Treviso e FIR, il presidente Zatta avverte Dondi

di Ivan Malfatto per Il Gazzettino

«Gli affari si fanno sempre in due. In caso contrario chi subisce la decisione prima o poi
si rivolta». È un Amerino Zatta aperto al dialogo sulle cose, ma fermo sui principi quello che commenta la nuova incrinatura dei rapporti fra la Fir e le franchigie di Pro12. Avvenuti dopo le proposte di modifica delle regole di partecipazione al torneo fatte dall’ultimo consiglio federale: contributo del 60% per i giocatori di interesse nazionale sostituito dal fisso di 2 milioni per la disponibilità di tutti gli atleti, staff federale gratis per chi lo
richiede, equiparabili considerati italiani previo ok della Fir, eccetera. Proposte unilaterali.
Non discusse a un tavolo comune a tre (Fir, Treviso, Aironi), come chiede Treviso.
«Spero che la situazione creatasi sia solo frutto di equivoci – continua il presidente del Benetton – Continuo a essere dell’idea che le soluzioni si trovano col dialogo, non con le imposizioni. Bisogna parlare, con le carte bollate non si va da nessuna parte. Noi tale volontà l’abbiamo dimostrata anche ritirando il ricorso sulla modifica della regola sui cinque stranieri. Ora fra Treviso e Fir non c’è più nessuna pendenza formale».
Prove di dialogo, ulteriori dopo le riunioni congiunte dei mesi scorsi con il delegato della
Fir Nino Sacca, sono avvenute sabato in tribuna a Monigo durante Benetton-Ulster. Zatta
e Saccà erano fianco a fianco. Un primo contatto in vista di altri incontri?
«La visita di Saccà era prevista prima del consiglio federale – prosegue Zatta – Non aveva
mai visto un match del Benetton, ha espresso la volontà di farlo e l’abbiamo accolto con
l’ospitalità dovuta. Ora parleremo con la Fir e cercheremo di capire quali sono i contenuti
delle nuove normative proposte». (…)

Gli All Blacks si allontanano da Milano, tuttineri in viaggio verso Roma

Italia-Nuova Zelanda, 17 novembre 2012, kick-off probabilmente a Roma. Nelle ultime ore infatti la candidatura milanese, quella considerata più forte e “normale”, sembra aver perso tanto terreno. Troppo, probabilmente.
Le parti in causa infatti non sembrano essere riuscite a trovare un accordo: il Comune di Milano, M-I Stadio (e cioè Milan e Inter) e una cordata che avrebbe rappresentato il cuore del comitato organizzatore si sono incontrati più volte senza però partorire nulla.
Rumors raccontano di piccoli problemi continuamente superati – a parole – e che poi si ripresentavano. Tante parole, tanto fumo, ma nessuna firma. Voci di corridoio raccontano di un assessorato allo Sport meneghino deciso a portare a casa l’evento ma che non è riuscito a vincere le resistenze delle due società di calcio, che a parole non hanno presentato problemi ma che nei fatti hanno fatto melina (riproposto nuovamente il problema del ripristino del campo dopo che sembrava ampiamente superato con tanto di lettere di garanzia spedite anche all’UEFA). Soprattutto – pare – che a rallentare il tutto sia stato il club nerazzurro, quello che probabilmente sarà il meno coinvolto nelle coppe europee il prossimo anno. Ma non è stato l’unico.

Venerdì sera termina la dilazione concessa dalla FIR per trovare un accordo, ma a meno di un miracolo Milano si vedrà portare via uno dei maggiori eventi sportivi dell’anno. E a Roma tra novembre e febbraio-marzo ci sarà un vero ingorgo di rugby. Forse troppo.
Però, magari, la Madonnina…

PS: con la scelta di Roma, l’Italia giocherebbe a Torino contro Tonga il 10 novembre. Sicura invece la sede di Bologna per l’Australia il 24.

Dalla FIR: queste le categorie giovanili per la stagione 2012/2013

Dall’ufficio stampa FIR

La FIR conferma che per la Stagione Sportiva 2012/2013 le categorie giovanili rimarranno invariate (campionati U14, U16, U20) ed inoltre sarà riproposta l’attività U23

Comunicati, silenzi e pasticci italiani: cosa succede tra FIR, Aironi e Treviso?

