Un bel blog, un’ottima analisi a firma di Pasquale Giordano
Davanti ad un esigua cornice di pubblico il Benetton Treviso vince 15-10 il primo derby d’Italia, avendo la meglio sugli Aironi, che comunque conquistano un punto di bonus. Tra una settimana la rivincita
Non è stata di certo una delle partite migliori a cui il pubblico della Magners League ha assistito quest’anno, ma il primo derby d’Italia in terra celtica è stato comunque emozionante. Non per il gioco, noioso e ripetitivo, ma per i contenuti. Inedita veste per il bistrattato med
iano Tito Tebaldi che oggi si è travestito da “francese”, producendosi in un’avvincente sfida con l’altro mediano di mischia, cosa che ha ravvivato un match altrimenti buio.
Alla sag(r)a degli errori
Scivola il primo tempo in una sag(r)a infinita di errori di handling. Probabilmente a causa del terreno fangoso che insozza la palla, ad ogni contatto di gioco l’ovale vola via manco fosse un’anguilla. In ragion di ciò si alternano delle fasi in cui le due squadre si studiano guardinghe senza scoprirsi troppo, a delle altre in cui delle fiammate improvvise sembrano poter stravolgere il risultato.
Le squadre hanno un atteggiamento positivo pur non giocando un rugby spettacolare. Treviso cerca fin da subito di imporre il proprio gioco trovando quando possibile la touche invece che i pali.
Su un calcio del mediano di mischia trevigiano, Botes, gli Aironi riescono ad intercettare la palla consentendo a Tito Tebaldi di schiacciare in meta e trasformare subito dopo per il temporaneo 7-3.
Treviso comincia, dalla segnatura dell’unica meta dell’incontro, ad asserragliare gli Aironi nella propria metà campo. I biancoverdi trevigiani, però, sembrano meno lucidi ed entusiasmanti del solito, tanto che sciupano delle ottime occasioni per errori di trasmissione o per un controllo difettoso dell’ovale. Il Benetton riesce comunque ad inquadrare per ben tre volte (2 calci di Botes e un drop di Burton) i pali chiudendo il primo tempo sul 9-7.
La seconda parte del match comincia con un noiosissimo, ma inevitabile, ping pong tattico. Gli Aironi sembrano più compatti, Treviso, invece, appare nervoso e deve aggrapparsi ancora una volta al piede di Botes che calcia in mezzo all’acca altri 6 punti.La partita cala d’intensità, cresce la frustrazione e con essa il nervosismo. L’italiano Damasco, arbitro dell’incontro, è costretto ad estrarre un giallo per parte per evitare che la partita si incattivisca oltre il consentito.Con lo scorrere inesorabile del cronometro la sfida esaurisce tutti i contenuti e si consuma lentamente, fino a diventare soporifera. Treviso controlla il match e alla fine fa suo il primo derby italiano. Tra sette giorni la rivincita, ma in casa degli Aironi.

Tebaldi schiaccia in meta l’ovale (per gentile concessione Montepaschi Aironi)
Tebaldi il francese
Nella tradizione transalpina il mediano di mischia è il factotum della squadra: smista i palloni, propizia le azioni di meta, quando può segna e calcia in mezzo ai pali tutto ciò che si muove tra i suoi piedi. In questa vigilia ovale di natale Tito Tebaldi si è travestito da francese. Bistrattato in nazionale e dalla critica, il ventitreenne di Parma è stato autore di un’ottima e convincente prova. Si dice che forse Tobias Botes vestirà la maglia azzurra e Tebaldi, conscio che il sudafricano di Treviso è un osso duro, ha ostentato in campo quella sicumera che gli era difettata un mese fa nei test match. E’ stato lui a prendere la palla e a trasformare la meta che aveva appena segnato. Fatta eccezione per un calcio sbilenco, il nostro non è sembrato cavarsela male dalla piazzola. A torto o ragione questa è la riprova che Tebaldi ha dei margini di miglioramento e che si impegna per superarsi.