Celtic League: Edinburgh-Cardiff Blues 11-16

Cardiff Blues: 15 Chris Czekaj 14 Leigh Halfpenny 13 Casey Laulala (74off) 12 Dafydd Hewitt 11 Richard Mustoe 10 Ceri Sweeney (67off) 9 Tom Slater 8 Xavier Rush 7 Martyn Williams 6 Maama Molitika (54off) 5 Paul Tito (c) 4 Deiniol Jones (19off) 3 Scott Andrews (67off) 2 T Rhys Thomas (67off) 1 John Yapp (60off)

16 Gareth Williams (67on) 17 Sam Hobbs (67on) 18 Fau Filise (60on)19 Michael Paterson (19on) 20 Andries Pretorius (54on) 21 Tom Rowlands 22 Gareth Davies (67on) 23 Gavin Evans (74on)

Edinburgh: 15 Jim Thompson 14 Simon Webster 13 Ben Cairns 12 James King 11 Tim Visser 10 David Blair 9 Greig Laidlaw (C) 1 Lewis Niven 2 Andrew Kelly 3 Geoff Cross 4 Esteban Lozada 5 Steven Turnbull 6 David Denton 8 Netani Talei 7 Struan Dewar

16 Alun Walker 17 Kyle Traynor 18 David Young 19 Scott MacLeod 20 Scott Newlands 21 Ross Samson 22 Tom Brown 23 Andrew Turnbull

Cardiff Blues

Tries Czekaj x 1

Pen Halfpenny x 3

Con Halfpenny x 1

D/G

Edinburgh

Tries Visser x 1

Pen D Blair x 2

Con

D/G

Yellow Card:

Attendance: 1,776

Referee: David Wilkinson

 

Celtic League: Ulster–Aironi 23-10

di Federico Ranauro, Parmatoday.it

Ulster – Aironi   23 – 10

Ulster Rugby:15. Adam D’Arcy   14. Andrew Trimble   13. Nevin Spence   12. Paddy Wallace   11. Craig Gilroy   10. Ruan Pienaar   9. Paul Marshall   1. Paddy McAllister   2. Nigel Brady   3. Tom Court   4. Johann Muller   5. Tim Barker   6. Chris Henry   7. Willie Faloon   8. Pedrie Wannenburg
A disp: 16. Andy Kyriacou   17. Declan Fitzpatrick   18. Jerry Cronin   19. Neil McComb   20. Robbie Diack   21. Luke Marshall   22. Simon Danielli   23. Tommy Seymour

Aironi Rugby:15. James Marshall   14. Kaine Robertson   13. Gilberto Pavan   12. Matteo Pratichetti   11. Danwel Demas   10. Riccardo Bocchino   9. Pietro Travagli   1. Alberto de Marchi   2. Roberto Santamaria   3. Ulises Gamboa   4. Joshua Furno   5. Marco Bortolami   6. Josh Sole   7. Gareth Krause   8. Nick Williams
A disp: 16. Tommaso d’Apice   17. Luca Redolfini   18. Andrea de Marchi   19. George Fabio Biagi   20. Nicola Cattina   21. Tito Tebaldi   22. Gabriel Pizarro   23. Guilio Rubini

Gli Aironi arrivano in Irlanda con non poche polemiche, che li hanno visti protagonisti non sul campo a causa dei vari problemi tra il Presidente Melegari e i soci di Parma, la paura di allargare la zona di interesse della franchigia nel Nord-ovest e si è aggiunta la contestazione dei tifosi. Nelle ultime due uscite gli Aironi hanno ben figurati ed è mancata solo la vittoria e così è successo anche contro l’Ulster, dove, dopo una gara giocata bene, arriva l’ennesima sconfitta per 23 a 10.

Gli Aironi vanno subito sotto, infatti neanche il tempo di organizzarsi in campo che l’Ulster parte in quarta e arriva addirittura a schiacciare in meta con Court, unica nota positiva per i mantovani che Piennar sbaglia la conversione. Gli uomini di Phillips sembrano spaesati  e al 7’ sono ancora i padroni di casa a colpire con la seconda meta, questa volta schiacciata da Gilroy. Questa volta Piennar non sbaglia la conversione e dopo soli dodici minuti il risultato è già sul 12 a 0 per gli irlandesi. Sembra che c’è solo una squadra in campo, cioè l’Ulster che costringe gli Aironi a commettere falli per fermare le loro avanzate come al 14’ quando l’arbitra assegna un piazzato da buona posizione ai padroni di casa, sulla battuta va Piennar che non sbaglia e guadagna altri tre punti. Gli Aironi potrebbero accorciare le distanze con Bocchino grazie ad un calcio di punizione assegnato per un fallo e infatti non sbaglia e il punteggio cambia sul 15 a 3 alla mezzora.  Gli Aironi vogliono dimostrare sul campo che possono ottenere la prima vittoria e spingono nella metà campo avversaria arrivando alla prima meta al 38’ con Marshall e la successiva conversione di Bocchino. 15 a 10 a due minuti dalla fine del primo tempo e così sarà fino al primo fischio dell’arbitro.

