Gli organizzatori della RWC 2011, svoltasi in Nuova Zelanda e finita con il trionfo della squadra degli All Blacks, hanno chiuso il bilancio con una perdita di 31,3 milioni di dollari neozelandesi, circa 19 milioni di euro. L’annuncio è stato dato dallo stesso comitato di Rugby New Zealand 2011, una joint venture tra il governo neozelandese e la federazione rugby del paese (Nzru). Un dato che per quanto registri un pesante segno meno è comunque migliore delle previsioni, secondo cui il rosso sarebbe stato di 40 milioni di dollari locali.
A complicare le cose dal punto di vista finanziario ci sono stati la crisi finanziaria globale e, sei mesi prima dell’inizio del torneo iridato, il terremoto che ha devastato Christchurch, città che avrebbe dovuto essere una delle sedi di partite, sette che poi sono state dislocate altrove. Ora la federazione coprirà parte del disavanzo del Mondiale con 10 milioni di dollari neozelandesi (circa 6 milioni di euro) che tirerà fuori dalle proprie casse.
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Nuova Zelanda a 7 femminile con Rio de Janeiro 2016 già in testa
Da oggi il sogno olimpico è un po ‘più vicino per 28 giovani atlete provenienti da tutta la Nuova Zelanda che sono state selezionate per “Go4Gold”, il programma olimpico di rugby 7s femminile della NZRFU. Dopo aver visionato oltre mille giocatrici sui vari campi del paese il Coach Sean Horan ha selezionato un gruppo di atlete per partecipare ai raduni che si terranno nel corso dei prossimi mesi. L’obiettivo finale del programma è quello di selezionare e sviluppare una squadra femminile Sevens che possa competere per una medaglia d’oro ai Giochi di Rio de Janeiro nel 2016, quando il Rugby 7s farà il suo debutto olimpico sia per gli uomini che per le donne. (…)
Wellington
Shakira Baker – Hilla Fukofuka
Canterbury
Kendra Cocksedge – Kelsey Berryman – Ruby Tui – Lucy Ryan -Hannah Brand
Waikato
Chyna Hohepa – Jordan Webber – Carla Hohepa – Honey Hireme
Manawatu
Selica Winiata – Sarah Goss – Kristina Sue
Taranaki
Lauren Burgess – Michaela Blyde
Auckland
Charlene Halapua – Mere Hufunga – Tyla Nathan-Wong – Kayla McAlister – Linda Itunu – Huriana Manuel
North Harbour
Amanda Rasch
Hawkes Bay
Candis Cardie
Otago
Soraya Umaga-Jensen – Halie Hurring
Counties
Hazel Tubic – Marama Davis
L’All Black più forte di sempre? Colin Meads, parola di giornalisti e tifosi
Un giochino, però di quelli gustosi. Una settimana fa il New Zealand Herald ha stilato la classifica dei venti All Blacks più forti di sempre, una lista redatta dai suoi giornalisti ed esperti. Poi ha chiesto ai lettori di stilare una loro classifica sullo stesso tema. Qualche differenza c’è, legata – probabilmente – alla popolarità dei singoli (guardate, ad esempio, le due diverse posizioni di Tana Umaga). Ecco quello che è uscito…
Kirwan corre, corre, corre. Verso gli Auckland Blues
Nella corsa alla panchina degli Auckland Blues irrompe John Kirwan. Il suo nome circolava già da qualche tempo nella città neozelandese – insieme ad altri – ma proprio poche ore fa l’ex stella degli All Blacks si è lanciata in una vera e propria dichiarazione d’intenti in una breve intervista televisiva andata in onda sul canale neozelandese TV3: “Voglio tornare a casa, è arrivato il tempo”.
John è a Londra, dove domenica inizia il suo breve tour alla guida dei Barbarians, ma pensa al suo futuro prossimo. Che vorrebbe colorato di blu. Perché la franchigia neozelandese è alla ricerca di un nuovo allenatore dopo la stagione disastrosa ancora in corso. L’attuale coach Pat Lam è ufficialmente in corsa per una riconferma che però molto difficilmente diventerà realtà.
E qui entrano in gioco cose un po’ più grandi dei singoli candidati. Perché il sistema neozelandese è strutturato in maniera tale che tutto sia funzionale agli All Blacks senza però mettere in difficoltà le realtà locali. Auckland ha bisogno di un coach kiwi, potenzialmente eleggibile per la panchina che più conta (per allenare i tuttineri devi essere neozelandese o – se straniero – aver allenato una franchigia neozelandese per almeno 3 anni nell’ultimo lustro). Auckland ha bisogno di un allenatore che sappia dare una scossa all’ambiente e che sappia vincere e che al contempo conosca in profondità l’ambiente kiwi. Condizioni queste che mettono fuorigioco candidati prestigiosi come Eddie O’Sullivan, Jake White o Nick Mallett. Potrebbero rientrare nei giochi invece allenatori bravi e preparati come Vern Cotter (oggi a Clermont) o l’artefice numero uno del Leinster che domina l’Europa, Joe Schmidt. Kirwan rispetto agli altri due ha qualcosa in meno come esperienza, ma in quanto a pubbliche relazioni e capacità motivazionali non è secondo a nessuno.
Tante le voci che danno i tre su un volo verso la Nuova Zelanda tra 2013 e 2014, per motivi professionali e familiari. Tutti potrebbero diventare allenatori, consulenti, consiglieri, ma per i Blues vedo il nostro amico Kirwan un passo più avanti degli altri.
Hosea Gear non dice Banzai e rimane agli Highlanders
Hosea Gear non farà come altri suoi connazionali e nonostante le richissime offerte arrivate dal Giappone rimarrà nella sua Nuova Zelanda.
Per lui si era mosso il Toshiba, sopratutto dopo che il ct Hansen lo ha lasciato fuori dalla prima convocazione per i test-match di giugno che vedranno gli All Blacks impegnati in tre partite contro l’Irlanda.
Gear però è convinto di avere le possibilità e il tempo (ha 28 anni) di riconquistarsi un posto tra i tuttineri. Anche il prossimo anno vestirà quindi la maglia degli Highlanders.


