Un po’ di numeri da 2011

Numeri e curiosità raccolte da Planet Rugby. Io ve ne propongo alcuni, gli altri li trovate qui.

51 – Le mete segnate nell’ultime Sei Nazioni, tre in più di quello precedente
9 – Le volte che l’Italia ha conquistato il cucchiaio di legno dal 2000, anno in cui entrò nel Sei Nazioni
559 – le mete segnate nel Super Rugby 2011 (4,51 a partita)
228 – Punti segnati da Quade Cooper con i suoi Reds nel Super Rugby, miglior marcatore del torneo
696.300 – Dollari persi dai Crusaders a causa del terremoto che ha colpito Christchiurch a fine febbraio
8 – Il filotto di vittorie messe assieme dai Saints nella scorsa Heineken Cup
27 – I punti segnati dal Leinster nel secondo tempo della finale di Heineken Cup poi vinta ai danni del Northampton
18 – I titoli francesi vinti dal Tolosa, compreso quello 2010-2011
1 – Partite vinte dal Sudafrica nell’ultimo Tri-Nations
2,245 – Punti segnati alla RWC 2011
301 – Punti segnati dalla Nuova Zelanda al Mondiale, 73 in più del Galles
92 – Punti segnati dall’Italia, miglior squadra tra quelle rimaste fuori dai quarti di finale
836 – Caps complessivi del XV sudafricano sceso in campo per il quarto di finale (poi perso) contro il Sudafrica al Mondiale. Il XV più “esperto” di sempre in un test
1342 – I giorni che mancano alla RWC 2015

Come avere oggi le prime statistiche sulla RWC 2015? Ci prova il Telegraph

Il Telegraph ha realizzato una infografica bella e interessante: la media delle mete e dell’età dei giocatori delle squadre vincitrici della RWC nelle scorse edizioni del torneo. E una proiezione sul Mondiale 2015. A questo link

Numeri, numeri e numeri: la fotografia più nitida della RWC 2011. E l’Italia…

La IRB Game Analysis Unit ha passato al setaccio il torneo iridato appena concluso e ha stilato un approfondito report statistico con tutti i numeri e i dati possibili e immaginabili. Ma non si è fermata qui e ha comparato queste cifre con quelle delle edizioni precedenti.
Qualche spunto: mischie e calci sono diminuiti rispetto al 2007, mentre sono aumentate le fasi di corsa e i passaggi. In quasi l’80% delle partite chi ha segnato più mete ha vinto. Diminuiti i margini di differenza tra le squadre di Tier 1 e 2, dimezzati i cartellini gialli.
Interessanti i trend sul lungo termine: rispetto al Mondiale del 1995 i passaggi sono aumentati del 50%, la palla in gioco del 33%, le ruck e le maul sono più che raddoppiate, diminuiti invece quasi del 50% i calci.
Riassumere tutto è impossibile, ma è possibile scaricare interamente il report:

DOWNLOAD THE FULL REPORT >>

E l’Italia? Numeri in chiaroscuro. Per quanto riguarda la media dei punti fatti/concessi gli azzurri sono i primi tra le squadre non ammesse ai quarti di finale, lo stesso dicasi per il numero di mete, calci e drop segnati.
Le nostre mete sono quasi equamente divise tra trequarti e avanti (7 a 6), scopriamo che dalla mischia  nascono la maggior parte delle nostre segnature (insieme ai lineout) e che però dai pacchetti avversari ci difendiamo benissimo: solo una meta subita nata da una mischia. Che non sappiamo partire da lontano: oltre la metà delle nostre segnature nasce negli ultimi 22 metri, nemmeno una dalla nostra metà campo. Che abbiamo segnato soprattutto nel primo tempo ma abbiamo altrettanto subito nel secondo. Che uno dei problemi principali da risolvere è quello del calciatore: nei piazzati peggio di noi in Nuova Zelanda sono andati soltanto Russia, Stati Uniti, Fiji e Namibia.
Che teniamo poco la palla in gioco: meno di 16 minuti, meglio di noi anche la Georgia, Tonga e gli USA. Che siamo arrivati quartultimi per numero di passaggi medi a partita (101).
Insomma, scaricate e leggete. Ce n’è per tutti.

Heineken Cup: le statistiche complete di Treviso-Ospreys e Clermont-Aironi


Nuova Zelanda, tutti i numeri del movimento

I neozelandesi sono 4 milioni o poco più. Quelli che nel 2011 hanno giocato a rugby in maniera continuativa ogni settimana sono stati circa 145mila (145.689 per l’esattezza), un numero spaventosamente alto rispetto al bacino della popolazione. in Italia siamo 60 milioni e non si arriva a 100mila tesserati, cosa che non significa che chi ha la tessera FIR in tasca giochi per forza.
Il dato neozelandese è stato reso noto dalla locale federazione, che sottolinea anche come il dato sia inferiore di 1.204 unità rispetto all’anno precedente. Cosa che non preoccupa nessuno o quasi ad Auckland, perché il calo è concentrato nella zona di Christchurch, dove dallo scorso febbraio un terremoto ha fermato gran parte delle attività sportive. Si tratta della prima diminuzione negli ultimi 5 anni, duranti i quali si è registrata un crescita complessiva  del 3% per quanto riguarda uomini, donne e bambini. Non solo: in crescita anche il numero degli allenatori (11.018 in totale, 11% in più) e degli arbitri (1.953, + 15%).
Calano invece i volontari e i dirigenti della varie società e club: -5.892 unità. Anche in questo caso però non mancano i perché: la gran parte dei volontari – ad esempio – quest’anno sono stati infatti assorbiti dall’organizzazione dei Mondiali.