La ripresa parte subito con un giallo per il giocatore dell’Ulster Muller. Per gli Aironi entrano Redolfini, de Marchi e Tebaldi per  Andrea De Marchi, Gamboa e Travagli. Al 62’ l’Ulster incrementa il suo vantaggio con un piazzato trasformato da Pienaar. La possibilità di riaprire la partita per gli Aironi sfuma al 71’ quando Fitzpatrick schiaccia a meta per la terza volta e Pienaar questa volta sbaglia la trasformazione. 23 a 10 al 72’. Non succede più nulla fino alla fine della gara.

Celtic League: Connacht-Benetton Treviso 31-25

Dall’ufficio stampa Benetton Rugby

Sfugge di un soffio il risultato storico di una prima vittoria esterna, arriva invece il primo punto di bonus per la formazione trevigiana.

Parte male, come ormai d’abitudine, il Benetton Treviso. Bastano solo due minuti ai trequarti irlandesi per fare il primo break nella difesa biancoverde e spedire il centro Nathan sotto i pali, con facile trasformazione per Keatley.

Il cecchino prossimo all’approdo a Munster, è in serata di grazia e due minuti più tardi lo dimostra con uno splendido calcio che taglia il campo e porta il gioco nei ventidue trevigiani.

Al 7′ inizia lo scontro isolano tra il samoano Ofisa, autore di una bella penetrazione, ed il figiano Manoa Vosawai, che lo placca alto, meritandosi il cartellino giallo e regalando a Keatley un’occasione d’oro per estendere la leadership.

Al 10′ la difesa ospite viene bucata nuovamente dall’estremo Duffy che, però, non trova supporto, ma riesce comunque a garantire una buona rimessa laterale in attacco per la formazione di Galway.

Dal lancio, gli avanti neroverdi giocano ravvicinati e creano una ruck, dalla quale esce velocemente e senza essere contrastato Frank Murphy. Il mediano di mischia ex Leicester Tigers realizza così la seconda meta personale negli ultimi due incontri allo Sportsground.

La posizione angolata non agevola Keatley nella trasformazione, che viene così fallita ed il risultato resta sul 15-0 per il Connacht.

Un minuto dopo, i Leoni finalmente si affacciano nei ventidue avversari, grazie ad un in avanti del centro Ta’auso, ma clamorosamente la mischia guidata dal tallonatore della nazionale del trifoglio, Sean Cronin, rispedisce indietro gli avanti biancoverdi (biancoblu nell’occasione odierna) e provoca il turn-over.

Treviso, comunque, non demorde nei primi venti minuti e si fa notare soprattutto con il dinamismo del ritrovato Joe Maddock, tra i protagonisti anche al Royal Dublin Society contro il Leinster la settimana scorsa.

Al 21′ la prima grande occasione per Antonio Pavanello e compagni per muovere il punteggio, ma Willem De Waal conferma l’andamento negativo visto a Dublino, fallendo un tentativo di calcio piazzato da circa 35 metri.

Passano solo due minuti e la situazione si ripresenta, ma a parti invertite, con la mischia trevigiana che concede un’altra occasione a Keatley che, nonostante la notevole distanza, non fallisce.

Il Benetton vuole comunque reagire e lo fa pochi istanti dopo con l’ala Michele Sepe, che realizza la prima meta dei suoi che, con la trasformazione di Willem De Waal, porta il risultato sul 18-7.

Il XV della Marca diventa allora inarrestabile, trovando un grande break direttamente uscendo palla in mano da una ruck e realizzando la seconda meta con Vosawai, che si fa perdonare il cartellino giallo precedente. De Waal questa volta fallisce la trasformazione e i Leoni restano a – 6.

Keatley, però, è un’autentica macchina da punti e al 36′ piazza da circa 40 metri il suo undicesimo punto della serata. E si migliora solo due minuti più tardi, grazie al mancato rotolamento del placcatore trevigiano, fissando il parziale della prima frazione di gioco sul 24-12.

Ricomincia nel peggiore dei modi anche il secondo tempo, con Nathan che crea, con un pregevole calcetto, e Tuohy che finalizza al centro dei pali, consentendo l’ennesima trasformazione a Keatley.

