Riassuntone del “caso Flaminio”

Dal blog di Alessandro Fusco

(…)Dopo una serie di incontri la Fondazione Nervi, che raccoglie gli eredi dell’architetto, ha inviato una lettera ad Alemanno e al presidente della FIR Giancarlo Dondi il cui contenuto non è stato divulgato ma che è stata definita “interlocutoria” dai ben informati:”La famiglia Nervi è stata coinvolta in maniera attiva – ha spiegato Cochi – la comunicazione ricevuta non cambia gli accordi precedenti che prevedono un imminente incontro con FIR e Fondazione Nervi per trovare finalmente una soluzione che tenga conto delle esigenze di tutti”.

Ma al di là del parere positivo degli eredi, la mancanza del quale ha finora frenato il lavoro di FIR e Comune, sarà necessario che il progetto venga avallato da un altro grande architetto.

Il sindaco Alemanno, infatti, ha affidato a Renzo Piano in relazione alla candidatura per le Olimpiadi 2020 la riorganizzazione dell’intera area del Flaminio, dal viadotto di Corso Francia a viale De Coubertain, nel quale troneggia l’Auditorium firmato proprio da Piano:”Lo stadio Flaminio è uno snodo fondamentale della zona – ha detto Piano – è un piccolo capolavoro di architettura del secolo scorso  e il rugby gli si addice, ma c’è da fare un lavoro intelligente intorno”.

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La prima (fondamentale) meta dell’Asti Rugby Junior

Da La Gazzetta d’Asti

Manca solo l’ufficialità, ma il primo traguardo prefissato dalla nuova società sportiva A.S.D. Asti Rugby Junior è stato tagliato.
Nei giorni scorsi, infatti, è stato raggiunto l’accordo di sponsorizzazione per la prossima stagione sportiva con un’importante Azienda, mai, ad oggi, interessata al rugby astigiano. Un programma dettagliato rivolto, esclusivamente ai ragazzi delle scuole primarie e medie, oggi della provincia, ma con proiezione a livello regionale, è stato il vero fulcro di questa operazione che permette ai dirigenti della Junior una partenza anticipata dei programmi e dei lavori.  Le categorie giovanili interessate da questo progetto sono la Under 6, Under 8, Under 10, Under 12 e Under 14. La meta del progetto è il reclutamento di almeno il doppio dei bambini e ragazzi che attualmente praticano rugby in città.

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Il triplo salto di Gower: in Australia, a 13, ma con la maglia azzurra

La voce è sempre più insistente. E ora pure lui non si nasconde più: Craig Gower vuole tornare nella natìa Australia e giocare nella League, il rugby a 13. Una scelta che se diventerà concreta chiuderà le porte del mondiale neozelandese al giocatore del Bayonne e della nazionale azzurra, stimatissimo cal ct Nick Mallett.
Le sue intenzioni Gower non le ha celate con il giornalista della ABC australiana Steve Mascord (l’intervista la potete ascoltare qui). La voglia è quella di giocare a 13 nella sua Australia, ma non solo: Gower potrebbe infatti mantenere un piede in Italia, giocando per la nazionale a 13 che sarà impegnata nelle qualificazioni ai Mondiali del 2013 in Inghilterra e Galles.
A confermarlo il presidente italiano della FIRL (Federazione Italiana Rugby League) Tiziano Franchini, da me intervistato per Radio R101.

L’INTERVISTA LA POTETE SENTIRE CLICCANDO QUI

Il “giovane” GranDucato si butta nell’album di figurine

Dall’ufficio stampa GranDucato Parma Rugby

È arrivato l’album delle figurine del GranDucato Parma Rugby dove sono presenti tutti i ragazzi delle giovanili di Amatori Parma, Rugby Colorno e Rugby Viadana, dall’Under 6 all’Under 18. Gli album e le figurine si possono trovare presso le sedi delle tre società e presso le seguenti edicole:

Edicola Benedetti di via Trieste a Parma

Edicola Planet di via Martiri della Libertà a Colorno

Snack Bar in via San Rocco 11 a Colorno

Edicola Savioli di via Martiri della Libertà a Sorbolo

Edicola di Piazza Manzoni a Viadana

I parametri per gli atleti FIR, ovvero quando le dimensioni contano troppo

Da sinistra: Kaine Robertson, Quintin Geldenhuys, Tito Tebaldi e Paolo Busodi Mafalda “la contestatrice”

Shane Williams – IRB Best Player of the Year 2008 – cm. 168  nr. 11 del Galles.
In un’intervista rilasciata al quotidiano piemontese “La Stampa”, un’intera pagina nel 2008, si chiedeva perchè in Italia gli atleti venivano considerati per parametri e non per capacità tecniche.
A distanza di qualche anno siamo qui a parlarne ancora, perché è difficile capire, soprattutto essendo non nelle prime posizioni del ranking, perché questi parametri contino già dalle giovanili. Ci roviniamo da piccoli e da soli.
Ci chiediamo, almeno io lo faccio, come vengono fatte le selezioni. Se magari ogni tanto si riesca a intravedere un talento al di sotto del metro e novanta di statura e 120 chilogrammi di peso! Sembrano tutti dei cloni: grandi, grossi e pieni di sé già dopo la prima convocazione, quando in realtà li vedi giocare e non sanno nemmeno dov’è la palla…
L’importante è che siano grandi e grossi.

Lo vediamo già dalle nostre nazionali under (tutte) questi uomini nelle dimensioni, ma tecnicamente non pronti ad affrontare i loro pari età che sembra abbiano sempere esperienza ventennale e soprattutto un fisico scultoreo. A partire dai piloni: guardate i nostri, che spesso sembrano flosci e con una muscolatura che non si capisce se c’è oppure no.
Ricordo un ragazzino, allora U15 ora U20, tornando dal Sudafrica disse: “Lì gli under 8 placcano come noi.” L’Italia non è un paese di rugby, nel senso che ce lo siamo appiccicato addosso noi, non siamo dell’emisfero sud e nemmeno dei paesi anglosassoni. Probabilmente ci è piaciuta la storia di Webb Ellis!
Ogni tanto però qualcuno apre, incredibilmente, gli occhi e vede che anche i “piccoli” sanno piazzare col cuore, la tenacia e una normale statura.