L’Arena di Milano apre al minirugby

Una kermesse per portare la palla ovale tra i più piccoli nel cuore di Milano: il 15 settembre all’Arena Civica si terrà un eventoche tra giochi, attività e naturalmente tanto rugby serve per diffondere il nostro sport anche nel centro del capoluogo lombardo.
Nota per i non milanesi: sotto la Madonnina le società sono tutte concentrate nella zona est della metropoli, tra Lambrate e Città Studi. Chi abita altrove deve quindi sobbarcarsi in alcuni casi viaggi molto lunghi. Avere una vera e propria scuola di minirugby in centro aiuterebbe a risolvere il problema, almeno in parte.
A mettere in piedi tutto è l’Associazione Rugby Parco Sempione, che per tutto l’anno ogni venerdì pomeriggio terrà degli allenamenti per le categorie dall’U12 in giù.
Non una società, ma una vera e propria scuola di rugby che comunque vivrà della collaborazione con le realtà milanese di più lunga data, almeno questa è l’intenzione.

Per ogni info scrivete a parcosempionerugby@gmail.com

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12 thoughts on “L’Arena di Milano apre al minirugby

  1. PLUTO

    Milano sta diventando una scuola vivente, sarà che il lavoro si stenta sempre più a trovarsi, ma si assiste ad una sequele di nuove iniziative incentrate sulla formazione e la didattica(il mestiere dell’insegnante?), scuole di danza, di massaggio, yoga, ma anche disegno, restauro, bricolage, piuttosto che cucina, sommelier, anche come cucinare il pane e le palestre, poi, non si contano più, ma veniamo al rugby per non divagare troppo. Per carità, nulla da dire sulla possibilità di puntare su una maggiore capillarità dei centri formativi di questa disciplina, ma che senso ha avere una scuola di rugby senza un legame con club sportivo che possa dare senso e continuità ad un lavoro di coaching, che possa introdurre la competizione, la sfida, il concetto di apparteneza ad una comunità e far il proprio massimo per difenderla, la programmazione per obiettivi? Forse bisognerebbe ricordare che proprio per questi scopi superiori il rugby, come altri sport, vennero introdotti all’inizio dell’800 nei programmi didattici dei principali college anglosassoni e non certo per imparare principalmente l’handling o la migliore tecnica di placaggio che rimango strumenti fini a se stessi se non inseriti in un discorso di competizione più ampia. Non vorrei fosse l’ennesima trovata di pochi disperati (superficialmente supportata da un’Amm.ne distratta e, di fatto, disinteressata al vero rugby che cerca di rifarsi a poco prezzo un’immagine un po’ ingrigita dopo la vicenda All Blacks) che in questo modo possano trovare la prorpia di opportunità, piuttosto che rappresentare una vera opportunità per questo sport in una Milano sempre più distante dalla palla ovale, quella vera!

  2. Marco

    si tratta semplicemente di dare l’opportunita’ai bambini che abitano in centro di praticare il Rugby visto che a Milano tutte le societa’ sono in zona Lambrate…

  3. PLUTO

    Il centro di Milano pulula di bambini, le strade sono piene, tutte le famiglie più numerose del milanese è risaputo che prendano casa nel pieno centro del capoluogo lombardo, proprio tra piazza duomo e parco sempione, si, si è proprio un servizio che si attendeva da tempo, complimenti ancora per la lungimiranza ed attenzione del Comune ai problemi veri della città …….

  4. marco

    ma che ne sai tu,fai l’agente immobiliare per caso??? chi abita in sempione e certosa non hanno possibilita’ tranne quella di andare a san leonardo che cè un polo del cus milano….

