Video: RWC, i Plays of the tournament

Fotogallery: un “normale” captain’s runs da finale Mondiale

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Francesi, 50 buoni motivi per alzarsi comunque

Sulla carta non c’è partita o quasi. Sulla carta. Ma l’Equipe oggi ha stilato un elenco di 50 buoni motivi per godersi comunque la finale di Auckland. La traduzione è del giornalista di Gazzetta.it Claudio Lenzi per il suo blog Meta dell’altro mondo

  1. Perché è un momento storico
  2. Perché lo sport non è una scienza esatta
  3. Perché amo il XV della Francia, qualsiasi sia il suo stile
  4. Perché guardare la finale, è una buona scusa per non andare a fare footing
  5. Per essere sicuri che è davvero la Francia ad affrontare gli All Blacks
  6. Perché Richie McCaw
  7. Perché non avremo più occasione di andare in paradiso in pigiama
  8. Per essere puntuali sugli Champs-Elysées, quando ci sarà da festeggiare la vittoria
  9. Perché sono neozelandese
  10. Per registrare la partita
  11. Perché non c’ero nel 1998
  12. Per bere un buon succo di Kiwis al risveglio
  13. Perché non sarò ancora andato a letto
  14. Perché è da molto che vado a letto presto
  15. Perché da quindici giorni ho l’aria un po’ trasandata con questi baffi…
  16. Perché, anche partendo adesso, non farei mai in tempo ad arrivare all’Eden Park
  17. Perché si l’ovalgono tutto
  18. Perché è rimasto del dolce
  19. Perché è l’ora del Gallo
  20. Per mettermi lo scotch sulle orecchie
  21. Perché rotolarmi nel letto non fa parte dei miei valori
  22. Perché Vincent Clerc segnerà una meta di 80 metri
  23. Perché mi sono perso tutte le altre partite della Coppa del Mondo
  24. Per vedere Chabal nell’intervallo
  25. Perché nei pub i Bleus fanno il pieno di mete
  26. Per servire la colazione a letto a tutta la famiglia e vedere il match in tutta tranquillità
  27. Perché su Twitter non si vedono le mete
  28. Perché neanche su Facebook
  29. Perché, al di là di tutto, i miei “simpatici” figli mi avranno già svegliato
  30. Perché il mattino, al risveglio, mia moglie sembra un All Black
  31. Perché 30 ragazzoni muscolosi sono la risposta a mio marito, a letto e in tutti gli altri momenti della giornata
  32. Perché la messa non c’è ancora stata
  33. Per prendere l’aperitivo tre ore dopo
  34. Per rileggere la lettera di Guy Moquet ai miei figli
  35. Perché il mio cane si chiama Medard
  36. Perché Medard andrà a spasso tutta la mattina, credetemi!
  37. Per fare come 12 milioni di francesi
  38. Per fare come 20 milioni di francesi (fonte TF1)
  39. Per vedere David Douillet provare a infilarsi la maglia di Morgan Parra
  40. Per versare certamente una lacrima
  41. Per mettere lo champagne in fresco
  42. Per fare la haka con mia suocera
  43. Per farsi venire l’acquolina prima del match Béziers-Tarbes delle 17.30
  44. Perché è dal 9 settembre che non vogliamo perderci l’ultima partita
  45. Perché alla fine non vincerà la Spagna
  46. Perché mi sembra di capire che la finale è domani, non oggi. Bene, allora torno a letto
  47. Perché un match degli All Blacks è sempre bello, qualunque sia l’avversaria
  48. Perché no?
  49. Perché Marc Lièvremont se lo merita
  50. Perché tiferò per la mia squadra fino alla fine

Nuova Zelanda in fibrillazione tra gioia e incubo-Maracanà

Così un lancio REUTERS racconta l’atmosfera neozelandese all’alba (australe) di un giorno che laggiù aspettano da 24 anni

