Video: prendere in giro gli All Blacks, ora tocca ai francesi…

Lo Cicero. “Ci siamo ritrovati, ora sotto con la Francia”

Lancio Ansa di pochi minuti fa…

”La cosa importante era cancellare la brutta prestazione di Twickenham contro l’Inghilterra. Con il Galles, abbiamo ritrovato la retta via, certo abbiamo sprecato qualche occasione di troppo”. Il pilone azzurro, Andrea Lo Cicero, preferisce vedere il bicchiere mezzo pieno e sottolinea comunque la buona partita dell’Italrugby contro i ‘dragoni’ gallesi. Purtroppo pero’ la performance degli azzurri non e’ bastata ad evitare la terza sconfitta di fila nel Sei Nazioni 2011.
”Il nostro torneo non e’ ancora finito – ha aggiunto a margine di un’iniziativa dello Lgs SportLab – abbiamo ancora due partite contro Francia e Scozia e faremo di tutto per portare a casa un successo. Ripeto, siamo soddisfatti della partita con il Galles e della nostra reazione dopo il brutto ko in Inghilterra. Ora sara’ compito del ct analizzare i nostri errori e trovare delle soluzioni”.
Intanto pero’ bisogna subito mettersi a lavoro in vista della prossima sfida contro la Francia. ”E’ sempre una partita speciale – ha concluso Lo Cicero – Sono i nostri vicini di casa e giocano un rugby di grande movimento. Ci sara’ da soffrire, ma loro hanno qualche giocatore importante infortunato e noi ci proveremo”. Sulla vincitrice del Torneo, il pilone azzurro non ha dubbi. ”Sicuramente l’Inghilterra. Hanno fatto un cambio generazionale qualche anno fa e ora stanno raccogliendo i frutti del lavoro fatto. Sono gia’ pronti per il Mondiale”.
Ma il sogno di Andrea Lo Cicero per il futuro e’ quello di partecipare un giorno alle Olimpiadi su una barca a vela.
”Spero di riuscire a realizzarlo – ha confessato – altrimenti provero’ con altre cose: un’azienda agricola o un futuro sempre nel mondo del rugby”.

Fotogallery: e Italia-Galles diventa una slideshow..

Di Foto Vescusio Agenzia Fotografica… Bravi!

Cosa ci dice Right Rugby del terzo turno del Sei Nazioni

L’analisi di Right Rugby sul terzo turno del Sei Nazioni, al solito molto intrigante

Tante belle succose informazioni possono essere tratte da questo confronto domenicale, a nostro avviso tutte positive se viste dal nostro punto di vista di italiani, come sempre impegnati a tentare di schivare la cucchiaiata legnosa che regolarmente ci arriva in mezzo alle costole quasi ogni anno, ma stavolta anche interessati a tener d’occhio l’Irlanda, in prospettiva settembrina neozelandese.

Iniziamo dagli obiettivi ravvicinati: la Scozia, quella che doveva essere la sorpresa di questo Sei Nazioni, si appresta ad affrontarci nell’ultima gara a pari punti con noi. Per quanto infatti la Calcutta Cup possa rappresentare da sempre l’obiettivo di una intera stagione per gli scozzesi, non vediamo questa compagine rappresentare una seria minaccia per gli inglesi tra le loro mura; perlomeno non più di quanto sulla carta lo possa essere una Italia con più certezze che dubbi, nei confronti della pur scossa nostra bestia nera francese.
Da potenziale sorpresa a contendente del cucchiaio di legno: cos’è successo agli scozzesi? A mio avviso Andy Robinson li ha portati troppo avanti nella strada del gioco “moderno” tutto possesso e avanti Savoia, ooops go go Cameron Highlanders. Uno spartito il suo indubbiamente in linea coi dettami Australi in voga, ma se non hai le qualità richieste negli interpreti, produci solo sfiancanti percussioni e allargamenti ma guarda caso, senza segnare mai una meta.
Dal nostro punto di vista, abbiamo avuto la “fortuna” di venir brutalmente svegliati a Twickenham per tempo, dal sogno nazional popolare che ci conduceva lungo la stessa strada perdente (“battere gli inglesi in casa loro si può, basta affrontarli a viso aperto” !), avendo ancor meno risorse e tradizioni degli scozzesi; un traumatico risveglio dai sogni di gloria, la “paura” di prender altri 50 punti come ha giustamente detto Parisse, ci potrebbe salvare.
Loro invece no, sono oramai troppo avanti, Robinson è committed, son tutti troppo monodimensionali e amanti della bravery per cambiar strada e tornare a interpretazioni più chiuse e conservative, fortunatamente per noi.
Eppure non servirebbero gran analisti per accorgersi che è con l’ingresso di Parks al posto di un anonimo Jackson (deve crescere) e il suo minimo abbozzo di gioco tattico che la Scozia ha rischiato sul serio di strappare ai pigri (o logori) irlandesi una gara sin lì dominata tre mete a zero. E prima di lui, la baracca era stata retta non dai nobili assalti all’arma bianca al suono delle pive, ma dalla più “chiusa” delle tattiche, punire le indiscipline avversarie grazie all’educatissimo piede del veterano Paterson. (…)

