Tra Parma, Noceto e Prato: la versione di Frati. E la sua risposta ai lettori

Paolo Mulazzi ha intervistato per SportParma Filippo Frati, nocetano doc che il prossimo anno allenerà i Cavalieri Prato.
In coda troverete la risposta dello stesso Frati ad alcuni interventi dei lettori (a proposito, grazie Filippo!).

(…) In molti si sarebbero aspettati che Filippo Frati fosse colui al quale affidare la squadra unica del cosiddetto Progetto Parma e invece si è cambiato pagina «Più che cambiato pagina direi che si è chiuso un libro e se n’è aperto un altro» chiosa lo stesso coach nocetano il quale ci rivela che in tempi non sospetti, poco prima della primavera, lui ed Alberto Fanti, allenatore di lungo corso delle giovanili, avevano stilato un Progetto Parma.
«Partiamo dal presupposto che unire le forze in un unico soggetto era ed è indispensabile per cercare di essere ancora più competitivi» conferma Frati che spiega su cosa verteva il Progetto «Una Under23, le Under19 ciascuna per conto proprio e prevedeva un’Accademia Under 16 e Under 19 che coinvolgeva i migliori giocatori di tutto il lotto che si sarebbero allenati due volte la settimana con i giocatori della seniores».

C’era anche il piano B, nel caso l’unione non avesse visto la luce, che prevedeva tre stranieri solamente in Eccellenza, un numero cospicuo dell’Under 20 campione d’Italia inseriti nel roster della seniores, come si sta verificando, ma la conferma del blocco gialloblu della scorsa stagione. Ce ne sarebbe stato per fare due squadre quasi, forse un po’ troppi: «Qui veniva la parte interessante del Piano B secondo me» spiega Frati «La rosa sarebbe stata di circa 44 giocatori, ma 36 sarebbero stati cartellinati per i Crociati, gli altri, giovani, avrebbero giocato con le rispettive squadre di appartenenza in B o C ma in settimana si sarebbero allenati con i Crociati». Tutto rimasto sulla carta ed ora siamo qui ad attendere sviluppi a brevissimo: il 10 luglio scadono i termini per l’iscrizione al campionato, che ufficialmente non si sa in che forma avverrà. Anche se lui continua a sponsorizzarla «Certo e ciascuna delle società deve essere coinvolta veramente. Faccio l’esempio del Colorno: io c’ho giocato e dal punto di vista organizzativo-manageriale sono bravissimi. Io credo che chiunque debba imparare dai migliori e affidarsi anche a loro».

(…) Frati è nocetano, quindi sanguigno e non le manda a dire; ne ha anche per Cavinato e la sua filippica contro gli allenatori che in Eccellenza non fanno giocare i giovani, con virata verso il GranDucato: «Io non mi sento toccato, basta vedere i tabellini della stagione scorsa. Faccio tre nomi: Romano, Ferrarini e Trevisan, che ha giocato sempre. Ora sono agli Aironi. Credo che i Crociati abbiano lavorato per gli Aironi in questo senso, non altri a Parma. Come fa Cavinato a dire una cosa del genere dopo la campagna acquisti del Calvisano: Erasmus, Birchall, Canavosio, adesso Pascu e poi magari chissà chi altri».
Il futuro prossimo di Filippo Frati è a Prato, quello più lontano non si sa. Gli resta però una punta di “rammarico”: «Io avevo le idee chiare, me ne sono andato perché dall’altra parte non ho visto la stessa cosa. Quello che mi ha fatto un po’ male è che dopo tanti anni non mi abbiano nemmeno detto grazie».

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Questa la risposta di Filippo Frati

Claudia,
l’articolo scritto da Paolo Mulazzi non rende bene l’idea di come si sono svolti i fatti, la cosa più importante che vorrei che si sapesse è che io ho scelto di andare via da Parma perchè avevo una proposta che ritenevo migliore e soprattutto più realizzabile, il rammarico era semplicemente riferito al non aver ricevuto nemmeno un grazie per il lavoro fatto in questi anni.
Ripeto io ho scelto di andare via da Parma, per loro ero la prima scelta come allenatore del “Progetto Parma”, ma nonostante il progetto fosse stato impostato proprio da me, lo trovavo di difficile realizzazione e soprattutto ritenevo più interessante il progetto che mi ha proposto Prato.
Grazie comunque delle belle parole,
Pippo

