Elezioni FIR: voci e ballottaggi eventuali, Gianni Amore dice la sua

Gianni Amore ha scritto e diffuso una lettera aperta al movimento. Ve la propongo:

Da dieci giorni questa lettera è riposta in un cassetto, in attesa di pubblicarla. L’abbiamo pensata io e il mio staff, nel momento in cui hanno cominciato ad essere troppe le telefonate e le illazioni sulla mia candidatura. Ho solo una faccia e i “forse” usati nei miei riguardi, non mi appartengono. 

Eccone il testo a cui seguirà la prossima settimana la corrispondente video-lettera, con la quale crederete ancora di più se sono un abile stratega o una persona di cuore.

Sono da troppi anni nel mondo del rugby, conosco bene le parti nobili e meno nobili di questo sport, ho giocato tallonatore, abituato alle sfide aperte, preparato alle scintille da contrasto diretto, per non considerare altro che l’assunzione di atteggiamenti espliciti, trasparenti, privi di contorte strategie, oltre ogni convenienza politica.

Ho la presunzione di affermare che la mia candidatura, abbia scosso dal torpore il nostro rugby che si stava passivamente convincendo che la presidenza federale era un ruolo insostituibile, che le elezioni erano solo una formalità inutile. A questa scossa hanno contribuito anche la montagna di mete subite, che le nostre nazionali non mancano di collezionare in giro per il mondo e finalmente un risultato importante è arrivato….spero non si offenda nessuno….il monarca ha abdicato concedendo la costituzione repubblicana!

Sono convinto a causa dei miei inevitabili limiti politici, di non essere in partenza il più forte, di essere un vaso di vetro tra vasi di coccio, ma coloro che sposano le mie visioni, la mia passione, il mio entusiasmo mi voteranno consentendomi di raggiungere una percentuale maggiore di quella che inizialmente mi hanno accreditato del 10%. Nel mio viaggio elettorale ho trovato sale sospettosamente deserte (il problema sta manifestandosi anche ad altri), ma ricevo costantemente dimostrazioni di sostegno e apprezzamento. Tuttavia ciò che dà più certezze sul mio risultato elettorale è l’arrivo di telefonate di tipo politico che hanno forse lo scopo di scongiurare un possibile ballottaggio….il vaso non è poi così frangibile!

La mia scesa in campo è stata motivata dall’unico obiettivo di sostituire sedici anni di scelte indisturbate, con idee, innovazioni, rivoluzioni che appartengono al mio entusiasmo e alle mie competenze, necessarie a ribaltare con un lavoro preciso ed assiduo una situazione che non esito a definire disastrosa, nonostante i tanto decantati successi di pubblico che fra pochissimo tempo si riveleranno effimeri. Ma le mie ambizioni di conquistare la Presidenza non mi possono impedire di ipotizzare l’eventualità del ballottaggio, sul quale intendo dichiarare anticipatamente le mie intenzioni, che spero siano un motivo in più per convincere gli elettori e far regolare l’atteggiamento ai miei avversari politici.

Preferire un candidato ad un altro dipende unicamente dai contenuti dei rispettivi programmi, sui quali ho difficoltà di comprensione. Se le intenzioni programmatiche del sig. Gavazzi possono essere desunte dall’intenzione di perseguire la continuità della gestione attuale, nel caso del sig. Zatta la comprensione è meno scontata.

Siamo tre dottori al capezzale di un malato: Gavazzi è certo che le cure che ha finora somministrato vanno bene e faranno campare il paziente ancora meglio di come sta adesso (perché secondo il suo parere non sta poi così male), io e Zatta facciamo una diagnosi pressoché identica, ma mentre io mi sento in dovere di spiegare cura, posologia, terapia, farmaci, interventi chirurgici, riabilitazione, convalescenza, tempi di guarigione, il presidente del Treviso continua a riconfermare con la sicurezza generata dalla sua indiscussa autorevolezza che il malato soffre e che si adotteranno le cure giuste per farlo guarire…ma quali siano faccio fatica a capirlo. Il problema è che se queste cure salvano il cuore, ma rendono il malato paralitico o se per farlo respirare si deve sostenere con il polmone d’acciaio non sono d’accordo, perché sono convinto che il malato è guaribile, non solo con la necessaria cura, ma con il coinvolgimento diretto suo e della propria famiglia, condizione indispensabile per collocarlo nel suo futuro con una logica sostenibile.