Al 10′ Duffy prova a creare altri problemi al Benetton, ma la sua iniziativa è fermata ed il tenuto dà l’occasione a Willem De Waal per portare lo score sul 31-15.

Il mediano di apertura sudafricano si ripete poi al 20′, dopo circa dieci minuti senza grosse emozioni.

Treviso non sembra avere la concentrazione delle giornate migliori e due minuti più tardi, prima la palla viene calciata fuori direttamente, riportando il gioco al limite dei ventidue, e poi i saltatori trevigiani contrastano in aria Swift, concedendo un’altra occasione a Keatley.

Il mediano di apertura, tuttavia, sbaglia il secondo tentativo della sua partita ed il risultato resta sul 31-18 per i padroni di casa.

Il risultato non si muove più e pure le occasioni non sembrano voler arrivare, almeno fino a dieci minuti dalla fine dell’incontro.

Il Benetton inizia a sfruttare il pack più forte, ottenendo diversi calci di punizione a ridosso della linea di meta del Connacht e costingendo anche capitan O’Connor ad immolarsi per la sua squadra, con un cartellino giallo.

La spinta e l’uomo in più portano i Leoni ad ottenere la terza meta, grazie alla penalità ravvisata dall’arbitro Knox. De Waal trasforma per mantenere vive nel finale le possibilità ospiti.

I ragazzi di Franco Smith generano il panico nella difesa avversaria e continuano ad attaccare, pur senza avere il miglior handling e concedendo qualche fallo di troppo nel tentativo di rimonta.

Niente da fare con il Connacht che addormenta gli ultimi minuti e alla fine ottiene vittoria per 31-25 e sorpasso in classifica.

MARCATORI: pt 2′ Nathan meta tr. Keatley; 10′ Keatley p.; 11′ F. Murphy meta; 24′ Keatley p.; 28′ Sepe meta tr. De Waal; 33′ Vosawai meta; 36′ e 38′ Keatley p.; st 7′ Tuohy meta tr. Keatley; 10′ e 20′ De Waal p.; 34′ meta tecnica Benetton Treviso tr. De Waal.
CONNACHT: Duffy; Tuohy, Ta’auso, Nathan, Carr; Keatley, F. Murphy; Ofisa, O’Connor, Browne; McCarthy, Swift; Hagan (st 21′ Ah You), Cronin, Wilkinson. A disp.: Flavin, Loughney, Upton, Nolan, Willis, Nikora, Matthews. All. Elwood.
BENETTON TREVISO: Williams; Sepe, Galon, Pratichetti (st 21′ Garcia), Maddock; De Waal, Nitoglia; Filippucci (st 21′ E. Pavanello), Vosawai (Derbyshire), Vermaak; Van Zyl, A. Pavanello (Padrò); Cittadini (Di Santo), Sbaraglini, Fernandez Rouyet (Rizzo). A disp.: Ceccato, Marcato. All. Smith.
ARBITRO: Knox della Federazione Scozzese.
NOTE: pt 24-12; cartellino giallo a: Vosawai (pt 7′), O’Connor (st 31′); spettatori: 2500 circa ; man of the match: ; calciatori: Connacht (Keatley 6/8), Benetton Treviso (De Waal 4/6); punti in classifica: Connacht 4, Benetton Treviso 1.

Italrugby in rosa, parla Di Giandomenico

Da Sportmediaset

E’ passata un po’ troppo inosservata la vittoria delle ragazze di Di Giandomenico La Spezia contro il Galles nella terza giornata del Sei Nazioni. Perché l’Italia dell’ovale femminile andrebbe sistemata meglio sulla bilancia delle prestazioni per essere pesata in maniera equilibrata. Troppo impegnati a spingere la squadra di Mallett a caccia di un successo che allontani il Cucchiaio di Legno, ci dimentichiamo che questo gruppo ha battuto 12-8 il Galles dopo averlo fatto in casa loro l’anno scorso. Eh sì, perché nel 2010 le ragazze di Di Giandomenico hanno vinto nel tinello delle Dragone (successo storico per il rugby azzurro a tutti i livelli) e perché poi hanno anche pareggiato contro la Scozia Colleferro (in provincia di Roma).