Video: come nasce un trofeo da Super Rugby

Una settimana fa circa vi parlavo del nuovo trofeo per il vincitore del Super Rugby 2011. In questa clip è invece spiegata la sua nascita…

Metti in video il camp estivo degli Aironi…

Fabio Semenzato e la Nuova Zelanda in testa

Autentica rivelazione dell’RBS 6 Nazioni 2011, con una prestazione da man of the match contro il Galles ed il secondo posto nel sondaggio per il titolo di MVP del Torneo, Fabio Semenzato sembra avere tutte le carte in regola per conquistare un posto nella lista dei trenta per la Rugby World Cup che il CT Nick Mallett ufficializzerà nelle prossime settimane, dopo la prima fase di preparazione a Villabassa.

Abituato a lasciar parlare il campo, il venticinquenne mediano di mischia della Benetton Treviso, 4 caps nell’ultimo 6 Nazioni, è interamente focalizzato sull’impegnativo programma di preparazione a cui lo staff sta sottoponendo i trentasei atleti in competizione, all’ombra delle Dolomiti, per conquistare la convocazione ai Mondiali neozelandesi.

Protagonista anche il Magners League nella prima stagione di Benetton Treviso ed MPS Aironi, “Mozzarella” non ha dubbi circa l’impatto avuto dalla competizione celtica – da questa stagione rinominata Pro12 – sulla crescita degli atleti nel giro della Nazionale: “La Magners ha sicuramente avuto un impatto importante anche in chiave Sei Nazioni, ed anche se credo che i veri frutti della partecipazione al torneo celtico si vedranno più a lungo termine già il primo anno ha portato un salto di qualità. Il ritmo è alto, c’è l’abitudine a giocare le partite sino all’ultimo”.

“Questa abitudine a lottare per ottanta minuti ci è tornata già utile nell’ultimo 6 Nazioni – prosegue Semenzato – perché, tranne che nella trasferta di Twickenham, le nostre partite si sono sempre decise nei minuti finali”.

Ma adesso, archiviato un 6 Nazioni che per Semenzato rimane comunque indimenticabile, tutte le energie sono rivolte alla preparazione iridata: “Tecnici e preparatori ci hanno fatto subito capire che ci sarebbe stato da lavorare tanto, stanno mantenendo le promesse. Ogni giorno veniamo messi di fronte a nuovi allenamenti e nuove sfide, ma le condizioni a Villabassa sono ottimali e stiamo lavorando con tranquillità. Chi arriverà al Mondiale, arriverà nelle migliori condizioni possibili”.

Dopo aver vissuto da dentro il 6 Nazioni, Semenzato punta dritto alla Nuova Zelanda: “Il 6 Nazioni è un grande torneo, ma il Mondiale è qualcosa di unico. Si gioca ogni quattro anni,è un’occasione da non lasciarsi mai sfuggire perché potrebbero non esserci altre possibilità. Già essere qui e lavorare per preparare una manifestazione del genere, per un atleta, è qualcosa di grandioso: non c’è niente come la Rugby World Cup, quello è il massimo livello del gioco”.

Miglior giocatore dell’anno U20, ecco le nominations

Ad undici giorni dalla conclusione del Mondiale U20 “Italy 2011”, l’International Rugby Board ha ufficializzato i nomi dei tre candidati al titolo di Giocatore dell’anno U20.
I tre candidati sono stati scelti nel corso della rassegna iridata disputatasi a Padova, Rovigo e Treviso dal 10 al 26 giugno, edizione considerata dall’IRB come la più competitiva mai disputata.
La Nuova Zelanda, laureatasi Campione del Mondo domenica 26 giugno al Plebiscito, vanta due candidati, entrambi in terza linea: il capitano Luke Whitelock ed il flanker Sam Cane; l’Inghilterra, che ha conteso il titolo iridato ai Baby Blacks, è invece rappresentata dal giovane mediano d’apertura George Ford.
La lista dei candidati è stata definita attraverso i voti dei tecnici, degli arbitri e dei media internazionali e nazionali presenti ad “Italy 2011”.
Il vincitore verrà annunciato ad Auckland, il 24 ottobre, in occasione della cerimonia degli IRB Awards, gli Oscar del rugby internazionale.