    1. Matteo

      per dindirinrina secondo google maps sono la bellezza di 6.5 km da parco sempione a s.leonardo
      l’iniziativa comunque sembra lodevole ma il commento di marco non sta ne in celo ne in terra io giocavo in una piccola socetà nel girone civ serie c e c’erano bambino che venivano da 30-40km pur di giocare per cui non mi sembra un sacrificio di tempo e strada così grosso ti dirò di più c’erano seniore che abitavano anche più lotano tipo 70km quindi non venire a raccontarmi la storia dell’orso che a milano non ci sono opportunità per i bambini perchè non ti credo

  5. marco

    certo che ci sono le oppurtunita’,non sto’ dicendo questo,ma sono tutte in zona lambrate (che se per questo sono anche a distanza minore da san leonardo…), Milano non è una cittadina del veneto…ma poi se mi si offre di fare Rugby sottocasa o vicino il posto di lavoro perche’ dovrei andare a lambrate o san leonardo ???..piu si hanno campi da Rugby in città e la possibilita’ di praticarlo e meglio è per Milano

    1. PLUTO

      Dire che piu si hanno campi da Rugby e la possibilita’ di praticarlo è meglio per questo sport è una grande sciocchezza che viene sponsorizzata in lungo ed in largo probabilmente perchè risulta essere l’unico modo per finanziare, senza grossi problemi i club, giustamente assatanati di soldi, e gli enturage sempre più numerosi che ruotano attorno al minirugby, vero e proprio business che poco ha a che vedere con una sana didattica di sviluppo del rugby giovanile. La formazione del rugby deve essere, principalmente di qualità, ottimi formatori, strutture almeno dignitose e di cui non vergognarsi quando si ospitano club di altri paesi, media interessati e promotori che possano con la loro attenzione alimentare anche un minimo volano di sponsorship in modo da offrire quell’ossigeno necessario per far funzionare la macchina. Cosa serve avere una miriade di campi e campetti desolati e desolanti, infangati alla prima pioggia autunnale e gelati 4 mesi su 8 di utilizzo, intristiti e che intristiscono solo a guardarli, ma quanta passione deve avere un giovane per avvinarsi ad un simile cospetto di mediocrità. Che il Comune si attivi per avviare, se non da solo per presumibile mancanza di fondi, cercando adeguati sponsor, progetti di ristrutturazione delle stutture esistenti, e/o riconversione di altre non usate (Milano ne è piena, centri sportivi abbandonati a se stessi), promuova nuovi club nelle zone più periferiche proponendo piccoli finanziamenti e, magari, riadatti l’Arena Civica Gianni Brera a nuova sede per il rugby di alto livello, in modo che un domani non si debba rinuciare ad un’Italia v All Blacks, queste si sarebbero iniziative degne di nota, degne di un Comune che potrebbe ergersi effettivamente a sostenitore dello sport e del rugby e non le pagliacciate che hanno le ore contate utili solo a tranquillizzare li popolo bue!

      1. marco

        per me non è una sciocchezza avere piu campi,infatti hai veramente ragione quando dici che il comune dovrebbe attivarsi per “rinfrescare”i propri centri sportivi.

  6. pepe carvalho

    @ pluto
    mi sembra di leggere un poco di astio nelle tue parole…
    comunque, non so chi ha chiesto di usare l’arena per far giocare il minirugby, ma la trovo una cosa lodevole, anche perchè l’arena nel massimo della capienza arriva a 20.000 persone, troppe per la serie A o Eccellenza( ammesso che qualcuno ci arrivi) troppo poche per gli Ab o le altre partite di cartello, sapendo, inoltre che il campo non è omologabile senza disfare la pista di altetica.
    Sulla questione delle strutture, vengono fatte le gare per l’utilizzo, fatto salvo che poi bisogna vincerle e mettiamo pagarsi la ristrutturazione.
    Il vero problema di milano è che le società sono troppo piccole e non hanno abbastanza soldi, e gli sponsor latitano.
    Non capisco però, come fai ad affermare: ” …perchè risulta essere l’unico modo per finanziare, senza grossi problemi i club, giustamente assatanati di soldi, e gli enturage sempre più numerosi che ruotano attorno al minirugby, vero e proprio business…” quando fatti i conti in tasca alle società al massimo con il minirugby ci si paga l’affitto dei campi e non certo altro…
    Sulle distanze: a Milano 6 kilometri possono essere molti in certi orari… e la vicinanza con le strutture un incentivo a provare.
    Sul comune: che debba fare di più per lo sport è evidente, poi si devono fare anche i conti con i bilanci, che oggi non sono certo a posto, anche per merito di quella organizzazione che va sotto il nome di milanosport.
    saluti.

