Radio: quarti e semifinali iridate a “Rugby 101 – Speciale Mondiali”, con Domenico Calcagno

Dopo i quarti di finale ci ritroviamo con Australia-Nuova Zelanda e Galles-Francia. Queste le semifinali e tra questi nomi uscirà il la regina del Mondiale. Ne ho parlato con Domenico Calcagno de Il Corriere della Sera, come sempre all’interno di Rugby 101 – Speciale Mondiali, contenitore ovale del sito web di Radio R101. Le sorprese, le conferme e quello che ci dobbiamo aspettare dagli ultimi due fine settimana di torneo iridato.

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Uenuku – Muliaina: addio, All Blacks

di Stefania Mattana
Ho sempre detto e sostenuto che Mils Muliaina, a mio modestissimo modo di vedere il rugby, sia un giocatore praticamente perfetto. E da perfezionista, il numero 15 All Blacks ha chiuso la sua carriera internazionale a cifra tonda, con il centesimo caps che lo fa entrare di diritto nella storia del rugby tuttonero.  Una frattura alla spalla ha messo fine a una stagione piena di problemini e infortuni, e impedirà a Mils di essere in campo nella prossima semifinale con l’Australia.
Nel filmato che segue, Muliaina si presenta alla stampa per annunciare il suo ritiro dalla nazionale. Un addio triste non solo per i tifosi, ma soprattutto per Mils, che ancora una volta – da grande uomo quale è – non nasconde la forte emozione, tanto che a stento riesce a trattenere le lacrime. In questi anni lo straordinario talento e l’enorme classe di Muliaina hanno dato tanto agli All Blacks. E lui, con un grande sorriso, ringrazia la gente, lo staff, i fan, e dichiara si sentirsi orgoglioso di aver indossato quella maglia che adesso dovrà svestire. Non ha parlato di ritiro definitivo ovviamente, dato che continuerà a giocare nei club e a fare del bene dentro e fuori dal campo.   Stuff.co.nz titola: “Mils, ci mancherai”, nonostante i suoi eredi non siano da meno come tecnica, velocità, intelligenza di gioco. In ogni caso, mi accodo ai ragazzi di stuff.co.nz.  Mils, mi mancherai tantissimo vestito di nero.

QUI IL VIDEO CON L’ANNUNCIO DI MILS MULIAINA

TMO azzurro per semifinali e finali del Mondiale

dall’ufficio stampa FIR

L’arbitro internazionale Giulio De Santis è stato selezionato quale TMO (Television Match Officer) per la fase finale della RWC 2011 in Nuova Zelanda. Il nostro ufficiale di gara è stato designato per i quarti di finale Irlanda – Galles e lo scontro tra titani Sud Africa – Australia in Wellington lo scorso week-end.
La designazione dell’arbitro internazionale romano giunge al termine di una prestigiosa carriera internazionale che l’ha visto impegnato in 12 test match internazionali, 14 partite di Heineken Cup, 34 di Challenge Cup, oltre a  50 designazioni come giudice di linea e TMO nel VI Nazioni e nel Tri Nations .

Giulio inizia la carriera giovanissimo all’ età di 19 anni perché il suo ruolo di terza linea nella 1^ squadra della S.S. Lazio Rugby è precluso, ironia della sorte, da un signore neozelandese che risponde al nome di Zinzan Brooke , una leggenda  degli All Blacks!

“dopo oltre 500 partite nei vari campionati italiani tra cui due finali scudetto, al termine della Coppa del Mondo, mi ritirerò dalla scena internazionale, la mia aspirazione è quella di diventare responsabile tecnico degli arbitri, nella speranza di poter infondere nei giovani allievi  un pizzico di esperienza accumulata in tutti questi anni in giro per il mondo; colgo l’occasione per  ringraziare la Federazione Italiana Rugby, il Presidente Giancarlo Dondi ed il Presidente della Commissione arbitrale Giampaolo Celon per il supporto e la fiducia che hanno avuto nei miei riguardi, spero di aver soddisfatto le loro aspettative contribuendo ad accrescere il prestigio della nostra Federazione in campo internazionale”.

“La designazione per le fasi finali è per me un onore ed una grande responsabilità, la tensione e le aspettative qui in Nuova Zelanda sono altissime. La prossima selezione ( lunedi 10 ottobre, ndr) deciderà gli Ufficiali di gara per le semifinali e la finale; dopo essere stato impegnato come TMO nella finale del T10, della bellissima JRWC in Italia a giugno e della finale di Heineken Cup a Cardiff, la possibilità di  essere il primo arbitro italiano impegnato in una finale mondiale sarebbe il coronamento di un sogno in una terra di sogni; la Nuova Zelanda è un Paese meraviglioso, la cortesia ed il senso di umanità di questa gente è incommensurabile e sono tutti assolutamente pazzi per il rugby”.

Uenuku – Una fotografa downunder: New Zealand trip, parte seconda

di Stefania Mattana
Continua il reportage della nostra fotografa preferita in terra kiwi. In questa seconda parte Sabrina incontrerà una coppia di ragazzi di etnia Maori che la guideranno in un affascinante viaggio dentro al viaggio, scoprendo gli arcani strumenti musicali maori e tradizioni un po’… crude, se viste dal nostro punto di vista, ma che rivelano una concezione romantica ed epica della vita su questa terra.
Stringete forte il vostro cagnolino e… buona lettura!

di Sabrina Conforti
Destinazione Papanui, piccolo centro a 15min da Wellington.
Jasmyn, simpaticissima giornalista di TV New Zealand, mi sta portando da Regen Balzer, un’artista maori decisamente interessante. Non mi dilungo a parlare di lei, poichè farà parte del reportage sulle donne neozelandesi, quasi portato a termine.

