Video: Super Rugby, gli highlights di Reds-Western Force (21-20)

Top 14: i risultati della 19a giornata

Ingorgo in zona playoff. Bruschi stop per Tolone e Stade

Top 14 – Diciannovesima giornata
Brive – Stade Français 26-10
Bourgoin – Perpignan 15-32
La Rochelle – Racing Métro 24-32
Castres – Montpellier 43-29
Clermont – Bayonne 24-19
Tolosa – Biarritz 23-19
Agen – Tolone 23-13

Top 14 – Classifica
Tolosa 64; Racing Métro 57; Clermont 53; Montpellier 52; Castres 51; Tolone, Biarritz, Bayonne 49; Perpignan 45; Stade Français 44; Agen 32; Brive 31; La Rochelle 28; Bourgoin 5

Il “grande boh” verso cui corre il rugby italiano

Domenico Calcagno è una delle grandi firme del giornalismo rugbistico (e non solo) italiano. Oggi sul Corriere della Sera firma questo corsivo, intitolato significativamente “Le automete del rugby”

Sette giorni dopo la Caporetto di Twickenham e a sei dalla partita con il Glles che sta assumendo i contorni di una specie di giudizio di Dio, il rugby italiano fa quello che gli è sempre riuscito meglio: litiga. Le annunciate sinergie tra federazione, e dunque nazionale, e franchigie (Aironi, in campo oggi contro i Dragons, e Treviso, battuto ieri 18-34 dagli Ospreys) funzionano come le rimesse laterali degli azzurri contro l’Inghilterra. Guidi, tecnico degli Aironi aggregato allo staff azzurro, non lavora più con gli Aironi. Le franchigie accusano la federazione di non avere ancora versato i contributi per la Celtic (2,5 milioni cadauna), la federazione risponde di averne versato già il 50%. Insomma, lo spettacolo è quello che è e il primo Sei Nazioni dell’era Celtic, che doveva essere di svolta, rischia di finire come gli altri se non peggio, con conseguente cambio della guardia anticipato in panchina tra Mallett e Brunel (in autunno c’è la Coppa del Mondo). L’Italia non è mai stata e non è una potenza del rugby. Ha la fortuna di giocare il Sei Nazioni, poche prospettive (l’under 20, otto giorni fa, ha perso 75-3 con i ragazzi inglesi), probabilmente nessuna se le componenti non smetteranno di infilarsi le dita negli occhi. Avanti così, la risposta alla domanda posta dal giovane Goffredo Mameli nella prima strofa dell’inno (dov’è la vittoria?) continuerà a essere una sola: boh.

Il dopo-Ospreys di Smith e Benetton: “Ci sono stati superiori”

Da La Tribuna di Treviso di oggi

Sereno e tranquillo, Franco Smith alla fine analizza il match. «Meglio perdere così, senza aver nulla da recriminare, che in altra maniera. Stavolta il merito è degli avversari, non tanto demerito della mia squadra. Vero, abbiamo preso tre mete su errori nostri, ma in tutta sincerità ai ragazzi non mi sento di imputare nulla. Ospreys ha un gruppo di ottimi 34 giocatori, devo fargli i complimenti. Ma li faccio anche al Benetton, che non ha mai mollato continuando a lottare con un avversario più forte». Ha dovuto utilizzare Marcato, che praticamente quest’anno non aveva mai giocato. «Già: a Padova poi era utilizzato da estremo. Non dico di essere deluso da lui, ha dato il suo contributo. D’altra parte non avevo scelta, comunque De Waal dovrei recuperarlo in settimana, non ho voluto rischiarlo. In quanto a Botes vedremo, spero a Leinster di riavere anche lui». Giocare due partite di fila con lo stesso XV è dura… «Contro il Munster era stata una battaglia, farne un’altra subito dopo è difficile. E resteremo in emergenza almeno per le prossime 4 gare (tutte in trasferta, ndr). Sotto di 10 punti ci sembravano il doppio, comunque i miei ce l’hanno messa tutta, altro da fare non c’era. I gallesi ci hanno stroncati proprio con il ritmo, d’altro canto se fossi stato il loro allenatore avrei fatto esattamente la stessa cosa». Il collega di Smith, Sean Holley, spiega ciò che già si sapeva: la gran prestazione dei suoi è figlia del rispetto che gli Ospreys avevano nei confronti di Treviso. «Il record casalingo di 6-2 del Benetton parlava da solo, giocare qui è sempre difficile, anche perché i loro avanti sono molto validi. Nel primo tempo i ragazzi hanno cercato di allargare la loro difesa e qualche buco l’abbiamo trovato». Allora vi sentite superiori al Munster? «Beh, la classifica non è mai stata corta come quest’anno, e in effetti basta poco per cambiare le posizioni», (si.fo.

Fotogallery: Benetton-Ospreys secondo Marco Sartori

Le altre bellissime immagini scattate da Marco le trovate qui