  7. Mamma mia, mi sembra di sentire i miei colleghi che parlano di calcio-mercato e di economia dello sport… penso che tutto ciò sia ampiamente fuori tema: qui credo che si stia parlando di Associazioni No-Profit, non di “ricchi club”, e di “bambini” sapete quelli che hanno 3, 4 anni, ma anche 10 o 11 e che vorrebbero correre tutto il giorno, ma sei in città e non puoi farlo…?!
    Credo che nessuno di quelli che partecipa a questo progetto abbia in mente di diventare ricco col Rugby e tantomeno per ora, nessuno desidera invitare gli All-Blacks all’Arena!
    Qui si parla di ridare spazi e dignità al gioco, al divertimento, allo sport, inteso come “educazione fisica completa” ai bambini.
    Certo, sono convinto anch’io che sia più gradevole giocare e correre su un prato d’erba soffice e ben irrigata con le docce calde e l’armadietto personalizzato, ma, ugualmente penso che trovarsi per una partitella di Rugby su un campo di terra arida e squallida sia meglio che starsene in casa a vedere la TV…. voi non pensate?!
    Allora benvenga chi si inventa iniziative per richiamare la gente su questa “miriade di campi e campetti”, su ogni fazzoletto di verde, nelle fontane a giocar coll’acqua: riprendiamoci la città noi, se aspettiamo “l’amministrazione” siamo fritti!
    Infine aggiungo la mia “Catalanata”: se abito in Sempione perché devo sobbarcarmi 2 ore di metrò e Tram tra andata e ritorno quando posso avercelo sotto casa?
    A me sembra invece che l’idea di riportare gente ad usare una delle più belle strutture della nostra città sia una gran bella cosa.
    Se poi crescendo continua a piacere il Rugby: che prendano i mezzi e vadano nelle strutture professionistiche meglio attrezzate, ovunque esse siano anche se magari sono a km di distanza….
    …ma questa è un’altra storia!

    Saluti
    J

    1. PLUTO

      questa è demagogia; io sono cresciuto nelle classiche viette chiuse di una Milano post ’68, sbucciandomi le ginocchie sul selciato ed il massimo di organizzazione per lo svago e la ricreazione a cui potevo rivolgermi era l’oratorio, comunque impolverato ed arido. Però, quando decisi di dedicarmi ad un’attivià sportiva trovai, già allora, un centro sportivo adeguato, sobrio al limite del minimo indispensabile, ma pulito, con un bel campo in erba vera, le righe bianche, gli spogliatoi, ecc., ecc.. A distanza di 40 anni, mi trovo un’Amministrazione Comunale che spaccia per oro della tolla colorata. D’accordo sul fascino della Gianni Brera (prorpio per questo meriterebbe ben altre destinazioni), ma non mi si venga a raccontare che la priorità per il rugby milanese era organizzare delle lezioni di skill di base (posso immaginare con quale approssimazione) , completamente scollegate da un progetto agonistico, senza un club di riferimento, i colori delle maglie, l’orgoglio dell’appartenenza; insomma, i casi sono due, secondo me, o si tratta di mero business (certo, becero e straccione, ma pur sempre business), o chi c’è dietro questa iniziativa non capisce nulla e/o non gli frega nulla del rugby e, molto probabilmente, coinvolgerà dei bambini in un falso rugby che li porterà ad allontanarsi ancora di più da questa disciplina.

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