Italia “A”: i 24 per il tour inglese

Gianluca Guidi, responsabile tecnico dell’Italia “A”, ha convocato ventiquattro giocatori per il mini-tour in Gran Bretagna che porterà la seconda rappresentativa azzurra ad affrontare England Saxons a Worcester sabato 29 gennaio (ore 15.10 locali, 16.15 in Italia) e la Scozia “A” al Netherdale di Galashiels venerdì 4 febbraio (ore 19.30 locali, 20.30 in Itaia).

Gradi di capitano affidati ancora una volta allo skipper della Benetton Treviso Antonio Pavanello, già alla guida dell’Italia “A” in molteplici occasioni.

“E’ un tour molto impegnativo – ha detto il tecnico Gianluca Guidi – con due partite molto dure dal punto di vista fisico raccolte in soli sei giorni, ma appuntamenti come questi sono fondamentali per continuare a progredire. E’ importante poter vedere ad altissimo livello questo gruppo di giocatori e dare loro la chance di mettersi in mostra per la Nazionale Maggiore, sia in vista degli impegni di 6 Nazioni che della Rugby World Cup neozelandese del prossimo autunno”.

“Abbiamo un’ottima mischia – ha proseguito Guidi – mentre dietro possiamo contare su trequarti giovani e di qualità, che forse non hanno ancora trovato molto spazio in Magners League. La prima partita contro i Saxons sarà molto difficile, troveremo di fronte una squadra esperta, che non ha niente da invidiare alla prima squadra inglese, mentre contro la Scozia penso che ci siano le possibilità per fare risultato. Penso che questa Italia “A” avrà le giuste motivazioni: c’è la possibilità di trovare spazio con la Nazionale Maggiore e, per chi ha giocato meno in Magners, di togliersi qualche soddisfazione”.

L’Italia “A” si radunerà a Tirrenia lunedì 24 giugno e si trasferirà a Worcester il 27, per poi trasferirsi a Galashiels il 2 febbraio.


 

ITALIA “A”

Piloni

Matias AGUERO (MPS Aironi, 17 caps)

Lorenzo CITTADINI (Benetton Treviso, 4 caps)

Michele RIZZO (Benetton Treviso, 2 caps)

Fabio STAIBANO (MPS Aironi, 9 caps)


 

Tallonatori

Tommaso D’APICE (Futura Park Rugby Roma)*

Franco SBARAGLINI (Benetton Treviso, 5 caps)


 

Seconde linee

Marco BORTOLAMI (MPS Aironi, 84 caps)

Joshua FURNO (MPS Aironi)*

Antonio PAVANELLO (Benetton Treviso, 5 caps) – capitano


 

Flanker/n.8

Nicola BELARDO (Estra I Cavalieri Prato)*

Valerio BERNABO’ (Benetton Treviso, 15 caps)

Josh SOLE (MPS Aironi, 46 caps)

Francesco MINTO (Benetton Treviso)


 

Mediani di mischia

Fabio SEMENZATO (Benetton Treviso)

Tito TEBALDI (MPS Aironi, 14 caps)


Mediani d’apertura/estremi

 

Riccardo BOCCHINO (MPS Aironi, 6 caps)*

Paolo BUSO (MPS Aironi, 1 cap)

Andrea MARCATO (Petrarca Padova, 16 caps)


 

Centri/Ali

Gilberto PAVAN (MPS Aironi)

Andrea PRATICHETTI (Benetton Treviso)*

Matteo PRATICHETTI (MPS Aironi, 22 caps)

Michele SEPE (Benetton Treviso, 3 caps)

Giulio TONIOLATTI (MPS Aironi, 5 caps)

Giovambattista VENDITTI (MPS Aironi)*

*è/è stato membro dell’Accademia FIR “Ivan Francescato”

non considerati per infortunio: Simone FAVARO (MPS Aironi, 6 caps), Roberto QUARTAROLI (MPS Aironi, 3 caps), Simon PICONE (Benetton Treviso, 22 caps), Dario CHISTOLINI (Petrarca Padova)

 

Sei Nazioni: i 24 convocati azzurri. Spazio a Rouyet e Burton

Nick Mallett, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Rugby, ha convocato ventiquattro giocatori per il raduno che inizia a Roma giovedí 27 gennaio, in preparazione alle prime due giornate dell’RBS 6 Nazioni 2011 che opporranno gli Azzurri all’Irlanda (Roma, sabato 5 febbraio) e all’Inghilterra (Twickenham, sabato 12 febbraio).

