Inghilterra-Francia, i galletti perdono Medard

Un infortunio dell’ultima ora impedirà all’estremo francese di scendere in campo a Twickenham nell’attesissimo incontro. Al suo posto giocherà Clement Poitrenaud.

Aironi, un nuovo stop. Stavolta tocca a Laharrague

Dall’ufficio stampa Aironi

Doppio allenamento odierno per gli Aironi, anche se la sfortuna continua a perseguitare il Montepaschi. Durante la sessione in palestra Julien Laharrague, in un incidente fortuito, ha riportato la frattura della mano destra come evidenziato dagli esami radiografici effettuati allo Studio Pasta di Parma. Da valutare il periodo dello stop forzato a cui l’estremo francese sarà costretto.

L’incidente a Laharrague ha costretto lo staff tecnico del Montepaschi a rimescolare in parte le carte nella linea dei trequarti. Domani il Captain’s run guidato da Marco Bortolami scioglierà le ultime riserve e verrà annunciata la formazione che domenica alle 14 allo Zaffanella affronterà il Munster capoclassifica di Magners League.

L’Italia per il Galles passata ai raggi X

Right Rugby fa le pulci alla formazione scelta da Mallett per l’impegno di sabato

Poche le sorprese rispetto a quanto s’immaginava, del resto le opzioni a disposizione non sono illimitate, tant’è che tre “rimandati” di Twickenham su quattro (manca solo Del Fava) si ritrovano in panchina, incluso Canavosio che vince il ripensamento verso Tebaldi che aveva atttraversato l’aggrottata fronte di Mallett. Promosso a pieni voti Semenzato, lo affianca in mediana Burton che tutto sommato non aveva sfigurato con l’Irlanda ma era rimasto vittima collaterale degli assurdi proclami offensivisti “spezzeremo le reni all’Inghilterra coi nostri trequarti” in cui lo staff Azzurro s’è fatto colpevolmente coinvolgere. E s’è visto com’è andata a finire. Ma tant’è, il crollo di quindici giorni fa non è certo imputabile a singoli ma alla disfatta di interi reparti in fasi cruciali come la rimessa laterale e a un approccio di gioco che mentre pensava ai multifase d’attacco, lasciava ampia libertà di manovra ai possessi inglesi.
Purtroppo la lezione non pare sia passata: lo si intuisce da certe analisi che vanno per la maggiore, vòlte a giustificare la bontà del piano Sturm und Drang, rovinato non si capisce perchè. Anche Troncon ha imputato la disfatta in primis ai mancati placcaggi, citando un fantasmagorico 20% di errori su 200+ (dice) tentativi di placcaggio. Se fosse vero – quaranta tackle mancati! – sarebbe meglio stare a casa; forse si riferiva a qualcosa di più “vasto” rispetto ai tackles codificati nelle statistiche ufficiali RBS (che non saranno il massimo dell’affidabilità ma insomma…). No, i nostri non hanno sbagliato nella REAZIONE alle iniziative inglesi; piuttosto, è fallita del tutto l’idea di concentrarsi sui NOSTRI possessi, finendo per lasciar loro fare way too much.
Coi furetti gallesi, l’unica chance di evitare una seconda dura punizione sarebbe di non rifare lo stesso errore, e non ci riferiamo ai placcaggi. Si dovrebbe tentare di impedire sul nascere ogni loro iniziativa come si faceva una volta, ripartendo col pack e puntando sulla disciplina ferrea come con l’Irlanda, non lasciandogli il pallino arretrando la linea e pensando al nostro prossimo possesso come a Twickenham.
Fortunatamente per noi, i Dragoni non parrebbero capaci di giocare con la mediana a ridosso della linea come gli inglesi (ciò che più di tutto, assieme alla aggressvità delle loro seconda e terza linea, ci ha messo in crisi a Twickenham), tra le lentezze di Mike Phillips sempre incerto se far tutto da solo e l’approccio da apertura “tradizionale” di Stephen Jones. Tanto che Gatland s’è apertamente lagnato della scarsità di opzioni nazionali offerte dalle compagini di casa – povero lui – che a fronte dei numerosi infortuni tra i centri (Shanklin, Davies etc.), lo costringono a rischierare James Hook fuori dalla cabina di regìa.
Resta comunque ovviamente impari il confronto tra trequarti, nonostante le loro assenze, l’applicazione di Sgarbi, Masi e McLean e il momento di gran forma attraversato da Canale e Bergamasco (nei loro club).
La chiave, fossimo in altre mani che non Orlandi e Troncon, potrebbe stare nel pack: a partire dalle fasi statiche – una prima linea dominante per davvero, semplicità e certezze in rimessa – e tarpando le ali a una terza linea dei Rossi pimpante e potente ma non certo composta da fuoriclasse.
Chissà se potremo mai assistere all’emergere dopo tanti anni di due leader: Parisse che usa la sua classe non per tentar monade ma per prendere per mano il reparto con tanta roba semplice ma impeccabile; Castrogiovanni che trascina un Perugini sinora sottotono – ha più impressionato LoCicero – a tirar fuori quanto vale. Speriamo che Barbieri sia in forma come in novembre, vah.
In panchina torna Festuccia, meno “monodimensionale” di Ongaro e appare Vosawai, altro terza linea massiccio, che non parrebbe tanto un sostituto dei due flanker (c’è Bernabò con le medesime caratteristiche dei due), quanto una opzione d’attacco alternativa al nr.8. Vedremo se invece è solo “disperazione” per mancanza di alternative. Torna anche Benvenuti, una opzione più offensiva di Sgarbi se schierato centro.
I gallesi, sconfitti dagli Azzurri nel 2003 e 2007, fan mostra di gran rispetto: cambiarono 11 titolari nel 2007, ora c’è un solo cambio forzato; è un bell’implicito riconoscimento di crescita questo, ovviamente sottovalutato da tutti.

Fotogallery: lo ieri e l’altroieri di Inghilterra-Francia

Una bellissima galleria di scatti pubblicata da Planet Rugby. Qui tutte le immagini

Il Super Rugby rende omaggio alle vittime del terremoto di Christchurch

Mentre le autorità neozelandesi annunciano che le vittime del sisma di Christchurch hanno superato quota 100 (ancora qualche decina i dispersi), la SANZAR – la federazone che organizza e gestisce il Super Rugby – ha annunciato che tutte le squadre del maggior campionato dell’emisfero australe che scenderanno in campo questo fine settimana osserveranno un  minuto di silenzio prima del fischio d’inizio e che indosseranno una fascia rossa e nera al braccio. Ricordiamo che sono i due colori dei Crusaders, la squadra di Christchurch. In più ci saranno bandiere a mezz’asta e tutte le televisioni durante le partite manderanno continuamente in sovraimpressioni numeri, siti e associazioni dove devolvere il proprio aiuto.
Ricordiamo che il match tra Crusaders e Hurricanes , che doveva tenersi all’AMI Stadium di Christchurch, non si giocherà e non verrà recuperato: le due franchigie hanno deciso di dividersi equamente i quattro punti in palio.