Sei Nazioni: L’Italia regge un tempo o poco più, poi è solo Irlanda (42-10)

Bene per un tempo o poco più, poi l’Irlanda prende il largo e la storia finisce. Questa la storia di Irlanda-Italia, con gli azzurri che forse fanno un passo indietro rispetto alla prova con l’Inghilterra. O forse no, forse si sono semplicemente trovati di fronte una squadra più forte e organizzata (in questo momento) di quella vista un paio di settimane fa all’Olimpico.
Tutto da buttare? No, perché cresce comunque l’Italia di Brunel. Cresce nella testa, nella convinzione e nelle opzioni di gioco: erano anni che non si vedeva una simile varietà tattica. Dovrebbe crescere anche nel cinismo e nella malizia la banda Brunel. Tanta volontà ma ancora troppi errori, molti dei quali evitabili. E sarà pure un mantra, ma davvero a questi livelli chi sbaglia viene punito.

Nel primo tempo partita forse non spettacolare come altre, ma di grande intensità. L’Italia gioca, difende bene, prova sempre ad attaccare e costringe l’Irlanda a non giocare come sa. Qua e là qualche errore che gli uomini in verde sfruttano quasi sempre.
Gli azzurri passano in vantaggio al 7′ con un calcio di Botes, al quale risponde tre minuti più tardi Sexton.
Al 15′ la prima meta della gara, firmata da Earls, con qualche dubbio – forse – sul posizionamento della palla al momento della schiacciata. L’arbitro comunque assegna la meta e Sexton realizza. Gli uomini di Brunel però non mollano e risalgono il campo. Al 26′ un calcio di Botes – prova sufficiente quella del sudafricano – colpisce la traversa, tre minuti più tardi invece sbaglia un drop non impossibile- La meta però è nell’aria e arriva al 34′ con capitan Parisse che sfrutta un bel passaggio di Botes. L’apertura poi realizza e le due squadre vanno sul 10 a 10.
L’Irlanda però reagisce e al 39′ trova una meta importantissima con Tommy Bowe, bravo a d approfittare di un mal posizionamento della difesa azzurra- Sexton non sbaglia e si va al riposo sul 17 a 10 per i padroni di casa.

La ripresa inizia con una buona Italia ma al 44′ Botes sbaglia un altro calcio, forse un po’ lontano ma da posizione centrale. Due minuti dopo penetrazione centrale degli irlandesi, ma un controllo non corretto di Bowe (in avanti) ferma l’azione. Due minuti più tardi un fallo evitabilissimo in mischia concede a Sexton un calcio davvero facile e il 10 irlandese non sbaglia: 20 a 10 per il XV in maglia verde. L’Italia subisce un po’ il contraccolpo, si sfilaccia un po’ la disciplina e gli irlandesi crescono con il passare dei minuti.
Al minuto 58 nuovo fallo e Sexton non sbaglia e L’Irlanda scava il fosso portando a 13 punti il vantaggio. Al 60′ la meta che ammazza la partita: a segnarla è ancora Bowe al termine di un’azione d’attacco prolungata e dopo che McLean ha sfiorato un intercetto. Sexton precisissimo come sempre e si va sul 30 a 10.
Al 76′ nuova meta irlandese – meritata – con il nuovo entrato Tom Court. exton ovviamente non sbaglia: 37 a 10. Finito? No. Trimble all’ultimo minuto sfrutta un nostro errore e va di nuovo in meta. Titoli di coda.

IRLANDA – ITALIA 42-10
Marcatori: 7′ Botes (cp), 10′ Sexton (cp), 15′ Earls (m) + Sexton (cr), 34′ Parisse (m) + Botes (cr), 39′ Bowe (m) + Sexton (cr), 48′ Sexton (cp), 58′ Sexton (cp), 60′ Bowe (m) + Sexton (cr), 76′ Court (m) + Sexton (cp), 80′ Trimble (m)

Irlanda: 15 Rob Kearney, 14 Tommy Bowe, 13 Keith Earls, 12 Gordon D’Arcy, 11 Andrew Trimble, 10 Jonathan Sexton, 9 Conor Murray, 8 Jamie Heaslip, 7 Sean O’Brien, 6 Stephen Ferris, 5 Paul O’Connell (c), 4 Donncha O’Callaghan, 3 Mike Ross, 2 Rory Best, 1 Cian Healy.
In panchina: 16 Sean Cronin, 17 Tom Court, 18 Donnacha Ryan, 19 Peter O’Mahony, 20 Eoin Reddan, 21 Ronan O’Gara, 22 Fergus McFadden.