Regen mi presenta il suo compagno di vita, Horomona. Di vita si’, perche’ hanno entrambi 33 anni, ma stanno insieme da 30. E’ lui “the right man” – sottolinea.
Di lui mi incuriosisce l’osso che porta all’orecchio (al posto di un orecchino, per intenderci).

Iniziamo a chiaccherare: gli incontri piu’ interessanti avvengono per caso, ormai e’ appurato. Mi trovo infatti di fronte al compositore delle…

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Cosa ci lasciano i quarti del Mondiale e qualche scommessa sulle semifinali

Le coincidenze della storia. Nuova Zelanda 2011 regala le stesse semifinaliste di Nuova Zelanda 1987, anche se gli incroci allora furono diversi (Francia-Australia e Nuova Zelanda-Galles, oggi invece abbiamo Nuova Zelanda-Australia e Galles-Francia). 1987, l’unico Mondiale vinto dagli All Blacks, il primo in assoluto. Ce la faranno finalmente a ripetersi? Partono da superfavoriti, ma il campo cosa dirà?

NUOVA ZELANDA
Una faticaccia terribile, inaspettata, ma compito portato comunque a termine. Che contro l’Argentina non sarebbe stata una passeggiata di salute era evidente, ma nemmeno quella difficoltà era preventivabile. E invece i pumas restano in partita per oltre un’ora, fino alla prima meta all blacks, segnata quando i tuttineri erano in superiorità numerica.
Il XV di casa è stato comunque bravo a giocare con pazienza e ha tratto giovamento da un Piri Weepu in grandissimo spolvero, autentico trascinatore della squadra.
Ora l’Australia, contro cui non ci sarà Dan Carter ma nemmeno Muliaina e Colin Slade e con un capitan McCaw claudicante. Qualche mese fa i wallabies fecero a pezzi i loro “nemici” per antonomasia e si presero il Tri-Nations. Domenica a Auckland non sarà così semplice, ma se dovessi scommettere un euro direi Australia: più quadrata e – diciamolo – con la dea bendata della sua parte. E poi volete mettere? Immaginatevi di essere australiani solo per un secondo: battere i “cugini” in casa loro in una semifinale Mondiale gettando un intero Paese nella disperazione. Quando mai ricapiterà?
AUSTRALIA
Bellissima quella ammirata nel Tri-Nations, zoppicante e balbettante quella finora vista in Nuova Zelanda. Una involuzione incontestabile, ma alla fine i wallabies sono in semifinale mentre le due squadre che tradizionalmente arrivano in fondo a prescindere dal gioco messo in mostra – Inghilterra e Sudafrica – sono già su un aereo. Il quarto di finale contro gli springboks ci dice che siamo di fronte a un’Australia tostissima, capace di soffrire come non mai nonostante un’età media piuttosto bassa. Una difesa di prim’ordine e se Deans riesce a risistemare i suoi trequarti… Certo avrebbe meritato di più il Sudafrica, ma alla fine sono passati i più cinici, quelli che hanno saputo soffrire e piazzare la zampata vincente nonostante tutto. C’è un James O’Connor mostruoso: quanti a 22 anni sono/erano bravi come lui? Sa fare tutto, semplicemente tutto. E poi un Pocock monumentale. Il vero dubbio è Quade Cooper: micidiale se gira tutto bene, una palla al piede e irritante come pochi altri quando è in giornata no. Un mio amico che va a vedere il Milan mi diceva che quando Serginho era in giornata lo capivi dalla prima cosa che faceva: se era buona poteva fare venire giù San Siro, se la sbagliava era da mandare subito in panchina, perché non poteva che fare di peggio. Robbie Deans dovrebbe fare così: faccia giocare Quade dieci minuti, poi decida il da farsi.

FRANCIA
Les enfants de la Patrie… Inguardabili e irritanti per tutta la prima fase. Arrivati ai quarti nonostante due ko solo perché capitati in un girone più semplice di altri. Tutti a dire che i galletti sono cotti eccetera eccetera. Poi si trovano davanti agli inglesi e con le spalle al muro: e ovviamente tirano fuori dal cilindro una di quelle prestazioni come solo loro sanno fare. Croce e delizia. Uno spogliatoio in subbuglio, una fronda nemmeno tanto celata contro un Lievremont dai metodi duri ma giunto a fine corsa. Eppure. Favoriti alla conquista della finale – e se ci arrivano stavolta vincono – ma dovranno vedersela con un Galles bellissimo e sorprendente. Hanno messo in mostra quella che a mio parere è finora l’ala più efficace del torneo: Vincent Clerc.
GALLES
Già, il Galles. Avessi scommesso dieci euro prima dell’inizio del torneo sul suo approdo alle semifinali… Perché era capitato forse nel girone più equilibrato del torneo. E insomma, non è che nell’ultimo annetto, annetto e mezzo, avesse poi così colpito. Anzi. Invece ci ritroviamo davanti una squadra solida, ben organizzata e con un mix quasi perfetto di esperienza e sfrontatezza giovanile. Merito di un ct per cui la federazione neozelandese farebbe carte false per portarlo sulla panchina all blacks. E questo dice tanto, se non tutto. Sulla carta è la meno completa delle quattro semifinaliste, ma è anche quella che ha meno da perdere e meno pressione addosso. Insomma, non arrivare in finale non sarà una tragedia, ma questi in maglia rossa hanno forse più fame degli altri…