Confermato nella sostanza il gruppo protagonista del Cariparma Test Match di novembre, nel quale fanno il proprio ingresso il pilone destro Ignacio Rouyet ed il mediano d’apertura Kris Burton, con Cittadini e Bocchino inseriti nella rosa dell’Italia “A” che sará impegnata tra la fine di gennaio e la prima settimana di febbraio in una mini-tournée del Regno Unito contro England Saxons (Worcester, 29 gennaio) e Scozia “A” (Galashiels, 4 febbraio).

Rientrano il tallonatore e vice-capitano Leonardo Ghiraldini, assente per infortunio con Australia e Fiji, ed il centro Gonzalo Garcia recuperato dall’infortunio alla spalla che lo aveva tenuto a lungo lontano dal campo da gioco.

La Nazionale si radunerà nella serata di giovedì 27 presso il Park Hotel “La Borghesiana” di Roma, per iniziare venerdí mattina la preparazione al match inaugurale contro l’Irlanda.

Le partite di novembre hanno ribadito la qualità di questo gruppo e credo sia giusto confermare chi ha fatto bene a novembre, offrendo al tempo stesso una possibilità di entrare a far parte della Squadra, nell’anno dei Mondiali, due atleti come Rouyet e Burton che stanno giocando una buona stagione in Magners League con la Benetton Treviso” ha spiegato il CT Nick Mallett commentando le convocazioni.

Tra i tallonatori, la scelta di Ghiraldini e Ongaro é stata valutata attentamente, perchè Festuccia si é reinserito positivamente in squadra a novembre e sta facendo bene con il Racing-Metro in Top14: non é convocato per le prime due partite, ma avrà le sue chance nel corso del Torneo” ha detto il CT dell’Italia.

Abbiamo anche una Nazionale “A” competitiva, con giovani interessanti ed atleti di esperienza, che giocherà nelle prossime settimane in Inghilterra e Scozia – ha aggiunto il tecnico sudafricano, al quarto 6 Nazioni sulla panchina azzurra – e anche da li potranno arrivare indicazioni interessanti in vista dei restanti turni del Torneo: tutti i giocatori che fanno parte del gruppo a disposizione del tecnico della “A” Gianluca Guidi devono farsi trovare pronti per aggregarsi alla Maggiore qualora ve ne sia necessità. E’ da questo gruppo allargato che sceglieremo i trenta uomini per la Coppa del Mondo” ha concluso Mallett.

Questa la lista dei convocati:

Piloni

Martin CASTROGIOVANNI (Leicester Tigers, 71 caps)

Andrea LO CICERO (Racing-Metro Paris, 81 caps)

Salvatore PERUGINI (MPS Aironi, 75 caps)

Ignacio FERNANDEZ-ROUYET (Benetton Treviso, 7 caps)


Tallonatori

Leonardo GHIRALDINI (Benetton Treviso, 31 caps)

Fabio ONGARO (MPS Aironi, 74 caps)


Seconde linee

Santiago DELLAPE’ (Racing-Metro Paris, 60 caps)

Carlo Antonio DEL FAVA (MPS Aironi, 48 caps)

Quintin GELDENHUYS (MPS Aironi, 16 caps)


Flanker/n.8
Robert BARBIERI (Benetton Treviso, 10 caps)

Paul DERBYSHIRE  (Benetton Treviso, 8 caps)

Sergio PARISSE (Stade Francais, 72 caps) – capitano

Alessandro ZANNI (Benetton Treviso, 47 caps)


Mediani di mischia

Pablo CANAVOSIO (MPS Aironi, 32 caps)

Edoardo GORI (Benetton Treviso, 2 caps)*


Mediani d’apertura/Estremi

Kristopher BURTON (Benetton Treviso, 4 caps)

Luke MCLEAN (Benetton Treviso, 24 caps)

Luciano ORQUERA (Brive, 17 caps)


Centri/ali

Tommaso BENVENUTI (Benetton Treviso, 3 caps)*

Mirco BERGAMASCO (Racing-Metro Paris, 76 caps)

Gonzalo CANALE (Clermont-Auvergne, 61 caps)

