Italia-Tonga, Brescia ci spera ma non ci crede

Alberto Pellegrini per Il Giornale di Brescia

La Nazionale di Rugby a Brescia per il test match contro Tonga? Un sogno, molto probabilmente destinato a rimanere tale. Ma se ne parla, perché dopo che Torino ha rifiutato di ospitare il test match di novembre contro gli isolani del Pacifico e dopo che anche San Siro si è reso indisponibile per Italia-NuovaZelanda, la federazione rugby ha già deciso che il test match con gli All Blacks si giocherà il 17 novembre a Roma, all’Olimpico;
il match contro l’Australia sarà ospitato dal Dall’Ara di Bologna il 24 novembre mentre resta ancora da «piazzare» la partita contro Tonga in programma il 10 novembre.
E così si sono fatte avanti Monza, Bergamo, Ascoli, Reggio Calabria e pure Brescia. La candidatura della nostra città per una partita al Rigamonti è stata avanzata dalla GSport di Montichiari, società che cura tutta la pubblicità della Nazionale di rugby e anche dello stadio
Rigamonti. Sabato a Parma si riunisce il consiglio federale della Fir che dovrebbe anche decidere sulla sede del terzo test match.
Ma non tutte le candidature sembrano allo stesso livello: Monza ha già ospitato il rugby nazionale e internazionale, ma lo stadio non è molto capiente; Ascoli ha tutto a posto, ma ha già ospitato nel 2009 un match della Nazionale; Reggio Calabria potrebbe essere favorito
da considerazioni «geopolitiche»: un match al Nord / (Bologna), uno al Centro (Roma) e uno al Sud. Infine Bergamo e Brescia che paiono sullo stesso piano: Bergamo ha strutture un po’ migliori ma meno tradizione rugbistica, che peserebbe ancor di più se il Calvisano dovesse
vincere lo scudetto nei prossimi giorni. E il discorso torna, ineluttabilmente, all’insufficienza delle strutture: lo stadio Rigamonti è omologato per 16mila spettatori; qualche lavoro potrebbe aumentarne la capienza, ma difficilmente raggiungere i 25-30mila posti che
la Nazionale di rugby riempie sempre senza sforzo. Il grande rugby a Brescia? Un sogno
che, stando cosilo stadio, difficilmente diventerà realtà.

La FIR, Sergio Parisse e quelle ironie francesi

Il titolo è già tutto un programma: “Italie: Parisse au coeur d’un gros imbroglio”. Non credo serva la traduzione. A scriverlo è Rugbyrama, la costola web della Bibbia ovale d’Oltralpe Midi Olympique.
La questione ruota tutta attorno all’infortunio del terza linea. Lo scorso fine settimana dopo circa mezzora di gioco il capitano azzurro esce dal campo dove sta giocando la partita tra il suo Stade Francais e il Biarritz. L’infortuno pare subito grave, si teme una frattura al ginocchio. Lunedì gli esami rivelano che si tratta “solo” di un brutto guaio muscolare con uno stop di circa 6 settimane. Sergio lo scrive via twitter: “Risonanza fatta: strappo muscolare vicino al tendine Del bicipite femorale..niente operazione, tra 5-6 settimane di stop! Bye tournée”. Addio tournée. Perché è qui che sta l’inghippo: sembra che Sergio avesse deciso assieme al suo club di non andare nelle Americhe, ma poi qualcosa è cambiato, tanto che nel comunicato diffuso lunedì pomeriggio dalla FIR c’è un virgolettato di Brunel, lo riporto: “Sergio è un leader, un grande giocatore. Abbiamo parlato con lui ed abbiamo deciso di convocarlo per il tour perché crediamo che possa essere disponibile per giocare in quattro/cinque settimane a partire da oggi. In ogni caso per la vita, le ambizioni e lo spirito del gruppo sarà importantissimo poter contare sulla presenza del capitano”. Insomma, Parisse con l’Argentina (9 giugno) non ci sarà, ma contro Canada o USA (rispettivamente 15 e 23 giugno) potrebbe scendere in campo.

