Sei Nazioni, la Scozia che aspetta gli inglesi è fatta

Andy Robinson, ct scozzese, ha annunciato il XV di casa che sabato alle 18 (ora italiana) scenderà in campo a Murrayfield per affrontare l’Inghilterra nella prima partita del Sei Nazioni 2012. Formazione con qualche novità, come il debutto assoluto di  Lee Jones.
Queste le scelte di Robinson:

15 Rory Lamont, 14 Lee Jones, 13 Nick De Luca, 12 Sean Lamont, 11 Max Evans, 10 Dan Parks, 9 Chris Cusiter, 8 David Denton, 7 Ross Rennie, 6 Alasdair Strokosch, 5 Jim Hamilton, 4 Richie Gray, 3 Euan Murray, 2 Ross Ford (capt), 1 Allan Jacobsen.
In panchina: 16 Scott Lawson, 17 Geoff Cross, 18 Alastair Kellock, 19 John Barclay, 20 Mike Blair, 21 Greig Laidlaw, 22 Graeme Morrison.

Sei Nazioni: fatta la Francia che aspetta l’Italia

Il ct transalpino Philippe Saint-André ha annunciato il XV che sabato scenderà in campo a Parigi contro gli azzurri nella giornata di debutto del Sei Nazioni 201. Ecco le sue scelte

Médard – Clerc, Rougerie, Fofana, Malzieu – Trinh-Duc (o), Yachvili (m) – Bonnaire, Picamoles, Dusautoir (Cap.) – Nallet, Papé – Mas, Servat, Debaty
Remplaçants : Poux, Harinordoquy, Szarzewski, Maestri, Parra, Beauxis, Mermoz

23e homme : David Attoub

Botes in nazionale, c’è l’ufficialità

dall’ufficio stampa FIR

Jacques Brunel, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Rugby, ha aggregato al gruppo di trentuno convocati in raduno presso il CPO “Giulio Onesti” di Roma il mediano di mischia e d’apertura Tobias Botes (Benetton Treviso) in considerazione delle non perfette condizioni fisiche del mediano d’apertura Luciano Orquera (Aironi Rugby, 27 caps).

Orquera è stato sottoposto ad ecografia ieri pomeriggio presso la Casa di Cura Villa Stuart per valutare l’entità di un affaticamento al bicipite femorale destro accusata in allenamento. Gli esami strumentali hanno evidenziato una progressiva risoluzione di una lesione al bicipite femorale precedentemente riportata, ma ad oggi il giocatore non ha ripreso gli allenamenti con la squadra.

Botes, 28 anni, nato a Worcester in Sudafrica ed alla sua quarta stagione con la maglia della Benetton Treviso, ha raggiunto all’ora di pranzo il raduno di Roma ed è in attesa dell’espletamento delle formalità burocratiche per l’equiparazione, necessarie a garantirne l’eventuale utilizzo già dal match di sabato; Orquera rimane convocato con la Squadra Nazionale e continua i trattamenti fisioterapici.

Brunel e l’Italia verso la Francia in cerca di armonia

Giorgio Cimbrico ha intervistato Jacques Brunel per il Secolo XIX. Ecco uno stralcio della loro conversazione

«I francesi sono una delle potenze del mondo, in finale ai Mondiali – dice – al terzo posto nel ranking. Animati da una forte desiderio di vendetta: non hanno dimenticato la sconfitta di marzo, al Flaminio. Per loro, un’ustione. Il peggiore degli inizi
possibili? Duro, non c’è dubbio. Ma a me piace così, amo le faccende difficili. Una di quelle partite che possono essere eloquenti sulla capacità di una squadra, di giocatori che io voglio ambiziosi, pronti a dare il massimo nelle situazioni più ispide».
Cosa le hanno insegnato questi suoi primi mesi di rugby italiano?
«La struttura federale è efficiente, la FIR la coltiva molto bene e sicuramente ci sarà bisogno della collaborazione di tutto il movimento, a ogni livello, per poter operare nelle migliori condizioni. La Nazionale è la vetrina del rugby italiano».
(…) Torniamo alla sua Italia: un gruppetto di giovani (Morisi, Esposito, Venditti, De
Marchi, Quartaroli, D’Apice, oltre a Benvenuti e Gori che in azzurro hanno già esperienza) che raggiunge il nucleo dei reduci dei Mondiali. Cosa produrrà questo
cocktail?
«È ovviamente presto per dirlo. Di certo il tempo a disposizione non è molto per pensare di stravolgere la squadra. E così dei 30 convocati in vista di Francia e Inghilterra, le nostre due prime avversarie, 22 hanno preso parte alla Coppa del Mondo. Poi ci sono alcuni volti nuovi che hanno fatto bene in campionato e giovanissimi interessanti, come Angelo Esposito, 18 anni e mezzo. Credo che
la loro ora verrà soprattutto nel tour di giugno, in Argentina e Nordamerica,
perfetto per fare esperienza».
(…)
Per molti tornei l’Italia si è retta sul gioco degli avanti. Cosa cambierà con lei?
«Dobbiamo trovare maggiore equilibrio tra il gioco degli avanti e dei trequarti, dare maggiore fiducia alla linea arretrata. Sino a oggi l’Italia ha puntato molto sul gioco del pacchetto di mischia, bisogna dare più equilibrio al gioco nella sua totalità. Io la chiamo armonia».

Stuart Lancaster non si fida dell’Italia e alza la guardia

“Giocare all’Olimpico per noi rappresenta una sfida in più e il rugby italiano è decisamente in ascesa”. Sono le parole di Stuart Lancaster, ct della Nazionale inglese, ai microfoni di Radio Manà Sport 24. L’Inghilterra farà visita all’Italia nella seconda giornata del 6 Nazioni.
”Penso che quando giocheremo contro l’Italia l’11 febbraio – ha proseguito l’allenatore inglese – così come qualsiasi altra squadra, la prima cosa che dovremo fare sarà innanzitutto quella di rispettare gli avversari che ci troveremo di fronte. Non importa in che stadio giocheremo. Dovremo prima di tutto soppesare il fatto di giocare in trasferta, e anche se dovessimo giocare contro l’Italia in uno stadio completamente vuoto, sappiamo che sarebbe comunque molto difficile batterla. Il fatto che ci siano 70.000 spettatori anziché 30.000 a tifare per l’Italia per noi rappresenta uno stimolo in piu”’.
Lancaster, che ha nominato Chris Robshaw capitano per le prime due gare dl torneo, predica rispetto anche alla luce dei risultati più recenti. ”La scorsa settimana il Benetton Treviso stava per avere la meglio sui Saracens in Heineken Cup e la Nazionale italiana l’anno scorso ha battuto la Francia, il che dimostra che il rugby italiano è un movimento decisamente in ascesa”.