Top 14: acque agitate contro federazione e Bourgoin

Qualche giorno fa avevamo raccontato dei 5 punti di penalizzazione inferti al Bourgoin per le sue difficoltà economiche. In molti avevano sottolineato come si trattasse di una pena mite, addirittura nulla contro il paventato fallimento e conseguente retrocessione immediata in D2. Come volevasi dimostrare: la dirigenza dell’Agen ha chiesto alla federazione di Parigi di intervenire per sanare quello che definiscono uno scandalo. Detto in soldoni: il Bourgoin deve fallire subito. L’articolo pubblicato su rugbyrama.fr

Comme annoncé lundi dans Midi Olympique, Agen contre attaque. Le club a fait parvenir un communiqué de presse dans lequel il dénonce la décision de la DNACG concernant le retrait de points à Bourgoin et attend un signe de la part de la LNR pour mettre fin à ce “véritable scandale”.

Dès samedi, dans les vestiaires d’Aguilera où ils venaient d’encaisser 65 points, les dirigeants agenais avaient fait savoir leur colère concernant le retrait de cinq points prononcé à l’encontre de Bourgoin quelques jours avant. “Un véritable scandale que nous ne pouvons laisser passer”,déclarent conjointement le président Alain Tingaud et le vice-président Daniel Dubroca dans un long communiqué paru ce mardi. “Il est aisé d’imaginer la motivation des joueurs berjalliens face au Stade Rochelais alors que leur Président venait de leur exprimer juste avant le match sa décision de ne pas faire appel de cette sanction et de préparer son projet de descente en ProD2 … Quelle crédibilité pourra-t-on donner aux prochaines rencontres impliquant le CSBJ alors même que le club aura libéré plusieurs de ses joueurs et ne parlons pas de l’équité sportive par rapport aux rencontres de début de saison ?”.

Le SUALG, qui parle d’une “situation scandaleuse qui dure depuis trop longtemps”, pointe également du doigt le fait que plusieurs équipes ont été engagées en Top 14 ces dernières années alors que leurs situations financières n’étaient pas garanties. Et s’indigne que, dans le même temps, il lui ait été demandé “de faire de gros efforts parmi lesquels la limitation de sa masse salariale en cette année d’accession en Top 14 Orange”. “Sans remettre en cause le travail de la DNACG, qui possède une compétence d’analyse des comptes financiers des clubs, il est évident que le rugby professionnel doit disposer d’un moyen de contrôle de l’équité sportive et ceci même avant le démarrage des championnats”, insiste le club lot-et-garonnais, qui a fourni deux propositions à la LNR lundi et dont le président s’est longuement entretenu avec Pierre-Yves Revol par téléphone hier.

Retirer les points gagnés contre Bourgoin

Parlant “d’opacité” et de “règles d’un autre âge”, le SUALG souhaite d’abord “que la DNACG publie un rapport sur les résultats et les comptes prévisionnels de tous les clubs pour le 30 mai de chaque saison. En fonction des éléments fournis dans ce rapport et avant le 15 juin, l’Assemblée Générale de la ligue souveraine décide des clubs à inscrire dans les deux championnats”. Agen s’en remet ensuite à l’UCPR, le syndicat des Clubs Professionnel de Rugby et à son Président, pour “soutenir et mettre à l’ordre du jour de sa prochaine réunion l’examen de cette proposition visant à préserver l’équité du rugby professionnel en France et la crédibilité du Top 14 Orange.”

La deuxième proposition consiste à rétablir alors l’équité sportive de la saison 2010-2011, que les Agenais estiment bafouée. Comment ? Par la “neutralisation des points du CSBJ depuis le début de la saison”. Cela aurait pour incidence de laisser la place de premier relégable à… la Rochelle. “Quand une situation est exceptionnelle il faut avoir le courage de prendre des décisions exceptionnelles”, reprennent Tingaud et Dubroca dans leur communiqué, qu’ils terminent par une menace : “Si notre demande de neutralisation des points du CSBJ n’était pas prise en compte, comme nous ne pouvons pas retirer le SUA-LG de ce championnat faussé, nous nous réservons le droit de mener d’autres actions ou de prendre d’autres initiatives, car nous ne pouvons absolument pas cautionner cette situation inacceptable.” A Aguilera samedi, Daniel Dubroca avait dit que les Agenais étaient “marron” dans cette histoire. Ils ont vu rouge et ne veulent plus être “les rois des c…”, comme ils disent.