Gonzalo GARCIA (Benetton Treviso, 18 caps)

Andrea MASI (Racing-Metro Paris, 55 caps)

Alberto SGARBI (Benetton Treviso, 8 caps)


*è/è stato membro dell’Accademia FIR “Ivan Francescato”

non considerati per infortunio: Mauro BERGAMASCO (Stade Francais, 84 caps), Craig GOWER (Bayonne, 14 caps), Manoa VOSAWAI (Benetton Treviso, 7 caps)

 

Video: il Benetton-show a Milano

Sei giocatori del Benetton Rugby hanno passato un pomeriggio diverso dal solito, sabato scorso, impegnati a Milano allo store Benetton in Corso Buenos Aires.
Robert Barbieri, Edoardo Gori, Luke McLean, Gonzalo Padrò, Simon Picone ed Alessandro Zanni hanno così trascorso una giornata lontano dai campi di gioco, all’interno del negozio, con l’organizzazione congiunta dello sponsor ufficiale Max.
Gli atleti si sono divertiti a giocare tra maglioni, giacche e pantaloni in completo da gara e hanno posato per uno shooting in compagnia di bellissime modelle.
Incuriosite e felici anche le tante persone giunte sul posto per assistere all’evento fuori dal comune, ma anche per scattare foto in compagnia dei Leoni e chiedere autografi.
Per vedere come è andata e sentire i commenti dei diretti protagonisti, basta guardare il servizio proposto dal giornalista Moreno Molla della redazione di Sky Sport, andato in onda su Sky Sport 24 e che è possibile vedere di seguito, ma anche nella homepage del sito e nel canale YouTube dedicato al Benetton Rugby.

 

