Verso i Mondiali: azzurri di nuovo al lavoro

Dopo un week-end di riposo, la Nazionale Italiana Rugby si è ritrovata questo pomeriggio all’Hotel Adler di Villabassa per riprendere la preparazione in quota per la Rugby World Cup “Nuova Zelanda 2011”.

I trentasei atleti convocati dal CT Nick Mallett, che tra meno di due settimane sarà chiamato a ridurre a trenta la rosa per la rassegna iridata, si sono radunati in Alta Pusteria all’ora di pranzo e nel primo pomeriggio hanno svolto il primo allenamento in palestra agli ordini del preparatore Alex Marco, assistito nel lavoro pre-mondiale da Massimo Zaghini.

In serata gli Azzurri svolgeranno un allenamento congiunto sul prato del Comunale di Villabassa.

Questi i trentasei convocati:

Piloni

Martin CASTROGIOVANNI (Leicester Tigers, 76 caps)

Lorenzo CITTADINI (Benetton Treviso, 4 caps)

Alberto DE MARCHI (MPS Aironi, esordiente)

Andrea LO CICERO (Racing-Metro Paris, 86 caps)

Salvatore PERUGINI (MPS Aironi, 80 caps)

 


Tallonatori

 

Tommaso D’APICE (MPS Aironi, esordiente)*

Leonardo GHIRALDINI (Benetton Treviso, 37 caps)

Fabio ONGARO (MPS Aironi, 76 caps)

 

Seconde linee

Valerio BERNABO’ (Benetton Treviso, 19 caps)

Marco BORTOLAMI (MPS Aironi, 84 caps)

Carlo Antonio DEL FAVA (MPS Aironi, 52 caps)

Joshua FURNO (MPS Aironi, esordiente)*

Quintin GELDENHUYS (MPS Aironi, 21 caps)

Cornelius VAN ZYL (Benetton Treviso, esordiente)


Flanker/N.8

Robert Julian BARBIERI (Benetton Treviso, 14 caps)

Mauro BERGAMASCO (84 caps)

Paul DERBYSHIRE (Benetton Treviso, 10 caps)

Sergio PARISSE (Stade Francais, 77 caps) – capitano

Manoa VOSAWAI (Benetton Treviso, 8 caps)

Alessandro ZANNI (Benetton Treviso, 52 caps)


 

Mediani di mischia

Pablo CANAVOSIO (36 caps)

Edoardo GORI (Benetton Treviso, 3 caps)*

Fabio SEMENZATO (Benetton Treviso, 4 caps)


Mediani d’apertura

Riccardo BOCCHINO (Estra I Cavalieri Prato, 6 caps)*

Kristopher BURTON (Benetton Treviso, 9 caps)

Luciano ORQUERA (MPS Aironi, 22 caps)


Centri/Ali/Estremi

Tommaso BENVENUTI (Benetton Treviso, 6 caps)*

Mirco BERGAMASCO (Racing-Metro Paris, 81 caps)

Gonzalo CANALE (Clermont-Auvergne, 66 caps)

Gonzalo GARCIA (Benetton Treviso, 21 caps)

Andrea MASI (MPS Aironi, 60 caps)

Luke MCLEAN (Benetton Treviso, 28 caps)

Andrea PRATICHETTI (Benetton Treviso, esordiente)*

Matteo PRATICHETTI (MPS Aironi, 22 caps)

Alberto SGARBI (Benetton Treviso, 12 caps)

Giulio TONIOLATTI (MPS Aironi, 5 caps)

*è/è stato membro dell’Accademia FIR “Ivan Francescato”

Fabio Semenzato e la Nuova Zelanda in testa

Autentica rivelazione dell’RBS 6 Nazioni 2011, con una prestazione da man of the match contro il Galles ed il secondo posto nel sondaggio per il titolo di MVP del Torneo, Fabio Semenzato sembra avere tutte le carte in regola per conquistare un posto nella lista dei trenta per la Rugby World Cup che il CT Nick Mallett ufficializzerà nelle prossime settimane, dopo la prima fase di preparazione a Villabassa.

Abituato a lasciar parlare il campo, il venticinquenne mediano di mischia della Benetton Treviso, 4 caps nell’ultimo 6 Nazioni, è interamente focalizzato sull’impegnativo programma di preparazione a cui lo staff sta sottoponendo i trentasei atleti in competizione, all’ombra delle Dolomiti, per conquistare la convocazione ai Mondiali neozelandesi.

Protagonista anche il Magners League nella prima stagione di Benetton Treviso ed MPS Aironi, “Mozzarella” non ha dubbi circa l’impatto avuto dalla competizione celtica – da questa stagione rinominata Pro12 – sulla crescita degli atleti nel giro della Nazionale: “La Magners ha sicuramente avuto un impatto importante anche in chiave Sei Nazioni, ed anche se credo che i veri frutti della partecipazione al torneo celtico si vedranno più a lungo termine già il primo anno ha portato un salto di qualità. Il ritmo è alto, c’è l’abitudine a giocare le partite sino all’ultimo”.

