Cari Hayman “sponsor” del Rugby Gubbio. Il mitico pilone degli Ali Blacks infatti domani sarà in sede alle 18 per la presentazione della maglia ufficiale 2010-2011. Testimonial d’eccezione dell’evento sarà quindi Hayman, figura di primo piano nel panorama rugbistico mondiale e considerato il più forte pilone neozelandese degli ultimi dieci anni, tanto da ricevere nel 2006 la nomination a miglior giocatore dell’anno. Classe 1979, entrato fin dall’Under 16 tra le file dei mitici Ali Blacks, Hayman ha poi militato tra i Newcastle Falcons e, di recente, ha firmato un accordo con il Tolone, squadra in cui giocherà nei prossimi anni. Hayman sarà presente inoltre alla partita degli Under 16, che verrà disputata sul campo di Coppiole contro il Foligno nella mattina di domenica, e seguirà quella della prima squadra contro il Parma in programma alle 14.30. Anche i più piccoli dunque avranno la possibilità di vedere da vicino quello che per molti di loro rappresenta un mito sportivo. E anche i più grandi avranno modo di imparare qualche “trucco” dal grande campione, da mettere poi in campo. L’appuntamento di domani rappresenta dunque un ulteriore passo in avanti del Rugby Gubbio, una società sin dalle origini fortemente radicata nel territorio locale, e tuttavia attenta a non perdere di vista il grande rugby internazionale, all’insegna di una passione sportiva senza confini che guarda sia al presente ma anche al futuro, in particolare con
Mese: gennaio 2011
Campagne: azzurri per la sicurezza stradale
Da “Libero”
Saranno i faccioni belli e accaldati di Sergio Parisse e dei fratelli Bergamasco, idoli della nazionale di rugby, a fare da testimonial alla nuova campagna sulla sicurezza stradale lanciata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Intitolata, in modo iperesplicito, “Sulla buona strada”, la campagna istituzionale partirà il 5 febbraio, allo stadio Flaminio di Roma che ospiterà la partita Italia-Irlanda. I rugbisti azzurri scenderanno in campo con uno striscione recante la scritta “quando guido io non scherzo”: ovvero lo slogan della campagna che, per il secondo anno consecutivo, si appoggia alla Federazione Italiana Rugby come “promoter” fresco e credibile. Giovani atleti che parlano ai giovani e che, forti delle regole di lealtà su cui si fonda il rugby, riusciranno a mandare un messaggio chiaro e pulito, tutto improntato sulla sicurezza alla guida. Il ministero delle infrastrutture e dei trasporti Altero Mattioli ringrazia: anche quest’anno ha fatto goal. Pardon, ha fatto meta. Buon match e buona guida a tutti i tifosi italiani
Occhi irlandesi sul rugby italiano
Ok, è in inglese, ma se avete un po’ di pazienza val la pena di leggerlo: che a volte un occhio distante vede le cose meglio di uno vicino. E magari non vede tutto nero.
Peter Bills per l’Irish Independent
A DRIVE through the heartland of Italian soccer last weekend set me thinking about Italy and rugby. Steering the car out of Milan, home of the mighty AC and Internazionale clubs, past the autostrada signs to Torino, home of Juventus, and then south, following the signs to Bologna and Parma, I seemed enmeshed in aworld of Italian soccer. So, what room is there in Italian sport for rugby? What possible hope can there be of Italy ever becoming a power in the Six Nations? What justification is there for allowing Italy to participate? Well, my answer would be plenty, for ali sorts of reasons. Let’s look firstly at the historical context. France first competed in the Five Nations Championship in 1910. They had been playing some of the individuai countries earlier than that, such as England in 1906. But it took them 17 matches before they finally beat England for the first time, 3-0 in Paris in 1927. France, in fact, didn’t win what was termed the old ‘International Championship’ outright until 1959, although they did share it in 1954 and 1955. These statistics do have relevance. Italy were admitted to the tournament in 2000 and have endured a similar struggle to that of France in their early years, having lost 47 of their 55 matches played so far. Nor is there much solace to be found for Italian clubs in the Heineken Cup. Benetton Treviso lost ali of their six matches in Pool 5 of this year’s tournament, the last a 62-15 flogging by Leicester last weekend. Aironi, who play in Viadana where I went last weekend, did win one game in Pool 4 – a shock 28-27 victory over Biarritz – but it nappe ned only because the dozy French club never turned up mentally on the day. Apart from that, Aironi got hammered from pillar to post by Ulster, Bath and Biarritz in France. We can fully expect a similar outcome when Italy play in their 12th Six Nations tournament, starting at the end of next week against Ireland in Rome. Italy have never beaten Ireland and they won’t do so this season either. But the Italians have beaten Wales and Scotland already in past Six Nations games and they will challenge them again this year. But do we judge Italy solely on results? Or do we look at other issues to justify their presence at the top table? I sugge st the latteris appropriate. In one sense, Aironi last weekend was no different to any other Italian rugby set-up. They offer a warm, genuine welcome to all-comers; they smile, they seek to help you and they make you feel good about being there. Are these not some of the great traditional values of rugby football? You need a seat inside the press box rather than outside? Don’t worry, someone will stand at the back while you use theirs. You can’t get the internet working from the media area? Not a problem. Come into the club offices and use our internet cables. Half an hour after the finish last weekend, every visiting journalist from Ireland was seated in the club’s office, filing from the line. They offer you coffee, a pleasant chat and friendship. Old fashioned? Sure. But what’s wrong with that? Better than the surly expressions you get at some grounds in other countries.
