Accademie e nuove regole per i “giovani di interesse nazionale”, tra i ragazzi vince la linea FIR

Ieri si è svolto l’incontro tra i ragazzi delle Accademie, il responsabile dell’alto livello FIR Carlo Checchinato e il vicepresidente FIR Nino Saccà. Motivo del vertice il nuovo regime che riguarda i giovani di “interesse nazionale”, ovvero i ragazzi che usciranno dalle accademie e che rimarranno di fatto di proprietà federale per due anni dopo l’uscita dalle stesse. I giovani atleti potranno dire no a questo tipo di situazione, con il rischio però di rimanere fuori dal giro che conta.
Come hanno reagito i ragazzi? La maggioranza di loro accetteranno di buon grado le nuove regole, pensano che il nuovo regime alla fine porterà benefici. Buona parte di loro “annusano” una qualche fregatura che però non riescono a intuire e identificare. Forse perché ancora non abbastanza supportati da procuratori e dal nuovo sindacato giocatori, che d’altronde è appena nato e non può ancora essere arrivato fin lì. Altri, una minoranza, diranno no, ma sono quelli (pochissimi) che sanno di avere già alle spalle un club celtico pronto a metterli sotto contratti.
Questo quello che mi è stato raccontato da fonti dirette. Io rimango dell’idea che se sulle regole si può discutere trovo assolutamente sbagliati modi e tempistica, come ho già scritto.
E trovo che alla fine non ci si poteva aspettare una reazione molto diverso da dei ragazzini nella maggior parte minorenni che intuiscono che rimanere fuori dal giro potrebbe essere fatale per le loro potenziali carriere.

8 pensieri riguardo “Accademie e nuove regole per i “giovani di interesse nazionale”, tra i ragazzi vince la linea FIR”

  1. … od accetti o resti fuori dal giro…. stile mafioso… ricatti su giovani promesse, questo era un punto del programma FIR…..

  2. @paolo, su tempi e modi sono daccordo. la FIR ha un problema serio di credibilita’, per cui qualsiasi cosa faccia e’ presa con dubbio. pero’ cmq ci tocca analizzare in profondita’ i provvedimenti.

    la regola in se potrebbe anche funzionare, anche se forse la retribuzione dei ragazzi poteva essere un po’ piu alta.

    il regolamento chiaramente prevede che i giocatori possano recedere a giugno. i ragazzi da quello che dici tu sembrano essere daccordo. e’ un po’ eccessivo, che non possono andare all’estero per due anni, ma in coordinamento con la FIR e’ una possibilita’ (vediamo se qualcuno dei nostri giovani ci va quest’anno per capire come funziona il nuovo regime).

    l’adesione ai ragazzi in accademia oggi e’ facoltativa, ed ancor piu’ per quelli che hanno finito l’accademia.

    hanno paura di perdere la nazionale? non e’ successo di recente, non c’e’ traccia di giocatori esclusi dalla nazionale per principio. non c’e’ nelle regole e nemmeno nelle proposte a differenza (a differenza di quelle inglesi, gallesi, NZ ed AUS).

    poi tutto puo’ essere. che scrivi un post che alla FiR non piace, e ti chiudono il blog, pero’ non penso sia una cosa possibile.

    forse si potrebbe anche analizzare se il sistema di trasferimento di fondi a chi ha formato i ragazzi e’ positivo o meno.

    1. ma secondo me ci sarebbe da fare una precisazione perchè in Australia e Nuova Zelanda l’unico motivo per il quale i giocatori di interesse nazionale son vincolati è solo per questioni di calendario e di preparazione oltre al fatto che le suddette federazioni hanno un bacino di utenza nettamente inferiore rispetto Francia ed Inghilterra, poi non dimentichiamoci del caso di Tommy Bowe al quale è stato “consigliato” dalla federazione irlandese di lasciare gli Ospreys e di tornare in Irlanda…quindi con pregi e difetti tutto il mondo è paese……

  3. Io infatti non critico tanto le regole in sé, potrebbero funzionare, ma come ho scritto si è persa una grande occasione. Ancora una volta. Sederi attorno a un tavolo e fare le proposte, vedere come sistemarle al meglio, introdurre accorgimenti.
    Il fatto è che questa cosa viene fatta cascare dall’alto in un momento in cui con Treviso ci sono tutti i problemi che conosciamo e con una FIR che ha messo i piedi direttamente a Vidana. Questa cosa non andava fatta così.

  4. Gsp hai ragione due volte: le norme vanno valutate nel merito e la FIR manca di credibilità. IO sarò sempre in malafede, ma lo spirito della norma secondo me va visto nell’ottica di un ulteriore meccanismo di controllo in mano alla federazione nella sua politica di divide et impera di basso impero.

  5. la regola è valida, forse come sottolinea ll blogger non è stata introdotta nel migliore dei modi ma tutela comunque tanto la federazione che ha investito sugli atleti che gli atleti stessi. temere di rimanere fuori dal giro per un semplice cavillo denota insicurezza (comprensibile nei giovani) ma è di fatto una paura irrazionale in quanto chi ha qualità è destinato ad emergere ed essere utilizzato ai più alti livelli possibile. la fir è nazionale-centrica e deve garantire linfa continua alla nazionale per poter continuare ad operare sui livelli attuali, nessuno verrà lasciato indietro per non aver firmato il regime di interesse nazionale.

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