Metti Shakespeare a fare l’haka

Nuovo festival dedicato a Shakespeare al Globe Theatre di Londra, lo stesso che secoli fa vide all’opera la compagnia diretta dal Bardo. La kermesse prevede che 37 opere diverse dell’autore verranno recitate in altrettante lingue.
Bene, interessante direte voi, ma il rugby dove sta? In qualche modo c’è pure la palla ovale, perché tra un Giulio Cesare in italiano, un Romeo e Giulietta in portoghese, un Amleto in lituano e un Riccardo III in cinese (ma – tra gli altri – c’è anche l’afgano, l’ebraico, il sudanese e il bantu) spunta un Troilo e Clessidra in versione Maori preceduto da un haka che il direttore artistico del teatro Dominic Dromgoole promette ”farà sembrare gli All Blacks un gruppo di ballerine”.
L’appuntamento è per il 23 aprile 2012, quando proprio Troilo e Clessidra aprirà l’intera kermesse.

E i TuttiNudi sconfiggono anche i Vampiri… (con video)

Lancio ANSA delle 16.11

Aspettando il big-match di domenica fra Italia ed Irlanda, che assegnerà un posto nei quarti di finale dei Mondiali di rugby, a Dunedin sono alle prese con il problema della violenza delle gang giovanili (ci sono stati scontri fra bande, con un morto ed un minorenne arrestato) e si distraggono con la partita dei ‘Nude Blacks’.
Una selezione di rugbisti neozelandesi e’ infatti scesa in campo sul prato del castello di Larnach per affrontare i ‘Vampiri’ della Romania: la particolarita’ del match e’ che tutti hanno giocato completamente nudi, da qui il nomignolo che accompagna questa squadra un po’ speciale che era alla terza esibizione stagionale. ”Contiamo di venire in Europa per il prossimo Sei Nazioni – ha detto l’organizzatore dell’evento, e manager dei ‘tutti nudi’, Ralph Davies -, magari a Roma se troviamo lo sponsor”.
I ‘nude blacks’ hanno anche eseguito, sempre in costume adamitico ma esibendo numerosi tatuaggi, la ‘haka’ di rito davanti ai Vampiri (nudi anche loro, per adeguarsi all’ ‘abbigliamento’ dei rivali) che hanno cercato di replicare colpo su colpo, ma alla fine hanno dovuto cedere per sei mete a quattro.
Due settimane fa i ‘nude blacks’ erano stati sconfitti da una selezione femminile spagnola ”e questa partita e’ servita per riprenderci da quello shock, quel giorno forse eravamo distratti”, ha commentato il capitano dei ‘tutti nudi’ David Bourke. Lo stesso Bourke domenica provera’ ad entrare sul campo durante Italia-Irlanda, ovviamente senza veli, come da tradizione rugbistica

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Le ultime sulle condizioni di Lomu

Le ultime su Jonah, un lancio ANSA delle 21 e 58 di domenica sera

La Nuova Zelanda trema per Jonah Lomu. Secondo quanto rende noto l’edizione online del quotidiano ‘New Zealand Herald’, l’ex fenomeno degli All Blacks, 36 anni, e’ stato ricoverato d’urgenza per l’insorgere di un serio problema ai reni e sembra anche al fegato.

Lomu, grande protagonista dei Mondiali del 1995 e primatista di mete segnate, soffre da 16 anni di nefrite renale e nel 2004 e’ stato sottoposto a trapianto del rene. Ne’ l’attuale moglie Nadene, ne’ quella precedente, Fiona, hanno voluto fare commenti, mentre il suo ex manager Phil Kingsley Jones ha detto di augurarsi, ”come tutti nel mondo, che Jonah possa riprendersi rapidamente, non solo per cio’ che lo ha reso famoso ma per il tipo di persona che e’ adesso. Ha superato tanti problemi, e ce la fara’ anche adesso”.
Le condizioni dell’ex fuoriclasse sono stabili, e per ora non e’ previsto che venga dimesso.

Lomu, ‘icona’ del rugby universalmente riconosciuta, di recente era stato protagonista della cerimonia inaugurale della Coppa del Mondo 2011, in Nuova Zelanda, e si stava allenando per salire sul ring da peso massimo in un match benefico in programma a dicembre. Come suo possibile avversario era stato indicato Sonny Bill Williams, asso degli All Blacks di oggi che alterna l’attivita’ di pugile professionista a quella rugbistica.

Secondo Robert Walker, preside di medicina all’Universita’ di Otago, sarebbe da escludere che l’attivita’ da pugile possa aver causato problemi di salute a Lomu, mentre Carmel Gregan-Ford, esperta del ministero della salute proprio nel campo dei trapianti ha spiegato che ”i sintomi di Lomu potrebbero far pensare ad una crisi di rigetto. Dopo un trapianto del rene puoi andare avanti un anno come venti, dipende dal rene stesso, e c’e’ sempre il rischio di rigetto. Se il rene smette di funzionare c’e’ la possibilita’ di un altro intervento, con tutti i rischi che cio’ comporta”. Dal ritiro della nazionale neozelandese, l’assistente allenatore Steve Hansen, intervistato sempre dal ‘New Zealand Herald’ ha detto che ”si tratta di una notizia molto triste. Non ne sappiamo molto, solo che e’ stato ricoverato in ospedale. I nostri pensieri sono con lui, e gli auguriamo una rapida soluzione dei suoi problemi”

ULTIMORA – Jonah Lomu in ospedale

Jonah Lomu è stato ricoverato d’urgenza all’Auckland District Health Board per un non meglio specificato problema ai reni. La leggenda All Black dovette lasciare il rugby di altissimo livello nel 1995 dopo che gli venne diagnosticata una nefrite, che lo portò a un trapianto di reni nel 2004.
Non si conoscono le sue condizioni.

Il mediano di mischia? Gesù Cristo, parola di parroco

Francesco Volpe per Il Corriere dello Sport

Il rugby in Nuova Zelanda è una religione. E non è un modo di dire. Basta andare in edicola per credere. Ieri mattina il “Dominion Post” è uscito in prima pagina con una storia che ha dell’incredibile. “Gesù è un All Black”, titolava virgolettato il quotidiano di Wellington. A parlare non è un tifoso in coma etilico bensì il reverendo Frank Nelson, parroco della cattedrale di Saint Paul, nella capitale neozelandese. Ad illustrare il servizio un ritratto di Gesù benedicente con maglia nera e pallone ovale, opera dell’artista Don Little. (…)

La Nuova Zelanda è in preda ad un’isteria collettiva. Gli All Blacks sono dappertutto, dalle copertine delle riviste alle minutaglie della vita quotidiana. Così in pochi si stupiscono se padre Nelson dichiara: «Per il credo cristiano è centrale l’idea che Dio si fece uomo. Noi neozelandesi adoriamo il rugby e invochiamo spesso il nostro Dio. Trovo dunque assolutamente logico che, se Gesù tornerà sulla terra, lo farà da All Black». E non basta: «A dirla tutta, mi aspetto che sia un mediano, quello che fa partire tutta l’azione introducendo la palla in mischia».