I miei collaboratori e molti miei sostenitori mi dicono: “Zatta ti ha copiato il programma!”. Li fermo subito perché non ho la presunzione di pensare che i mali del nostro rugby abbiano il mio copyright, che possa fare mie, le analisi scontate di un movimento in difficoltà, che il ricorrere ad un evento istituzionale come gli Stati Generali da me per primo annunciati, non sia altro che una modalità storica alla quale i popoli hanno ricorso in situazioni di pericolo o disordine istituzionale. Ma è altresì sacrosanto che il ribadire solo la diagnosi sulla quale si possono raccogliere grandi consensi non è sufficiente per me e spero non lo sia neanche per gli elettori.

Esorto quindi i miei due competitors a compromettersi apertamente di fronte al movimento in modo più chiaro, udibile, diffuso, stampato, dettagliato e quindi comprensibile, di descrivere a me come a tutti gli elettori le soluzioni ai problemi, unici elementi di giudizio perché soltanto nel come si intende intervenire, io collaborerò con quel medico che, se non sarò io, lo dovrà far rialzare dal letto.

Ci sono malati che si fanno curare dal medico di cui hanno una stima cieca, che hanno paura a chiedere, che non vogliono capire come verranno curati, che consegnano passivamente la loro vita in mano ad altri, che rinunciano a partecipare al destino delle proprie sorti. Io mi considero un medico che vuole coinvolgere il malato nella guarigione, che ha bisogno della sua collaborazione, che mi deve raccontare come si sente, non intendo prendermi la responsabilità di fare tutto da solo senza monitorare costantemente il suo stato di salute. E’ lui che mi dirà che sta bene attraverso i miglioramenti conseguiti. 

Spero non si vada a votare ancora una volta per abitudine, per convenienza, per speranza, per non rischiare, o peggio ancora per clientelismo, per la mania di ricorrere ad un uomo preparato, ma che non avrà mai la forza e la potenzialità di tutto il movimento.

E’ un occasione elettorale che richiede di mettere da parte quella prudenza che in questo momento non è proprio opportuna per il bene del rugby che ha bisogno di idee innovative, di modernità, di visioni imprenditoriali, al posto di quell’anzianità, di quella decantata esperienza che stanno diventando zavorre pericolose.

Solo a queste condizioni si conosceranno pubblicamente le mie intenzioni rispetto ad un ballottaggio che se ci sarà vorrà dire che non sono riuscito a persuadere l’elettorato con la mia azione per vincere da solo.

Farò di tutto per impedire che le elezioni si riducano ad un gioco già fatto ad una spartizione tra potenti, non collaborerò, non venderò i miei voti per un vantaggio personale.

Il rugby è di tutto il movimento non di poche persone che ritengono di far tutto da soli, ma di chi è capace di valorizzare le risorse esistenti e in molti casi nascoste. Sui campi c’è un movimento vivo, entusiasta che ha voglia di fare e che non chiede perché non sa a che porta bussare e che ha la certezza di non essere molto considerato. Non si punisca chi vuole fare, chi merita ascolto, sostegno e spazio. Non favoriamo progetti all’ombra del campanile, non diamogli una prospettiva locale, ma nazionale. Non isoliamoci, non creiamoci ostacoli a vicenda alimentando polemiche infinite o sarà la fine del rugby italiano. Cosa sarebbe stata la mia vita senza rugby, cosa sarei io oggi senza sapere il significato della lotta, del rischio, del crollo, della rinascita, del dolore dell’infortunio e della voglia di tornare in campo. 

I miei voti non hanno prezzo se non davanti ad un programma chiaro, della cui realizzazione l’autore dovrà farsi responsabile, io per primo se dovrò diventare il Presidente dei rugbisti.