Facilities at Rome’s Stadio Flaminio are ordinary in the extreme for the working media but there’s nothing substandard about the greeting you get from Italian rugby men. It’s as though they understand implicitly the values upon which this great game was forged and are determined to do their bit to uphold them, even if they may be slipping away elsewhere. Men like Nick Mallett, Italy’s coach, insist that the presence of two Italian sides in the Magners League and Heineken Cup will have a long-term, positive effect on Italian rugby. However, he also warns it will not happen overnight and that is understandable in a land stili dominated by soccer. But sometimes you have to consider other factors in an equation. Sure, I’d like to see Italy play at least one of their Six Nations home games in Milan, at the San Siro, which is so much closer to their rugby heartland. It’s a sensational atmosphere too. But the Italians bring many attributes to the Six Nations. Enthusiasm, joie de vivre and rugby’s old fashioned courtesies are just some of them. For me, the tournament is e
Italia “A”: il XV per i Saxons. E che XV….
Gianluca Guidi, responsabile tecnico dell’Italia “A”, ha ufficializzato oggi la formazione che sabato pomeriggio affronterà al Sixways Stadium di Worcester gli England Saxons (ore 15.15 locali, 16.15 in Italia), nel primo incontro del mini-tour del Regno Unito che proseguirà con la partita di venerdì 4 febbraio a Galashiels contro la Scozia “A”.
Per la sfida alla seconda rappresentativa inglese, il tecnico toscano e Giampiero De Carli puntano su un XV interamente composto da atleti provenienti dalle due squadre di Magners League, dodici dei quali con almeno una presenza in Nazionale maggiore: nella linea arretrata l’unico giocatore a non aver ancora fatto il proprio esordio internazionale a livello assoluto è Andrea Pratichetti, schierato a secondo centro in coppia con il fratello Matteo. Romane, come i fratelli Pratichetti, anche le due ali scelte da Guidi: Giulio Toniolatti e Michele Sepe si ritrovano in azzurro dopo essere maturati insieme con la maglia della Capitolina.
Trascorsi romani anche Paolo Buso, estremo trevigiano degli Aironi, alla Futura Park nella passata stagione, e per il mediano d’apertura viterbese Riccardo Bocchino, a sua volta prodotto del vivaio della Capitolina.
In terza linea Josh Sole parte con la maglia numero otto, con Francesco Minto e Valerio Bernabò nel ruolo di flanker. Grande esperienza in seconda linea, dove il capitano dell’Italia “A” Antonio Pavanello fa reparto con Marco Bortolami, per ottantaquattro volte in campo sulla scena internazionale.
In prima linea spazio ai piloni Cittadini e Aguero, con Sbaraglini nel ruolo di tallonatore.
“Sappiamo che ci aspetta una partita estremamente impegnativa – ha detto Guidi prima di volare in Inghilterra – ma è importante per i nostri giovani misurarsi a questo livello, contro squadre come i Saxons, per poter lanciare la propria candidatura alla Nazionale maggiore nell’anno dei Mondiali. La partita di Worcester e quella della settimana prossima contro la Scozia “A” rappresentano l’occasione giusta per mettersi in mostra e mettere Mallett nella condizione di poter attingere da un serbatoio sempre più ampio di giocatori”.
