Living in Aotearoa: un giorno tristissimo

Una nuova “puntata” della rubrica tenuta da Marco Martinelli, rugbista pesarese in Nuova Zelanda con un amico. oggi però – purtroppo – non ci occupiamo di cose allegre e spensierate. Ma di un terremoto. Al solito: palla a Marco Martinelli

Ciao a tutti,
Oggi purtroppo vi aggiorno su una catastrofe avvenuta a Christchurch, una delle principali cittadine dell’isola Sud della Nuova Zelanda, situata a circa 1000km da Auckland dove risediamo io e Mattia. Qui noi non abbiamo sentito niente, ma nell’epicentro e zone limitrofe è un disastro. Come sicuramente già saprete si è verifiato un tremendo terremoto di magnitudo 6.3 che ha causato centinaia di dispersi 65 morti e quasi il 50% delle costruzioni distrutte.
Io resto aggiornato gurdando articoli, foto e video sul sito del principale giornale neozelandese “The Herald” ( sito internet “nzherald.co.nz” per chi vuole informarsi un po’ di più). In Auckland ripeto non si è avvertito niente di quello successo praticamente dall’altra parte della Nuova Zelanda ma in giro per le strade per i centri commerciali non ci sono i soliti visi sorridenti che incontravo tutti i giorni. Sicuramente i neozelandesi sono considerati da tutti un popolo con un animo forte combattiero che non molla mai. Decine di volontari sono già partiti dalle altre città del paese alla volta di Christchurch. L’80% della popolazione è senza elettricità e l’acqua ha inondato la maggior parte delle strade.  La situazione resta drammatica; tutt’ora all’una di notte si sta scavando sotto le macerie nella speranza di trovare anime vive. Su Facebook sulla pagina della città stanno arrivando un sacco di preghiere e messaggi incoraggianti a non mollare da tutta la Nuova Zelanda e del resto del mondo. Posso solo unirmi a queste persone e sperare che la situazioni migliori.

a presto
Marco

Video: in volo su Christchurch, tra paura e distruzione

Un video che non ha bisogno di commenti

Se anche Renzo Piano si occupa del Flaminio…

Sulle pagine romane di repubblica.it c’è una intervista al grande architetto Renzo Piano, che parla del grande progetto che dovrebbe interessare tutto il quartiere Flaminio e che sarà presentato martedì agli Stati Generali della città, la kermesse organizzata dal sindaco Alemanno al Palazzo dei Congressi dell’Eur.
Ecco cosa dice Piano della “casa” dell’Italrugby

Qual è un altro snodo del progetto?
“Lo Stadio Flaminio, che è davvero un piccolo capolavoro di architettura del secolo scorso. La destinazione a stadio per il rugby gli si addice, ma c’è da fare intorno un lavoro intelligente, di alleggerimento. Nervi sapeva far respirare il cemento, da quel grande, geniale maestro che era. E anche gli eredi sono persone attente alla conservazione delle sue opere. Se Roma è la città più bella del mondo per le antiche vestigia, ha anche però delle splendide vestigia della civiltà del Novecento. Come queste”.

 

Christchurch e un terremoto “visto” da un aquilano

Christian Marchetti, aquilano, di Solorugby ha scritto

Sono trascorse poco più di dieci ore dal terremoto che ha sconvolto Christchurch e la Nuova Zelanda intera. Dieci ore dal sisma che ha distrutto la città dei Crusaders, la squadra di McCaw, Carter, di Sonny Bill Williams; la città che al prossimo Mondiale ospiterà anche la nazionale azzurra. Dieci ore dalla scossa di magnitudo 6.3 – ma assai meno profonda rispetto a quella di 7.0 registrata in settembre – e da quella di assestamento di 5.6. Finora si contano 65 morti, impossibile quantificare feriti e dispersi sotto le macerie.
Sì, riportiamo la notizia dieci ore dopo l’accaduto e mai ritardo fu più voluto. Ritardo dovuto soprattutto stanchezza. Alla fatica di dover parlare di nuovo di terremoti su questo sito. Di città del rugby distrutte, di vittime, di feriti, di macerie.
Perché Christchurch è lontana ma vicina a L’Aquila. Lì non lo chiamano nemmeno più “terremoto”, qualcuno semplicemente “Sant’Emidio”, il santo a cui votarsi “quanno la terra scetteca”. Quando la terra trema. Ed è tornata a farlo da poco meno di una settimana. Scossette di avvertimento,…

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All Blacks in sostegno di Christchurch

La bravissima Stefania Mattana ha scritto questo articolo per Rugby 1823.

Le stelle dello sport neozelandese si stringono attorno ai loro connazionali di Christchurch, flagellati in queste ore da una terribile scossa di magnitudine 6.3  che ha messo in ginocchio l’intero hinterland, causando oltre 65 morti e più di 300 dispersi. I messaggi di supporto sono moltissimi, e passano per lo più attraverso i social network.
Nel mondo del rugby, numerosissimi sono stati gli attestati di solidarietà ed affetto. Dan Carter, nato e cresciuto in quel di Christchurch, fa sapere tramite la sua pagina Facebook di dedicare tutti i suoi pensieri e preghiere alle vittime del terremoto, mentre il pilone degli Hurricanes Tialata manifesta assoluta incredulità e solidarietà: “Non ci posso credere, un altro terremoto a Christchurch!!! 6.3, spero che vada tutto bene, le mie preghiere sono con voi.”, scrive.
Le parole del suo compagno Weepu, invece, si commentano da sole: “Mi sento così impotente, vedendo questa gente. Spero solo di poter rendermi utile in qualche modo”. La rivalità che è solita esprimersi sul campo è ben lontana, adesso, in casa Chiefs, i prossimi avversari dei Crusaders. “Spero che i nostri fratelli Crociati stiano bene. É un triste giorno a Christchurch”, fa sapere Liam Messam.
I Blues, che hanno appreso la notizia in Sudafrica (giocheranno questo fine settimana contro gli Sharks), si affidano alle parole dell’ala Rokocoko per inviare il loro messaggio di vicinanza e solidarietà: “É il nostro primo giorno in Africa, ci siamo appena svegliati e abbiamo sentito le tristi notizie da Christchurch. Vi pensiamo, tutti quanti.”, scrive su Twitter, palesando anche il suo sollievo di aver sentito la sorella per telefono, illesa.
Anche gli avversari si sono fermati per dedicare un pensiero alle vittime di Christchurch. Sulle loro pagine Twitter sia Lote Tuqiri sia Bryan Habana hanno lasciato un messaggio di solidarietà alla popolazione neozelandese.
Non si sa ancora se le prossime partite in terra neozelandese saranno sospese o rinviate. Ma al momento, purtroppo, è davvero l’ultima delle preoccupazioni.