Il successo di settimana scorsa è uno stimolo per noi e per l’intero movimento nazionale – spiega Di Giandomenico raggiunto telefonicamente -. E’ un riconoscimento per le ragazze che hanno lavorato tanto per ottenere questo risultato“. Anche perché bisogna un attimo fermarsi e considerare che Zangirolami e compagne professioniste lo sono, certo. Professioniste di vita. Perché il rugby è una delle tante attività che portano avanti giorno dopo giorno. Sono anche mamme, mogli, fidanzate e lavoratrici dal mattino alla sera nei rispettivi settori. Non sono come Parisse e soci che dello status di professionisti possono godere di ogni privilegio. “Di solito le ragazze vengono da me, mi spiegano quanti giorni hanno di ferie e poi di conseguenza organizziamo i ritiri. Cerco di andare incontro il più possibile a tutte” – rivela il commissario tecnico azzurro.

Da qui si piantano le radici per creare un gruppo unito, granitico, privo di oriunde ed equiparate non per razzismo sicuramente. Una famiglia con sani principi insomma. “Il rapporto tra me e le ragazze è basato sulla totale fiducia – continua Di Giandomenico -. Una volta ottenuta questa, si ha la più totale disponibilità a lavorare su un progetto. Sono caparbie, attente, professionali. Direi che se si conquista la loro fiducia sono più disponibili degli uomini a seguirti e a cercare ogni giorno il miglioramento in più che poi può fare la differenza“.

Dalle parole ai fatti. Prendete l’esempio di Giuliana Campanella. Ha raggiunto i 50 caps azzurri, vive inNuova Zelanda con il marito Bevan e i due figli, però quando inizia la stagione del Sei Nazioni si trasferisce a Messina (sue terra d’origine) per un paio di mesi con i pargoli e si mette a disposizione della Nazionale. Il movimento femminile in Italia è in espansione pur restando comunque ancora di nicchia. Le praticanti sono circa 6000, 10 le squadre che partecipano al massimo campionato nazionale. Però sta salendo l’impatto del rugby a 7 giocato su metà campo. Non è quello che vedremo quindi alleOlimpiadi. Però è formativo per introdurre le nuove appassionate prima di “buttarle” su un terreno a 15. Sono più di 40 le squadre che partecipano a questa nuova versione. Realtà sparse per l’Italia a macchia di leopardo: dalle tradizionali come il Veneto, passando per il Beneventano, la BrianzaRoma, il Parmense e, seppure in forma embrionale, le Marche.

Di Giandomenico è approdato sulla panchina della Nazionale nel 2010 e quindi vanno ascritti anche a lui i meriti di questa crescita dell’Italia. Lui che è un tecnico federale, segue anche i giovani Under 15 eUnder 16 dell’Emilia Romagna oltre che insegnare per formare nuovi tecnici italiani. “Perché il movimento italiano in generale – spiega – se vuole emergere a livello internazionale dovrebbe partire da loro, da chi insegna rugby“. Poche parole, molto da trasmettere. Le accademie sparse sul suolo nazionale (MoglianoParma Roma per l’Under 18Tirrenia per l’Under 20) sono i banchi di prova per formare e specializzare gli atleti. Poi serve il salto di qualità che per il movimento femminile sarebbe magari la qualificazione ai Mondiali del 2014: “Ci stiamo lavorando, è un obiettivo a cui teniamo moltissimo” – aggiunge Di Giandomenico. E sarebbe un miracolo visto che, tanto fare un po’ di raffronto numerico, le praticanti in Inghilterra sono di più dei praticanti (uomini) in Italia. Il rugby femminile è affar serio a quelle latitudini.

Qui da noi si viaggia su cifre più contenute a livello di giocatrici e pubblico, però l’atmosfera è da incorniciare. Il terzo tempo, in fin dei conti, si gioca anche tra le donne. Con l’aggiunta di qualche passeggino in più.

 

Guidi-Orlandi agli Aironi l’anno prossimo? La risata del patron Melegari

Il duo Guidi-Orlandi a guidare gli Aironi il prossimo anno? Questa mattina lo sosteneva La Gazzetta di parma. Un’ipotesi se non clamorosa quasi. Perché Rowland Phillips non sta lavorando male, anzi. E soprattutto perché Guidi ha chiuso in modo burrascoso una collaborazione proprio con la franchigia di Viadana non più tardi di 15-20 giorni fa. Collaborazione tra l’altro non più lunga di un paio di mesi. Certo ci sono i rapporti FIR-franchigia da curare, però…
Rugby 1823 ha contattato il presidente degli Aironi, Silvano Melegari, che ha categoricamente smentito l’ipotesi. “La Gazzetta di Parma – dice il patron viadanese – non ha scritto una riga sulle questioni con i club ducali dei giorni scorsi e oggi vuole solo fare lo scoop. Io, sinceramente, mi faccio una risata. Non ho mai avuto indicazioni di questo tipo dalla Fir e, anzi, alla Federazione, come da accordi, ho richiesto la conferma dell’attuale staff”.