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Sei Nazioni femminile: il Grillotalpa intervista Paola Zangirolami, capitano azzurro

Questa intervista l’ho fatta per il sito di Radio R101

Possiamo battere l’Irlanda? Sì, certo. E se è vero per gli uomini lo è forse un po’ di più per le nostre ragazze, che il prossimo 6 febbraio a Rovigo affrontano proprio le irlandesi nella gara di debutto del Sei Nazioni di categoria 2011.
Una gara molto attesa e che vede il XV guidato dal ct Andrea Di Giandomenico con ottime chance, almeno sulla carta.
Abbiamo fatto una chiacchierata con il nostro capitano, Paola Zangirolami. Questo è quello che ci ha detto.

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Alessandria, provincia di Tirana

Dalle pagine piemontesi di TuttoSport. Di Enrico Capello

PARLA albanese l’Alessandria salita, grazie alla vittoria per 42-27 sul Lecco, al sesto posto di serie B. Centro nevralgico del saccesso sui lombardi è stata la terza linea formata da atleti originari del paese adriatico: il centro Elton Cullhaj, 22 anni, autore di tre mete, e i fratelli, entrambi flanker. Enea ed Ilir Shpella, 22 e 23 anni. Giunti in Italia tra fine anni ’90 e il 2001, Elton, Enea ed Ilir hanno trovato nel rugby una ragione di vita. «Ho cominciato nel Mantova – spiega Cullhaj, natio di Durazzo – sulla spinta di un professore di scuola che mi aveva portato a vedere una partita. Partii dalle giovanili ed arrivai fino in serie B. Quindi approdai in serie A al Viadana e al Firenze, finché un ex compagno, l’argentino Parrà, diventato tecnico all’Alessandria, mi propose di trasferirmi in Piemonte, dove vivo da due anni». Cullhaj è un professionista ed in riva al Tanaro oltre a giocare, segue il progetto scuola e il mini rugby. «Quest’anno puntiamo alla metà classifica -conclude – ma, nel futuro, nulla ci vieta di pensare alla A». Ciri si divide tra il lavoro di elettricisti e l’ovale sono i fratelli Shpella. «Per noi tutto iniziò al campo “Ferrovieri” di Alessandria verso i 15 anni -spiegano il massiccio Enea (1,87 cm, 98 Kg) e Irmi; più tecnico e sgusciante, originari di Valona – dove scoprimmo uno sport perfetto per un albanese che ama la forza e lo scontro fisico duro ma leale. L’Alessandria è per noi una famiglia. Siamo stati accolti bene e in amicizia fraterna. Ci sentiamo come in Albania, visto che oltre a noi due e Cullhaj ci sono in rosa il centro Kiptiu e il giovane Cala. Abbiamo un sogno: ricomporre la nazionale albanese. Ci sono già state riunioni con altri rugbisti che giocano in Italia e speriamo di celebrare presto il primo caps con la maglia della nostra terra».

La Madonnina soffre: il duello tra Amatori e Grande Milano

Dalle pagine milanesi de Il Giornale di oggi

L’eterno vizietto del rugby milanese è tornato a farsi sentire: e così, per l’ennesima volta, i sogni di gloria rischiano di infrangersi contro divisioni e campanilismi vari. Il progetto di riportare sotto la Madonnina il rugby di eccellenza piace – a parole – a tutti. Ma poi ognuno pensa di essere più bravo degli altri, e depositario della verità ovale rivelata. E stavolta, a rendere ancora più vivace la polemica, c’è la lotta per conquistare le poche risorse economiche disponibili: nel caso specifico, la dote di quattrini che A2A, la municipalizzata del gas e della luce, sarebbe disposta ad investire nel rugby cittadino. Ad incarnare il nuovo fallimento, è la crisi (nera come le sue maglie) in cui è precipitata l’Amatori. Rinata in grande stile due anni fa, con il progetto esplicito di arrivare rapidamente al Top 10, la massima serie della pallaovale italiana, oggi la compagine dei tanti scudetti naviga nella parte più bassa della classifica di serie A. Ma, prima ancora che di risultati, la crisi è di quattrini. I giocatori non vengono più pagati. Il direttore sportivo, l’ex capitano azzurro Massimo Giovanelli, ha fatto le valigie. E martedì prossimo il consiglio d’amministrazione non potrà fare altro che prendere atto dell’addio di Guido Romiti, il presidente che del «progetto Top 10» era stato il principale fautore, e che lascia la scena al termine di una lunga serie di scontri interni. Per avere una idea del clima che si respira nel microcosmo della pallaovale meneghina, basta dire che la crisi dell’Amatori sta facendo sorridere altri protagonisti della scena. Il problema è che, fin dai tempi in cui era targata Mediolanum, la squadra dei «Tori» non è mai stata amata in città: i puristi l’hanno sempre accusata (e con più di una ragione) di puntare tutto e solo sul professionismo, dimenticandosi delle esigenze del rugby di base, dei vivai, delle periferie. Così, di fatto, oggi a Milano si trovavano a scontrarsi due progetti radicalmente diversi: da una parte l’Amatori, e dall’altra la Grande Milano, sodalizio nato dagli sforzi congiunti di cinque società della città e dell’hinterland, guidato da Alberto Villa con il proposito di trarre le proprie risorse agonistiche non dal rugbymercato ma dall’attività di base. Mentre l’Amatori pena in serie A in zona retrocessione, la Grande Milano va a gonfie vele nella serie appena più sotto, la A2. E anche domenica scorsa il trend è continuato: l’Amatori è stata rullata a Udine, mentre la Grande Milano stroncava 15 a 5 una squadra blasonata come il Lyons Piacenza, e si portava al quarto posto in classifica. Insomma: per adesso, i fatti stanno dando ragione alla sorella «povera». Ma il giorno in cui il rugby milanese riuscirà a dimenticarsi le sue tante fazioni e a lavorare tutto insieme, forse sorrideranno anche i pali del vecchio Giuriati.