Lezione invece perfettamente assimilata dall’Irlanda: anche loro avanti lungo la strada del gioco più aperto, dopo le difficoltà con noi e lo schiaffo francese in casa, Kidney ritira fuori dalla naftalina Ronnie O’Gara, un nome una garanzia, e gli fa sparacchiare un po’ dei suoi missili intelligenti a cercar rimesse laterali. Senza esagerare beninteso, ma avete per caso notato che oggi le due ali verdi è come se non ci fossero state in campo, in fase offensiva? Viva la tradiciòn, gioco sporco, “avanti con gli avanti” – e i centri – come si faceva un tempo- e ancor oggi – a Munster!
Il problema di Kidney analizzato in ottica Mondiali è che sarà difficile rimanere in mezzo al guado, un po’ di qua – gioco di possesso – e un po’ di là – ritorno alle sane ruvidezze marca Munster. Aprirebbe troppi dubbi, a partire dal contrordine compagni, Sexton o O’Gara? L’aver fatto entrare il primo quando sarebbe servito come il pane continuare col tatticismo del secondo, stava per fargli pedere la partita: il peggior cambio visto quest’anno in Europa dopo quelli di Ranieri nell’ultima sua partita con la Maggica. (…)

L’altra considerazione, stavolta l’ultima per davvero: ranking a parte, l’Europa s’allarga al vertice e Inghilterra vola, anche se all’inizio de Le Crunch ha nostrato dei limiti temperamentali, ha sentito molto la pressione e s’è rimessa anche grazie agli “aiutini”, mentre la Francia batte il passo ma rimane un livello più alto delle altre, ranking a parte, alla luce della gara con l’Irlanda; a meno che il morale, sempre importante per i Transalpini, non sia sceso troppo. Al contempo l’Europa ci pare si restringa alla base: i risultati lo provano, oggi non c’è più ‘sto abisso di differenza, pur nel rispetto dei valori di sempre, tra Irlanda, Scozia, Galles e udite udite, Italia.
La quale, lo ricordiamo perché siamo gli unici a farlo, se qualche anno fa veniva affrontata dai rincalzi, oggi se la gioca con gli avversari di questo livello che schierano i migliori. Se con le prime due ci sono ancora le decine di punti di divario, con queste non più, non adesso.E non è poco, in attesa di chi sappia selezionare una nuova generazione e “condizionarla” non solo fisicamente e tecnicamente.

Sei Nazioni: i 26 convocati per la Francia, Mallett conferma il gruppo

Nick Mallett, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Rugby, ha convocato ventisei giocatori per il test-match contro la Francia in programma sabato 12 marzo alle ore 15.30 allo Stadio Flaminio di Roma, quarta giornata dell’RBS 6 Nazioni 2011.

Il CT ha confermato integralmente la rosa di atleti che ha preparato la partita interna di sabato scorso contro il Galles. La Nazionale si radunerà presso il Park Hotel “La Borghesiana” di Roma domenica 6 marzo alle ore 18.00.

La partita contro la Francia potrebbe dare ad Andrea Lo Cicero il cap numero ottantacinque, rendendo il pilone catanese del Racing Metro l’atleta in attività con più presenze in Nazionale, secondo assoluto dietro al solo Alessandro Troncon (101 caps dal 1994 al 2007), mentre Mirco Bergamasco, in caso di utilizzo, diverrebbe il sesto atleta nella storia dell’Italia a tagliare il traguardo degli ottanta caps. Carlo Festuccia, unico atleta non entrato nel corso del match contro il Galles, potrebbe festeggiare la cinquantesima apparizione con l’Italia in un incontro internazionale.

Piloni

Martin CASTROGIOVANNI (Leicester Tigers, 74 caps)

Lorenzo CITTADINI (Benetton Treviso, 4 caps)

Andrea LO CICERO (Racing-Metro Paris, 84 caps)

Salvatore PERUGINI (MPS Aironi, 78 caps)


Tallonatori

Carlo FESTUCCIA (Racing-Metro Paris, 49 caps)

Leonardo GHIRALDINI (Benetton Treviso, 35 caps)


Seconde linee

Valerio BERNABO’ (Benetton Treviso, 18 caps)

Santiago DELLAPE’ (Racing-Metro Paris, 63 caps)

Carlo Antonio DEL FAVA (MPS Aironi, 50 caps)

Quintin GELDENHUYS (MPS Aironi, 19 caps)


Flanker/n.8

Robert BARBIERI (Benetton Treviso, 12 caps)

Paul DERBYSHIRE (Benetton Treviso, 8 caps)

Sergio PARISSE (Stade Francais, 75 caps) – capitano

Manoa VOSAWAI (Benetton Treviso, 8 caps)

Alessandro ZANNI (Benetton Treviso, 50 caps)


Mediani di mischia

Pablo CANAVOSIO (MPS Aironi, 35 caps)

Fabio SEMENZATO (Benetton Treviso, 2 caps)


 

Mediani d’apertura/Estremi

Kristopher BURTON (Benetton Treviso, 7 caps)

Luke MCLEAN (Benetton Treviso, 27 caps)

Luciano ORQUERA (Brive, 20 caps)


Centri/ali

Tommaso BENVENUTI (Benetton Treviso, 4 caps)*

Mirco BERGAMASCO (Racing-Metro Paris, 79 caps)

Gonzalo CANALE (Clermont-Auvergne, 64 caps)

Gonzalo GARCIA (Benetton Treviso, 20 caps)

Andrea MASI (Racing-Metro Paris, 58 caps)

Alberto SGARBI (Benetton Treviso, 11 caps)

*è/è stato membro dell’Accademia FIR “Ivan Francescato”