E ora? Cosa succederà dopo la giornata dei comunicati? Prima Treviso, poi in serata quello FIR. A fare da contorno gli sbuffi che arrivano da Viadana. Non c’è che dire, un bel panorama. E siamo solo all’inizio.
Un paio di giorni fa ho scritto che sembra che tutti i nodi che da tempo vanno formandosi nel rugby italiano abbiano deciso di venire allo scoperto. In 48 ore ne è arrivata la conferma. Le prossime settimane saranno caldissime, c’è da scommetterci, anche perché il perodo elettorale non aiuterà.
Il clima sembrava rasserenarsi, poi l’esplosione praticamente contemporanea di più bubboni. A fare detonatore le non-decisioni di un Consiglio Federale piuttosto anomalo e più probabilmente quello che è successo nelle settimane immediatamente precedenti. Cosa è stato detto o cosa non è stato detto prima del Consiglio federale? Quali comunicazioni e segnali sono stati lanciati tra FIR, Benetton Treviso e Aironi? Quali invece sono stati taciuti? E perché?
In questa intricata vicenda c’è una federazione che accusa le franchigie (beh, soprattutto una…) di inseguire solo interessi ed obiettivi “privati” slegati dal bene collettivo del movimento. Di riflesso c’è una federazione accusata di muoversi in maniera autoritaria e unilaterale, con decisioni schizofreniche guidate da mire autoconservative.
Torti e ragioni sono probabilmente ben distribuiti, ma quello che tutti dovrebbero avere ben presente è solo la crescita del movimento italiano, attraverso la nazionale ma anche attraverso le squadre celtiche. Senza dimenticare il rafforzamento della base.
Rimanendo alla parte alta della piramide sarebbe bene chiarire gli eventi delle ultime settimane. Perché qualcosa comunque non torna.
Prendiamo ad esempio le famose “migliorie” al capitolato FIR/Franchigie. Il vicepresidente federale Saccà ha detto chiaro e tondo che la federazione ha avvisato il Benetton Treviso il 2 di marzo delle proposte che il Consiglio avrebbe affrontato di lì a un paio di settimane. La stessa cosa però non è avvenuta con gli Aironi: è qualche giorno che il presidente Melegari dice di essere venuto a conoscenza dei dettagli delle “migliorie” solo dalla stampa, e nessuno da Roma lo ha smentito. Perché Treviso è stata messa a conoscenza e Viadana no? Quale la ratio di una decisione simile? Intendiamoci: il mio non è un atto di accusa verso chicchessia, ma solo il tentativo di capire il perché.
Di Treviso si potrà forse dire che è isolazionista e arroccata nella sua Marca, ma se c’è una cosa che non manca nel comunicato diffuso dai biancoverdi è la chiarezza: la richiesta alla FIR di sedersi attorno a un tavolo assieme agli Aironi è addirittura gridata. In nome di quei principi di quel capitolato che è stato secretato. E anche qui ci piacerebbe sapere perché.

La FIR risponde a Treviso e si “rammarica”

Oggi il comunicato di Treviso, ora questo dell’ufficio stampa FIR

La FIR esprime rammarico per il comunicato stampa della Benetton Rugby, all’indomani dei risultati di un confronto che dal novembre ad oggi ha determinato importanti progressi sia sotto il profilo economico che della semplificazione dei rapporti.

Benetton Rugby non ha certamente “richiesto notizie anticipate sulle decisioni del Consiglio Federale”, ma non può affermare di non essere stata a conoscenza di quanto sarebbe stato posto alla attenzione del Consiglio, seppur, come si conviene quando le decisioni sono prerogativa di un organo istituzionale, conosciuto in via riservata.

La FIR ha molto chiari gli scopi federali del progetto celtico e ha messo a disposizione delle due Società partecipanti, oltre che un rilevante apporto economico diretto e indiretto, anche modalità di rapporti estremamente semplificati, proprio per venire incontro alle esigenze delle Società, al fine di concentrarsi sugli obbiettivi sostanziali, che sono prevalenti.