Caso Tre Fontane: la precisazione della Rugby Roma

Il comunicato della società capitolina

A seguito degli incresciosi episodi accaduti sabato scorso allo stadio “Tre Fontane”, nel corso del match tra Futura Park Rugby Roma e Banca Monte Parma Crociati Rugby, e di alcune infelici uscite attraverso comunicati firmati dall’Ufficio Stampa della stessa società emiliana nonché di alcune imprecisioni riportate da diversi mezzi di comunicazione, la società Rugby Roma Olimpic tiene a precisare quanto segue:

Durante l’intero svolgimento della gara sopra riportata, l’assistant coach della squadra ospite ha tenuto un comportamento poco consono ai regolamenti. Nonostante non fosse ammesso in campo, da cui si desume non fosse neanche presente in lista gara, costui entrava a più riprese nel recinto di gioco sotto gli occhi anche del quarto uomo, sig. Radetich di Salerno. In seguito al cartellino giallo comminato dall’arbitro della partita, sig. Marrama di Padova, al pilone della Rugby Roma Nicolas De Gregori, l’assistant coach dava in escandescenza insultando a più riprese il giocatore bianconero. Comportamento che richiamava l’attenzione del team manager della Rugby Roma, sig. Stefano Palmieri, il quale chiedeva al quarto uomo di prendere i provvedimenti del caso al fine di portare il tesserato della società Crociati Rugby fuori dal terreno di gioco.

Mentre l’assistant coach si apprestava ad uscire dal cancello, il tecnico dei Crociati insultava pesantemente lo stesso team manager bianconero, “reo” di aver richiamato per l’appunto il quarto uomo. A questo punto, nonostante si trovasse all’esterno del campo, l’assistant coach continuava nel suo atteggiamento ostile. Anzi, chiamato ad allontanarsi dal cancello di ingresso retro tribuna con estrema cortesia e modi opportuni da parte di uno spettatore, il tesserato della squadra ospite reagiva con uno spintone accompagnato da frasi non riportabili che facevano scaturire la reazione dello spettatore. Contemporaneamente, oltre al coinvolgimento di altri spettatori seduti in tribuna, si registrava l’irruzione dal campo da parte del giocatore numero 21 della società Crociati, sig. Troy Woodman. Concluso lo spiacevole incidente e nonostante l’opera di persuasione atta a placare gli animi da parte di alcuni dirigenti della Rugby Roma all’ingresso degli spogliatoi a fine gara, l’assistant coach non dimostrava nessuna voglia di chiudere lo spiacevole incidente.

Infine, circa un’ora dopo la conclusione della partita, il club emiliano diramava e pubblicava sul proprio sito un comunicato stampa di assai dubbio gusto dal titolo “Tre Fontane e quattro pezzi di merda” con annessa foto (manifestanti incappucciati con braccio destro teso a mo’ di saluto nazista) che nulla aveva a che fare con la Rugby Roma, con il Tre Fontane e con il Rugby in generale e con palesi insulti rivolti alla società bianconera e al pubblico presente sugli spalti. A diverse ore dall’accaduto, la società Rugby Roma Olimpic continua a registrare messaggi offensivi da parte della società gialloblu, che in data odierna mette in discussione la professionalità del sig. Raul Leoni, stimato collaboratore della testata “Corriere dello Sport”, ed etichettando come “eroico” il gesto compiuto dal sig. Woodman. Pur profondamente rammaricati per l’accaduto ma, visti gli attacchi della società emiliana, consapevoli di non riuscire a trovare una soluzione civile all’assurda controversia, la Rugby Roma Olimpic rimane certa che il giudice sportivo, in possesso delle riprese video della partita, farà piena luce sulla vicenda.

In merito a tali episodi, il presidente Paolo Abbondanza, pur non essendo presente all’incontro per motivi di lavoro, commenta: “Si è trattato di un brutto momento, del tutto nuovo rispetto al messaggio che il Rugby e il suo contorno tramandano da lunghissimo tempo. Sono rimasto infastidito e spiacevolmente sorpreso dell’accaduto e condanno fortemente iniziative, di qualunque genere, che possano nuocere a questa meravigliosa disciplina sportiva”.

 

Video: cosa è successo davvero al Tre Fontane

La versione della Rugby Roma, quella dei Crociati Parma.
Ora il video. E ognuno tiri le sue conclusioni

Mamma Tigre e… BergaMauro!

