamente quello che votera’, ma saranno di nuovo societa’, tecnici e giocatori. e li i meccanismi sono sempre piu’ vicini ai meccanismi tradizionali.

        va anche detto che sui blog, ormai la dialettica dei puri contro gli appestati e’ prevalente, anche a scapito del dibattito onesto e del riconoscere meriti e demeriti. Puo’ essere che nel corpo elettorale non sia cosi’. soprattutto perche’ ci sono molti appestati in entrambi i campi e pochissimi puri.

        pero’ io prodi l’ho votato e con piacere.

      2. Francesco

        Dico solamente che arrivare al 51% non sarà facile per nessuno,compreso Gavazzi che ha dichiarato un successo dell’85%. Non mi pare sia fuori dal mondo questa sensazione che si raccoglie in giro.

    2. MarkElla

      guarda per quella che è la mia conoscenza del rugby aquilano e in minor misura di quello abruzzese, Zatta… mi sembra veramente strano.
      che dire… speriamo tu abbia ragione

      un dondino è l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno

    3. Marco Anesi

      Caro Francesco, di fronte alle deleghe già firmate la vittoria di Gavazzi è una certezza.
      Mi piacciono molto le tue cifre sparate a caso ma anche Amore è convinto di vincere. Ognuno è libero di pensarla come vuole…ma se poi non hai gente sul territorio come Rosolen non vai da nessuna parte.

      Questo è il nostro rugby allo stato attuale delle cose.

      1. Francesco

        Quindi Rosolen secondo te avrebbe le deleghe dei club veneti o di mezza Italia? Forse avrai ragione in quel che dici ma se le mie sono sparate,le tue sono verita’?

    4. ale 190

      In teoria il Lazio dovrebbe essere pro Gavazzi per via della promessa della terza franchigia da situare a Roma. Franchigia per voti.

  6. Marco Anesi

    Tu hai parlato di fantalezioni (quindi non di verità ma di supposizioni), io ti sto dando deleghe scritte.
    La differenza è sostanziale.
    L’unica certezza è che Gavazzi vincerà perché dietro le tastiere sono tutti leoni ma, nella realtà, non siamo noi a votare.

  7. Francesco

    Certo le mie sono solo voci. Tu invece se ho capito sei nel giro per cui Tullio Rosolen ti ha fatto vedere le deleghe e quindi hai delle verità ,pur non essendo uno che come me non vota. giusto?

  8. Marco Anesi

    Capisco dove vuoi arrivare.
    Ma il tempo dirà chi basava le sue convinzioni su voci e chi su fatti.
    Senza polemica, per carità.

    1. Francesco

      Assolutamente. Ribadisco le mie sono solo parole e voci,anche perché sono un semplice spettatore di questa campagna elettorale vinca il più forte.

  9. ale 190

    Se per votare ci si basasse sui fatti e non sulle parole e si guardasse una realtà come
    il Valsugana e come sta lavorando sui ragazzi, probabilmente non ci sarebbe storia alle votazioni.
    L’aria nuova nelle venezie sarebbe sicuramente Beraldin al CIV.
    Questo è un fatto sicuro.
    Un motivo vero per seguire la cordata che lo propone.

  10. And

    inspiegabilmente senza un organigramma dirigenziale..ma che importa, basta che nn facciano figuracce in campo! (zebre)

    1. hull

      Su questo non sono d’accordo.
      Sostengo le persone che vanno in campo, ma non e’ vero che una squadra e’ fatta solo dai giocatori. Non e’ cosi’ che funziona, specialmente se a societa’ vorrebbe continuare ad esistere per piu’ di qualche mese.

      1. And

        sì è cos’ senza dubbio,poi la situazione si sbloccherà dopo le elezioni federali.

  11. Flanker999

    Molta sicurezza da parte dei Gavazzidondiani … troppa !
    anche perchè questa volta si possono portare al massimo 5 deleghe , non decine come le volte scorse.
    E ci potrebbe anche essere un controllo molto più attento, perchè non è mica detto che tutte le deleghe della volta scorsa fossero a posto con tutti i crismi…

    Ma c’è qualcuno che si sta giocando tutto il suo futuro professionale , e se perde gli tocca trovarsi un lavoro vero, e non sono certo Amore o Zatta.

    1. malpensante

      La seconda che hai detto è più importante, il limite alle deleghe li farà sbattere un minimo rispetto al passato, ma è facilmente aggirabile in un sistema clientelare consolidato e pervasivo. Sul controllo della regolarità delle deleghe c’è invece da puntare forte, non fosse che si sta ancora ridendo (amaramente) su quelle irresistibili di passate elezioni. Con cosette tipo lo scambio delle firma tra delegante e delegato su un bel pacchetto, evidentemente compilato da un dei tanti semianalfabeti che ci rappresentano degnamente.