Dahlia “uccisa” per le frequenze. E il killer è…

Da Repubblica-Affari e Finanza di oggi. La firma è di Stefano Carli

Non sono gli abbonati al calcio ma le frequenze del dividendo digitale, quelle che prima o poi il ministero di Paolo Romani dovrà assegnare con il beauty contest (quindi gratis), all’origine della brutta storia che ha portato alla messa in liquidazione di Dahlia Tv il «concorrente» di Mediaset nella trasmissione a pagamento delle partite di calcio sul digitale terrestre. Anzi, a dirla tutta dal punto di vista del business del calcio questa storia per il Biscione potrebbe perfino – secondo alcune ipotesi – costituire una perdita secca. Non grande ma soprattutto sopportabile, se la posta in gioco è la disponibilità amichevole di uno o due nuovi multiplex. Ma questa è anche la storia di una ritirata, di un’uscita dalla scena italiana: quella del gruppo svedese Wallenberg, che controlla il 75% di Airplus, che ha a sua voltal’83% di Dahlia.
Ed è la storia dell’ennesima sconfitta del sistema economico italiano che gli investitori esteri, specie quelli seri e dalla grande reputazione, come sono appunto i Wallenberg, fa fatica ad attrarli e le poche volte che ci riesce, finisce alla fine per farli fuggire. Perché il mondo degli affari non è fatto solo di codici, cavilli, contratti e grandi consulenti legali, ma spesso si basa anche su quelli che si chiamano gentlemen’s agreement. Che valgono cioè solo perché e fino a che sono rispettati da tutte le parti: basta che uno solo venga meno alla parola data e tutto crolla. Come è successo stavolta. Tutta la vicenda si è consumata alla fine della scorsa primavera, con l’assegnazione dei due pacchetti, il Gold e il Silver, in cui sono stati divisi i diritti delle partite di calcio di Serie A sul digitale terrestre. Il meccanismo era stato varato l’anno prima dalla Infront, l’advisor della Lega Calcio. Aveva suscitato qualche dubbio perché assegnava al pacchetto Gold, quello che avrebbe gestito i diritti di 12 delle 20squadredellaserieA, la scelta sulle prime dieci. Poi ne avrebbe scelte 4 Dahlia, poi ancora 4 Mediaset e infine le ultime 2 a Dahlia. Ma non è un problema di numeri ma di quali sono le squadre. CheaMediasetsarebbero andate le prime sei (le due milanesi, le due romane, la Juve e il Napoli), non c’era dubbio. La vera partita si sarebbe giocata sulle medie e le minori. Dahlia, subentrata a La7 nell’ottobre 2008, aveva ereditato una quota di mercato, in termini di ricavi, del 10%. Una quota di mercato che era del 25% l’anno precedente, ma che la Telecom di Tronchetti aveva accettato di far scendere a favore del Biscione cedendo a Mediaset i diritti delle partite in trasferta delle sue squadre: in pratica Mediaset aveva i diritti di Inter, Milan o Juve anche quando giocavano in casa delle «squadre Telecom». Nel primo anno di gestione Dahlia aveva brillantemente mantenuto la sua quota. E lo aveva fatto impostando un piano industriale intelligentemente incentrato sulle sue tre squadre di punta: Palermo, Fiorentina e Bologna. Ilfattoèche Mediaset, potendo scegliere con il nuovo meccanismo all’asta varato nel giugno 2009 le prime dieci, poteva prendere in un solo colpo anche queste tre squadre. Ma, è questa la ricostruzione su cui sono pronti a mettere la mano sul fuoco gli addetti ailavori, questo non sarebbe dovuto accadere. Il gentlemen’s agree-ment, appunto, tra Dahlia e Mediaset. Un accordo che si stava anche per perfezionare con uno scambio: Dahlia avrebbe dato agli utenti di Mediaset Premium la possibilità di vedere le partite in trasferta dei big del Biscione con le sue squadre. Il vantaggio di Mediaset sarebbe stato di offrire tute le partite dei grandi team, quello di Dahlia di monetizzare subito ricavi aggiuntivi in vista di un’uscita soft dal calcio o per sopravvivervi senza perdere troppo e consolidare nel tempo strategie alternative. Tutto questo però salta proprio in fase di offerta, quando si apre la busta di Mediaset che comprende anche Palermo, Fiorentina e Bologna. E si arriva al paradosso che oggi tra i canali pay di Dahlia c’è il Palermo Channel, dedicato al clubrosanero, maitifosi palermitani per vedere le partite devono abbonarsi a Mediaset Premium. A giugno quindi la più parte del pasticcio e fatta. A peggiorare le cose arriva, sulla fine dell’estate, la guerra diprezzi tra Sky e Mediaset che porta ormai il costo del calcio sotto i 20 euro al mese e finisce per mettere del tutto fuori gioco l’offerta low-cost di Dahlia. Che, è bene ricordarlo, non è un gigante dei media ma una start up. A settembre, quando il campionato ricomincia, si fanno i conti dei danni. Dahlia a giugno aveva in circolazione 850 mila schede ma le ricariche iniziano a farsi sempre più rade e ora si parla di 250-300 mila utenti. Di questi circa 150-180 mila sono quelli attribuibili al calcio. Gli altri sono arrivati attratti dal resto dell’offerta: sport alternativi come la boxe (che è stato un discreto successo), la vela, il rugby, il football americano, il volley, un canale di sport estremi, uno di documentari naturalistici della Bbc e i canali porno. Può Mediaset aver fatto tutto questo per quei 180 mila utenti qualcosa che vale si e no il 5% del mercato? Il gruppo Berlusconi ha ora 3,8 milioni di utenti e gli analisti sono in attesa dei dati dell’ultimo trimestre 2010 per calcolare gli effetti sui conti del bagno di sangue della guerra commerciale con Sky. E Confalonieri ha ammesso la possibilità di impegnarsi in qualche modo per salvaguardare i diritti degli utenti Dahlia di vedere le partite, che hanno già pagato, fino alla fine di questo campionato. L’unica alternativa è convincere Telecom, che con TiMedia è socio al 10% di Dahlia, a subentrare. Ma questa è un’ipotesi che Franco Bernabò non ha alcuna voglia neanche di discutere, al momento. A questo punto restano due do -mande senza risposte certe. Perché i soci di Dahlia hanno aspettato gennaio per alzare bandiera bianca quando la situazione è oggi nelle stesse condizioni di quattro mesi fa? E, soprattutto, perché mollare adesso? Fino all’autunno Dahlia era infatti in predicato di aggiudicarsi uno, forse perfino due dei multiplex messi in palio dal beauty contest sul dividendo digitale, tra i tre riservati ai nuovi entranti e per i quali non possono concorrere né Mediaset, né Rai e nemmeno Telecom. Uno di quei tre sarà appannaggio di Sky. Per gli altri Dahlia era il soggetto ideale: ha competenze, è già attivo, ha fatto investimenti ma non ha infrastruttura (tant’è che paga a Telecom un affitto da 24 milioni l’anno, ritenuto oggi decisamente troppo alto, visto che equivale a un quarto circa dei costi di infrastrutturazione ex novo di una frequenza, un affare per Telecom). Tra gli addetti ai lavori in questi giorni si parla molto dell’attivismo di Elettronica Industriale, la società Mediaset che gestiscel’infrastruttura di rete, per promuovere offerte e cordate in vista del beauty contest, e se così davvero fosse, sarebbe ancora più sospetto il ritardo del ministero (ora davvero l’iniziativa spetta a lui) nel pubblicare il bando. Ma Mediaset, si sa, hafame di frequenze. Ne sta per ricevere una quinta (che già usaperl’alta definizione, invia sperimentale) ma ce n’è una sesta, quella del Dvbh, la tv su cellulare, che non potrà usare per fare passare aspettando i suoi programmi ma solo per la nuova tecnologia T2. E se vuole aumentare la sua offerta pay in concorrenza a Sky, ha bisogno di nuovi canali. Non necessariamente da comprare, magari solo da affittare. Certo non ai prezzi di Telecom. E fuori Dahlia, fuori un concorrente pericoloso per quei multiplex. Quanto al calcio, superati in qualche modo i prossimi mesi, a giugno Infront e Lega Calcio riorganizzeranno, presumibilmente, una nuova gara per la stagione 2011-12. E se l’Italia fosse un paese normale ne trarrebbero perfino vantaggio. Tra sei mesi i passaggi dall’analogico al digitale saranno quasi finiti, e tutto il digitale varrà molto di più, mentre ancora a giugno scorso valeva appena la metà del satellite. Il problema è trovare operatori seri disposti a candidarsi. Italiani non ce ne sono. E gli stranieri, vista la scelta dei Wallenberg, se ne guarderanno bene.

