Il nuovo look scozzese

Presentate le nuove maglie della Scozia

Piccoli all blacks in quel di Rho…

Da Il Giorno

Rho si colora a festa di nero. E c’è una sola occasione nella quale questo colore è sinonimo di festa e cioè quando si parla di rugby e ci sono in circolazione gli All Blacks, la leggendaria squadra nazionale neozelandese. Al Molinello di Mazzo di Rho, terreno di gioco del Rugby Rho, era presente, infatti, attesissima ospite, la squadra dei Baby Blacks e cioè la nazionale Under 20 della Nuova Zelanda, che aveva appena vinto, per la quarta volta, il campionato mondiale di categoria a Padova.

È stata una grande festa del rugby, con i giovani neozelandesi che mostravano la coppa appena conquistata e con il numerosissimo pubblico che ha avuto libero accesso al terreno di gioco e che ha potuto parlare con i giocatori in un tripudio di autografi e foto ricordo. Il Rugby Rho, come spiega il suo presidente Claudio Balconi, è stato l’ospite di questa bella giornata: «L’evento è stata organizzato dal Rugby Milano al quale noi abbiamo messo a disposizione il campo ed è inserito in un progetto triennale partito nel 2009 e che coinvolge il carcere minorile Beccaria».

Un progetto voluto proprio dagli All Blacks che visitarono il carcere minorile in occasione del test match con l’Italia disputato nel 2009 allo stadio Meazza.

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Fotogallery: metti un’argentina alla finale del Mondiale U20

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Mike Phillips non è più in castigo: il Galles riapre per lui le porte del Mondiale

La federazione lo aveva sospeso una decina di giorni fa dopo questo episodio. Sospensione a tempo indeterminato, poco meno di una espulsione. Il Mondiale neozelandese per il mediano di mischia sembrava davvero appeso a un’esile speranza, che però – evidentemente – è stata sufficiente. Ieri infatti è stato perdonato, e dopo le scuse di rito a compagni e tecnici Mike Phillips è stato totalmente reintegrato in squadra.

 

NEL TINELLO DEL GRILLOTALPA, assieme a Mauro Bergamasco

Per il secondo appuntamento con le interviste del Grillotalpa c’è il numero 7 della nazionale azzurra. Una chiacchierata per parlare innanzitutto del camp estivo che ha messo in piedi con suo fratello e iniziato da poco più di una settimana, per passare poi alle accademie, ai Mondiali U20 e a quelli dei “grandi” di settembre-ottobre. E poi la Francia, lo Stade Francais e il futuro, che non è affatto detto che per Mauro significhi un ritorno in Italia (“Non so cosa farò, con le franchigie italiane non ho parlato”). Ascoltate e condividete…