Video: L’Aquila e la raccolta differenziata, la terza puntata

Terapia Aironi per i piccoli malati

dall’ufficio stampa Aironi

Un’altra grande vittoria per i tifosi degli Aironi. Attraverso la vendita delle magliette indossate dai giocatori durante i derby contro Treviso e poi autografate sono infatti stati raccolti già 3240 € in favore di AIBWS Onlus. I fondi raccolti andranno a finanziare il “Progetto Aironi” ideato dall’Associazione Italiana Sindrome di Beckwith-Wiedemann, con cui si punta a formare centri di diagnosi e cura su tutto il territorio italiano per poter offrire ai piccoli pazienti lo stesso approccio terapeutico offerto dai grandi centri, evitando così i cosiddetti “viaggi della speranza”. Il conto totale potrebbe però ulteriormente aumentare. Sono infatti ancora disponibili magliette del kit di riserva non utilizzato in gara, in particolare i numeri 3, 11, 12, 14, 21, 22, 23. Chi volesse acquistarle al prezzo di 120€ può inviare una mail a web@aironirugby.eu indicando il numero di maglia desiderato e il giocatore che vuole firmi la maglietta.

AIRONI-MUNSTER: A SAN VALENTINO DUE CUORI E UNO STADIO

Ultimi giorni di riposo per i giocatori degli Aironi, che da lunedì torneranno ad allenarsi al Lavadera Village. Il prossimo impegno è in programma per domenica 12 febbraio, quando allo Zaffanella di Viadana arriverà il Munster (calcio d’inizio alle ore 15). Per la sfida alla Red Army e in occasione della festa di San Valentino, la società propone un’offerta speciale per chi vorrà assistere alla partita in dolce compagnia. Le coppie potranno infatti entrare pagando un solo biglietto e in omaggio riceveranno un prodotto della linea corpo firmata Aironi realizzata dallo sponsor Hbs e un omaggio offerto dal centro estetico Gaudia.

Anche chi si presenterà alla biglietteria dello Zaffanella il giorno della partita presentando il biglietto di Italia-Inghilterra del giorno precedente, potrà assistere ad Aironi-Munster al prezzo di 5 euro.

Video: la Georgia del rugby in mischia contro la violenza sulle donne

In Iran la scure fondamentalista si abbatte sul rugby femminile

da Ladies Rugby Club

Contro tutte le probabilità, di fronte agli ostacoli del destino che non possiamo immaginare qui in Occidente, il rugby femminile si è sviluppato ed è cresciuto in Iran. Le nazionale femminile iraniana ha iniziato a giocare a sette a livello internazionale nel 2009, e l’IRB si è fatta in quattro per permettere loro di giocare col corpo totalmente coperto ed come richiesto dalle loro regole religiose. Le divise delle ragazze iraniane hanno attirato una grande quantità di commenti, con grande fastidio delle atlete che volevano solamente essere trattate come giocatrici di rugby. E giocatrici che hanno dimostrato anche di saper giocare abbastanza bene. Le iraniane hanno anche avuto occasione di giocare in Italia per il Cortina 7s del 2010, ottenendo una vittoria per 10-3 contro il Valsugana e due sconfitte contro la nazionale azzurra per 10-0 e 33-0.

Nonostante tutto, negli ultimi tre anni hanno vinto un terzo degli incontri internazionali disputati ed hanno ottenuto un record di gran lunga migliore di molte altre “liberali” e “moderne” nazioni asiatiche terminando tra l’altro al 9° posto su 12 il campionato asiatico nel mese di ottobre scorso. Purtroppo le ragazze non potranno migliorare il loro record. Secondo il Globe and Mail dopo che all’inizio dell’anno il loro allenatore è stato cacciato (in quanto un uomo non deve allenare le donne), le ragazze sono state costrette ad allenarsi e giocare principalmente al chiuso, poiché all’aperto avrebbero potuto essere viste da uomini e questo in Iran è estremamente disdicevole. E’ poi notizia di oggi che è stato tagliato con una legge il loro finanziamento pubblico di supporto. La notizia pubblicata sui giornali di Teheran in mattinata aveva questo titolo: “l’ascia è finalmente caduta!”. Accanto alle foto delle ragazze del rugby e di altre discipline risaltavano aggettivi come: vergognoso, disdicevole, oltraggioso ed altri che non si possono nemmeno riportare.

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Rugby4us in sostegno dei piccoli bielorussi

Ricevo e pubblico

A partire dall’Estate 2012 la RUGBY4US collabora con la Associazione Puer nei programmi di accoglienza di bambini bielorussi, offrendo il contributo del mondo del rugby all’attività della Associazione romana.
Questi programmi infatti mirano a costruire un rapporto tra il bambino e la famiglia ospitante che non si esaurisca nel contesto della vacanza, bensì  reiterati nel tempo sostengano la crescita di questi bambini  incoraggiandoli alle proprie mete. Il naturale compito della palla ovale.

Il progetto si rivolge a tutte le famiglie, dal minirugby al movimento Old. Per chi fosse interessato non è necessario alcuno stato civile in particolare: a single o coppie che siano, viene richiesta la disponibilità  ad accogliere un bambino nel proprio quotidiano.
In seguito ad un colloquio informativo, la Rugby4us valuterà le domande delle famiglie sulla base dei parametri che l’ Associazione Puer ha ritenuto necessari alla tutela del soggiorno dei minori .

II progetto richiederà il Patrocinio della Federazione Italiana Rugby, del Ministero della Cooperazione Internazionale e l’Integrazione, e dell’Ufficio dello Sport presso il Ministero presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Le famiglie interessate possono richiedere alla RUGBY4US maggiori chiarimenti , mandando un email a rugby4us@alice.it …. O contattando la stessa su FB .