Casellato-Roux, opinioni a confronto. Poi deciderà il campo

Paolo Romagnolo per La Voce di Rovigo

L’uno, già insignito dei gradi di condottiero rossoblu nella nuova avventura della Rugby Rovigo delta, ha salutato tutti per incomprensioni di carattere “tecnico” per poi accasarsi al Mogliano a stagione in corso. L’altro, già in viaggio verso Roma, ha fatto dietrofront per riabbracciare una squadra rimastagli sempre nel cuore e per iniziare su un palcoscenico di prestigio la propria esperienza di primo allenatore. Umberto Casellato e Polla Roux si affronteranno domenica, a Mogliano, in un match carico di significati che vanno ben oltre il semplice risultato sportivo. Alla luce di ciò diventa estremamente interessante vedere come i due tecnici stanno preparando la sfida valida per la prima giornata di ritomo.
Terminato il girone d’andata, quale bilancio si può tracciare a metà del cammino in campionato?
Roux: “Sinceramente non mi aspettavo di trovarmi al primo posto a questo punto della stagione. Ora tutti vogliono batterci e questo è un fatto positivo, ma per noi sarà importante rimanere coi piedi per terra”.
Casellato: “Il bilancio è sicuramente positivo. I mieri ragazzi stanno crescendo molto e piano piano stanno imparando il mio modo di concepire il rugby”.
Che giudizio dare alla stagione fin qui disputata dagli avversari che affronterete domenica?
Roux: “A campionato in corso sono riusciti a risolvere alcuni problemi: merito del coach e di tutta la squadra. Stanno giocando senza paura pur essendo una neopromossa e direi che finora si meritano un ben sette”.
Casellato: “Meritano sicuramente dieci e lode. Hanno vinto tutte le partite fondamentali fin qui disputate. A Rovigo c’è davvero qualcosa di magico, lì tutti possono fare bene”.
Con che aggettivo definirebbe l’allenatore che domenica siederà nella panchina avversaria?
Roux: “Casellato è un coach passionale, latino. Ha un modo tutto suo di vedere il rugby, anche se forse a volte si lascia andare a qualche dichiarazione di troppo”.
Casellato: “Definire Roux un ‘coach anglosassone’. E’ una persona sempre tranquilla e pacata, o almeno così fa credere”.
Qual è lo stato di forma con cui la sua squadra si presenterà alla partita di domenica?
Roux: “Forse mancherà Guzman a causa del problema alla spalla rimediato a La Rochelle. Per il resto stiamo bene e i ragazzi dimostrano di sentire molto questa partita. Sarebbe importante vincere per andare alla pausa da primi della classe”.
Casellato:”Siamo oggettivamente un po’ in difficoltà. Giocheremo senza due pedine fondamentali come Orlandi e Mulieri, entrambi alle prese con problemi fisici. In ogni caso io sono abituato a guardare solo gli uomini che ho a disposizione e chiunque scenderà in campo darà il massimo”.
Con che progetto tattico la sua squadra cercherà di vincere la sfida?
Roux: “Non dobbiamo farci distrarre datutto ciò che ruota intomo a questa partita. Puntiamo a tenere il possesso e magari a rubare palloni in touche e mischia. Cercheremo inoltre di sfruttare l’esperienza fatta in Europa per tenere i ritmi alti”.
Casellato: “Mogliano-Rovigo è un po’ come ItaliaInghilterra nel Sei Nazioni. Cercheremo comunque di mettere in pratica il mio rugby: un rugby di movimento che mira a rompere gli equilibri avversari”.
Quale giocatore toglierebbe ai prossimi avversari?
Roux: “Burman e l’apertura da poco arrivata a Mogliano sono elementi da tenere sott’occhio. Ma in genere tutta la loro mischia è solida, dovremo stare attenti”.
Casellato: “Senza ombra di dubbio Basson. E’ un giocatore che conosco bene e che non sfigurerebbe nel palcoscenico della Celtic league”.
Quale tra i suoi atleti potrebbe, invece, lasciare un segno positivo nella sfida di Mogliano?
Roux: “Non posso non citare a questo proposito Basson che, se in giornata positiva, può sempre fare la differenza. Manon va dimenticato che anche mischia e touche stanno facendo bene”.
Casellato: “Per me è impossibile indicare un singolo: nella mia rosa non ci sono stelle, ma solo buoni giocatori che sono in grado di fare la differenza grazie alla forza del gruppo”.
Quale l’obiettivo stagionale segnato in agenda?
Roux: “Sicuramente la finale. Anche la società, dopo il risultato dello scorso anno, punta a migliorarsi. Raggiunto quel risultato, poi può succedere di tutto”.
Casellato: “Puntiamo alla salvezza, anche se il margine sul Venezia è già importante. Certo, se avessimo vinto contro la Lazio avremmo potuto pensare a qualcosa di più”.
Infine un pronostico: quali saranno le due squadre a giocarsi il primo titolo italiano senza Treviso e Viadana e chi la spunterà alla fine?
Roux: “In coerenza con quanto detto prima, punto innanzitutto sul mio Rovigo. Quanto all’avversario, trovarsi di fronte il Petrarca sarebbe fantastico, anche se penso che Prato sarà da temere fino all’ultimo”.
Casellato: “Se Prato e Rovigo non si scontreranno in semifinale, saranno sicuramente loro a giocarsi il titolo nell’ultimo atto del campionato”