Gianni Amore

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38 thoughts on “Elezioni FIR: voci e ballottaggi eventuali, Gianni Amore dice la sua

  1. Rabbidaniel

    Non mi pare che Zatta non proponga soluzioni. Il programma che ha diffuso mi sembra articolato e una buona base di partenza. Su certi punti collima col programma di Amore che, onestamente, mi pare molto pià grezzo e più fumoso sotto certi aspetti.
    “l presidente del Treviso continua a riconfermare con la sicurezza generata dalla sua indiscussa autorevolezza che il malato soffre e che si adotteranno le cure giuste per farlo guarire…ma quali siano faccio fatica a capirlo” Non mi sento di condividere quest’affermazione e non vorrei che fosse un pretesto per schierarsi, con un colpo di coda, dalla parte di Gavazzi.
    Amore chiarisca se farà corsa da solo o se prevede un ticket con un altro candidato.

    1. Bogi

      Solo una piccola precisazione sulla paternità degli “stati generali del rugby”.
      Ho letto tale termine in una intervista a Vittorio Munari, apprsa sul Gazzettino non meno di 6 o 7 anni fa. Nell’intervista Munari evidenziava la carenza di confronto nelle decisioni federali ed invocava gli stati generali come strumento perchè il mondo del rugby si confrontasse sulla strada da percorrere. Invero all’epoca, tra coloro che avrebbero dovuto parteciparvi, indicava anche i giornalisti che scrivono di rugby.

    2. Stefo

      concordo che l’affermazione su Zatta’ sia certamente esagerata ma non credo sia giusto neanche definire grezzo o fumoso il programa di Amore che anzi e’ abbastanza preciso ed analitico…poi ci sono idee senza dubbio particolari come quella della haka ma nel suo programma Amore spiega bene da dove parte dove vuole arrivare e come ci vuole arrivare. Parere personale quell’affermazione su Zatta e’ piu’ un tendere una mano cercare di aprire un dialogo visto che molte idee sono simili…insomma una specie di “convincimi a darti i miei voti se andate al ballottaggio”…l’inera lettera secondo me e’ una richiesta di confonto con Zatta piu’ che con Gavazzi.

      1. Rabbidaniel

        Ho definito fumoso in certi punti (non in toto) il programma di Amore, in quanto mi pare a tratti dispersivo e poco analitico. Poi resta un blueprint ragionevole, ma è paradossale dire a Zatta che non propone soluzione quando prospetta addirittura quali programmi di crescita adottare per i ragazzi dai 14 anni. Mi pare un po’ capzioso.
        Spero che questa lettera vada intesa come dici tu, ma visti i rumours che circolano e i fatti “toscani”, non vorrei fosse un modo per avvicinarsi a Gavazzi.

    3. albe

      Penso che Amore abbia chiarito abbastanza.

      “Farò di tutto per impedire che le elezioni si riducano ad un gioco già fatto ad una spartizione tra potenti, non collaborerò, non venderò i miei voti per un vantaggio personale.”

      l rugby è di tutto il movimento non di poche persone che ritengono di far tutto da soli, ma di chi è capace di valorizzare le risorse esistenti e in molti casi nascoste ecc ecc

    4. Stefo

      Rabbi anche il programma di Zatta e’ fumoso in certi punti…se viene eletto la Benetto restituisce la licenza e poi?Benetton che si ricandida?Benetton in Eccellenza con Franchigia Veneta?Possibile uscita dalla CL che Zatta a parole la settimana scorsa non ha negato categoricamente anzi?Non per difendere Amore…

  2. Luc@

    Questa lettera scritta 10 giorni fa non ha senso. Proprio oggi gli è stato chiesto se ha intenzione di schierarsi con Gavazzi e lui non lo ha escluso, quindi questa lettera o la pubblicava prima di oggi o poteva fare a meno di pubblicarla.

  3. Luc@

    Che poi tra l’altro dice che il suo programma è diametralmente opposto a quello di Gavazzi. In una eventuale ma non impossibile situazione di ballottaggio tra Gavazzi e Zatta, sarebbe più logico sposare quello di Zatta che non è molto lontano.

    1. Stefo

      Luc@ infatti come ho scritto secondo me questa lettera e’ piu’ una richiesta di confronto e dialogo con Zatta che altro…chiede apertamente che Zata gli spieghi il programma mentre bolla Gavazzi molto velocemente…per me-opinione personalissima- non e’ una brutta letera anzi cerca di costruire un pone con Zatta.

