Cronaca e rally: l’ex azzurro Ghizzoni piomba con l’auto su spettatori

 

da La Gazzetta dello Sport

Serafino Ghizzoni, 57enne ex ala-estremo di L’Aquila e dell’Italia (60 caps tra il
1977 e il 1987) ieri è stato protagonista di un incidente nella cronoscalata «Svolte
di Popoli» (Pescara): alla guida di una Honda Civic è finito fuori strada travolgendo un carabiniere, un commissario di percorso e uno spettatore. Il militare, G.P., di 42 anni, ha avuto le conseguenze peggiori: è stato operato alle gambe all’ospedale di Popoli. Ghizzoni è stato il primo a soccorrerlo, inserendogli un pezzo di legno in bocca per aiutarlo a respirare.

La storia di Lorenzo, il minirugbista che è già un piccolo grande eroe

La (bella) storia va letta da cima a fondo. E lo potete fare qui

Uno spicchio di wheelchair rugby azzurro all’altra Londra 2012

di Maria Claudia Cavaliere

Il rugby non è, a Londra, sport olimpico e il Weelchair rugby non vede quest’anno in campo alle paralimpiadi la Nazionale Italiana. Eppure il Capitano della Nazionale Italiana di weelchair rugby Alvise De Vidi alle paralimpiadi ci sarà. E ci sarà nella gara più individuale che si possa immaginare: i 100 metri.
La storia di questo straordinario campione racconta di ben 13 medaglie paralimpiche fra nuoto e atletica (Seul 1988: oro 25 m farfalla, bronzo staffetta 4×100; Barcellona 1992: bronzo 800 m; Atlanta 1996: oro 400 m – 800 m, argento 1 500 m; Sydney 2000: oro 800 m – 1 500 m – maratona, argento 400 m, bronzo 200 m; Atene 2004: oro maratona, bronzo 200 m). Altri sono i preziosi successi mondiali ed europei nella carriera di Alvise. Un anno sportivo davvero da incorniciare quello di Alvise: la nazionale di weelchair rugby ha ottenuto importanti risultati e sta crescendo insieme a tutto il movimento.
L’atletica lo ha visto conquistarsi il diritto alla partecipazione alla sua sesta paralimpiade a suon di risultati convincenti . Ora ad aspettarlo gli allenamenti che lo porteranno sulla pista dell’Olimpic Stadium per quei 100metri che rappresentano una meta da sogno.
Una garanzia Capitan De Vidi: atleta di grande classe, forza mentale e disciplina, Qualità che ne fanno un fuoriclasse anche nell’essere il Capitano di uno sport di squadra che va alle paralimpiadi in uno sport individuale. Un esempio davvero straordinario Alvise. La qualità del Campione non ha ostacoli e, che sia sport di squadra o sport individuale Alvise porta le sue doti tecniche, psicologiche e umane in pista e in campo.
Manca poco meno di un mese al giorno in cui scenderà in pista a Londra. La gara dei 100 metri in carrozzina della sua categoria, T51, è prevista per il 3 settembre. Crediamo che ci saranno anche molti rugbysti a fare il tifo per il Capitano.

Olimpiadi di domani: traballa già il futuro olimpico del rugby?

da Il Tempo

Golf e rugby hanno «assicurata la presenza ai Giochi Olimpici del 2016 e del 2020, ma lo status attuale ha suscitato un intenso dibattito tra i membri del Comitato olimpico
internazionale. «Se fossi stato un membro della federazione golf o rugby sarei molto
preoccupato», ha detto il membro australiano del Cio Kevan Gosper, dopo l’intervento di Franco Carraro presidente della Commissione per il programma olimpico. Carraro aveva spiegato in dettaglio il processo di selezione che a settembre 2013 dovrà definire i 25 sport nucleo» per i Giochi olimpici, erano 28 a Pechino e 26 a Londra. Il rugby è da decenni assente dal programma olimpico, il golf da più di un secolo. Nel 2009 le due discipline sono state promosse ai giochi di Rio 2016 con la garanzia, ribadita da Carraro, della presenza ai Giochi 2020 la cui sede sarà stabilita a Buenos Aires nel 2013. «Golf e rugby sono fuori dal processo di revisione perché non possiamo esaminare qualcosa che non c’è», ha detto Carraro. L’inclusione nel 2016 significa che ci saranno anche nel 2020.

Cose che si dicono: il “campanilismo” nella ginnastica e il rugby

Ma ginnastica artistica e ritmica si stanno così sulle balle? Non si smette mai di imparare…

Torino, 22 lug. (LaPresse) – Ad appena cinque giorni dall’apertura delle Olimpiadi, è polemica nel mondo della ginnastica per le dichiarazioni rilasciate ieri dalla stella della nazionale di artistica, Vanessa Ferrari, in un’intervista a ‘Brescia Oggi’. La 21enne, ex campionessa del mondo e d’Europa, si è infatti scatenata contro la ritmica, disciplina cugina, dal 1984 parte del programma a cinque cerchi, e contro chi la pratica. “Io – ha affermato – non so perché non hanno ancora cancellato la ritmica dal programma olimpico. Un’ingiustizia, ad esempio, che il rugby ai Giochi non ci sia. È uno sport vero. Io non amo la ritmica, non ha i sacrifici di noi dell’artistica, è per ballerine fallite. Invidia? No, mi tengo la mia di ginnastica e i sacrifici non pesano”.

Frasi dure che la ginnasta del Centro sportivo Esercito ha voluto precisare a poche ore di distanza sul sito della Federginnastica, ma che, inevitabilmente, hanno aperto una polemica che sta montando soprattutto sui social network. “Quando ho parlato della ginnastica ritmica – ha specificato oggi la Ferrari – sono stata fraintesa. Nell’esprimere, infatti, il rammarico per l’assenza ai Giochi Olimpici del rugby, ho detto che ci sono discipline come la ritmica che stanno dando un pessimo esempio di sé attraverso giudizi discutibili, spesso a danno delle nostre Farfalle”. “E’ chiaro – ha aggiunto – che mi auguro che ciò non accada e che l’Italia, tre volte mondiale, si aggiudichi l’oro olimpico”. Immediata è stata però la polemica sul web. C’è chi parla di invidia e chi si dice incredulo. Chi, come l’ex olimpionica Fabrizia D’Ottavio, argento con le Farfalle ad Atene 2004, parla invece di “ignoranza totale”. “Ok la sincerità – scrive la D’Ottavio – ognuno può pensare ciò che vuole, ma almeno avere la decenza morale di non fare determinate dichiarazioni a pochi giorni dalla gara della vita”.