  12. Picco

    @hull,
    quando dici: “Dondi ha fatto benissimo alcune cose, bene altre cose, male altre ancora” immagino tu ti riferisca alla nazionale.
    Perché se guardiamo oltre all’attività internazionale, dove il vegliardo ha evidentemente potuto smanacciare liberamente a destra e a manca, per il movimento di base al contrario è stata una rovina totale!
    E si continua! Si veda la tirannica gestione delle scadenze elettorali…
    Alcuni sostengono che occorra ringraziare Dondi per quanto ha fatto in campo internazionale. Io no!
    Perché questa scellerata gestione ha dimenticato completamente il suo ruolo primario di gestione e controllo sui club, concentrandosi sui fantomatici risultati internazionali, perlopiù mediocri ed ottenuti solo una volta “comprato” oriundi e naturalizzati.
    Una Nazionale che rispetto ed apprezzo, ma che francamente non riconosco come espressione “italiana”.
    Una volta c’erano società come la Tarvisium che con pochi soldi e tanta passione riuscivano a reclutare ragazzi sottraendoli da un futuro di rischio sociale e creando un gruzzolo di campioni, uno su tutti il compianto Ivan Francescato, ma potrei citarti Nello, Gianni Zanon (e se te lo dico è perché in questo quartiere ci sono cresciuto).
    Dondi ha voluto le Accademie. Cosa hanno prodotto?
    Qual’è il futuro del rugby italiano in campo internazionale?
    Ragazzini “crudi”, che si credono campioni, dimenticando la prima regola del Rugby, l’umiltà.
    E che ad ogni evento importante predono pappine colossali (vedasi recenti figuracce…)
    Il prossimo presidente non potrà portare avanti il movimento.
    Chiunque sia, egli sarà costretto a tornare indietro di 16 anni (a causa del gerontocrate!!) per far fare ai club ciò che è la loro natura, ciò che sanno fare meglio: coltivare giocatori ITALIANI facendoli giocare in campionati di alto livello.
    Alla luce di 16 anni di “gestione” Dondi… qualcuno ora mi viene a dire che dobbiamo pure ringraziarlo?
    Ma PERFAVORE…

    1. Gsp

      “Chiunque sia, egli sarà costretto a tornare indietro di 16 anni (a causa del gerontocrate!!) per far fare ai club ciò che è la loro natura, ciò che sanno fare meglio: coltivare giocatori ITALIANI facendoli giocare in campionati di alto livello”

      Peccato che e’ da vent’anni che non e’ cosi’. E la colpa del gerontocrate e’ perche’ non ha vigilato sul fatto che la produzione dei club era sufficiente, e pensato ed imposto una via d’uscita.

      Le accademie, dondi quasi se l’e’ trovate senza neanche volerle. Pero’ non tutti i mali vengono per nuocere. Il prodotto di 5 anni di accademie e’ senz’altro migliore dei 5 anni pre accademia. Senza dubbio. Basta vedere la nazionale si bbz.

      Il modello tarvisium non funziona piu’ ancj perche’ e’ cambiato il rugby. O vuoi dare la colpa a dondi se non sono nati piu’ francescato?

      E scusa perche’ non ti piace questa nazionale? La solita storia di oriundi/equiparati/non trevigiani e cose varie? Perche’ come dice munari la composizione della nazionale e’ identica da anni. Anzi l’ultimissima aveva molti piu’ giocatori di formazione nazionale rispetto al solito.

      Odia dondi quanto vuoi e forse fai anche bene, pero’ non stravolgere la realta’.

      1. Stefo

        @ gsp

        scusa ma questa rivluzione nella produzione di giocatori con le accademia io pprio non la vedo: Ghiraldini, Zanni, Barbieri, Derbyshire senza contare nel passato i Lo Cicero, Bortolami, Festuccia, Ongaro, i Bergamasco, Masi e si otrebbe andare avanti con atri giocatori di buon livello prodotti da quel sistema di clubs che tu affermi funzioni peggio delle Accademie. Al momento e accademie hanno dato 2-3 giocatori che ad oggi sono ancora prospti interessanti e che devono ancora dimostrare di valere la meta’ di quei giocatori che in passat i clubs creavano (e non vado neanche a pescare ancor piu’ nel passao nomi come Troncon, Fracescato eccetera tuti sviluppati quando al centro del movimento c’erano i clubs).