  4. Gsp

    Sono daccordo su molte delle cose che dice amore.

    Daccordo che e’ una lettera per avvicinarsi a Zatta.

    Zatta un programma l’ha fatto, pero’ ci sono molti ‘vedremo’. Io voglio sapere lui che ne pensa su CL ed eccellenza. Va bene che gli altri sono pellegrini, ma non si possono darw voti solo sul fatto che so che sei bravo.

    Pero’ l’incipit sulle “montagne di mete” e’ molto poco rispettoso per le nazionali e mi fa incazzare parecchio. Cioe’, mi da davvero la sensazione che qui il primo cretino che si sveglia ha in mano le chiavi per vincere il 6n. E’ vero che la campagna elettorale e’ regno delle promesse, ma non da farsi abbindolare cosi’.

    Come molti stanno finendo per credere che l’eccellenza si puo’ ravvibare, vedi rovigo che spera in qualche decina di migliaia di euro per sanare i bilanci. O che la struttura attuale impedisca la produzione di talenti.

    Abbiamo il regime con i delfini, ma i venditori di fumo davvero non ci servono. Per cui a zatta ed amore consiglio meno 1000000 di posti di lavoro campagna elettorale e piu’ misure pratiche.

    1. Stefo

      Non mi sembra Amore prometta risultati migliori sottolinea pero’ come certe sparate (tra i primi 8, quarti ai Mondiali) fossero fumo negli occhi come giustamente sottolinea che continuare a citare le migliaia di spettatori sia gettare fumo negli occhi.
      Non vedoi neanche la motivazione della tua ultima frase, non mi sembra che Amore ne in questa lettera ne nel suo programma faccia promesse assurde anzi parla sempre di lavoro lungo e sforzi per ceracre di raddrizzare una situazione preoccupante.

      Sull’Eccellenza…se ne potrebbe discutere a lungo, di certo e’ che bisogna porsi la domanda se il movimento nel suo insieme puo’ supportare un professionismo come quello celtico e se forse sarebbe meglio concentrare gli sforzi investendo in un modello diverso che rivitalizzi piu’ la base (che non e’ l’Eccellenza) e lo sviluppo giovanile come ad esempio avviene in Argentina. Per me che chi si appresta a governare il rugby si ponga una domanda come questa e’ importante, in ogni sports prima di tutto viene la base perche’ senza quella l’elite non la formi.

    2. Gsp

      @stefo, che amore si senta di dire che scende in campo come conseguenza della montagna di mete che le nazionali prendono in giro per il mondo mi sembra voler strumentalizzare le nazionale. E soprattutto quali competenze ha lui per poter riaddrizzare la barca? Hai probabilmente piu’ competenze tu che lui a riguardo.

      E’ una affermazione secondo me molto populista e inutile. Poi e’ logica conseguenza che dondi dice che ha vinto con la francia e ti mette a tacere.

      Commentavo su una uscita superficiale, non necessaria che m’e’ piaciuta poco.

      Sono perfino daccordo con le altre cose che ha scritto.

      1. Stefo

        gsp scusa ma amore dice che la sua discesa in campo e’ stata motivata principalmente dal voler rompere un circolo vizioso su tutto il movimento che va avanti da 16 anni…senza offese ma per quanto l’uscita concordo non e’ delle migliori secondo me ci vedi troppo in quella frase. Non mi sembra poi Amore prometta nulla se non di mettere le sue energie e le sue idee per far crescere il movimento, ed anzi dice per primo di voler essere estremamente inclusivo e di voler sentire piu’ pareri ed idee possibili da parte di chi del movimento fa parte…di nuovo senza offese ma mi sembra che interpreti troppo negativamente quello che Amore cerca di dire.

        Dice molte cose secondo me interessanti in questa lettera che per me comunque lo dico e’ una lettera molto politica, vuole aprire a Zatta ma mette in chiaro che pur non avendo nulla a spartire con il vecchio “governo” e con Gavazzi, Zatta non debba aspettarsi che gli regali i suoi voti senza aver prima discusso delle idee e dei progetti…e forse anche di che ruolo Zatta gli darebbe.