Italia: 15 Andrea Masi, 14 Giovanbattista Venditti, 13 Tommaso Benvenuti, 12 Alberto Sgarbi, 11 Luke McLean, 10 Tobias Botes, 9 Edoardo Gori, 8 Sergio Parisse (c), 7 Robert Barbieri, 6 Alessandro Zanni, 5 Marco Bortolami, 4 Quintin Geldenhuys, 3 Lorenzo Cittadini, 2 Leonardo Ghiraldini, 1 Michele Rizzo.
In panchina: 16 Tommaso D’Apice, 17 Fabio Staibano, 18 Antonio Pavanello, 19 Simone Favaro, 20 Fabio Semenzato, 21 Kris Burton, 22 Gonzalo Canale.
Arbitro: Craig Joubert (South Africa); Nigel Owens (Wales), David Changleng (Scotland); Nigel Whitehouse (Wales)

18 pensieri riguardo “Sei Nazioni: L’Italia regge un tempo o poco più, poi è solo Irlanda (42-10)”

  1. forse volevi di partita insufficiente di Botes per i calci….ma per il gioco anche ok…..fare un tentativo Botes al 9 e Burton al 10 con il Galles ?

    1. botes è un ottimo giocatore e per necessità può tenere il campo da 10 in maniera più che dignitosa, ma non ha gli istinti da 10 schierato, sono d’accordo con te facciano come a treviso, botes 9 e burton 10, con botes che nel gioco rotto può essere schierato apertura.I calci non sono la discriminante di aver giocato bene o male, ma sentir dire in cronaca, o gestisci la palla o metti dentro i calci, mi sembra tanto una difesa d’ufficio di una situazione indifendibile!

  2. 1) Hanno capito che una partita di rugby è di 80′? Il parziale di 32-0 annulla quanto di buono fatto vedere nella prima frazione. Il gioco però non è mai fluido e la linea di vantaggio è acquisita di rado. Buona la touche.
    2) Botes apertura mi pare un esperimento da riconsiderare in fretta, così pure il suo ruolo di calciatore. Inutile mettere fuori ruolo un giocatore a certi livelli. Tantopiù che i mediani non mi hanno impressionato. Gori sufficiente, ma senza meriti particolari. Semenzato invece ha compiuto due tre scelte a dir poco sciagurate, l’ultima delle quali ha regalato la meta di chiusura all’Irlanda.

  3. 6= giusto per l’impegno alla BB (banda Brunel), qualche sbavatura arbitrale aiuta l’irlanda sopratutto quando il gioco è ancora in equilibrio, ma sicuramente non cambia il succo della partita, 60 minuti non bastano per essere competitivi ad alti livelli e se si possono concedere delle sbavature, non si possono concedere degli errori marchiani a squadre di livello, manca ancora qualcosa e oggi dimostra che forse è qualcosa di un po’ troppo grosso per competere contro certe squadre. Per quanto lo stimi, vittorio munari, ha un bel difendere Botes, tra l’altro un ottimo giocatore, come apertura e calciatore designato, ma anche oggi, per quanto meglio del solito, dimostra delle lacune notevoli nel ruolo di apertura in cui potrebbe essere schierato solo in caso di grave emergenza. 9/12 punti buttati al vento mentre eravamo ancora li nel punteggio fanno la differenza anche sulle gambe e sulla tranquillità di gestione di palla. Speriamo solo di non essere qui tra 10 mesi a rilitigare perchè il francesino si intestardisce su scelte evidentement errate come fece Mallet. Unica nota positiva sono i meno esperti, per cap o per età, che non sfigurano per niente al confronto dei senatori della nostra nazionale, speriamo che acquisendo esperienza facciano un bel salto in avanti e alzino il livello della squadra!

  4. io ho vissuto l’ennesimo incubo…purtroppo non riesco a vedere nulla di positivo!!!!!in uno sport dove si fa punti coi calci e con le mete non riuscire mai a concretizzare ne uno nè l’altra mi fa pensare che non sia per noi! penso che prima si debba costruire un vero movimento rugbystico in italia poi partecipare a questa competizione…. se dovessi scegliere io oggi sceglierei di non partecipare più al sei nazioni!!!!!perdere sempre fa malissimo al movimento e non aiuta a farlo crescere!!!

  5. Siamo di nuovo qua a rimuginare sulle cose che quest’Italia non ha.
    Continuità, determinazione e piedi buoni quando servono.
    Buona partita, ma non “cattiva” come quella contro gli inglesi.
    Da ripensare per l’ennesima volta la mediana, però questa volta anche i giocatori dovranno fare ben la loro parte e impegnarsi a rispettare gli ordini ricevuti

  6. far giocare botes al 9 e burton al 10 sarebbe ovviamente la decisione più semplice. Però è chiaro a tutti che si vuole seguire un percorso diverso: della serie gori e mozza hanno ampi margini di miglioramento e son loro il futuro dell’italia. nel frattempo cerchiamo un’apertura di livello

