Parma pronta a vestirsi d’azzurro Under 20

Caterina Zanirato per La Gazzetta di Parma

La nazionale italiana di rugby torna a Parma. Ma questa volta sarà quella Under 20. Sui campi di Moletolo, venerdì 4 febbraio, alle 19, infatti, si svolgerà il primo match del Sei nazioni dedicato agli Under 20. E proprio a Parma la nazionale italiana sfiderà quella irlandese, ovvero la campionessa dello scorso anno. Sarà una partita agguerrita e difficile, ma dal grande valore: con la nazionale tornerà a Parma anche il tecnico Andrea Cavinato, che ha guidato a molte vittorie la Rugby Parma. Inoltre, tra gli Under 20 che vestiranno la maglia azzurra sono stati convocati ben 6 parmigiani: Giovanni Alberghini, Andrea Balsemin, Mattia Carretta (Hbs GranDucato) e Timi Enodeh, Marco Antonio Gennari e Edoardo Ruffolo della Banca Monte Crociati. «Un grande appuntamento che rientra nel cartellone di eventi previsto per “Parma città europea dello sport 2011” – commenta l’assessore allo sport del Comune, Roberto Ghiretti -. Sarà una nazionale divertente, che, data la giovane età, darà il cuore per i propri tifosi. E che profuma di Parma, vista l’alta presenza di parmigiani. Mi auguro che possa essere un preludio per ospitare in futuro, al Tardini, la nazionale maggiore». Un evento che acquista valore soprattutto dopo che domenica scorsa, sempre allo stadio XXV aprile, si è consumato un match spettacolare tra i Crociati e lo Stade Francais Paris, che ha saputo attirare centinaia di tifosi. «Con questi eventi vogliamo dare un impulso alle nostre tifoserie – spiega Luigi Giuseppe Villani, presidente di Banca Monte Crociati -.Miauguro di vedere ancora lo stadio pieno, per comunicare calore ai nostri giovani atleti». Con lui Mario Spotti, presidente del comitato regionale di rugby, Daniele Reverberi, consigliere Fir, e Enzo Barbieri, dell’organizzazione dei Crociati. «L’Italia alloggerà all’albergo San Marco per tutta la settimana – spiega Barbieri -, mentre l’Irlanda al Farnese e gli arbitri all’Holiday Inn. La nazionale italiana si allenerà a Noceto. Durante la partita di venerdì si potrà degustare il “nsh and chips” irlandese e la sera si festeggerà il terzo tempo in piazza Garibaldi e in via Farini. Tutta la città ha collaborato per questo evento»

James Hook, un gallese sulla via dei Pirenei

Da Rugbymercato.it

La voce girava da diversi mesi ma ieri, durante una conferenza stampa, è stato lo stesso James Hook (25 anni, 1,83 x 92) a confermare che alla fine della stagione lascerà gli Ospreys per trasferirsi a Perpignan.
La star gallese ha firmato un contratto triennale da 600.000 euro a stagione e si trasferirà in Francia a partire dal prossimo luglio.
Tuttavia, la scelta di Hook di giocare in Francia non sarebbe dovuta solo a motivi economici. Egli vorrebbe seguire le orme delle altre star gallesi – come Stephen Jones – che hanno avuto esperienze in Francia prima di tornare in Galles.
Il problema per il Ospreys è che Hook non è l’unico giocatore pronto a partire. La franchigia gallese ha già perso Gavin Henson, trasferitosi ai Saracens nel novembre del 2010, ed anche per Lee Byrne si parla di alcuni contatti con altri club.

“Volevo un esperienza in Francia ed ho avuto la possibilità – ha detto Hook – sono estremamente entusiasta per questa scelta. La cosa più facile era quella di rimanere perché gli Ospreys sono una grande squadra e tutti i miei amici sono di quella regione…. Ma la carriera è breve”.
Hook ha precisato di aver parlato anche con Warren Gatland al quale ha rivelato la sua decisione di giocare in Francia e spera che il trasferimento non pregiudichi le sue chance internazionali.
“Ovviamente ho aspirazioni di giocare con il Galles negli anni a venire, ma il futuro internazionale non è mai garantito e non puoi mai darlo per scontato”.
Infatti, Gatland ha sempre detto che in nazionale vuole atleti che giocano in Galles, anche se tra i 28 convocati per il Sei Nazioni 2011 ha convocato Dwayne Peel (Sale Sharks) e Andy Powell (Wasps).
Comunque, nel nuovo contratto tra Hook e l’USAP è espressamente precisato che il giocatore sarà rilasciato per tutti gli incontri internazionali ufficiali del Galles.

