I mali del rugby italiano? I giornalisti. E se lo dice “Tempi”..

di Fred Perri (che fantasia e che ironia…) su Tempi, la rivista vicina a CL

IN FONDO IL BERLUSCA NON HA TUTTI I TORTI quando sostiene che la pessima immagine del paese in parte – ma c’è una parte in cui siamo veramente pessimi,
non dimentichiamolo – è dovuta a giornali e telegiornali, giornalisti e opinionisti in servizio permanente effettivo. Spesso ci dipingiamo peggiori di quello che siamo. Ma anche migliori. In un senso e nell’altro, esageriamo. Ci riflettevo, compagni e amici, osservando l’ennesima asfaltatura subita dalla nostra nazionale di rugby.
Non ho niente contro il rugby, anzi, l’unica cosa che non sopporto è la retorica dello sport sano e pulito, senza macchia e senza paura. Però mentre il sottoscritto,
quando pensa al suo grande amore, la pallanuoto, è attraversato dal dubbio e quando abbiamo affrontato la Serbia in finale ai Mondiali era timoroso che non ce la facessimo, e le mie previsioni erano nere, i giornalisti che seguono il rugby da anni ci spacciano
ogni partita dell’Italia come decisiva per il grande salto.
Siamo sempre alla vigilia di una svolta epocale, siamo uno squadrone che può fare il miracolo di battere una delle grandi anglosassoni e spiccare il volo. Poi, alla
fine, puntualmente torniamo a casa con le palle ovali.
Insomma, mi piacerebbe un po’ più di cautela, meno enfasi, più malinconia diffusa. Vabbè che lo sport è fatto di grandi slanci e rapide delusioni, ma la vita dovrebbe
essere presa più serenamente. Non vi pare?

I Mondiali su Sky, i freddi numeri. Parecchio freddi

Il fuso orario non aiuta e nemmeno la programmazione delle partite in orari “da ufficio” durante i giorni feriali. Poi bisogna aggiungere una diffusione vasta ma non capillare di Sky (quanti sono gli abbonati? Quattro milioni? Cinque?). Le visioni collettive a casa di amici o nei pub. Quindi la concorrenza dello streaming web, illegale ma utilizzatissimo. Ma anche quella legale: sul sito ufficiale della manifestazione è possibile rivedere per intero le partite (Non ci credete? Cliccate qui).
Infine la stessa tecnologia del canale satellitare che consente grazie a un prodotto come MySky di registrare qualunque trasmissione per poi rivederla quando si vuole.
Insomma, tutto questo per dire che non ci si aspettavano dei grandi numeri, ma i pochi noti (sono riuscito a trovare solo quelli ufficiali che si riferiscono alle partite dell’Italia, non ad altre gare. Sarei stato curioso di vedere i dati di Nuova Zelanda-Francia, ad esempio) non sono certo un granché.
Io ve li propongo, ognuno tragga le sue conclusioni

11 settembre – l’esordio dell’Italia contro l’Australia, in onda dalle 5.30 su Sky Sport 2 e Sky Mondiale, tra dirette e riproposizioni, è stato visto nel complesso da 107.421 spettatori medi (427.286 i contatti unici).

20 settembre – Italia-Russia, in onda dalle 9.30 su Sky Sport 2 e Sky Mondiale, tra dirette e riproposizioni, è stata vista nel complesso da 96.577 spettatori medi (441.628 i contatti unici)

27 settembre – Italia-Usa, in onda dalle 8.30 su Sky Sport 2 e Sky Mondiale, tra dirette e riproposizioni, è stata vista nel complesso da 145.500 spettatori medi (523.293 i contatti unici).

