Il miglior XV delle semifinali di Heineken Cup

Le scelte di Planet Rugby

15 Rob Kearney (Leinster)
14 Sitiveni Sivivatu (Clermont)
13 Brian O’Driscoll (Leinster)
12 Paddy Wallace (Ulster)
11 Tim Visser (Edinburgh)
10 Jonathan Sexton (Leinster)
9 Ruan Pienaar (Ulster)
8 Pedrie Wannenburg (Ulster)
7 Julian Bonnaire (Clermont)
6 Stephen Ferris (Ulster)
5 Nathan Hines (Clermont)
4 Sean Cox (Edinburgh)
3 Declan Fitzpatrick (Ulster)
2 Rory Best (Ulster)
1 Cian Healy (Leinster)

Fotogallery: il rugby femminile, come si gioca in Portogallo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le prime parole di Lynagh fuori dall’ospedale: “Sono fortunato, ho fregato una palla di cannone”

“Sono fortunato, molto fortunato. Rob me lo ha detto chiaro e tondo: non hai fregato una pallottola, hai fregato una palla di cannone”. Chi parla così è Michael Lynagh e Rob è Rob Henderson, il neurologo dell’ospedale di Brisbane che lo ha preso in cura dopo l’ictus che ha colpito il monumento dell’Australia ovale un paio di settimane fa nella città del Queensland.
“Sono state due settimane molto dure, ma sono anche molto felice di essere qui”, ha detto il 48enne ex Treviso dopo essere stato dimesso dall’ospedale.
“Il mio cervello è stato danneggiato in alcuni punti e io ho perso il 45% della vista dall’occhio sinistro, ma in parte, con il tempo, posso recuperarla”.

Una luce bianca-nazionale in fondo al tunnel per Danny Care

Sbornie, sospensioni della patente per aver guidato contromano, denunce varie…
La fine del 2011 e l’inizio del 2012 è stato piuttosto agitato per Danny Care. Il mediano di mischia degli Harlequins per quella serie di bravate ha perso il Sei Nazioni ma ora le porte della nazionale inglese sembrano riaprirsi per lui: il ct Stuart Lancaster lo ha incontrato e non è affatto escluso che il numero 9 possa rientrare nel gruppo inglese che affronterà il tour di giugno in Sudafrica.
“Sì, l’ho incontrato – ha detto Lancaster – Sta facendo un grande lavoro dentro e fuori dal campo, sta lavorando duro per mettersi alle spalle un momento difficile. Lo sto considerando per il tour”.
Una nuova possibilità quindi per Care, probabilmente l’ultima. Speriamo non la getti alle ortiche.

James O’Connor, altre tre settimane per sapere quanto sarà lungo lo stop

Ce la fa? Non ce la fa? James O’Connor tiene l’Australia con il fiato sospeso. L’infortunio rimediato una decina di giorni fa nella partita contro i Waratahs lo mette infatti la sua convocazione a rischio per i test di giugno contro Scozia e Galles. Uno scontro fortuito con Berrick Barnes che ha procurato problemi a qualche costola e soprattutto al fegato. James ha passato qualche giorno in ospedale ma per sapere esattamente quanto tempo dovrà star fuori bisognerà attendere altre tre settimane. Una prima diagnosi ha stabilito uno stop di almeno sei settimane, cosa che impedirebbe al fuoriclasse australiano di essere disponibile per la prima partita con la Scozia, in programma il 5 giugno.