“Questa abitudine a lottare per ottanta minuti ci è tornata già utile nell’ultimo 6 Nazioni – prosegue Semenzato – perché, tranne che nella trasferta di Twickenham, le nostre partite si sono sempre decise nei minuti finali”.

Ma adesso, archiviato un 6 Nazioni che per Semenzato rimane comunque indimenticabile, tutte le energie sono rivolte alla preparazione iridata: “Tecnici e preparatori ci hanno fatto subito capire che ci sarebbe stato da lavorare tanto, stanno mantenendo le promesse. Ogni giorno veniamo messi di fronte a nuovi allenamenti e nuove sfide, ma le condizioni a Villabassa sono ottimali e stiamo lavorando con tranquillità. Chi arriverà al Mondiale, arriverà nelle migliori condizioni possibili”.

Dopo aver vissuto da dentro il 6 Nazioni, Semenzato punta dritto alla Nuova Zelanda: “Il 6 Nazioni è un grande torneo, ma il Mondiale è qualcosa di unico. Si gioca ogni quattro anni,è un’occasione da non lasciarsi mai sfuggire perché potrebbero non esserci altre possibilità. Già essere qui e lavorare per preparare una manifestazione del genere, per un atleta, è qualcosa di grandioso: non c’è niente come la Rugby World Cup, quello è il massimo livello del gioco”.

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Italia, Bocchino non si pone limiti

Per scrollarsi di dosso il ruolo di eterna promessa, la ricetta di Riccardo Bocchino è semplicissima: convincere Nick Mallett a consegnargli uno dei trenta biglietti disponibili per i Mondiali in Nuova Zelanda.

A ventitré anni e con sei caps alle spalle, il numero dieci viterbese di recente approdato agli Estra I Cavalieri Prato è la più giovane delle tre aperture convocate a Villabassa per la preparazione alla Rugby World Cup – Burton ed Orquera sono entrambi trentenni – ed è reduce da una stagione non semplice in Magners League e da alcune buone prestazioni in Churchill Cup con l’Italia “A” lo scorso giugno.

Prima di arrivare qui a Villabassa per la preparazione ai Mondiali non ho pensato se avrei fatto o meno parte del gruppo della prima squadra, mi sono limitato a concentrarmi su quanto mi chiedeva lo staff dell’Italia “A” ed ho cercato di esprimermi al meglio. Volevo e dovevo riprendere fiducia in me stesso, giocare tre partite di fila titolare per ottanta minuti mi ha aiutato in questo senso. Ho avuto più continuità che durante la stagione e la consistenza del mio gioco ovviamente ne ha beneficiato. L’ultima partita, contro Tonga, è stata quella dove credo di essermi espresso al meglio”.

Classe ’88, Bocchino è uno dei sei convocati dal CT Mallett per il raduno pre-mondiale ad aver frequentato l’Accademia “Ivan Francescato” di Tirrenia ed ha fatto parte del gruppo originario che ha inaugurato la struttura nel 2006. Quali che siano le scelte di Mallett, il Mondiale 2011 laureerà probabilmente sulla scena dei Mondiali almeno un atleta proveniente dalla struttura di formazione all’alto livello della FIR: “Ogni progetto ha promotori e detrattori, ma avendo toccato con mano il modo in cui a Tirrenia si lavora posso dire che l’Accademia oggi rappresenta un passo fondamentale per la crescita di un giovane. L’attenzione che un giovane rugbista può ricevere in quella struttura credo non sempre possa essere garantita altrove, sono convinto che Tirrenia sia una struttura importantissima. Io ho vissuto lì per due anni e penso di poter dire che il lavoro che si sta portando avanti è molto buono: anche alla Churchill Cup, con l’Italia “A”, eravamo in molti ad essere passati per l’Accademia e questo credo sia un riscontro evidente”.

Rimasto ai margini del gruppo azzurro nell’RBS 6 Nazioni 2011, con il ruolo di apertura affidato da Mallett variabilmente ad Orquera e Burton, Bocchino sa di dover giocare tutte le carte a propria disposizione per strappare un posto sull’aereo per l’Emisfero Sud: “Credo che i posti a disposizione per i mediani d’apertura nella lista dei trenta saranno solo due, è ovvio che soprattutto per me che sono il più giovane del terzetto ci sia pressione ed è altrettanto ovvio che sia io che Kris e Luciano daremo tutto per conquistare il posto in squadra. Un Mondiale in Nuova Zelanda, la patria del rugby, è il sogno di ogni giocatore”.

E’ chiaro che, a ventitré anni, mi viene chiesto di dimostrare di essere all’altezza sia fisicamente che nel gioco, ma è  una pressione a cui sono abituato – spiega il viterbese – non è una situazione diversa da quella che ho vissuto sino ad oggi, è normale che sia così. Io so di dover dare il massimo per convincere Mallett, poi sarà lui a fare le sue scelte”.