Nulla di grave, ma in Francia non la prendono bene. Rugbyrama sottolinea come già lunedì lo Stade Francais aveva fatto sapere che Parisse non sarebbe andato in tour (a Parigi temono in una ricaduta), lo stesso giocatore tramite Twitter lo aveva confermato, poi tutto cambia… Il sito web transalpino rileva anche che i tempi di recupero nel giro di qualche ora passano da 5/6 settimane a 4/5 settimane. La chiusa di Rugbyrama è una stilettata acidamente ironica e dopo aver parlato di Parisse-dipendenza e di incomprensioni tra la FIR e il giocatore, scrive: “Resta da sapere in quale ruolo Jacques Brunel porterà il giocatore nelle sue valige…”

Futuro Aironi, staff di Brunel e Italia-Tonga: il menu del Consiglio Federale di sabato

dall’ufficio stampa FIR

E’ convocata per sabato 19 maggio a Parma la riunione del Consiglio Federale della FIR presieduto da Giancarlo Dondi.
Nel corso della riunione, l’assise esaminerà la relazione della commissione economico finanziaria incaricata di valutare la sostenibilità della candidatura per la partecipazione al Rabodirect PRO12 2012/13 e 2013/14 presentata dal Rugby Viadana.
Verranno inoltre prese in esame le richieste di organizzazione per il Cariparma Test Match Italia v Tonga del prossimo 10 novembre fatte pervenire dai Comuni interessati.
Al termine del Consiglio è previsto l’annuncio della composizione dello staff tecnico della Squadra Nazionale.

Giovani, “raccomandati” e richiamati: le convocazioni di Brunel ai raggi X

La Nazionale dei soliti noti, peggio dei raccomandati. Quella dei procuratori e degli amici degli amici. Ieri in rete – e anche tra i commenti di questi blog – mi è toccato leggerne un po’ di ogni circa le convocazioni di Brunel per il tour nelle Americhe del prossimo mese di giugno.
La “rivoluzione francese” sicuramente non c’è stata, ma volti nuovo ce ne sono, 7 per l’esattezza. Che su 30 proprio pochi non sono. I sette sono poi da aggiungere ai Venditti, ai Morisi e agli altri che già hanno messo più di un piede nel gruppo azzurro nel corso del recente Sei Nazioni. Altri giovani invece che potevano essere chiamati saranno impegnati nel Mondiale Juniores che si tiene proprio a giugno in Sudafrica.
L’altro volto della medaglia sono i senatori, certo. Ci sono Castro (ma come si fa a non chiamarlo?), Parisse azzoppato, c’è la molto discussa convocazione di Mauro Bergamasco, che il campo non lo vede da qualche mese. Io credo che le convocazioni di quest’ultimo e di capitan Parisse vadano lette soprattutto attraverso la lente degli equilibri interni al gruppo. Sono giocatori esperti, “pesanti” nello spogliatoio e che possono aiutare moltissimo i più giovani.
Il tour tra l’altro è abbastanza atipico, nel senso che giocheremo con una squadra molto forte – l’Argentina, che sta preparando il suo debutto al Rugby Championship, l’ex Tri-Nations – e due decisamente abbordabili: Canada e USA. L’ideale per tentare qualcosa di nuovo e diverso, ma senza sprecare per forza questa opportunità.
E soprattutto non mi pare che siano stati lasciati a casa dei fenomeni. Non me ne vogliano i giovani azzurri, io mi auguro di tutto cuore che nel giro di un paio d’anni alcuni di loro diventino dei novelli Fofana o Halfpenny, ma al momento non lo sono.
Poi si può discutere su alcune singole scelte: perché Semenzato no e Bocchino sì (magari un ultimo tentativo di recuperare il ragazzo, che il ct al pari di Tebaldi non ha mai avuto direttamente “per le mani”), perché non chiamare Cittadini. Sono esempi su cui si può parlare, però non cambiano il quadro generale.
Da valutare anche il “peso” degli assenti per infortunio o perché impegnati ancora nei rispettivi club, ma quello lo vedremo con l’inizio della prossima stagione.
Infine quelli che sono proprio spariti, nel senso che non ci sono né tra i convocati né tra chi non è stato preso in considerazione perché infortunato o impegnato ancora nei club. Parlo di Orquera, Geldenhuys e Van Zyl. Gente che magari non è stata chiamata perché Brunel già conosce, oppure perché ritiene ai margini del suo progetto. Ce lo dirà il futuro.

