Leicester, una rabbia trattenuta

Articolo di Giulia Candiago e pubblicato sulle pagine del rugby del sito di Radio R101. Giulia è una italiana che vive a Leicester e di sfuggita è pure fidanzata di Martin Castrogiovanni…

Il Times ha detto che la partita era persa in partenza. Il motivo? La mancata presenza in campo dall’inizio Castrogiovanni e Waldrom.
Sarà vero o no fatto sta che le tigri hanno ceduto il passo al Leinster nei quarti di finale di Heineken Cup. Hanno ceduto di fronte a 50.000 spettatori nell’Aviva stadium di Dublino. Maestosa novità  iralandese inaugurata nel 2010 con la nazionale di calcio contro l’argentina. In 9000 erano i tifosi di Leicester, ma non sono bastati a supportare i campioni di Inghilterra in carica che ormai mancano da qualche annata l’appuntamento europeo.

La delusione ovviamente è tanta ma qui non si parla mai in negativo, né in squadra né in città e né ovviamente i media. Possono commentare ma mai dispregiare i loro eroi e anche nei giornali non c’è mai stata una nota di polemica nei confronti della squadra se non quella di due presenze mancate che potevano caricare meglio la squadra. Crane al posto di Waldrom e Cole al posto di Castrogiovanni… come mai ci si domanda? Visto che Waldrom è nella lista di giocatore dell’anno e Castrogiovanni è uno dei più forti nella sua posizione? I mormorii dicono che c’è voglia di andarsene da parte dei due inglesi e quindi per tranquillizzare la situazione il regalo sono stati i quarti di finale di heineken cup.

Questi ovviamente sono solo mormorii che non vogliono assolutamente contestare le scelte tecniche, ma come tutti i gossip sono interessanti anche questi.

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Super Rugby: il XV ideale dell’ottavo turno

Le scelte di Planet Rugby

15 Ben Smith (Highlanders)

14 Henry Speight (Brumbies)

13 Robbie Fruean (Crusaders)

12 Sonny Bill Williams (Crusaders)

11 Drew Mitchell (Waratahs)

10 Quade Cooper (Reds)

9 Luke Burgess (Waratahs)

8 Kieran Read (Crusaders)

7 Matt Todd (Crusaders)

6 Adam Thomson (Highlanders)

5 Chris Jack (Crusaders)

4 James Horwill (Reds)

3 Ben Franks (Crusaders)

2 Bismarck du Plessis (Sharks)

1 Ben Alexander (Brumbies)

 

Tra deserto, giungla e savana: come cresce il rugby femminile in Africa

Paesi dove certo non si può dire che il movimento rugbistico sia diffuso e ancor meno possa vantare una lunga tradizione. Paesi però che cercano di crescere anche nel segmento forse meno forte, e cioè quello femminile. Il 23 e il 24 aprile a Thiès, 75 km circa da Dakar (Senegal) si incontreranno otto nazionali dell’Africa maghrebina e sub-sahariana: Senegal, Egitto, Marocco, Niger, Nigeria, Burkina Faso, Tunisia e Camerun.
Un vero e proprio evento a quelle latitudini che si terrà al CNEPS, il Centre national d’éducation populaire et sportive di Thiès a donc été choisi pour accueillir ces joutes devant désigner les 4 meilleures équipes de la zone nord.
Un torneo importante anche per gli sviluppi futuri: le quattro migliori squadre tra un anno andranno in Botswana a giocare contro le migliori quattro formazioni della zonsa sud del continente africano.

Il derby di Parma sul campo del rugby-politico

di Mafalda “la contestatrice”

Domenica a Parma sarà giornata di derby, a giocarsela “in casa” sarà la squadra di Filippo Frati, i Banca Monte Crociati Parma. Già il nome in sé portò, all’inizio stagione, dello scompiglio: il campanilismo nocetano lottò perché apparisse “NOCETO” nel logo e nella ragione sociale, ma Parma è sempre Parma, ma soprattutto sappiamo chi c’è a Parma. Oltre al nome i nocetani videro passare in secondo piano l’importanza del loro meraviglioso impianto sportivo e così molti tifosi, da allora, decisero di non assistere più alle partite “in casa” giocate “fuori casa” al  XXV Aprile di Parma, per l’esattezza lo stadio del rugby-politico. Ma torniamo ad oggi….

Fortunatamente, per i politrugbisti, questo incontro riempirà gli spalti dello stadio grazie all’altra sponda (Gran, Colorno, Viadana) e non sicuramente per l’affluenza da parte parmigiana. Dico parmigiana e non nocetana, loro ci saranno, certo, non tutti… quelli incazzati neri per il giochetto “giocato” al Noceto resteranno a casa. La politica che ha voluto questo non pensa al movimento, in uno sport di nicchia come il nostro non puoi lasciar perdere i tifosi, non puoi tagliarli fuori. Già abbiamo quattro gatti che vengono a vedere le partite. Non per nulla Sky ci ha abbandonato e Dahlia sappiamo tutti che fine ha fatto. La gente è il nostro punto di forza, IL POPOLO DEL RUGBY è IL NOSTRO PUNTO DI FORZA.  Solo nell’ultimo match disputato “in casa” contro il Petrarca, i Crociati hanno avuto un pubblico di circa un centinaio di persone. Una vergogna! Questo perché? Perché la Nomenklatura ha deciso che un club con un discreto Palmares non doveva  morire? Solo perché una carica era più importante che continuare un sogno che dei semplici ragazzi avevano intrapreso e nel quale avevano creduto fino in fondo? Ragazzi che hanno portato dalla serie C un gruppo compatto dentro e fuori i cancelli degli stadi, un gruppo che a fine partita alzava le braccia con un battito di mani e a pieni polmoni incitava un foltissimo pubblico a ritmare con loro “SU LE MANI SIAM NOCETANI”. Un gruppo di ragazzi che adesso a fine partita batte le mani sì ma non nel loro stadio e non più come nocetani. Tutto questo per salvare il soldato Ryan!

Premiership: i risultati dei recuperi e classifica aggiornata

Bath – Exeter Chiefs 26-18
Newcastle Falcons – Leeds Carnegie 29-30
Sale Sharks – Gloucester 36-31

Classifica
Leicester 66; Saracens 63; Gloucester 55; Northampton 53; London Irish 48; Harlequins 45; Bath 44; London Wasps 38; Exeter 37; Sale 31; Leeds 22; Newcastle 21