Venerdì scorso il flanker azzurro è stato tra gli ospiti de “Le invasioni barbariche”. In un ruolo davvero insolito…
A questo link potete vedere che è successo nello studio di Daria Bignari

Il rugby femminile non dimentica L’Aquila

A Rovigo, in occasione di Italia-Irlanda, gara inaugurale del Sei Nazioni femminile

Sport e solidarietà vanno a braccetto. “Le Rose Rovigo Rugby” e il Comune di Rovigo promuovonouna mostra fotografica che ripercorre i vari istanti della tragedia che ha colpito l’Aquila.“L’Aquila: 6 aprile 2009. Per non dimenticare” è il titolo della rassegna espositiva allestita nellasala Gran Guardia, in piazza Vittorio Emanuele II, che verrà inaugurata giovedì 3 febbraio alle 18.
Le opere di Roberto Grillo, circa un centinaio di diverse dimensioni, accompagnano lo spettatorein un percorso di emozioni e di sentimenti che trapelano dalle immagini scattate prima e dopo ildevastante terremoto che ha investito l’Abruzzo due anni fa.
Da sempre legate dalla stessa passione per il rugby, Rovigo va “in sostegno” a L’Aquila e ospita lamostra per mantenere viva l’attenzione sulle situazioni di disagio che molti abruzzesi vivono ancoraoggi.
In occasione quindi del grande evento internazionale Italia vs Irlanda – prima gara del Sei Nazionidi rugby femminile che si disputerà domenica 6 febbraio allo stadio “Battaglini” – il ComitatoOrganizzatore “Le Rose Rovigo Rugby” insieme al Comune di Rovigo – Assessorato alle Politichegiovanili e allo sport rappresentato da Giovanni Cattozzi hanno deciso di sposare l’iniziativa e dioffrire la massima visibilità possibile alla mostra fotografica.
Trait d’union con l’autore, è stato il noto fotografo rodigino Giampaolo Donzelli. Per l’allestimentodell’esposizione partecipano il circolo fotografico “Athesis” di Boara Pisani-Stanghella conGiovanni Casna e il presidente Graziano Zanin.

Cose da fare per far tornar grande l’Inghilterra

Da Right Rugby

Sei punti chiave per mettere le cose al loro posto e fare bene nel 6 Nations 2011alle porte. Mike Catt, uno che la maglietta dell’Inghilterra l’ha indossata 75 volte tra il 1994 e il 2007, con 142 punti all’attivo e unaCoppa del Mondoin bacheca (nella foto durante i festeggiamenti), quella del 2003, ha fatto una lista dall’alto anche del ruolo di manager in campo per i London Irish. E promette dalle colonne internettiane del Daily Telegraph che sarà un 6 Nazioni ottimistico per i tifosi della squadra allenata da Martin Johnson.

  1. L’esempio – Mike Tindall come capitano e uomini che riescano a trascinare il gruppo. Catt punta l’attenzione soprattutto a Nick Easter, Numero 8 degli Harlequins, che avrà il compito di coprire tra gli avanti il vuoto lasciato dall’assenza causa infortunio diLewis Moody. Giocatore fisico e con un gioco base semplice e concreto, Easter deve servire da esempio quando conta: “The key is to have a man who leads by example, and Easter is that man“.
  2. Seconde e terze linee – C’è una vecchia guardia alle spalle. Oltre a Moody, è ko anche il versatile Tom Croft, ma coach Johnson secondo Catt può contare sulle prestazioni di gente come Joe Worsley, che ha mostrato di essere in forma con il proprio club, iLondon Wasps. E ci sarebbe l’opzione Hendre Fourie, che con Catt condivide l’origine sudafricana: se tornerà a completa disposizione, garantirà ancora maggiore fisicità al gruppetto di mischia inglese. Quanto alle rimesse laterali, ci sono il solito Easter oltre che Simon ShawTom Palmer e se le cose non dovessero mettesi per il meglio causa assenza di uomini, l’Inghilterra può optare per una linea di rimessa con quattro/cinque giocatori.
  3. La trasferta a Cardiff – Questo tema lo abbiamo già stressato abbastanza anche noi. Chi ben comincia è a metà dell’opera, non solo secondo Catt, ma secondo il dire comune. Anche perché poi l’Inghilterra avrà tre partite in casa, a Twickenham, tra cui lo scontro diretto con la Francia detentrice del titolo.
  4. Dimenticare Wilko, o meglio pensare ad altri – Ben YoungsToby Flood dovranno fare bene, nel gioco tattico al piede. Ed entrambi si stanno ben comportando con i Leicester Tigers. Ergo, per quanto l’assistenza di Youngs farebbe solo del bene a Jonny Wilkinson, capace com’è il mediano di mischia di assorbire e sopportare la pressione, concedendo vita più facile all’apertura del Tolone, c’è un Flood – assicura Catt – che sa rivelarsi una garanzia.
  5. Job opportunities – Ci sono infortunati e squalificati, d’accordo, ma le loro assenze possono rivelarsi positive per altri giocatori in vista del gruppo che verrà chiamato a disputare la Coppa del MondoTom WoodPhil DowsonNick Abendanon potrebbero sfruttare l’occasione dei Six Nations per dire: guardate, ci siamo anche noi.
  6. Be conservative – Almeno sul piano del gioco, affidandosi a delle ali che sappiano pungere, ma anche difendere. “England don’t need to play a hugely expensive game“, scrive Catt. Un altro detto d’Oltremanica forse riassume meglio il concetto: simple minds, please, simple things.