Aironi, la “sfiga” vi vede benissimo: stagione finita per Benettin

Gli infortuni non sono mai un alibi, però Viadana è stata particolarmente colpita quest’anno…
Dall’ufficio stampa Aironi

Niente allenamento questa mattina al Lavadera Village di Viadana per Alberto Benettin. Il giovane utility back si è nuovamente infortunato alla spalla durante il riscaldamento prepartita di domenica scorsa, gara in cui doveva accomodarsiin panchina agli ordini di coach Phillips. Nei prossimi giorni verrà operato a Lione dal professor Gilles Walch, considerato tra i migliori al mondo nella chirurgia della spalla. Per lui, però, la stagione è già finita.

 

Un terremoto sui Mondiali? Forse no…

Fa un po’ brutto parlarne a poche ore dal sisma che ha colpito Christchurch, ma il tema sta crescendo tanto lentamente quanto prepotentemente: che succederà ora con i Mondiali? Subito a ridosso del terremoto autorità e organizzatori hanno risposto con un brutale legittimo “non è questo il momento”. Giusto così.
Ora però la domanda torna, anche se ovviamente una risposta è quasi impossibile darla. “E’ presto, molto presto, affrontare la questione Mondiali a Christchurch. Dopo i primi soccorsi cercheremo di capire che possibilità ci sono di ospitare i quella città le 7 partite programmate. E non parlo solo dello stadio, ma anche dei trasporti, degli alberghi e di tutte le infrastrutture coinvolte”. A parlare così è Martin Snedden, il gran capo di Rugby New Zealand 2011 (RNZ 2011), l’ente organizzatore del torneo iridato. “Speriamo di avere le idee un po’ più chiare già nei prossimi giorni – ha proseguito Snedden. C’è già qualcuno che cerca di speculare sulla situazione: ho sentito parlare della possibilità di spostare in Australia le partite di Christchurch: direi che non è proprio il caso, le partite si terranno comunque in Nuova Zelanda”.
L’Italia è direttamente interessata per due motivi. Il Primo: l’11 settembre (ore 15 e 30 locali) dovrebbe giocare proprio in quella città il suo match di debutto ai Mondiali contro l’Australia. Secondo: comunque il gruppo azzurro dovrà rivedere parte dell’organizzazione visto che l’albergo che avrebbe dovuto ospitarli non sarà sicuramente agibile.

 

Christchurch, salgono a 75 le vittime del sisma. 300 i dispersi

Le ultime dalla Nuova Zelanda

Il primo ministro John Key ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale a causa del tragico terremoto che si è abbatturo ieri a Christchurch e che ha fatto, secondo l’ultimo bilancio, 75 vittime. Trecento invece i dispersi, mentre circa 120 persone intrappolate dalle macerie sono state salvate.
Ricordiamo che il sisma nella seconda città neozelandese, già colpita da un evento simile lo scorso settembre (non aveva però fatto vittime), è stato registrato a Lyttelton a una profondità di soli 5 chilometri.

 

 

Video: il trailer dal rugby più a nord del mondo…

Si chiama Freetime Machos è stato prodotto nel 2009 ma ora arriva anche in Italia. Per l’esattezza allo Spazio Oberdan di Milano come anteprima al Trento Film Festival, in programma dal 28 aprile all’8 maggio. E’ una specie di documentario che racconta le gesta (?) di quella che senza tema di essere smentiti può essere definita la squadra di rugby più a nord del mondo: Oulu, Lapponia (quella finlandese). Mika Ronkainen è il regista attento a tutto quello che ruota attorno a una squadra di rugby, con parecchio sesso e una omosessualità tanto latente quanto presente. Questo il trailer, parecchio divertente

Il Barone o La Machine? semplicemente Andrea Lo Cicero

Andrea Lo Cicero ha concesso un’intervista a Sicilia on Line. Questo ne è un estratto…

Nipote d’arte, quando e come ti sei avvicinato al mondo della palla ovale?
Furono proprio mio zio Michele (giocatore dell’Amatori Catania, n.d.r.) e un mio insegnante, Nino Puglisi, a spingermi dalla canoa e dalla pallanuoto, che praticavo allora, al rugby. Avevo 15 anni ed ero già grandicello per questo sport. Avrei dovuto cominciare prima, in effetti. Anche se, una volta cominciato, non ho più smesso.

Hai giocato in tante squadre: Catania, Bologna, Rovigo, Roma, Tolosa, Aquila e Parigi. Quali sono le differenze tra tutti questi team?
Beh, innanzitutto, le differenza sono tra le varie città. Se c’è una cosa che ho imparato, in tutti questi anni, è che quello che offriamo noi al sud, sia nel bene che nel male, è unico. In nessun’altra città ho mai trovato le stesse cose. Di positivo, c’è che abbiamo smesso di distruggere i nostri centri storici: questa è una cosa che, adesso, fanno al nord, purtroppo. Di negativo c’è che non abbiamo mai cominciato a rispettare le nostre strutture sportive, costate fior di milioni e poi abbandonate totalmente a se stesse. Questo al nord non succede, invece.

Al tuo rientro nella nazionale italiana, dopo due anni di assenza, durante il primo dei test match di novembre, allo stadio ti aspettava uno striscione con su scritto “Dio c’è, Lo Cicero…pure”: chi sei, dunque? Il Barone, La Machine o Dio?
Ah, ah, ah…Nessuno dei tre. Io sono un giocatore che ha un profondo rispetto del suo ruolo e che, in campo, dà tutto se stesso. Inoltre, mi sforzo di dare il buon esempio anche quando sono fuori dallo stadio. E questo la gente lo sa. Tutto qui.

La stessa gente che ama l’Italia del Rugby nonostante collezioni più sconfitte che vittorie: perchè?
Bella domanda: è un mistero anche per me e per i miei compagni. Immagino che alla gente piaccia l’atmosfera che si respira durante l’incontro e anche (e soprattutto, magari) il terzo tempo delle partite. Ciò nonostante, noi dobbiamo assolutamente cambiare rotta e cominciare a vincere. Non possiamo mica fare di nuovo la stessa figura che abbiamo fatto sabato scorso (il 12 febbraio, n.d.r.) contro l’Inghilterra.