Sei Nazioni, il XV irlandese per Parigi

Declan Kidney ha annunciato la formazione della nazionale in maglia verde attesa sabato sera nel catino (o frigorifero?) dello Stade de france dai galletti.
Solo un cambio rispetto alla sfida di domenica scorsa con il Galles: Keith Earls, che aveva saltato quella partita per un problema familiare, sarà in campo con il numero 13 sul groppone.

15. Rob Kearney, 14. Tommy Bowe, 13. Keith Earls, 12. Gordon D’Arcy, 11. Andrew Trimble, 10. Johnny Sexton, 9. Conor Murray, 1. Cian Healy, 2. Rory Best, 3. Mike Ross, 4. Donnacha O’Callaghan, 5. Paul O’Connell (c), 6. Stephen Ferris, 7. Sean O’Brien, 8. Jamie Heaslip

16. Sean Cronin, 17. Tom Court, 18. Donnacha Ryan, 19. Peter O’Mahony, 20. Eoin Reddan, 21. Ronan O’Gara, 22. Fergus McFadden

La Francia perde Yachvili, con l’Irlanda gioca Parra

Una intera giornata a letto e poi il forfait: una lombalgia ha messo ko Dimitri Yachvili e sabato sera contro l’Irlanda allo Stade de France scenderà in campo Morgan Parra.
Il ct francese Philippe Saint-André ha richiamato nel gruppo dei 23 anche Julien Dupuy, che va ad occupare in panchina il posto lasciato libero da Parra.
La cabina di regia della Francia sarà così composta dal duo Parra-Trinh Duc, la coppia migliore secondo molti addetti ai lavori.

 

Ghiaccio e freddo: Parigi val bene Francia-Irlanda?

Sabato scorso allo Stade de France i bleus e l’Italia sono scesi in campo con una temperatura di parecchi gradi sottozero. Ed era pomeriggio. Questo sabato la Francia gioca ancora in casa contro l’Irlanda, ma il kick-off è in programma alle 21: viste le condizioni climatiche degli ultimi giorni e quelle previste per i prossimi diventa facile intuire che si giocherà con temperature quasi polari.
Nella nazionale francese però qualcuno comincia a porsi delle domande ad alta voce. Vincent Clerc, ala e uomo “pesante” dello spogliatoio transalpino ha detto chiaro e tondo che “giocare in tali condizioni potrebbe essere pericoloso”. Solo una frase, nulla di più, ma di certo quei dubbi ce li avranno in molti.
Intanto due gare di Top 14, Agen-Castres e Lione-Brive, in programma questa domenica sono state rinviate per le condizioni del terreno di gioco.

Sei Nazioni: quattro cambi per il XV di Francia che attende l’Irlanda

Il ct francese Philippe Saint-André ha annunciato la formazione titolare dei transalpini che sabato scenderanno in campo allo Stade de France contro l’Irlanda.
Quattro i cambi decisi dall’allenatore, tutti nel pacchetto degli avanti: Poux e Szarzewski in prima linea la posto di Debaty e Servat. In campo dal primo minuto anche Maestri in seconda e il ritorno di Harinordoquy in terza.

Le XV de départ: Médard ; Clerc, Rougerie, Fofana, Malzieu ; (o) Trinh-Duc, (m) Yachvili ; Harinordoquy, Picamoles, Dusautoir ; Maestri, Papé ; Mas, Szarzewski, Poux.
Remplaçants: Servat, Debaty, Nallet, Bonnaire, Parra, Beauxis, Mermoz. 23e homme: Attoub

Francia-Italia, letture di un sconfitta che fa crescere

Stralci della rubrica “Mischia aperta” di Antonio Liviero su Il Gazzettino

Jacques Brunel e Philippe Saint-André hanno diversi punti in comune. Sono francesi, hanno debuttato con le rispettive nazionali, appoggiandosi per il momento al gruppo di giocatori preesistente. Soprattutto condividono una visione del rugby pragmatica. Ma, aggiunta la propensione a tenere conto del lavoro dei club, le analogie finiscono qui.
Perché mentre l’allenatore della Francia è impegnato a semplificare la filosofia offensiva del suo predecessore Lievremont, il tecnico azzurro è chiamato, al contrario, ad aggiungere volume al rugby eccessivamente restrittivo, e troppo prevedibile, dell’ultimo periodo di Mallett. E non ha perso tempo: si è impegnato subito a riportare l’azione in più zone del campo nel tentativo di creare almeno le premesse per rendere le difese vulnerabili.
(…) Risultati incoraggianti per la conservazione, meno in termini realizzativi. La linea del vantaggio veniva spostata ma raramente superata.
Nella ripresa è stata sperimentata una soluzione diversa, con movimento direttamente al
largo e successivo attacco dell’asse profondo. Si è guadagnato qualcosa in incisività perdendo forse in efficacia della conservazione. Un principio che vale anche per l’organizzazione difensiva, ma al contrario: mettere i rapidi di fronte ai rapidi. Cosa
che non è riuscita in occasione della meta di Rougerie, trovatosi ad accelerare tra Lo
Cicero e Ghiraldini. Il ripiazzamento difensivo ora è sicuramente la priorità dell’Italia. (…)
L’altra differenza con Philippe è che il tecnico della Francia può scegliere tra un gruppo di 60 giocatori di grande qualità, mentre Jacques tra 20 buoni, a volte ottimi, elementi con
rare punte di eccellenza internazionale. La strada del gioco è dunque lunga e difficile. Tuttavia il nuovo citi è un tipo ambizioso e scaltro. E sembra aver saggiamente deciso di appoggiarsi al sistema del Benetton, di gran lunga il migliore oggi proposto in Italia.