Ultimo capitolo, lo staff tecnico. Sabato è in programma un Consiglio Federale che tra i suoi punti all’ordine del giorno ha anche l’ufficializzazione degli assistenti di Brunel. Novità ci saranno, i rumors delle ultime ore parlano di un cambio sicuro, forse due.
La notizia non mi consola un granché, perché vuol dire che a metà maggio le scelte non sono state ancora fatte. O che il ct è rimasto invischiato in meccanismi che di aspetti tecnico-sportivo hanno davvero poco. Comunque si legga la situazione, non un bel vedere. Speriamo che svoltato il 20 maggio le cose inizino a camminare in un’altra maniera, le premesse però non sono il massimo.

Azzurri verso l’America, Brunel spiega le sue scelte

Dall’ufficio stampa FIR

Il Commissario Tecnico della Nazionale, Jacques Brunel, illustra i criteri alla base delle convocazioni per il tour estivo in Argentina, Canada e Stati Uniti, ufficializzate oggi in vista del raduno che inizia domenica ad Orzinuovi, in provincia di Brescia.

“Abbiamo deciso di puntare su un gruppo equilibrato. L’obiettivo è quello di dare continuità al lavoro fatto nel 6 Nazioni ma, come avevo anticipato ad inizio stagione, iniziando ad inserire giovani che ci consentano di allargare la rosa della Nazionale” ha detto il tecnico francese dell’Italia.

“Lo spirito con cui la squadra ha approcciato il 6 Nazioni – ha aggiunto il CT – è stato positivo. Abbiamo chiuso battendo la Scozia e ci aspettiamo lo stesso atteggiamento da parte del gruppo anche per le partite che ci aspettano oltreoceano, a cominciare da quella contro i Pumas”.

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“L’esordio contro l’Argentina – ha detto Brunel – sarà difficile: loro sono una grande squadra, stanno preparando il Rugby Championship, ma noi dovremo mostrare le nostre qualità ed il nostro gioco, come fatto nel 6 Nazioni. Contro Canada e Stati Uniti dovremo avere risultati di qualità ed al tempo stesso avere riscontri positivi dai giovani convocati. Mi aspetto che i più giovani trovino posto nel gruppo e ci facciano vedere ciò di cui crediamo i ragazzi siano capaci”.

Sulla scelta di convocare il capitano azzurro Sergio Parisse, infortunatosi al bicipite femorale nell’ultimo match di stagione regolare del Top14 francese, il tecnico spiega: “Sergio è un leader, un grande giocatore. Abbiamo parlato con lui ed abbiamo deciso di convocarlo per il tour perché crediamo che possa essere disponibile per giocare in quattro/cinque settimane a partire da oggi. In ogni caso per la vita, le ambizioni e lo spirito del gruppo sarà importantissimo poter contare sulla presenza del capitano”.

“Nel gruppo – conclude Brunel – ci sono diversi ragazzi che provengono dall’Eccellenza, è importante che questa competizione rappresenti il serbatoio della Nazionale. Abbiamo cercato di inserire questi giovani al fianco di atleti con una solida esperienza internazionale alle spalle e di rivedere anche giocatori come Tebaldi, Bocchino o Minto che hanno già fatto parte del gruppo ma che non abbiamo visto nel 6 Nazioni. Bocchino merita un’altra chance per dimostrare che vale il livello internazionale, mentre ad estremo sarà interessante vedere un giovane come Benettin in una posizione strategica dove, con Masi e Trevisan infortunati, al momento conosco appieno il solo McLean”.