E’ un’impresa talmente disperata che alla fine potrebbe riuscire. La finale della Coppa del mondo 2011 di rugby, in programma domani all’Eden Park con inizio alle 10 ora italiana, sembra una partita a senso unico, in cui la Nuova Zelanda dovrebbe facilmente sbarazzarsi della Francia. Ma nello sport non si sa mai, come insegna Brasile-Uruguay al Maracana’ dei Mondiali di calcio del 1950, e proprio la paura di fare quella fine comincia a serpeggiare nella patria degli All Blacks, dove tutto e’ stato pianificato affinche’ si verificasse il trionfo della squadra di casa.
In effetti alcune citta’, e non solo Auckland, sono gia’ pavesate a festa e si attende soltanto il fischio finale della grande sfida per dare il via a celebrazioni in grande stile e colossali bevute. Ma sara’ davvero cosi’ oppure ha ragione il ct francese Marc Lievremont (alla seconda finale, dopo quella del ’99 da giocatore) quando dice che ”ce la possiamo fare”?
Sarebbe una delle sorprese piu’ clamorose nella storia dello sport, tenendo conto che una nazionale straniera non vince all’Eden Park contro i neozelandesi dal 1994, quando furono proprio i francesi a battere i Tutti Neri. Che da allora sul suolo patrio hanno perso soltanto un’altra volta, contro il Sudafrica due anni fa a Dunedin.
Numeri che dovrebbero far tremare i Coqs, come anche il precedente della finale iridata giocata, sempre in Nuova Zelanda, nel 1987 fra le stesse due squadre ed appannaggio dei padroni di casa. Ma la Francia, battuta dall’Italia appena sette mesi fa al Flaminio e primo XV ad arrivare alla finale mondiale con alle spalle due sconfitte nel girone eliminatorio (Nuova Zelanda e Tonga), ed avendo vinto la semifinale esclusivamente con i calci di punizione, fa capire di non aver paura di nessuno, forte della propria consapevolezza di non aver nulla da perde, e del suo ruolo, rivestito in passato, di ‘bestia nera’ della Nuova Zelanda.
Cosi’ la festa alla fine, anche se in pochi ci credono, potrebbe finire in tragedia perche’ nel paese dove in questi giorni sono state dipinte di nero perfino alcune pecore e dove quattro milioni di persone, sparse in un territorio grande come l’Italia, vivono di rugby per 24 ore al giorno (c’e’ stato davvero chi ha praticato l’astinenza sessuale durante il Mondiale in modo da avere piu’ energie per tifare All Blacks) una sconfitta non sarebbe accettata. La Nuova Zelanda del rugby ha alle sue spalle una serie infinita di risultati positivi ma soltanto una Coppa del Mondo in bacheca, e 24 anni dopo, anche sfruttando il fattore-campo, sarebbe il caso di riconquistare il trofeo intitolato a William Webb Ellis ”Per questo dico – ha sottolineato oggi il capitano degli All Blacks Richie McCaw – che quella di domani sara’ la partita piu’ importante della mia carriera, l’appuntamento che non si puo’ fallire. Rispettiamo la Francia, ma non possiamo sprecare un’occasione del genere. L’opportunita’ di disputare una finale mondiale non capita tutti i giorni, e’ cio’ per cui io e tanti altri abbiamo cominciato a giocare a rugby. Ho ripensato ai miei dieci anni di carriera ed ora sono assolutamente determinato a dimostrare cosa posso fare sul campo. Lo stesso vale per i miei compagni”.
Nel gran finale di Auckland ci sara’ anche un pizzico d’Italia: il ‘television match officier’, l’uomo che in caso di dubbio deve guardare le immagini in moviola e assegnare o meno la meta, e’ Giulio De Santis. Per avere in campo gli azzurri invece bisognera’ attendere ancora chissa’ quanto.