 

 

Dahlia, la reazione (interessata) di Mediaset

Sky sul satellite e Mediaset sul digitale. E che gli altri si arrangino.
Che il nostro sia un Paese in cui la parola “concorrenza” è spesso considerata solo un lemma nel vocabolario lo si sapeva. Il più delle volte a considerarla tale sono poi gli stessi personaggi che sembrano bearsi ogni volta che dalla loro bocca esce l’espressione “libero mercato”. Che Mediaset fosse interessata da tempo alla fetta di mercato coperta da Dahlia sul digitale terrestre è un segreto di Pulcinella. Che abbia “tramato nell’ombra” negli ultimi mesi per arrivare a questo punto forse no, ma non lo sapremo mai: ma se fosse davvero successo qualcuno ne sarebbe sorpreso?
Ora questo lancio della Reuters non fa che confermare le “dietrologie” che si sono diffuse nelle ultime ore: le parole di Confalonieri sono infatti tutto tranne che una smentita.
Il gruppo Mediaset valuterà la questione dei diritti tv sul calcio di Dahlia nel caso in cui, a causa del suo scioglimento, questi dovessero tornare alla Lega Calcio. Lo ha detto il presidente del gruppo televisivo Fedele Confalonieri. “Non lo so, ci penseremo”, ha detto Confalonieri entrando al congresso nazionale della stampa e risponendo ad una domanda su un eventuale interesse del gruppo sui diritti sul calcio di Dahlia. Ieri è stato nominato un liquidatore per la pay-tv sul digitale terrestre controllata al 78,2% dal gruppo svedese Airplus Television e di cui Telecom Italia Media possiede il 10% circa.

Catherine Spencer, ancora in campo ma non più capitano

Da Rugby 1823

Quella che si è chiusa ieri è più di un’era, è una pagina bellissima e di successo del rugby femminile mondiale. Catherine Spencer ha deciso di togliersi la fascia di capitano della nazionale inglese di rugby, dopo aver conquistato da leader tre Sei Nazioni di categoria e una finale di Coppa del Mondo.

31 anni, giocatrice del Bristol, terza linea centro, Catherine Spencer è un emblema dell’ovale al femminile in Inghilterra, ma non solo. 58 caps con la Nazionale, tre titoli del Six Nations e una finale di Coppa del Mondo conquistata proprio nel 2010.
“Mi piacerebbe continuare a ricoprire il ruolo di capitano di questa fantastica squadra, ma credo sia arrivato il momento di lasciare ad altre questo onore” le parole della Spencer che, comunque, ha sottolineato il fatto di non aver alcuna intenzione di rinunciare alla palla ovale o alla nazionale. Catherine, nei tre anni da capitano, ha guidato l’Inghilterra alla conquista di tre titoli consecutivi del Sei Nazioni femminile e, ciliegina sulla torta, nel 2010 ha raggiunto la finalissima della Coppa del Mondo. Sconfitta per 13-10 solo dalle fenomenali neozelandesi, in un match comunque combattuto e uno degli incontri più belli della scorsa stagione di tutto il rugby mondiale.

 

Sei Nazioni: lunedì gli azzurri per Irlanda e Inghilterra

La FIR informa che Nick Mallett, Commissario Tecnico della Squadra Nazionale, ufficializzerà nella giornata di lunedì 17 gennaio la lista dei ventiquattro atleti convocati per le prime due giornate dell’RBS 6 Nazioni 2011, che opporranno gli Azzurri all’Irlanda (Roma, Stadio Flaminio – sabato 5 febbraio) e all’Inghilterra (Twickenham – sabato 12 febbraio).

 

“Andare avanti guardando indietro”: i Bergamasco tornano in libreria

Un mio articolo per le paigine rugby del sito di Radio R101

Qualche anno fa Alessandro Troncon, parlando di quando iniziò a giocare a rugby disse che “per un bambino capire che la palla la puoi passare solo indietro non è la cosa più naturale del mondo. Ma quando lo capisci…”
Quella regola così “innaturale” è il fondamento del gioco del rugby. Una regola che è quasi un trattato di filosofia. Una cosa così profonda che differenzia il rugby da praticamente tutti gli altri sport.

Andare avanti guardando indietro” è il titolo del libro che i fratelli Bergamasco hanno dato alle stampe (e che troverete in libreria entro fine gennaio: edizioni Ponte alle Grazie) e a cui collaborato anche Matteo Rampin, consulente personale di atleti, allenatori, manager e artisti di livello internazionale nonché medico, psichiatra e psicoterapeuta.
Un volume che vuole spiegare la differenza di cui dicevamo prima: menarsi come fabbri (ma nel rispetto delle regole. Quasi sempre nel rispetto delle regole) sul campo e poi trovarsi davanti a un boccale di birra con gli avversari subito dopo la doccia. Il cosiddetto terzo tempo è infati un qualcosa di assolutamente naturale per chi gioca a rugby, a qualsiasi livello: dalle giovanili nei campetti di provincia alle grandi sfide internazionali.