  5. Claudio Zamboni "hank"

    mah
    rimango perplesso di fronte alla idealizzazione di una campagna che si sta facendo sempre più politica.
    Zatta ha chiaramente indicato nel suo programma che le Società per lui non sono tutte uguali, ci sono prima quelle che lui chiama “di Vertice” (Eccellenza e Pro12) e poi ci vengono tutte le altre.
    La distanza da Gavazzi è evidente per entrambi, ma mentre Zatta vorrebbe curare prevalentemente l’oasi da cui proviene la proposta di Amore parte invece dalla base, da quella sterminata steppa dove si allenano e giocano decine di clubs sparsi per la Penisola

    1. Enrico

      Conoscendo un po’, come la pensano Zatta e Munari non guardano solo al loro orticello ma a tutta la penisola e oltre.

      1. michele

        Avendo avuto modo di conoscerlo bene e personalmente, Munari ha una visione di tutta la penisola ed è convinto che bisogna ritornare ad investire nel sud, Terra di grandi giocatori di carattere.

      1. Vinicio

        Niente storie,ru continua nelle tue false ed insulse farneticazioni, a chiedere in prima persona di sapere,mentre e’ chiaro che non solo non conti nulla ma la tua malcelata antipatia vs Zatta e quindi seppur con vergogna ,una simpatia pro Gavazzi lascia pensare che tu non scriva per caso.Considerato che ammetti di aver giocato a rugby,cosa che non credo,e di avere più di 15 anni ma meno di 80,posso tranquillamente dirti che sei una persona fa schivare.

      2. Gsp

        Quindi mi schifi perche’ faccio le domande? Perche’, se il presidente del rovigo parla di possibili contributi federali, non ti viene da chiederti se ne hanno parlato con zatta ed in quali termini? E se zatta ti sta simpatico, smetti di farti domande?

        Anzi io ho detto piu’ volte che voterei zatta, anche se alcune cose non mi convincono. Od e’ una cosa troppo difficile da capire per te? Fatti aiutare dai compagni di squadra se non ce la fai.

  6. nessuno

    Ogniuno abbia la sua opinione…comunque ragazzi basta che non continuiamo in questa strada..o la prossima volta che ci sono le elezioni dobbiamo parlare di partite perse con il giappone o canada…siamo alla frutta…abbiamo già perso da tre-quattro anni il treno del livello tecnico europeo….che sia pippo o toni o gino basta che si cambi e in fretta..per l’amor del rugby…

  7. Stefo

    Paolo ho un paio di domande. Bene o male le voci di corridoio o anche piu’ importanti le senti e sei molto bravo nel riportare in che direzioni le regioni starebbero andando, ma Amore per quello che hai sentito o anche tu pensi in base a quello che hai sentito quanti voti potrebbe avere ad oggi?Seconda domanda: in generale sempre in base a quello che senti e pensi com’e’ messa la corsa ad oggi?

    1. difficile dirlo. Gavazzi parte come superfavorito, ma credo che la distanza tra lui e Zatta non sia moltissima. Amore? mah, lui si assegna un 15% circa (mi sembra eccessivo), altri gli danno pochissime credenziali e meno del 5% (eccessivo anche questo, ma nell’altro senso). Sono solo sensazioni, nulla di concreto o di verificabile. Tieni poi presente che ci troviamo di fronte a un corpo votante che più di una volta ha “cambiato idea” all’ultimo secondo… hai presente le elezioni del 2004? Mi ripeto: difficile, molto difficile dirlo

      1. Stefo

        Ciao Paolo grazie, beh si coi cambi repentini d’idea e’ difficile dire qualsiasi cosa, pensavo piu’ sulle intenzioni ad oggi come sembrerebbe la corsa…quanto distacco Gavazzi ha su Zatta, se Amore e’ di fatto tagliato fuori ed in caso quanto peso puo’ avere in un eventuale ballottaggio.