Guai per Mogliano: due mesi di stop per Orlando

Da La Tribuna

Si dovrà attendere ancora qualche giorno per conoscere il nome dell’avversaria del Marchiol Mogliano nella finalissima del 6 febbraio per il Trofeo Eccellenza. Sabato la Lazio ha perso con il Futura Park Roma uscendo di fatto dalla corsa e lasciando all’ultima gara del girone B tra L’Aquila e Roma il verdetto finale: agli abruzzesi a quota sette punti, basterebbe anche perdere con il punto di bonus senza farlo fare ai romani dietro a quota 4. Il Mogliano intanto guarda a casa sua e deve leccarsi le ferite dopo la sconfitta in campionato contro il Mantovani Lazio di otto giorni fa, ma soprattutto deve fare i conti con altri due infortuni pesanti che priveranno la squadra di due giocatori esperti per diverse settimane: l’estremo Mulieri (strappo) e il capitano Orlando (collaterale sinistro). Due ulteriori tegole che si aggiungono a quelle occorse durante tutta la stagione. «Proprio contro la Lazio la gamba mi è rimasta sotto al raggruppamento e qualcuno deve esserci caduto sopra — racconta l’ex Benetton Silvio Orlando (in foto) — al momento non ho accusato alcun dolore, ma quando ho provato a rialzarmi il ginocchio non teneva proprio». In settimana sono stati svolti alcuni accertamenti clinici e il responso è stato impietoso. «Rottura del legamento collaterale, ne avrò per un paio di mesi — conferma Orlando — mi spiace saltare la finale perché era un periodo in cui mi sentivo bene e non avevo particolari fastidi». Una gara che farà certamente la storia del club trevigiano. «Ovviamente a questo punto il nostro obiettivo è vincere la finale del Trofeo Eccellenza, per quanto riguarda il campionato pensavamo e speravamo di poter ambire al quarto posto qualora qualcuno avesse lasciato punti per strada, e invece siamo incappati nella sconfitta con la Lazio che ha complicato tutto». L’importante è che rimanga un incidente di percorso. «L’obiettivo della società è la salvezza, e credo che la cosa sia quasi assodata, però dobbiamo evitare altri passi falsi come la scorsa settimana. Continuando a lavorare come stiamo facendo», (em.sp.) Girone A: HBS GranDucato Parma-Casinò di Venezia 13-11 (4-1). Classifica: Marchiol Mogliano punti 13; Casinò di Venezia 6; GranDucato 4.