Il dopo-Twickenham, aria mesta tra gli azzurri

Flavia Carletti da Il Sole 24 Ore

“Oggi è stato un colpo duro, duro, duro”. Sta nell’enfasi con cui il capitano della Nazionale italiana di rugby, Sergio Parisse, ha riassunto il suo stato d’animo, al termine della partita persa per 59 a 13 con l’Inghilterra, l’atmosfera che regna tra gli azzurri all’uscita dagli spogliatoi di Twickenham, il tempio della palla ovale. Anche se per il numero otto italiano “questo non è uno dei giorni più tristi della mia vita, è molto brutto e sono molto deluso”, continua, sottolineando che anzi “siamo tutti delusi”, facendo riferimento ai suoi compagni di squadra.

(…)Mirco Bergamasco rincara la dose: “Penso che sia mancata l’aggressività che abbiamo mostrato di avere la settimana scorsa”. Infatti, nota il tre quarti azzurro “siamo stati meno reattivi di una settimana fa, abbiamo subito l’impatto degli inglesi”. In sintesi: “È stata una brutta prestazione”, conclude, senza però dimenticare che “il Sei Nazioni non è finito, ci sono ancora tre partite e dobbiamo cercare di rialzare la testa”.

Non usa mezzi termini anche Andrea Masi, per il giocatore aquilano “è stata una doccia fredda”, con “un mix di problemi fisici e mentali” che non hanno permesso agli azzurri di mostrare lo stesso gioco visto allo stadio Flaminio con l’Irlanda. Di fronte alla convinzione che “non c’è nulla da salvare di questa partita”, comunque gli azzurri, aggiunge infine Masi ritengono che di essere “più forti di quanto visto oggi in campo”.

Inghilterra-Italia: la fotogallery tra tribune e campo

Da SportMediaset

Il Galles passa in Scozia: al Murrayfield finisce 6-24

Un Galles non esaltante ma determinato espugna Murrayfield. I dragoni sono sembrati più inquadrati dei padroni di casa, con le idee più chiare e con un’ottima difesa. La Scozia invece non ha avuto quasi mai il bandolo della matassa, e quando sembrava averlo trovato è arrivata la meta finale di Shane Williams.
Entrambe sono sembrate alla portata dell’Italia. Certo, non quella vista oggi a Twickenham

Scozia-Galles: 6-24
Scozia

15 Hugo Southwell, 14 Nikki Walker, 13 Joe Ansbro, 12 Nick De Luca, 11 Max Evans, 10 Dan Parks, 9 Rory Lawson, 8 Allan Jacobsen, 7 Ross Ford, 6 Euan Murray, 5 Richie Gray, 4 Alastair Kellock, 3 Nathan Hines, 2 John Barclay, 1 Kelly Brown
In panchina: 16 Scott Lawson, 17 Moray Low, 18 Richie Vernon, 19 Ross Rennie, 20 Mike Blair, 21 Ruaridh Jackson, 22 Sean Lamont

Galles
15 Lee Byrne, 14 Morgan Stoddart, 13 Jamie Roberts, 12 Jonathan Davies, 11 Shane Williams, 10 James Hook, 9 Mike Phillips, 8 Paul James, 7 Matthew Rees (cap), 6 Craig Mitchell, 5 Bradley Davies, 4 Alun Wyn Jones, 3 Dan Lydiate, 2 Sam Warburton, 1 Ryan Jones
In panchina: 16 Richard Hibbard, 17 John Yapp, 18 Jonathan Thomas, 19 Josh Turnbull, 20 Tavis Knoyle, 21 Stephen Jones, 22 Rhys Priestland

Marcatori: 7’ Shane Williams (m) + Hook (c), 13’ Hook (cp), 18’ Hook (cp), 21’ Hook (cp), 31’ Dan Parks (cp), 58’ Dan Parks (cp), 69’ Shane Williams (m)

Note: 23’ cartellino giallo Bradley Davies (Galles), 27’ giallo per Lee Byrne (Galles)

Fotogallery: Inghilterra-Italia per Planet Rugby

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Se la palla ovale batte anche i campanili dei due rami del Lago di Como

Da La Provincia di Como. Lo so, è un piccolo fatto locale, ma io a Lecco ci sono nato… e un po’ questa cosa mi fa strano.

Domenica a Camerlata c’è Como-Lecco di Rugby.  C’è uno sport in cui la rivalità tra Como e Lecco è “circoscritta” al terreno di gioco, come accadrà domani con la sfida di serie C tra la prima della classe (Lecco) e la seconda (Como)… E questo sport è il rugby. Da sette anni le società rugbistiche di Como e di Lecco hanno un bel rapporto di collaborazione, all’inizio più stretto e ora un po’ più sfumato, ma solo perché il Rugby Como non è più costretto a giocare i propri incontri casalinghi al Bione di Lecco… Al neonato club comasco, il sodalizio lecchese ha fatto da “tutor”, fornendo l’abbigliamento tecnico – in soldoni le maglie -, il pulmino per le trasferte e il necessario supporto organizzativo e logistico. E il 54enne Carlo Redaelli, attuale presidente del Rugby Lecco Valsassina Junior – che come si evince facilmente dal nome rappresenta la “vocazione” giovanile del Rugby Lecco -, è stato, ed è tuttora, l’efficace trait d’union tra le due realtà rugbistiche lariane. «Rugby Lecco e Rugby Lecco Valsassina Junior – esordisce – sono due società distinte, anche se nella sostanza sono gestite dalle stesse persone». Tant’è che anche il sito è comune… Sulle maglie blucelesti, «e verdi – precisa Redaelli -, come il verde della Valsassina», campeggia la locuzione latina “Hic sunt leones”.
Molto più giovane, come il suo presidente (classe 1971), la storia del Rugby Como. Esiste dal 2004, anche se allora si chiamava Asfap, e nelle parole del suo numero uno Davide Vigliotti – in carica da cinque mesi -, c’è la sobrietà di chi è alle prime armi. «Non vogliamo essere presuntuosi…». E non a caso sul sito comasco (www.rugbycomo.it), c’è la scritta “Vivi, gioca e ama il rugby con noi!”.