di Fred Perri (che fantasia e che ironia…) su Tempi, la rivista vicina a CL
IN FONDO IL BERLUSCA NON HA TUTTI I TORTI quando sostiene che la pessima immagine del paese in parte – ma c’è una parte in cui siamo veramente pessimi,
non dimentichiamolo – è dovuta a giornali e telegiornali, giornalisti e opinionisti in servizio permanente effettivo. Spesso ci dipingiamo peggiori di quello che siamo. Ma anche migliori. In un senso e nell’altro, esageriamo. Ci riflettevo, compagni e amici, osservando l’ennesima asfaltatura subita dalla nostra nazionale di rugby.
Non ho niente contro il rugby, anzi, l’unica cosa che non sopporto è la retorica dello sport sano e pulito, senza macchia e senza paura. Però mentre il sottoscritto,
quando pensa al suo grande amore, la pallanuoto, è attraversato dal dubbio e quando abbiamo affrontato la Serbia in finale ai Mondiali era timoroso che non ce la facessimo, e le mie previsioni erano nere, i giornalisti che seguono il rugby da anni ci spacciano
ogni partita dell’Italia come decisiva per il grande salto.
Siamo sempre alla vigilia di una svolta epocale, siamo uno squadrone che può fare il miracolo di battere una delle grandi anglosassoni e spiccare il volo. Poi, alla
fine, puntualmente torniamo a casa con le palle ovali.
Insomma, mi piacerebbe un po’ più di cautela, meno enfasi, più malinconia diffusa. Vabbè che lo sport è fatto di grandi slanci e rapide delusioni, ma la vita dovrebbe
essere presa più serenamente. Non vi pare?



