Nessuno scossone, nessuna sorpresa. Nella notte a Los Angeles l’IRB ha votato il suo nuovo presidente, che poi è quello che era già in carica: Bernard Lapasset ha ottenuto il via libera per il suo secondo mandato consecutivo. La votazione si è conclusa sul 14 a 12 per il presidente uscente che ha battuto il suo vice, l’inglese Bill Beaumont, fautore di una linea commerciale molto più aggressiva rispetto a quella di Lapasset.
Più complicata l’elezione alla vicepresidenza, finita dopo ben tre tornate di votazioni al presidente della federazione sudafricana Oregan Hoskins.
Il Presidente FIR Giancarlo Dondi, sostenitore di Lapasset, è stato confermato all’interno del Comitato Esecutivo dell’IRB.
Questa la composizione del nuovo comitato esecutivo dell’IRB
Bernard Lapasset – Presidente (Francia)
Oregan Hoskins – vice presidente (Sudafrica)
Bill Beaumont (Inghilterra)
Tatsuzo Yabe (Giappone)
Giancarlo Dondi (Italia)
Peter McGrath (Australia)
Peter Boyle (Irlanda)
Graham Mourie (Nuova Zelanda)
Bob Latham (Stati Uniti d’America)
Segretario generale/CEO: Mike Miller
Mese: dicembre 2011
Rugby per tutti, anche nelle favelas
Vi segnaliamo le iniziative presentate nel convegno TUTTI I BAMBINI GIOCANO A RUGBY sabato 10 dicembre alla Casa dell’Energia di Fondazione AEM a Milano.
“Container Rugby Para Todos” è una campagna per raccogliere materiale sportivo, nuovo e usato in buone condizioni, per i giovani rugbisti di Paraisopolis favelas di San Paolo del Brasile. L’iniziativa nasce dalla collaborazione con Rugby Para Todos, un’organizzazione brasiliana che a partire dai principi educativi e sociali del rugby promuove la solidarietà e crea opportunità educative e ricreative per i bambini delle favelas.
L’utilizzo dei valori del rugby, rispetto, responsabilità, socialità e solidarietà, è alla base del metodo Rugby Educational elaborato e utilizzato da Schola Rugby, associazione non profit di Milano. Il rugby come strumento pedagogico per promuovere l’inclusione e la coesione sociale, superare le barriere etniche, di genere, di abilità diverse. I corsi tenuti gratuitamente in 30 scuole primarie e secondarie di primo grado hanno ottenuto risultati concreti: più solidarietà e meno bullismo. Un’esperienza che continua con successo a Milano e in provincia ma non solo.
Dai comuni principi è nata una collaborazione con Rugby Para Todos, attivo in Brasile dal 2004, e Uwase che ha applicato il metodo in un orfanotrofio a Cochabamba, in Bolivia, attraverso il progetto Rugby Tu Tambien durante l’estate del 2011.
Per saperne di più:
• “Container Rugby Para Todos”, la campagna continuerà fino a marzo 2012 quando sarà spedito il container in Brasile: lomi.scholarugby@federugby.it
• Rugby Educational, progetto educativo e sociale per le scuole promosso dall’associazione Schola Rugby. Pagina Facebook https://www.facebook.com/pages/Schola-Rugby/232163343461055
• Rugby Tu Tambien, progetto condotto da Uwase in collaborazione con Schola Rugby, http://www.uwase.org
In allegato la cartella stampa distribuita durante il convegno “Tutti i bambini giocano a Rugby
Video: il monumento a Wilkinson che non ti aspetti
Come “rappresentare” un giocatore come Jonny Wilkinson? Come fotografarne in qualche modo la carriera in una immagine, in un gesto atletico? Quasi impossibile, ma appunto solo quasi… Perché in qualche modo dentro il famoso slalom tra i giocatori dell’Inghilterra al Mondiale ’86 c’è tutto Diego Armando Maradona. O saltando di palo di palo in frasca, nella celeberrima foto di Alberto Korda c’è il messaggio rivoluzionario che ha fatto diventare il Che una icona a qualsiasi latitudine.
Mi sono perciò chiesto se era possibile fare un’operazione simile anche per Wilko, che ha appena annunciato il suo addio alla nazionale inglese. Certo, c’è il drop che ha regalato all’Inghilterra il Mondiale 2003. Perfetto, senza sbavature, ma in qualche modo freddo. E non dice nulla dell’uomo-Wilkinson, quello umile, che nonostante la sua classe immensa si mette al servizio della squadra come l’ultimo dei ragazzini, quello capace di recuperare da una serie impressionante di infortuni anche gravissimi che avrebbero stroncato chiunque.
E allora mi è venuto in mente questo placcaggio sul nostro Andrea Masi nell’ultimo Sei Nazioni. In una partita che lui ha visto quasi interamente dalla panchina, entrato in campo quando il risultato era già stato messo ampiamente messo in frigorifero.
E lui, a meno di due minuti dal termine, interviene così. Talento, abnegazione, umiltà e voglia di mettersi sempre in discussione. Anche in un gesto – il placcaggio – che non rientra certo nelle sue prime caratteristiche.