PS: i contatti unici sono i telespettatori che seguono l’evento rimanendo sintonizzati almeno un minuto (sono contati una sola volta)

In edicola LaMeta numero 37

Arrivato in edicola il numero 37 de lameta, il settimanale ovale italiano. Focus sulla Coppa del Mondo neozelandese, con i reportage dei match degli Azzurri e la situazione dei quattro gironi alla vigilia dell’ultimo, decisivo, weekend di incontri. Nella settimana di festa del rugby italiano non mancano le coperture su Aironi e Benetton Treviso all’indomani delle prestigiose vittorie su Edimburgo e Glasgow Warriors, e il punto sul RaboDirect Pro12. Per l’Eccellenza spazio questa settimana ai campioni d’Italia del Petrarca Padova, con l’intervista a Pasquale Presutti e i commenti su mercato e sulla prossima stagione. Notizie anche sugli altri principali campionati professionistici del mondo (Top14, Premiership e Currie Cup) e presenti nel numero in edicola da oggi, gli immancabili punti di vista degli opinionisti di lungo corso Luciano Ravagnani, Francesco Costantino, Andrea Palini e del direttore Enrico Borra.

Per maggiori informazioni sulla distribuzione, per segnalare un problema nella fornitura o la richiesta di invio presso un’edicola di fiducia contattare lameta@bluecirclesmedia.eu

Pro12 in tv: ci siamo. La Rai è pronta a diventare celtica

L’accordo per le due franchigie celtiche in tv sarebbe ormai a un passo, con Aironi e Treviso in procinto di sbarcare nei palinsesti Rai. Una conferma in tal senso arriva da La Gazzetta dello Sport di oggi dove si dice che “dopo la riunione a tre di mercoledì tra Fir, Rai e Celtic, mancano solo i dettagli”. Speriamo. Il via sarebbe in programma tra il settimo e ottavo turno (fine ottobre).

 

TV: il Mondiale di rugby! Chi era costui?

“You gotta be there”, dovete esserci. Questo uno dei claim dell’organizzazione per invogliare i tifosi ovali di mezzo mondo ad armarsi di pazienza e di affrontare un lungo viaggio per recarsi in Nuova Zelanda.
I Mondiali sono ormai iniziati da quasi due settimane e in molti laggiù, nella terra dei Maori, ci sono andati. Ma a volte le assenze fanno più rumore delle presenze. E non parlo di tifosi. Sto parlando di chi invece, in qualche maniera, in Nuova Zelanda dovrebbe esserci per raccontare quanto avviene: i media.
E i grandi assenti dalle nostre parti si chiamano soprattutto Rai e Mediaset. Non La7, che invece da tempo fa un’opera decisamente meritoria per allargare gli interessi sportivi delle genti italiche. Non mi riferisco nello specifico al mondo dell’on-line (Sportmediaset soprattutto ha messo in piedi uno speciale) ma all’elemento naturale delle due aziende sopracitate, e cioè la televisione. E qui, quello che nel bene e nel male è il terzo evento sportivo mondiale per audience e giro d’affari, è completamente assente. Approfondimenti, piccoli speciali, servizi, fino ad arrivare alla lettura di una breve durante un notiziario. Niente, il deserto o quasi. A qualsiasi orario. E la latitanza Rai è ancora più pesante da ingoiare perché aggravata dal fatto che stiamo parlando di tv pubblica, o di quella che in teoria dovrebbe esserlo.
Dice: ma i diritti tv li ha comprati Sky. Vero. Ma che fai, non ne parli? Possibile che il notiziario sportivo di Italia Uno, mezzora e passa, non ce la faccia a dare nemmeno notizia delle partite giocate nella nostra mattinata?
Non vivo su una pianta, capisco che dalle nostre parti la palla tonda domina incontrastata. Ma raccontare una fantomatica trattativa di calciomercato che si può eventualmente concludere solo a gennaio è davvero più “sexy” che non parlare – che so – di un’Argentina-Inghilterra o Francia-Nuova Zelanda?
Mandare inviati a seguire un intero Mondiale può essere molto costoso. Ma è possibile occuparsene anche rimanendo a casa. Buondio, lo fa il sottoscritto in compagnia di altri blogger e colleghi…
Immagini libere da diritti ci sono, già pochi minuti dopo la fine delle partite. Basterebbe avere la volontà di fare le cose.  Già, basterebbe.

PS: che bello se l’Italia arrivasse ai quarti di finale. Magari se ne occuperebbero di striscio. Sempre che non preferiscano raccontarci della nuova show-girl con cui esce l’attaccante di turno.