Il crac di Dahlia: la rabbia e l’amarezza

Christian Marchetti per Solorugby

Avete mai provato ad acquistare un decoder per il digitale terrestre? In realtà non comprate semplicemente un decoder per il digitale terrestre, bensì l’ennesimo mattoncino di Mediaset sulla strada dell’onnipotenza mediatica. Ed essendo questo il Paese meno consono ad una concorrenza commerciale sana, dove non è possibile opporsi ai voleri dell’imperatore trombaiolo, dove in tutti i campi prima o poi si finisce schiacciati da un’entità egemone, eccoci a parlare di tanti nostri colleghi e amici che da oggi, 11 gennaio 2011, si ritrovano a spasso. Sono i 150 dipendenti di Dahlia Tv, emittente messa ieri in liquidazione dopo essersi trovata letteralmente nella tempesta per aver perso, guarda caso a favore proprio di Mediaset, i diritti tv delle squadre di calcio Palermo, Bologna e Fiorentina. Da lì in poi l’inizio della fine a cui assistiamo oggi.
Dahlia Tv è la rete che sul digitale terrestre propone ogni settimana lo spettacolo della Celtic League. Spettacolo che, assicurano dai piani alti, continuerà ad essere garantito così come il resto della programmazione. Già, ma per quanto ancora?
E’ vero, in queste righe avremmo dovuto parlare esclusivamente dei destini della Celtic sulla tv italiana ma non possiamo non essere vicini a chi è stato vittima dell’ennesimo sopruso. Del resto ce la insegna il rugby l’importanza del sostegno: una lezione di vita che qualcuno, in questo Paese, non potrà mai capire.

Sei Nazioni: il Galles perde Jenkins

Da Rugby 1823

Uno stop di almeno dieci settimanee un intervento chirurgico al piede terranno il pilone gallese Gethin Jenkins (a sinistra nella foto) lontano dai campi da gioco proprio quando sarà di scena l’RBS Six Nations 2011. Il pilone dei Cardiff Blues, da tempo alle prese con problemi al polpaccio, verrà operato nei prossimi giorni e non sarà, quindi, a disposizione di Warren Gatland. Un brutto colpo per ilGalles e per la franchigia di Celtic League.

Trent’anni compiuti a novembre, Jenkins ha esordito con Pontypridd RFC, prima di passare ai Celtic Warriors e, dal 2004, con i Cardiff Blues. Nazionale gallese dal 2002, ha raccolto 76 caps con 15 punti all’attivo. 188 cm per 112 kg, nell’ultima stagione Jenkins ha indossato due volte la maglia dei Dragoni nel Sei Nazioni, una sola da titolare, mentre le due ultime apparizioni sono state a novembre contro Nuova Zelanda e Australia, dove era in campo dal primo minuto.

Rugby Roma-Petrarca Padova (21-9): gli highlights

Eccellenza: la forza di Roma

Una società in difficoltà su più livelli, ma non sul campo. Di Raul Leoni per Il Corriere dello Sport

Il colpo di scena è da “thriller”, ma l’intreccio è da “noir”, il genere tradizionalmente più vicino al rugby. Il tutto ambientato al Tre Fontane, passato in poche ore da “porto delle nebbie” a teatro di un’impresa: grazie alla scintillante vittoria della Futura Park sull’ambizioso Petrarca. Incredibile, se si pensa che tutte le premesse erano contrarie al lieto fine. Tra i protagonisti dell’intreccio Nicola Leonardi, il capitano bianconero perfettamente calato nelle vesti dell’antieroe da “noir”.
PRIMO ATTO – Capitolo primo, la grana-stipendi: «Avevo partecipato a tutti gli incontri col presidente, sempre cercando un accordo sulle istanze della squadra». La svolta sabato mattina, tutti convocati da Abbondanza negli uffici di Spinaceto: due mensilità di ritardo, giocatori sul piede di guerra, un patron che si sente sotto assedio e reagisce attaccando. Questioni personali, accuse di scarso rendimento: molti si sentono toccati nell’orgoglio. Cose difficili da accettare, soprattutto da parte di una dirigenza che ha già messo in pericolo la finale nel Trofeo dell’Eccellenza: una lista compilata con faciloneria ed ecco vanificata la vittoria contro L’Aquila, che spalancava ai bianconeri l
fase decisiva: «Con la penalizzazione, ormai c’è poco da far calcoli: dobbiamo vincere sia sabato con la Lazio, sia nel ritorno con L’Aquila».
SECONDO ATTO – Archiviato con amarezza anche il secondo capitolo, c’è da raddrizzare una stagione soprattutto per Leonardi: grandi acquisti ad inizio stagione, poi l’infortunio, fuori un mese e la leadership in bilico. Ma tanta voglia di riscatto: «Eravamo tutti motivati, io più degli altri per i tanti anni passati a Padova». Dati alla mano c’erano da risolvere anche i problemi tecnici della Futura targata De Villiers: sterilità offensiva, idee confuse, passaggi a vuoto preoccupanti con avversarie sulla carta più deboli. E il coach sudafricano, che pure aveva annunciato a inizio stagione: «A Natale parlerò italiano», in realtà continua ad avere contatti solo con i ragazzi che si esprimono in inglese. Il capitano, però, fa autocritica: «Forse abbiamo faticato a capire cosa ci era richiesto e, comunque, questo è un campionato nel quale spesso vince chi ha più voglia e cattiveria». Col Petrarca sono stati i bianconeri: «Vero, ma stavolta abbiamo anche fatto il nostro dovere, e soprattutto pochi errori». Con un gioco strutturato, tattica basata sulla continuità del possesso, è bastato fare le cose semplici. La solidità difensiva e le fasi statiche, quelle non erano mai venute meno: «La compattezza del gruppo e la voglia di soffrire non si possono mettere in discussione». Ma c’è chi l’ha fatto, nella stanza dei bottoni: mossa azzardata che avrebbe potuto far saltare gli equilibri. «Poco importa – sorride il capitano – Noi ci divertiamo ugualmente e ora anche di più: continueremo a far la corsa su chi ci sta davanti».

Rugby Roma-Petrarca: la fotogallery

Scatti di Alessandra Di Stefano. Per vederli tutti cliccate qui