“I Saxons sono una squadra che potrebbe essere competitiva anche nel 6 Nazioni, giocheranno con grande ritmo ed intensità perché anche da parte dei giocatori inglesi ci sarà voglia di conquistare un posto in prima squadra: noi dovremo essere presenti e concentrati, intensi sullo scontro fisico, difendere al meglio e riproporci in attacco in modo semplice e consistente. Dai giovani in campo mi aspetto personalità e che sappiano dimostrare di poter giocare a questi livelli” ha concluso il tecnico toscano dell’Italia “A”.
Questa la formazione dell’Italia “A”:
15 Paolo BUSO (MPS Aironi, 1 cap)
14 Giulio TONIOLATTI (MPS Aironi, 5 caps)
13 Andrea PRATICHETTI (Benetton Treviso)*
12 Matteo PRATICHETTI (MPS Aironi, 22 caps)
11 Michele SEPE (Benetton Treviso, 3 caps)
10 Riccardo BOCCHINO (MPS Aironi, 6 caps)*
9 Fabio SEMENZATO (Benetton Treviso)
8 Josh SOLE (MPS Aironi , 46 caps)
7 Francesco MINTO (Benetton Treviso)
6 Valerio BERNABO’ (Benetton Treviso, 15 caps)
5 Marco BORTOLAMI (MPS Aironi, 84 caps)
4 Antonio PAVANELLO (Benetton Treviso, 5 caps) – capitano
3 Lorenzo CITTADINI (Benetton Treviso, 4 caps)
2 Franco SBARAGLINI (Benetton Treviso, 5 caps)
1 Matias AGUERO (MPS Aironi, 17 caps)
a disposizione
16 Andrea MANICI (HBS GranDucato Parma)*
17 Michele RIZZO (Benetton Treviso, 2 caps)
18 Fabio STAIBANO (MPS Aironi, 9 caps)
19 Joshua FURNO (MPS Aironi)*
20 Nicola BELARDO (Estra I Cavalieri Prato)*
21 Gilberto PAVAN (MPS Aironi)
22 Andrea MARCATO (Petrarca Padova, 16 caps)
*è/è stato membro dell’Accademia FIR “Ivan Francescato”
Pre-mondiale: Italia-Giappone si gioca a Trieste?
Il Messaggero Veneto di oggi, la firma è di Rosario Padovano
Da ieri pomeriggio la nazionale italiana di rugby è più vicina a Ugnano e all’intero Friuli Venezia Giulia. Ha avuto esito positivo, a Roma, presso la sede della Fir, l’incontro tra l’assessore regionale allo sport, Elio De Anna, e il general manager azzurro, Carlo Checchinato. Si spiana, dunque, la strada per ospitare il ritiro del XV azzurro, all’inizio di agosto, in preparazione appunto ai Mondiali che si svolgeranno dal 9 settembre al 23 ottobre in Nuova Zelanda. Nel pacchetto proposto dalla Fir anche il test match con il Giappone, che proprio in quel periodo sarà in Italia per svolgere a sua volta la preparazione in vista della Coppa del mondo. Escluso, per ora, come sede dell’amichevole, lo stadio Omero Tognondi Fontanafredda. Infatti la Firvuole che la sfida con la nazionale nipponica si svolga in notturna, il 13 o 14 agosto. L’impianto della cittadina pordenonese non dispone infatti di un impianto di illuminazione idoneo alle riprese televisive. Da ieri ha preso corpo l’ipotesi che a ospitare la partita sia lo stadio Rocco di Trieste, città che risponderebbe con entusiasmo a una gara dell’Italrugby. «I dirigenti della Fir, visto che si è conclusa l’esperienza con la regione Valle d’Aosta, sono intenzionati a collaborare con noi – ha confermato l’assessore Elio De Anna-la Federugby ci invieràun progetto. Loro hanno a disposizione un pacchetto, e noi, che siamo interessati a stabilire anche relazioni extrasportive, dovremo reperire i fondi». De Anna assicura che nella riunione non si è parlato di cifre, tuttavia auspica «la collaborazione anche dell’assessorato al turismo, visto che eon questa operazione si intende promuovere l’immagine della nostra regione». Sarà appunto De Anna a fare un sondaggio per preparare la “borsa”, cioè le risorse da impiegare per completare l’operazione. Il progetto della Fir arriverà sul tavolo dell’assessorato allo sport tra il 10 e il 15 febbraio. Per l’amichevole col Giappone l’assessore allo sport auspica non si tratti solo di una partita di rugby, ma anche un’occasione per allacciare rapporti commerciali tra le aziende della regione e il Giappone; così come avvenuto con il Sudafrica prima, durante e dopo il test match tenutosi al Friuli di Udine nel 2009.
