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Stuart Lancaster non si fida dell’Italia e alza la guardia

“Giocare all’Olimpico per noi rappresenta una sfida in più e il rugby italiano è decisamente in ascesa”. Sono le parole di Stuart Lancaster, ct della Nazionale inglese, ai microfoni di Radio Manà Sport 24. L’Inghilterra farà visita all’Italia nella seconda giornata del 6 Nazioni.
”Penso che quando giocheremo contro l’Italia l’11 febbraio – ha proseguito l’allenatore inglese – così come qualsiasi altra squadra, la prima cosa che dovremo fare sarà innanzitutto quella di rispettare gli avversari che ci troveremo di fronte. Non importa in che stadio giocheremo. Dovremo prima di tutto soppesare il fatto di giocare in trasferta, e anche se dovessimo giocare contro l’Italia in uno stadio completamente vuoto, sappiamo che sarebbe comunque molto difficile batterla. Il fatto che ci siano 70.000 spettatori anziché 30.000 a tifare per l’Italia per noi rappresenta uno stimolo in piu”’.
Lancaster, che ha nominato Chris Robshaw capitano per le prime due gare dl torneo, predica rispetto anche alla luce dei risultati più recenti. ”La scorsa settimana il Benetton Treviso stava per avere la meglio sui Saracens in Heineken Cup e la Nazionale italiana l’anno scorso ha battuto la Francia, il che dimostra che il rugby italiano è un movimento decisamente in ascesa”.

Video: Sei Nazioni, ci siamo!

Metti un GPS nella maglia di allenamento…

Lancio ANSA delle 16 e 27

Dopo gli scarpini ‘intelligenti’, grazie ad un microchip, di Leo Messi nel calcio, arrivano gli azzurri del rugby con il navigatore Gps ‘incastonato’ nella maglia grazie ad una speciale imbracatura. La tecnologia non finisce mai di produrre strumenti che possono essere adattate al mondo dello sport, cosi’ il mondo della palla ovale si adegua con quest’ultima trovata che servira’ al ct dell’Italia Jacques Brunel per monitorare in diretta ogni movimento dei suoi giocatori nei match del Sei Nazioni ed a trarne una serie di dati grazie ai quali preparare al meglio gli azzurri.
Il ”Global Positioning System” verra’ piazzato sotto le maglie di Parisse e compagni fin dal match di sabato a Parigi contro la Francia, il primo del torneo 2012. Verra’ posizionato in una speciale imbracatura in neoprene, che assicurano dal ritiro della nazionale, ”non dara’ il minimo fastidio ai giocatori”, con un taschino che ‘avvolge’ completamente l’antenna e che sara’ piazzato fra le scapole.
”Non e’ un navigatore, nel senso che non diremo ai nostri giocatori dove andare – spiega il manager dell’Italrugby Luigi Troiani -. Io la definirei piuttosto un’antenna ‘ricevitrice”’.
Catturera’ gli impulsi dal satellite e potrebbe regalare a Brunel un’Italia stile Australia, visto che i primi ad avere questa idea, e ad applicarla senza pubblicizzare la cosa, sono stati i ‘Wallabies’, seguiti ora dall’Italrugby. ”Serve a molte cose – chiosa Troiani -, come ottimizzare la gestione del recupero fisico dei giocatori”. Di ogni azzurro impiegato in partita si sapra’ tutto: dai chilometri percorsi, alla velocita’ media, da quella massima alle calorie bruciate in ogni singola giocata ed ovviamente anche in mischia.
”Il gps nella maglia – spiega Carlo Orlandi, uno degli assistenti del ct Brunel – serve per quanto riguarda soprattutto il lavoro fisico, da’ indicazioni su carico di lavoro che si possono interfacciare con una banca-dati globale”. Ma non sembrera’ di stare, anziche’ ad una partita di rugby, sul muretto dei box dei gp di Formula 1? ”In effetti abbiamo a disposizione un software che ci permette di leggere in diretta la telemetria dei dati”, risponde il preparatore atletico Alex De Marco.
Ci scherza su l’altro ‘vice’ di Brunel, quel Troncon che e’ tuttora primatista di presenze (101) in azzurro. ”Se un giocatore dovesse perdersi, almeno sappiamo dove andarlo a recuperare”. Poi pero’, facendosi serio, tiene a precisare che il navigatore nella maglia ”serve per valutare intensita’ dell’allenamento e del lavoro svolto, quanto come e dove un giocatore accelera, che grado di accelerazione raggiunge e quindi per comprendere l’efficacia del singolo, come migliorare certe situazioni di gioco, come e dove lavorare per l’intensita’ e l’efficacia delle stesse azioni”. ”E’ un mezzo importante per poter crescere – continua Troncon – e valutare certi aspetti che sarebbero piu’ difficilmente valutabili”. Se aiutera’ l’Italia anche a ripetere l’impresa del 2011 contro la Francia, battendola a Parigi dopo il successo del Flaminio, potra’ dirlo solo il campo

Aironi di nuovo al lavoro in vista del Munster

dall’ufficio stampa Aironi

Dopo una settimana di pausa, gli Aironi sono ritornati quest’oggi al lavoro. Al Lavadera Village agli ordini dello staff guidato da Rowland Phillips la squadra – senza ovviamente gli undici giocatori impegnati con la nazionale in vista dell’esordio nel Sei Nazioni – ha svolto in mattinata una seduta in palestra e poi nel pomeriggio si è trasferita sul campo.
L’ulteriore settimana senza gare ufficiali – il RaboDirect PRO12 tornerà solo domenica 12 febbraio quando allo Zaffanella arriverà il Munster (calcio d’inizio alle 15) – permetterà agli Aironi di reintegrare nel gruppo diversi infortunati, che potranno così ricominciare gradualmente ad allenarsi con la squadra.
Tra questi, Tyson Keats, Josh Sole, Joshua Furno, Fabio Ongaro e anche Matias Aguero (assente dalla partita di Heineken Cup giocata a Clermont-Ferrand lo scorso 18 novembre) sono quelli che, a detta dello staff medico, hanno le maggiori possibilità di recuperare in tempo per la sfida al Munster. Ci vorrà invece ancora qualche settimana per rivedere a pieno regime anche Nick Williams, George Biagi e Paolo Buso.
Nella giornata di domani, invece, Ruggero Trevisan verrà operato alla spalla infortunata. L’operazione sarà eseguita dal Professor Piero Budassi (che ha già operato anche Nick Williams) all’Ospedale di Cremona.