        Non concordo la psizione di Picco sugli riundi ma quando Picco sttolinea cme per il movimento di base questa getsione sia stata deleteria ha pienamente ragione ed il problema di produzione di giocatori di livello nasce poprio dal comleto isinteresse mosrato veso i cubs dela base per pompae la Nazionale creano cosi’ un rugby che va avanti su due binari distinti.

      2. Gsp

        @stefo, il vantaggio club/accademie/club per me’ e’ il fatto che ci sia piu’ profondita’ in ruoli tipo 9/10/15, dove s’e’ visto il problema e s’e’ cercato di risolvere in modo centralizzato. E’ ovvio che grandi e grandissimi giocatori ne abbiamo prodotti senza accademie ma abbiamo anche avuto buchi per anni. poi molti si perderanno, ma almeno oggi hai opzioni, e giocano in un campionato professionistico.

        Aggiungo favaro e benvenuti valgono, zanni e alla loro eta’? Vedremo.

        Sui piloni come ben sai 5 anni sono pochini, ed a 23 anni (per quell della prima sfornata) non si vede granche’.

        E’ ovvio che picco ha ragione quando parla di disinteresse per la base. Pero’ vorrei anche capire se la base include l’eccellenza o meno. Per me no.

        Cioe’, l’idea che il sistema dei club funzionava a dovere per me e’ non e’ del tutto vera nei fatti. Anzi.

      3. Gsp

        Come piloni non si vede granche’ nel senso che non si puo’ sapere se diventaranno come lo cicero. Ma di giovani con potenziale ce ne sono.

      4. Picco

        Gsp: La realtà oggettiva non è ne’ tua, ne’ mia.
        Ciascuno ne ha la propria percezione. Ora per me è corretta la mia, per te la tua.
        Io rispetto la tua, gradirei fosse reciproco!
        Detto questo, se leggi bene quello che ho scritto, io affermo che questa è una «nazionale che rispetto ed apprezzo, ma che francamente non riconosco come espressione “italiana”», perché le basi della sua evoluzione sono state gettate introducendo naturalizzati ed oriundi.
        Quindi non mettermi in bocca xenofobie che non mi appartengono e che non ho mai dimostrato.
        Quanto al “modello” Tarvisium, il problema NON è che non nascono più Francescato (mai sentito parlare di Matteo? No? Beh, ne sentirai parlare presto!), semmai che ANCHE a causa della mancata gestione di Club da parte di Dondi non ci sono più persone come “Ino” Pizzolato che hanno avuto il fiuto per riconoscere i “Francescato” e portarli a giocare al Rugby.

      5. Stefo

        @ gsp

        scusa a 10 cosa ha prodotto l’Accademia ad oggi?La nazionale dipende da Orquera e Burton ancora e si e’ andato a pescare Ambrosini come grande speranza, questa maggior profondita’ del ruolo grazie alle Accademie non la vedo. Stesso discorso ad estremo: Mclean e Masi sono le migliori opzioni nessuno prodotto dall’Accademia. Ad MM afianco a Gori hai un Semenzato prodtto di club…cosi’ com’e’ stata concepita e gestita l’Accademia io non vedo questi grandi miglioamenti

      6. gsp

        @stefo, scusa ma e’ normale che se l’accademia c’e’ da 5 anji, i giocatori oggi sono tutti intorno ai 20 anni. quindi io ti porto come esempio Morisi, Campagnaro, Bocchino, Della Rossa. Trevisan, Odiete estremi. Un buon numero di ali (anche quelli mancanza assoluta).

        ma e’ ovvio che l’accademia non li produce da soli. aggiungo, per tirare le somme vogliamo far maturare questi giovani e capire come si sviluppano o no?

        scusami, pero’ e’ vero che l’accademia c’e’ caduta addosso, ma almeno per tirare le somme vediamo come crescono i giocatori, e facciamo un’analisi seria dei costi benefici, nel breve e lungo periodo.

        quello che non si puo’ fare e’ dire dopo 3 anni che sono inutile e vanno chiuse, volendo credere che il sistema precedente fosse brillante ed adeguato.

        ti faccio domanda diretta pero’. questo sistema e’ peggio di quello precedente? quello precedente era sufficiente?

      7. Stefo

        gsp

        il sistema precedente non era sufficiente ma di sicuro non lo e’ neanche questo, possiamo discutere del potenziale di questi ragazzi quanto si vuole ma se andiamo a prendere i risultati delle ultime due JWC o dei 6N di categoria si nota come siano stati pessimi e che non siano lontanamente vicini ai pari eta’ stranieri dove le accademie non sono centralizzate ma sono legate alle realta’ di club (espoirs francesi e accademie delle squadre inglesi, Inhilterra dove ricordo la Lega ti premia per poi avere in prima squara giocatori creati nella tua accademia con un bonus sul salary cap) o delle franchigie (accademie irlandesi e gallesi o gli elite players dev scozzesi).
        Come detto poi in una lettera oggi da un tecnico finche’ si fanno poi le selezioni con metro e bilancia non si va molto lontano.