 

Sei Nazioni: l’Irlanda e quel maledetto “fattore H”

Articolo che ho scritto per le pagine dedicate al rugby del sito di radio R101

Hayes, Heaslip, Horan. In rigoroso ordine alfabetico. Una specie di mantra scandito dalla lettera “H”. Un manra che sicuramente non felici i tifosi irlandesi e men che meno il ct della nazionale in maglia verde, Declan Kidney. Perché quel mantra sta a indicare gli ultimi infortuni tra i giocatori irlandesi in vista del debutto al Sei Nazioni 2011, atteso a Roma il 5 di febbraio, ovviamente contro l’Italia. Nomi ai quali vanno aggiunti quelli del sicuro assente Andrew Trimble (per l’ala frattura alla mano) e – notizia dell’ultima ora – di Tommy Bowe. Incerto anche Stephen Ferris, che difficilmente potrà scendere in campo al Flaminio, ma per lui c’è ancora un briciolo di speranza.

Siamo macchine o rugbisti?

Ci mancava anche il GPS… A quando anche l’air-bag? Da Right Rugby

Proseguiamo il nostro viaggio nella scienza o meglio nella tecnologiaapplicata allo sport. Abbiamo dettodei nuovi strumenti per l’analisi “pubblica” delle prestazioni individuali, una opportunità per rivelare quel che da tempo si fa nei club e nelle nazionali più avanzate, con tutti quei pc accesi in tribuna e nelle segrete stanze di manager e preparatori.
Un altro pezzo di tecnologia adottata è il Global Positionin g System – Gps. Non viene usato come navigatore per aiutare i giocatori a trovar la strada della meta, ma serve per rilevare gli spostamenti dei giocatori in campo, i chilometri fatti a che velocità; utile allo staff in fase di preparazione dei campionati, per valutare i carichi di lavoro individuali e le capacità di recupero.
Pur non essendo l’uso del Gps una novità assoluta, la notiza è che i giocatori Crusaders indosseranno appositi trasmettitori i cui segnali verranno acquisiti dalla rete di satelliti in orbita geostazionaria, per essere poi rilevati ed elaborati a terra, nella partita del prossimo weekend contro i Reds, in preparazione del Super15 ai nastri di partenza in febbraio.
Il coach della franchigia di Christchurch, Todd Blackadder (nella foto), usa questi strumenti per avere indicazioni al fine di gestire al meglio una stagione che si preannuncia molto impegnativa dal punto di vista fisico: il numero di partite crescerà del 30% e data la divisione in gruppi nazionali, molte saranno dei sentiti e tosti derby. Va quindi posta più attenzione che mai al “conditioning” dei giocatori, da cui la necessità di raccoglier dati per prepararli al meglio.
In fase preparazione si lavorava di buon senso ma spesso si ignorava l’efficacia del lavoro fatto – troppo o troppo poco; ora credo che il Gps possa aiutarci con un po’ di dati“, ha dichiarato l’allenatore: “non tutti si rendono conto che alcuni giocatori fanno fino a otto chilometri a partita“.
I Crusaders, uno dei club più titolati al mondo, ci credono davvero: hanno ufficialmente richiesto a SANZAR e IRB il permesso di usare i ricevitori Gps “a bordo” dei loro giocatori anche nel corso delle partite regolari del torneo.
Il contraltare dell’adozione estensiva della tecnologia per la rilevazione delle prestazioni e la conseguente “taratura” individuale dei programmi di preparazione è chiaro al coach neozelandese: non è detto piaccia ai giocatori. “Non ti puoi più nascondere. I ragazzi che simulavano un colpo per ricavarsi un attimo di sosta, si trovano con l’allenamento modificato, magari prolungato. Non c’è più tregua, ma grazie al cielo io non sono un giocatore“.

Il Sei Nazioni, l’Italia e il (falso) problema ct: parola a Vittorio Munari

Intervista e articolo che ho fatto per il sito di Radio R101

Le Coppe Europee hanno certificato il dominio delle squadre francesi. La Francia ha dominato lo scorso Sei Nazioni. Se uno dovesse fare uno più uno… Ma Vittorio Munari non è tra questi, e ritiene che le due cose non siano direttamente collegate, anche se i suoi favoriti per il successo finale rimangono i transalpini.
Una intervista con uno degli uomini-simbolo del rugby italiano, a parlare di coppe europee, Sei Nazioni, azzurri e ct vecchi e nuovi.
Con la certezza che tra poco più di una settimana questa Italia può battere l’Irlanda.

PER SENTIRE L’INTERVISTA A VITTORIO MUNARI CLICCA QUI