Uenuku – Chuck Norris? No, è Piri Weepu!

di Stefania Mattana

Ormai è confermato: la Chuck Norris mania tra i tifosi All Blacks è passata di moda. L’eroe indiscusso del momento è il mediano di mischia Piri Weepu, trascinatore incontrastato della squadra, che pare sia dotato di poteri particolari e fantascientifici che solo il mitico Chuck Norris prima di lui aveva la capacità di gestire.
Basta togliere il nome del celebre Walker Texas Ranger e mettere quello di Weepu per avere una risata garantita? Niente di meno! A fianco ai tipici assiomi inventati per Chuck Norris se ne sono aggiunti altri, ancora più divertenti. Ne abbiamo cercati e raccolti qualcuno di seguito, ma se anche voi ne avete letti da qualche parte segnalateceli nei commenti!

Alcune persone indossano il pigiama di Superman. Superman indossa un pigiama di Piri Weepu.
Alcuni maghi possono camminare sull’acqua, Piri Weepu nuota attraverso la terra.
Di notte l’uomo nero controlla nell’armadio se c’è Piri Weepu dentro.
Google non ti darà mai risultati su Piri Weepu, perché Google sa che Piri Weepu non si trova, è lui che trova te.
I fantasmi possono vedere Piri Weepu.
I gatti sono allergici a Piri Weepu.
Il programma tv ‘Survivor’ aveva la premessa originaria di mettere della gente su un’isola con Piri Weepu. Non ci sono stati sopravvissuti, e nessuno ha il coraggio di andare sull’isola per recuperare il filmato.
Il titolo originale di ‘Alien vs Predator’ era ‘Alien e Predator vs Piri Weepu’. Il film è stato annullato poco dopo l’inizio della pre-produzione. Nessuno avrebbe pagato nove dollari per vedere un film lungo quattordici secondi.
In un salotto con 1242 oggetti dentro, Piri Weepu potrebbe usarli tutti per ucciderti, compresa la stanza stessa.
Le zanzare comprano il repellente anti-Weepu.
Quando Bruce Banner si arrabbia, si trasforma in Hulk. Quando Hulk si arrabbia, si trasforma in Piri Weepu.
Quando la natura chiama, Piri Weepu riattacca.
Quando Piri Weepu cade in acqua, Piri Weepu non si bagna. É l’acqua che si Piri Weepunizza.
Piri Weepu è apparso alla Madonna.
Piri Weepu fa piangere le cipolle.
Piri Weepu ha avuto un ruolo in Star Wars. Era la Forza.
Piri Weepu ha distrutto la tavola periodica, perché Piri Weepu riconosce solo l’elemento sorpresa.
Piri Weepu ha vinto la World Series del Poker usando le carte dei Pokemon.
Piri Weepu impiega 20 minuti per guardarne 60.
Piri Weepu non ha un orologio. Lui decide che ora è.
Piri Weepu può dividere per zero.
Piri Weepu può fischiare in 14 lingue diverse.
Piri Weepu può sbattere una porta girevole.
Piri Weepu può tagliare con un coltello caldo con il burro.
Piri Weepu una volta ha abbattuto un aereo tedesco da caccia con il suo dito, urlando “Bang!”
Piri Weepu una volta ha annegato un pesce sott’acqua.
Piri Weepu una volta ha giocato alla roulette russa con una pistola completamente carica. E ha vinto.
Piri Weepu una volta ha mangiato una torta intera prima che i suoi amici gli dicessero che c’era una spogliarellista dentro.
Piri Weepu una volta ha ordinato un Big Mac al Burger King, e gliel’hanno dato.
Piri Weepu una volta ha preso a calci nel mento un cavallo. I suoi discendenti ora si chiamano giraffe.
Se giocando a Scarabeo scrivi ‘Piri Weepu’ hai vinto. Per sempre.
Se non ci riesci al primo tentativo, allora non sei Piri Weepu.
Se, per qualche incredibile paradosso spazio-temporale, Piri Weepu avesse mai lottato contro se stesso, avrebbe vinto. Periodicamente.