  7. Mah, forse io ho visto un’altra partita… Botes ha fatto di buono il passaggio della meta a Parisse ed un paio di placcaggi. Per il resto ha sbagliato tutto quel che poteva sbagliare inclusi un penalty che non ha raggiunto la touche e, peggio, perder palla al contatto per ben due volte, cosa che non vedevo capitare più da tanto tempo nemmeno alla peggiore Italietta.
    Poi, se non si buttano dentro calci di punizione che a quel livello sono considerati facili o facilissimi, si hanno conseguenze devastanti: 1. si da all’avversario la fiducia che può tirare la difesa al limite tanto la conseguenza sarà nulla; 2. si fanno venir meno opzioni di gioco che non siano quelle “disperate” alla ricerca del colpo grosso e basta; 3. si tagliano le gambe ai nostri; 4. vengono a mancare quei punti che ti possono tenere a distanza colmabile.
    Ora, a discolpa di Botes, va detto che il 10 non è il ruolo nel quale gioca solitamente nel suo club. E infatti questo malriuscito esperimento di Brunel dovrebbe ormai aver fine: è evidente che non è possibile farlo giocare lì!
    Mediano di apertura disperatamente cercasi! Questa per me è la priorità #1, ma si deve cercare anche di mettere a posto la testa a tutti nella squadra, eh! Non è possibile vedere la mischia mollare dopo aver conquistato la palla e far prendere punizione o perder la palla!
    Unica nota positiva la touche, se vogliamo proprio cercare un raggio di sole in mezzo a questa nebbia fitta.

  8. Per tante analisi che si facciano, due cose sono indiscutibili: se si mettono dentro i calci i giocatori prendono sicurezza, se si sbagliano si affrangono. Allora cominciamo ad allenare come nazionale i calciatori segregandoli in apposite sessioni da aggiungersi a quelle della squadra, Secono: non può ormai non esserci un motivatore affiancato a Brunel, uno che aiuti a gestire la psiche. Io penso che quello che ci stanno costando i piazzati solo dal mondiale del 2007 valgano qualsiasi tipo di pena…perchè qui c’è in ballo il futuro dell’italrugby…cioè i nuovi appassionati tra un pò diranno…va bene torniamo a sostenervi quando siete diventati più bravi.

  9. Botes non dico che si dia all’ippica, ma almeno lasci stare i calci. Non è roba per lui.
    A me continua a piacere Venditti, Semenzato neanche un po’.
    Comunque d’accordissimo con gian: quei 9 punti messi dentro avrebbero cambiato molto la partita. Ovvio, magari la si perdeva comunque, ma non si spariva ignominiosamente dal campo gli ultimi 20′ come è successo.

  10. Un brutto passo indietro, rispetto alle due uscite precedenti: negli ultimi 20 minuti la squadra è franata, sia fisicamente che mentalmente. L’ultima, evitabilissima meta, è stata il simbolo della resa, nessuno ha provato neanche ad inseguire Trimble.
    L’esperimento Botes all’apertura è fallito, Brunel ne prenda atto, oltretutto rischia di danneggiare il giocatore, a lungo andare. Ci sono poi alcuni elementi (non necessariamente giovani) che non sono ancora adatti a questi livelli. Il problema maggiore rimane però la tenuta mentale: ieri i gallesi sono stati messi sotto grande pressione dai bianchi, per almeno 10 minuti di fila, sono andati sotto 6-12, ma sono rimasti NELLA PARTITA, col corpo e con la testa; risultato: hanno superato il periodo difficile quasi indenni (solo un piazzato concesso) e sono venuti fuori nel finale, portando a casa la partita. I nostri avrebbero ceduto subito e sarebbero stati spazzati via nel prosieguo dell’incontro. D’altronde le ultime uscite parlano chiaro: Irlanda-Italia (WC): p.t. 6-9, finale 6-36. Francia-Italia: p.t. 6-15, finale 12-30. Italia-Inghilterra: p.t. 12-6, finale 15-19. Ieri: p.t. 10-17, finale 10-42. Totale punti nei secondi tempi: fatti 9, subiti 80! Inoltre, nei secondi tempi non abbiamo realizzato nemmeno una singola meta. I numeri non sempre raccontano tutto, ma in questo caso mi sembrano inequivocabili. D’altro canto, l’impresa con la Francia, lo scorso anno, si concretizzò proprio grazie alla rimonta nel secondo parziale.

  11. “con qualche dubbio – forse – sul posizionamento della palla al momento della schiacciata” dai su, abbiamo preso gli schiaffoni, teniamoci gli schiaffoni e ringraziamo della lezione, che fa sempre bene

  12. delusione …umiliazione….cacciati in dietro a calci nel sedere….. Come si fa a ritrovare la motivazione per giocare ancora…. Povero Sergio !

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