        Gsp vero che 5 anni non sono molto ma non sono neanche poco, il sistema centralizzato con i giocatri sottovuoto a giocare in Serie A italiana non ha senso…si e’ voluto copiare n concetto altrui cambiandolo in maniera oscena solo per avere ancora piu’ controllo e privando ancor di piu’ i clubs della loro funzione formativa.

  13. Picco

    In sostanza, io sostengo che lì fuori i potenziali campioni ci sono.
    Ma chi li va a prendere e li porta a giocare al Rugby se noi il piccolo club?
    Se a Magliano dei Marsi (tanto per fare un nome a caso, così non mi accusi di essere filotrevigiano) ,per ipotesi, oggi esistesse un quattordicenne potenziale fenomeno, CHI lo va a prelevare a scuola se non la società di zona?
    Non mi risulta che la FIR abbia istituito un team di talent scout da sguinzagliare per l’Italia per riempire le fila dell’Accademia.
    O sbaglio?
    E allora se il movimento ITALIANO oggi è in carenza di campioni (o di ricambio generazionale)
    DI CHI E’ LA COLPA?

    1. gsp

      @picco, ma scusa come fa l’accademia ad andarli a prendere? non prende mica i ragazzini. e’ normale che quello e’ il lavoro dei club. infatti oggi, il sistema e’ integrato (magari anche male) club/accademia/club. il problema e’ che ci vuole qualcuno che dia delle direttive ai club e che i club per quanto possibili s’adeguino.

      io rispetto la tua opinione, e con assoluto rispetto ti dico che il sistemo formativo dei club, come l’abbiamo visto negli ultimi 20 anni non e’ sufficiente non solo a farci progredire, ma mantenere lo status di nazionale di tier1. dopo 15 anni, prima che aprissero le accademie, un biancio di come funziona il sistema formativo dei club si puo’ trarre? secondo te era positivo?

      1. Picco

        @Gsp: Ma infatti, qui finalmente arriviamo al nocciolo!
        L’errore principale della gestione Dondesca è stato proprio quello.
        Occorreva sostenere e regolamentare con coscienza la crescita dei Club (anche finanziaria!) per svecchiare il movimento e creare talentscout locali moderni che creassero ciò che rispetto alle nazioni rugbysticamente più evolute a noi ancora manca: IL BACINO.
        Ed invece il gerontocrate ha preferito la scelta “comoda” di pescare altrove, con oriundi e naturalizzati, per ottenere in fretta risultati (buoni ma non eccezionali) che però oggi ci lasciano un vuoto incolmabile.
        Vogliamo dire che chi oggi ci rappresenta in U20 è il futuro?
        Ecco perché ce l’ho tanto con Dondi!
        Poi una piccola digressione personale:
        Io sono convinto della assoluta necessità che Zatta e Amore convergano in una unica candidatura unendo mentalità imprenditoriale e conoscenza delle piccole e piccolissime realtà.
        Magari con Zatta presidente e Amore vice con delega per il Sud.
        E se sommiamo le deleghe di questi due, mi sa che a numeri ci siamo.
        Diversamente potremmo trovarci con la peggiore delle ipotesi, la “continuità” di Gavazzi.
        E’ una utopia, ma per ripartire credo sarebbe la soluzione migliore.

  14. malpensante

    Se il sistema prima non funzionava, ammesso e non concesso, non funziona nemmeno ora. Con investimenti molto, molto rilevanti e soprattutto con una struttura economicamente pesantissima. Il sistema precedente, era autosufficiente e si pagava con i risultati. Non è una differenza da poco. In una situazione dove la base è stretta, voler selezionare brutalmente in età giovanisssima è una scempiaggine che o copre problemi psichiatrici o, più semplicemente, la malafede dei baracconai. Ultima chicca, tolto il campionato U18, si caccian fuori a calci in culo un sacco di ragazzi che, spesso, sono quelli più solidi culturalmente e con personalità formate, forse anche meglio accompagnati nelle scelte. Ragazzi che non vogliono decidere a 16 anni per il professionismo, peraltro non miliardario, per rischiare di ritrovarsi un fallito. E preferiscono studiare a casa loro, e tenersi il rugby come sport o, più spesso, cambiare.

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