      2. il problema è che le fonti sui “dati” disponibili a oggi sono solo i diretti interessati, cioè i candidati. E quello che ti dicono va preso un po’ con beneficio d’inventario.
        Nelle scorse settimane mi è capitato di sentire X che mi ha detto che la regione Y avrebbe votato in gran parte per lui. Poi parli con il presidente di una importante società di quella regione che ti dice che non è vero, che invece è il candidato Z ad avere più voti. Chi ha ragione? Impossibile dirlo

    2. Stefo

      Immagino sia dura Paolo capire dove sta a verita’ anche perche’ magari uno ti dice bianco ma in realta’ pensa nero…ed al momento del voto vota grigio…

  8. Vinicio

    @Gsp la tua prosopopea nel richiedere informazioni e’ alquanto accentuata,per cui essendo tu,solo uno che si diverte a fare nomi,giudicare persone che non conosci,parlare di rugby che non conosci,con ogni tanto tre parole in inglese per fare bella figura,ripeto sei una persona che si lo ammetto,istintivamente mi fa quasi schifo,dico quasi in attesa della tua prox risposta affinche’ diventi definitivo lo schifo.

  9. mistral

    …mi inserisco tardivamente, e spero di non fare l’uovo dalla cavagna, ma ritengo che, in considerazione della nuova normativa delle deleghe, è forse maggiormente comprensibile la indeterminazione circa le previsioni fatte (su se stessi) dai vari candiati…
    e poi mi chiedo: nessuno sente l’esigenza di commentare in modo approfondito la terza e quarta sezione del 2° capo delo statuto?… unitamente alla riduzione da 20 a 10 dei componenti il CF, e la necessità di avere un minimo di 5 consiglieri per “sfiduciare” un vice-presidente, credo si dia un’idea precisa di quale sarà (o potrà essere) la gestione post-dondiana a seconda del macchinista (presidente) neo-eletto…
    e ancora, perchè la quarta sezione manca dell’articolato?… semplice refuso ? (non credo, essendoci un art. 28, un 28bis ed un 29)… è strano un errore così pacchiano proprio su quella che (ritengo, ma probabilmente sbaglio) è la vera innovazione apportata allo statuto…
    scustae per la poca passione (e premetto che ho giocato pochissime ore a rugby, e mai, mai, mai in prima linea) ma questa tornata delle gestione FIR è (sarà) politica pura e business applicato, il giro d’affari credo sia ormai troppo elevato per riservarlo al ristretto giro di chi premette ancora nel proprio CV come altamente qualificante il fatto di aver (anche) giocato a rugby…

  10. malpensante

    Avrò probabilmente uno strabismo congenito, ma a me pare che Zatta abbia proposto un programma molto concreto, soprattutto verso la base e la formazione. Che in questa situazione disastrosa gli si chieda il vangelo già stampato, mi sembra più ipocrita che ingenuo. L’impostazione della sua candidatura mi sembra chiara e netta, coraggiosa (responsabile) da un certo punto di vista ma anche necessaria per evitare di essere i primi nel nulla, che è comunque nulla.

  11. mezeena10

    anch’io ho trovato risposte e soluzioni nel programma di zatta..il tempo è poco e pretendere risposte in pochi giorni dove altri non son riusciti in anni e anni è quantomeno pretenzioso..dire che zatta “continua a riconfermare con la sicurezza generata dalla sua indiscussa autorevolezza che il malato soffre ma non spiega quali siano le cure” non mi pare un tentativo di tendere la mano come suggerito da alcuni e ancora “se le intenzioni programmatiche del sig. Gavazzi possono essere desunte dall’intenzione di perseguire la continuità della gestione attuale, nel caso del sig. Zatta la comprensione è meno scontata” non mi sembra un’apertura per un’eventuale accordo, spero di sbagliare..credo si stia perdendo una grande occasione di cambiamento!l’occasione di liberarsi di questi gerontocrati abili tessitori di trame sotterranee, ma scarsamente progressisti e poco lungimiranti

    1. mezeena10

      stati generali: diverse persone prima di amore ne hanno auspicato la costituzione, vittorio munari e il giornalista luciano ravagnani i primi che mi vengono in mente..gia da diversi anni a quanto ne so, pertanto arrogarsi il diritto di essere il primo ad averne parlato oltre la certezza di avere “la forza e la potenzialità di tutto il movimento” mi puzza un po di autoreferenzialità..o meglio del principio della ricorsione: quella magia per cui ti rivolgi a te stesso sino al momento in cui qualche evento ti fa uscire dal tunnel. una sorta di onanismo controllato!

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